domenica 12 novembre 2023

Viaggio Allucinante sulle bikelane(s)

Oggi ho percorso avanti  e indietro una cifra di bikelane(s) e sono rimasto molto contrariato da quantità e qualità degli intoppi trovati.

Le due immagini che riporto sono solo le più plateali, mentre le più numerose sono le invasioni parziali, nelle quali la macchina pur non ostruendo tutta la bikelane, ne occupa abbastanza da costringerti a rallentare.

Chissà come mai è così difficile dispacciare qualche vigile a proteggere le bikelane da chi le considera il proprio parcheggio.

lunedì 23 ottobre 2023

W le Marathon

La scorsa primavera, dopo una serie veramente orribile di forature, ho montato sulla ruota posteriore della citybike un copertone Schwalbe Marathon nella speranza di dare uno stop a questo brutto trend che mi aveva dato non pochi fastidi nell'uso della bici.

Da allora in effetti non avevo avuto più noie fino a ieri pomeriggio, quando tornando da una puntata al pponte di mezzocammino, ho cominciato a sentire i segni inequivocabili di una perdita graduale di pressione.

Ho fatto una sosta rifocillatrice e ho rigonfiato la gomma all'altezza di Ponte Marconi. Debbo dire che ho rigonfiato senza troppe speranze, convinto che di lì a poco avrei dovuto fermarmi in qualche posto simpatico della pista del Tevere per cambiare la camera d'aria.

Malgrado il mio scetticismo la pressione, se pure non ai massimi, ha tenuto fino al mio arrivo a Piazza Vescovio... anzi, ero pure incerto sulla relae necessità di sostituire la camera d'aria, ma poi ho vinto la pigrizia e sono andato a vere cosa aveva fortao la corazzatura del copertone.

Smontata la ruota ho subito cercato il copertone... cercando bene ho visto una discontinuità e con l'aiuto di un attache ho estratto dalla copertura una mega scheggia di vetro, di circa 5 mm di lunghezza, che potete vedere in foto.

La camera d'aria era stata toccata in più punti, ma in maniera molto leggera. L'ho riparata con una toppa autoincollante e l'ho rimontata. Tutto a posto e molto rapido.

Mi dispiace dover girare con copertoni corazzati, ma finchè a Roma abbiamo a terra pezzi di vetro di quella dimensione le alternative sono decisamente poche. 

Rimane da stigmatizzare la presenza di schegge di quelle dimensioni, che purtroppo continuano, specilamente nelle vicinanze delle campane per il riciclo del vetro, troppo comuni. 

lunedì 2 ottobre 2023

Stavolta ho ragione io!

La strada dove abito è a senso unico e ha tante curve che  "sembra disegnata da un gatto che scappa"...

Sta di fatto che in carenza di SUEB sono spesso "costretto" (nel senso che non farlo mi costringerebbe ad un allungamento e a  un dislivello intollerabili per una bicicletta). and andare contromano, anche perchè il marciapiedi buono per la bici è occupato da auto parcheggiate in sosta vietata. Con molta attenzione comunque ci si riesce 

Ad agosto succede il "miracolo". 

Uno dei fortunali che ha investito Roma ha fatto crollare un bel po' di ramoni dal cedro che sorge a metà strada. 

Inoltre un solerte magistrato ha deciso di aprire un'inchiesta sulla manutenzione del verde nella capitale e ha fatto sequestrare tutta l'area intorno al cedro dividendo la strada a senso unico in due metà a senso unico alternato, riservate ai residenti. Potete vedere dal cartello.

Quindi finalmente ho potuto imboccare la strada come pareva a me... non solo, ma quello che prima era senso vietato adesso ha la precedenza, quindi certi cazziatoni agli automobilisti che non si mettevano da parte...

Senonchè tutto ha una fine e i lavori sono iniziati. Discorrendo con un vigile urbano gli ho fatto presente che purtroppo per me finiva la pacchia...

Al che lui mi ha tenuto un pistolotto sulla necessità di osservare il CdS etc. etc. etc.

Io ovviamente gli ho risposto dicendo che aveva ragione, ma che noi siamo l'unico paese civle dove ancora non c'e' il Senso Unico Eccetto Biciclette, AKA SUEB.

Lui ha avito il coraggio di dire che all'estero non l'ha mai visto. Per esempio a Parigi non gli risulta (allego screenshot di parigi, Rue de Laplace da Google Earth).

Insomma, se questi sono quelli che ci dovrebbero proteggere dalle automobili... francamente si sarebbe meritato il premio "nemico del ciclista" dell'anno...

martedì 19 settembre 2023

Il sindaco di Roma e la guerra alle mosche... oops, alla doppia fila

Se mi ricordo bene, la fine di Kaputt o La Pelle di Curzio Malaparte riprende una delle  barzellette del ventennio... ovvero una delle tante battaglie del regime, quella contro le mosche... il protagonista chiede come sia andata, e gli rispondo che e' stata persa e hanno vinto le mosche.

Ora ho sentito che il Sindaco sta cercando di fare qualcosa per la sicurezza del traffico. La cronaca riporta che tra le varie iniziative intende fare una guerra senza quartiere alla sosta in seconda fila. Il proposito è condivisibile e giustissimo ma, viste  premesse e le esperienze, se non si sta accorti la guerra finisce per vincerla ancora una volta la seconda fila.

A Roma la sosta in seconda fila non è una semplice infrazione, ma un modo di organizzare vita e trasporti. Oltretutto da un po' di tempo la sosta in seconda fila è diventata una specie di status symbol, ovvero: io sono meglio di voi perchè non perdo tempo a trovare un posteggio. Un patente caso di marchesogrillismo.

 Nel pianificare la guerra occorre tenere conto di tre aspetti molto concreti: 

1) considerata la vastità del fenomeno, la necessità di reperire le forze per reprimerlo in maniera tanto estesa e continuativa da cambiare il comportamento delle persone. In particolare la pressione va esercitata almeno fino al momento nel quale si comincino a vedere gli aspetti positivi;

2)  la profonda impopolarità causata da  un'azione decisa, che potrebbe avere riflessi catastrofici su di un Sindaco la cui popolarità diciamo che non sia molto elevata e che non riesce a migliorare nettezza urbana e trasporti;

3) la necessità di dare una risposta a quella domanda di spostamento cui la sosta in seconda fila fornisce sfogo.

 Bene, rispetto ai tre punti direi che:

1) la prima cosa è conquistarsi la fiducia dei vigili urbani, perchè vista l'intensità dell'impegno necessario per ottenere risultati. Oltretutto saranno loro la prima fila degli improperi. A questo va unita una strategia intelligente, partendo da piccoli obiettivi possibili per poi allargare l'azione. Tutto e subito in realtà porta a niente.

E' chiaro che gran parte della sorveglianza deve essere fatta con mezzi elettronici (tipo la macchina da presa sulle auto della polizia locale), ma l'intervento intelligente volto a punire i superfurbi rimane necessario.

2) L'impopolarità iniziale sarà massima, sicuramente facendo leva sullo scarsissimo palmares delle altre iniziative prese dal Sindaco... in questo caso l'obiettivo è ambiziosissimo, ma anche terribilmente vasto e complesso, soprattutto perchè andrà a pestare i piedi a categorie storicamente molto potenti quali i negozianti. 

Si spera che il sindaco faccia leva sui beneficiari di questi provvedimenti, soprattutto utenti del mezzo pubblico, ma anche tassisti e loro utenti, che però dovrebbero essere incoraggiati a sostenerlo a viso aperto;

3) Oltre al bastone occorre dare la carota. Riabituare la gente a prendere il mezzo pubblico dopo il "liberi tutti" del COVID  non sarà facile a meno che non si registrino consistenti aumenti dell'efficienza del TPL. Sappiamo che treni emetro sono pieni di utenti. Per quanto riguarda il trasporto di superficie se l'ATAC invece di sfruttare lo spazio lasciato libero migliorando il servizio, sceglie il contenimento dei costi lasciando inalterati i tempi "gate-to-gate" (ad esempio diminuendo le frequenze in funzione della riduzione dei tempi di percorrenza) c'e' poca speranza di guadagnare alcun consenso. Inoltre se il servizio pur veloce rimarrà inaffidabile, saltando corse, scioperi, etc., allora l'operazione getterà altro discredito sul sindaco. 

Inoltre si deve assolutamente evitare che l'aumento della frequentazione dei bus si trasformi in un bonus per la microcriminalità. Una volta per tutte chi viene preso a delinquere su un mezzo pubblico deve finire ai lavori ecoutili (tipo costruzione o manutenzione di piste ciclabili).

Per questo sarei più favorevole ad azioni graduali e mirate, volte a risolvere prioritariamente i principali nodi del trasporto pubblico di superficie e l'occupazione dei passaggi pedonali.

Rimane comunque il dato di fatto che a Roma abbiamo troppe macchine rispetto allo spazio disponibile e questa incongruenza prima o poi andrà affrontata (e risolta).

giovedì 14 settembre 2023

Non credevo accadessero più cose come queste

La nostra città non manca mai di riservarci qualche sorpresa quotidiana! Purtroppo da un po' di tempo le sorprese sono più che altro negative, un segno che non solo non stiamo progredendo, ma che per certi versi stiamo tornando indietro.

Il fattaccio: scendo dal treno alla stazione di Roma Nomentana e per decomprimermi un po' percorro la ciclopedonale dell'Aniene, approfittando del bel tempo e della luce pomeridiana.

Tutto bene, supero Prato della Signora e mi dirigo verso la salita di Via Vessella, che si raggiunge dopo aver attarversato la rampa che scende dalla tangenziale.

L'attraversamente è di quelli ciclopedonali pieni, strisce bianche e traccia rossa con i pittogrammi di bicicletta e pedoni...

L'attraversamento ovviamente richiede un po' di attenzione, però venendo da Prato della Signora sei in piena vista delle macchine che scendono. 

Il traffico non è molto denso e comunque la curvatura della rampa è tale che la velocità delle auto -seppure in discesa- non può che essere moderata.

Vabbè... mentre mi avvicino vedo una singola Golf che scende piano, e apprezzo che stia andando abbastanza piano da essere in grado di rallentare al mio passaggio. 

Scendo quindi dal marciapiede senza rallentare, impegnando il passaggio che vedete nell'immagine.

Mentre sto passando la Golf ovviamente rallenta, ma esplode il clackson e il guidatore mi urla: "Ti devi fermare quando passano le macchine". 

Io chiaramente non me la tengo e gli rispondo -urlando a mia volta- che lì c'e' il passaggio della pista e che è lui a doversi fermare. 

Il fellone non si arrende nemmeno all'evidenza della fellonia e andiamo avanti un quaranta secondi buoni, a più riprese, urlando epiteti tipicamente romani e facendo gestacci reciproci.

Ora qual'e' lo stupore? 

Non tanto che l'automobilista fosse deciso a passare, lo fanno spessissimo, ma che anche di fronte alla fottuta evidenza (the fucking evidence) abbia continuato a protestare, mentre mi sarei aspettato che avesse semplicemente tirato via senza ammettere niente ma senza nemmeno continuare la discussione.

Insomma, abbiamo automobilisti che nel 2023 ancora non hanno capito il meccanismo degli attraversamenti ciclopedonali... siamo ritonati indietro di dieci anni, altro che transizione ecologica!

mercoledì 30 agosto 2023

L'orrore al semaforo

Credo che a Milano si sia raggiunto il massimo dell'orrore ciclistico, con quella povera ragazza che è stata schiacciata, lentamente,  da un camion carico di terra in partenza ad un semaforo.

Da quello che si capisce dalle testimonianze riportate, la poverina ha avuto tutto il tempo di capire che cosa stesse succedendo, in maniera ben differente da chi viene investito in una frazione di secondo.

L'inchiesta dovrebbe aiutare a capire meglio la dinamica della tragedia, sperando che i media possano continuare a dedicare l'attenzione possibile.

Però, se ho capito il quadro generale, la ciclista si è infilata tra una fila di macchine e l'autocarro, magari in maniera abbastanza stentata, contando di risalire la fila e posizionarsi davanti al camion, o alle auto, ma comunque in vista, prima dello scattare del verde. 

Questa sua manovra è sicuramente passata inosservata al camionista, e comunque mi pare evidente che  verde sia scattato prima che fosse completata... il camion si è mosso e ha agganciato lei o la bicicletta, non lasciandole scampo...

Questo terribile incidente ha non sembra dipendere dalla velocità, che in un camion che si muove non può che essere minima. 

Dovremmo invece riflettere su quel tipo di prudenza basica che un ciclista, vaso di coccio tra quelli di ferro, dovrebbe sempre avere.

Per quanto mi riguarda ho il terrore dei mezzi pesanti, proprio per la possibilità di finire agganciato e trascinato sotto le ruote. Per questo, se ovviamente non posso evitare di essere affiancato o superato dai mezzi pesanti, li evito come la peste e preferisco perdere due minuti in coda dietro a loro che portarmi al loro tiro.

Però in maniera più generale vedo tanti novizi che sembra non si rendano conto che andare in bici richiede maggiore attenzione di guida, anche se si viaggia a velocità ridotte. 

Molti si gettano nel traffico privi di altre esperienze di guida, cosa che li rende quasi incapaci di comprendere le dinamiche degli altri mezzi con i quali condividono la strada e quindi di anticiparne le mosse.

Ecco, su questo aspetto, intendo quello dei comportamenti virtuosi di autosalvaguardia, credo occorra una riflessione più attenta e che qualcosa in più vada fatto.

sabato 19 agosto 2023

Brivido COTRAL

A fronte di un invito last minute esco verso le 19 per andare a comprare una bottiglia per regalo.

Mi immetto sulla mia corsia, niente auto (che provengono solo dalla direzione opposta) ma una corriera del COTRAL, distante un  quattro / cinquecento metri... lì per lì mi passa in mente quello che l'altro giorno mi diceva il buon Rodolfo, ovvero che le corriere hanno preso l'abitudine di passare proprio accanto ai ciclisti senza rallentare.

Vabbè, ho continuato a velocità da spesa, tenendomi il più possibile sulla destra per facilitare il prevedibile sorpasso e monitorando la situazione con lo specchietto retrovisore.

Neanche venti secondi dopo la corriera cresce nello specchietto e, senza neanche tentare di allargarsi un pochino (l'altra carreggiata era occupata) mi passa a non più di trenta centimetri ad almeno 50 all'ora. Grazie allo specchietto ho avuto modo di prepararmi, però lo spostamento d'aria è stato forte lo stesso e lo sfilare della corriera accanto alla spalla è stato da brivido...

Oltre a COTRAL, lo stesso trattamento l'ho subito il giorno dopo da parte di un SUV, con la differenza che la distanza è stata un pochino maggiore, la velocità molto più alta (120 all'ora per lo meno) ed essendo il SUV (in realtà era un cross-over) molto più aerodinamico, lo spostamento d'aria nettamente inferiore. In compenso la strada era deserta per chilometri, e l'autista avrebbe potuto tranquillamente allrgarsi di un'altro metro.

Ringrazio gli autisti per il trattamento... ed in effetti rifletto su quello che sto andando a dire da tanto tempo, ovvero che per quanto sia brutto in città, fuori dalle città è molto peggio, se non altro perchè quasi tutte le strade sono strette e le velocità alte.

Infine una buona notizia... proprio stamani un'altra corriera COTRAL si è allargata quando mi ha superato. Non che abbia esagerato, ma ho apprezzato la cortesia, anche perchè (a differenza del primo episodio) mi ero allargato di un buon metro per poi rientrare all'ultimo momento, cosa che mi ha garantito un margine ben più ampio.