giovedì 29 settembre 2011

Il piacere del biglietto a bordo

Tre giorni a Bruxelles. A causa del pienone per una fiera cittadina, pur avendo prenotato un mese e mezzo fa, sono rimasto confinato in uno degli alberghi vicino all’aeroporto. Visto però che avevo deciso di passare prima in albergo e poi andare in città per la riunione pomeridiana del primo giorno, mi trovavo a sostituire il solito tratto in treno con due in taxi (aeroporto-albergo e albergo-città) a costo veramente proibitivo, e con la prospettiva di dover usare il taxi anche la sera al ritorno.

Speranzoso chiamo l’albergo: “Avete una navetta dell’albergo?” “No, ma se prende il bus 272 la lascia di fronte all’albergo”. Detto fatto, arrivo al piano -1, trovo il bus e ci salgo sopra. Estraggo il carnet di biglietti dei mezzi pubblici di Bruxelles che porto sempre con me. L’autista mi dice che quelli non vanno bene. Come tutti i bus dell’aeroporto si può fare il biglietto a bordo. 2 euro. Ho una banconota da dieci, e l’autista (non il bigliettaio) aziona una specie di distributore a pulsantoni colorati (tipo gioco di bambini) che ha accanto al volante e mi allunga il resto.

Un altro passeggero sale, paga cash in monete, e lui le fa cadere nel distributore, ogni taglio dentro il suo pulsantone colorato. Partiamo a dodici minuti dopo sto in albergo.

A Roma, la mattina, a Piazza Gondar, ero andato al solito bar a comprare il biglietto del treno per Fiumicino, ma il bar li aveva finiti. “Non me li hanno portati”. Per fortuna tengo sempre un biglietto per Fiumicino di riserva…

Dall’albergo chiedo: “C’e’ il modo per andare a Bruxelles con i mezzi pubblici?” “Certo, esce, prende a destra, dritto per 10 minuti a piedi c’e’ la stazione del treno” “E il biglietto?” “Lo faccia a bordo. Mi raccomando, lo chieda lei al controllore, altrimenti pensa che lei non voglia pagare e le fa la multa”.

In effetti esco, cammino lungo la strada di quasi campagna -bordata da marciapiede con pista ciclabile- e arrivo alla stazione di Diegem. Aspetto il treno, salgo e vado dal controllore, una simpatica signora un po’ sovrappeso che mi fa subito il biglietto, come a parecchi altri passeggeri. Stessa cosa al ritorno visto che la Gare Centrale aveva la biglietteria chiusa. Infatti dopo riunione e cena di lavoro, avendo controllato gli orari, prendo il treno e passeggiata a ritroso per la campagna.

Oggi rientro a Roma ed essendo a secco di biglietti (avevo appunto usato l’emergenza) vado a comprare dal primo giornalaio che incontro agli arrivi (Terminal T3) dove solitamente non c’e’ fila. “Li ho finiti, non me li hanno portati”.

Salgo alla stazione, vado all’edicola (biglietteria FS chiusa). Grandi cartelli: “Biglietti per Roma Termini Finiti Solo Roma Tiburtina”. Almeno quelli. In effetti vicino ci sono due macchine automatiche che funzionano con denaro e tre con sola carta di credito.

Però non capisco… questa penuria di biglietti ai tabaccai, bar, etc. mi sembra una follia. Così come il non poter fare il biglietto a bordo, anche se con un modico sovrapprezzo per il disturbo. In effetti però il sistema si auto compensa: trovare il biglietto non è facile, ma dopotutto ne’ all’andata, ne’ al ritorno qualcuno me lo ha controllato.

Che bisogno c’era di comprarlo?

domenica 25 settembre 2011

Bracciano Ceri Passoscuro Maccarese con Cicloappuntamenti


Foto (poche)

Rimandata a causa dello sciopero della plantigrada (l’Orsa) si è tenuta con soddisfazione dei presenti una classica ciclo girl, che partita da Bracciano si è snodata per circa 47 km passando per Ceri, Passoscuro (bagno e ciclo picnic) e Maccarese, dove abbiamo preso il treno del ritorno.

Una gita piacevolissima, in dolce pendenza con l’eccezione della visita a Ceri, in una giornata che doveva essere uggiosa, ma che si è trasformata, complice il sole, in una continuazione dell’estate, seppure con un pizzico di malinconia autunnale per la ridotta forza del sole.

Piacevolissima la sosta sulla spiaggia, con bagno compreso.

Un grazie a Federico, Simona e Lorena per i manicaretti. Il vino rosso forse non era il più azzeccato (io mi figuravo un giorno di pioggerella) ma ci stava bene.

Dulcis in fundo, il percorso lungo la spiaggia ed il guado del fosso (non mi ricordo il nome).

Ah, dimenticavo… stavolta ho bucato io, una raffica di spine, l’estrazione della peggiore ha richiesto un intervento a copertone aperto eseguito con magistrale perizia dal Dr. Occhionero.

Con Uta, che ha forato subito dopo, siamo stati l’unico episodio della giornata. Un bel risparmio rispetto alle gite precedenti!!

Comunque… di disceselle ne abbiamo fatte abbastanza… Adesso si tratta di ricominciare ad affrontare tratte più impegnative!!!

venerdì 23 settembre 2011

La settimana della mobilità sostenibile(?) No, del traffico micidiale (!)

Questa settimana (anzi in sei giorni), dico la settimana europea della mobilità sostenibile, con la bicicletta ho fatto 100 km urbani… non male.

I ciclisti romani all’appuntamento, complice il tempo meraviglioso, ci sono stati tutti. Per tutta la settimana ho visto moltissime biciclette in giro, con ciclisti di tutte le età. Anche persone eleganti (non io, ovviamente) che andavano al lavoro.

Purtroppo alla faccia della settimana della mobilità sostenibile, anche gli automobilisti si sono scatenati. Il risultato è stato un traffico micidiale, nel quale mi sono spesso trovato impigliato. Riporto una dichiarazione dell’assessore Visconti:

"Manifestazioni come questa - ha concluso Marco Visconti - sono dunque molto importanti poiché rappresentano un'opportunità per sperimentare un cambiamento nelle abitudini, verificando che adottare stili di vita più sostenibili è semplice, economico, salutare".

Caro Assessore, sperimentare cosa? Non mi pare che ci sia stato niente di diverso dagli altri giorni… cosa avete organizzato? Avete rimosso con urgenza le auto parcheggiate sulle strisce pedonali? Avete rimosso la seconda fila? Avete tenuto sgombre le corsie preferenziali di Viale Libia, Eritrea e Corso Trieste? E quersto sarebbe solo applicare la regolamentazione per non svantaggiare gli altri rispetto agli automobilisti…

E qualcosa in più non si poteva fare, tipo targhe alterne? Oppure un bel blocco la domenica, così da farci provare la città senza auto… Diciamolo, Alemanno è il sindaco degli automobilisti.

Come al solito…

Vorrei terminare questo post con l’eco di alcune tensioni sul prezzo della benzina:

1^ Segnale - post sul CdS:

Branco di irresponsabili, fare andare la benzina a 1,7 è ... non ci sono davvero parole, inetti.

2^ Segnale- al parcheggio delle moto:

Ma questo motorino beve un sacco. Ci ho messo 5 euro ieri.

A giudicare dal traffico che ho visto questi giorni – ed era la settimana della mobilità sostenibile – la benzina dovrebbe andare ad almeno 5 € al litro. Da subito.

Vabbè, poi ci sono quelli che non hanno alternativa all’auto. Lo so. Ma quanti sono realmente?

giovedì 22 settembre 2011

Diventeremo mai troppi? (Effetto Critical Mass a Copenhagen)


In risposta al mio post “se prima ero io solo a pedalare… “ Martina risponde con un simpaticissimo commento, dicendosi convinta che l’uso della bici aumenterà. Sono d’accordissimo, magari non ne farei una questione addirittura “etica”, e non andrei oltre l’impegno per l’ambiente.

Vi dirò: sono ancora più contento se la bicicletta viene usata per “mera convenienza”, o per “godimento personale”, o addirittura “per far crepare d’invidia i vicini” e non per etica o senso di responsabilità.

Quindi pedaliamo e moltiplichiamoci… ma che succede se diventiamo troppi?

I giornali hanno riportato una serie di articoli di lamentele sui ciclisti copenaghegni. A detta di tutti la città è il paradiso delle ruote, ma come in tutti i paradisi, c’e’ qualcosa di sbagliato. Anzi, per dirla all’Amleto, c’e’ qualcosa di marcio in Danimarca.

Secondo la logica dell’”uomo morde cane” sono state riportate una serie di testimonianze negative. Amme terrorizzate che preferiscono il taxi alla bicicletta, etc. Io le farei accompagnare i figli a scuola a Roma, magari attraversando un lungotevere…

Ciò non toglie che l’espansione della bicicletta alle masse –se mai avvenisse- ne allargherebbe l’uso anche a qualche prepotente e maleducato, e anche da noi ci sono.

Per esempio io uso spesso il marciapiedi, ma cerco di dare sempre la precedenza ai pedoni. Non pochi ciclisti –qualcuno straniero- salgono sui marciapiedi e suonano ai pedoni. Altri, pur facendo pesanti infrazioni si comportano come se la strada fosse tutta loro.

Se vi ricordate, anche alla Critical Mass si sono visti episodi poco commendevoli. Persone che con la scusa della bicicletta attaccano briga con il prossimo. Purtroppo ce ne sono in tutte le fette di umanità.

Sulla faccenda copenaghegna io non mi preoccuperei troppo.

Prima che diventiamo troppi… Avoja a magnà pagnotte, come si dice da queste parti.

Però, nel frattempo, cerchiamo lo stesso di essere educati.

mercoledì 21 settembre 2011

La selvaggia Riva Sinistra Nord del Tevere

Mentre i baldi giovani di cicloappuntamenti se ne andavano tra Bracciano e Maccarese (per fortuna che non c'e' stato lo sciopero, altrimenti sarebbero rimasti a Roma) il buon Marziano ha sgirellato per Roma.

Dopo varie avventure (e ne vedrete anche altre) ha provato a far partire una prescout: percorrere dal quadrifoglio dell'Olimpica a Castel Giubileo la Riva dell'Aniene prima e la riva sinistra del Tevere verso Nord e Castel Giubileo.

L'idea è quella di aprire un percorso fino al ponte del GRA, attraversarlo nel predisposto passaggio ciclopedonale (se non chiuso) e tornare indietro.

L'impresa, peraltro iniziata a ridosso dell'ora di pranzo, si è rivelata più difficile del previsto, anche perchè la strada che segue l'argine è interrotta in qualche punto.

In effetti è stata sospesa dopo le prime centinaia di metri, all'aumentare della difficoltà del terreno, anche a causa della bicicletta, il mitico cancello a ruote lisce (e soprattutto tenere!).

Last but not least l'estrema desolazione dei luoghi, particolarmente adatti all'assalto e uccisione a scopo di rapina (spero non di violenza sessuale) di eventuali ciclisti.

L'inizio è comunque molto promettente, come testimoniano le foto, senza traccia alcuna di civiltà.

Pomeriggio Tiramisù da Pompi... ovviamente in bici ma con la sorpresa di essere accompagnato dalla figlia!!!

Magari organizziamo una pre-scout pomeridiana, va bene?

Diciamo Villa Ada - Castel Giubileo e ritorno sulla ciclabile Tevere fino a qualche birreria del Testaccio.

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domenica 18 settembre 2011

Un collegamento ciclopedonale tra due autostrade












Sto parlando del Ponte della Musica, l'ultimo scavalcamento del tevere che collega Piazza Gentile da Fabriano all'altra sponda.
Forse per riminiscenza parigine o londinesi, si era in epoca rutelloveltroniana, il ponte è stato molto saggiamente concepito come ciclopedonale.














Il risultato è notevole. Un balcone sul Tevere, sembra appunto una di quelle passerelle sulla Senna o sul Tamigi.




Insomma, una cosa da città civile.


Peccato che...


Sì, peccato che come ponte ciclopedonale alla fine non fa che collegare due autostrade, ovvero i due lungotevere.

Dal lato del Foro Italico la pista del Tevere è ancora interrotta.



A svariati mesi dall'inaugurazione del ponte i lavori per il collegamento alla pista, le rampe, sono ancora lettera morta.


Dall'altro lato del tevere la situazione è ancora peggiore.



A Piazza Gentile da Fabriano si sta realizzando un parcheggio interrato, che dovrebbe venire pronto a dicembre 2011.


Se però si guarda il cartellone con il disegno di come verrà la piazza dopo i lavori, esposto al
cantiere, non si vede alcuna traccia di collegamenti al ponte.


Insomma, non so quanto sia costato il ponte.


E' bello ma così serve proprio a poco.


Se questa è la conclusione, forse sarebbe stato meglio spendere i soldi per una bella rete di ciclabili, che almeno a qualche cosa sarebbero servite.


Nota: mi scuso per l'impaginazione, ma pare che su google blog le foto vanno cariche con la notazione polacca inversa...














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sabato 17 settembre 2011

Traversata di Martignano… a nuoto (ma con le pinne)

Stamattina, per la prima volta, ho sentito nell’aria la fine dell’estate. Per la prima volta l’aria sapeva di settembre. Anche il meteo ormai ci sta avvertendo: domenica finisce l’estate.

Pertanto, per celebrare degnamente questa fine dell’estate, e visto che l’acqua non sarebbe stata più così calda per quest’anno, ho deciso di fare un bel bagno lungo a Martignano, portandomi l’attrezzatura da crociera a nuoto.

Eh sì, perché quest’estate avevo acquistato, oltre ad una bella borsa della Mares, anche un pallone della stessa marca, che ha un alloggiamento per gli effetti personali, così che uno può allontanarsi da riva portandosi appresso chiavi, portafogli, telefonino, etc.

Arrivato a Martignano, ho sentito che l’acqua era ancora caldissima. Così mi sono attrezzato e dopo un venti minuti di sguazzamento, ho preso per il “largo”, con l’intenzione di tentare la traversata lungo l’asse maggiore.

L’unica incertezza che avevo era proprio relativa alla temperatura. In effetti non ho “il polso” delle velocità a nuoto. Sapevo che grosso modo l’asse maggiore di Martignano è intorno ai 2 km (in realtà 1900 metri) e che con la gonfiabile l’ultima volta ci ho messo circa 20 minuti.

Quanto mi avrebbe preso a nuoto?

Magari anche un’ora, ma quest’estate sia a Nettuno che al Circeo, ho fatto due crociere a nuoto da due ore, senza contare le ore in canoa.

Quindi fattibile.

L’unica incertezza rimaneva la temperatura dell’acqua. Avevo solo paura di essere preso da freddo al ritorno… cosa che si è rivelata infondata.

Per questo all’andata ho nuotato con prudenza, fermandomi spesso a controllare la distanza percorsa, e soprattutto quella che mancava.

L’arrivo sull'altra sponda è stato tranquillo, ho nuotato per una quarantina di minuti, mi sono fermato una ventina di minuti a riscaldarmi al sole, e poi sono tornato, non prima di aver rassicurato il campo base.

Il ritorno è stato molto più veloce. Ho messo a punto respirazione e bracciate, e mi sono aiutato parecchio con le pinne, che in genere uso solo quando scendo in apnea.

In effetti mi porto le pinne perché mi fanno sentire tanto pesce, perché servono sott’acqua, e alla fine perché avendo gambe da ciclista, è un peccato sprecare i quadricipiti, ma non ho mai imparato ad usarle veramente nel nuoto di superficie.

Alla fine ci ho messo poco più di trenta minuti.

Sono riemerso stanco –specie le spalle-, ma molto soddisfatto. Non ho avuto freddo.

Ciao estate, che bella che sei stata.
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