sabato 4 aprile 2026

Ciclisti che passano col rosso dando il cattivo esempio (secondo i massimalisti)


Uno dei leitmotiv principali dei maghinari autosauri è che le strade non sono sicure a causa del comportamento indisciplinato di ciclisti e monopattinisti. 

Amici ciclisti avete capito bene, non sono poco sicure perchè le macchine sfrecciano ben oltre i limiti di velocità magari facendoti il pelo, non sono poco sicure perchè si pasticcia costantemente sul telefonino, non sono poco sicure perchè non ci si ferma alle strisce pedonali, non sono poco sicure perchè si parcheggia ovunque... sono poco sicure a causa dei ciclisti e monopattinisti indisciplinati, e tra questi quelli che passano col rosso.

Evabbè, se si chiamano maghinari autosauri una ragione c'e', magari più d'una, ed in particolare perchè pensano cose come questa.

Intendiamoci, nessuno ha mai detto che passare col rosso aumenti la sicurezza stradale, ed i ciclisti (e monopattinisti) che lo fanno abitualmente prima o poi "smettono" (più che altro si tratta di selezione naturale). Come sanno bene anche i motociclisti... le quattro ruote sono più dure delle due ruote.

Qui parliamo di un'altro tipo di indisciplina, quella del ciclista che arriva al semaforo, si ferma, vede che l'incrocio è deserto e decide di ripartire senza aspettare il verde, tipo quello che succede tra Via Po e Viale Regina Margherita la domenica mattina alle 6 e 30. Oppure ad uno dei tanti "viottoli laterali"  che incrocia la pista Nomentana. 

Oppure all'incrocio tra Viale Angelico e Viale Mazzini.

E sì, perchè a sollevare un dibattito sul tema, sfociato sicuramente in polemica, non è stato il solito gruppazzo di maghinari autosauri ma la pagina fb di un gruppo ciclistico (ultimamente  molto attivo, presentantomi con insistenza dall'algoritmo di fb) PE PRATI MTB ROMA, sostenendo che i ciclisti che passano con il rosso danno il cattivo esempio.

Il filmato del post e' esattamente quanto ho descritto prima, non un ciclista pazzo che attraversa la Colombo schivando le macchine in corsa con perizia e tempismo, ma un tranquillo incrocio cittadino dove con il rosso, prima passa un podista lento e tranquillo tranquillo e poi due ciclisti altrettanto tranquilli, senza che si veda un'auto. 

Ovviamente su di un assist tanto ghiotto si è scatenato il peggio dell'autosaurismo talebano e parecchi tra quei sedicenti ciclisti (perchè molto spesso in realtà sono solo maghinari bugiardi) che considerano sacro quel Codice della Strada che di fatto sfavorisce la circolazione delle biciclette a favore di quella delle automobili (dei veicoli commerciali non parlo perchè lì entrano in gioco logiche differenti).

Ora, noi sappiamo che la bicicletta deve la sua utilità ed efficienza ad una combinazione unica di leggerezza e agilità che, a differenza dell'automobile, le permette di viaggiare ad una velocità media molto vicina alla velocità massima. 

Velocità media che molto spesso è anche superiore, nel gate-to-gate, a quella delle automobili. 

Pertanto i semafori per la bicicletta sono tempo netto perso, tempo che non è possibile recuperare andando al doppio o al triplo della velocità media, come può fare un mezzo a motore.

Ora che succede quando arrivi ad un semaforo rosso con la bici? 

Beh, innanzitutto ti fermi. Se poi proprio non passa nessuno, allora ti viene la tentazione di proseguire senza aspettare che ritorni il verde. Questo avviene sempre se giri a destra, un po' meno spesso se vai dritto o devi girare a sinistra. Ma se non ci sono altri mezzi in transito all'incrocio la tentazione è comunque forte.

Questo succede anche ai pedoni, che attraversano sulle strisce ma se la strada è deserta attraversano fuori dalle strisce o addirittura con il semaforo rosso. Normale, nessuno si metterebbe a criticare.

Pare però che la stessa cosa non possa essere fatta dal ciclista, specie se allo stesso semaforo stanno fermi anche maghinari autosauri. 

Dimensioni del mezzo, velocità caratteristica, non contano niente. Se applichiamo la stessa regola al parcheggio sul marciapiedi, allora abbiamo che non è possibile parcheggiare la bicicletta sul marciapiedi, proprio come un'automobile o un TIR... Pensa uno che lega al palo un bel TIR da 13 metri... non siamo assurdi.

Tra l'altro il web porta che in Colorado hanno adottato una regola, che mi sembra molto ben fatta, secondo la quale per i ciclisti il semaforo rosso è equivalente ad uno STOP, ovvero ti devi fermare, ma se non sopraggiunge altro traffico puoi passare. Razionale, non è vero?

Insomma, ricapitolando, nell'Italia dei massimalisti la bicicletta è obbligata a rispettare il rosso sempre e comunque. 

E' un'Italia che però non adotta il Senso Unico Eccetto Biciclette (SUEB), il Colorado STOP e tante altre cose che renderebbero la circolazione efficiente. E a fronte di tanto massimalismo del cazzo continua praticamente indisturbata la strage quotidiana  che insanguina le strade. 

Inoltre ostacolando l'uso della bicicletta nel nome di un inappropriato quanto  sterile parallelo con l'automobile affoghiamo nell'inefficienza, siamo un paese con una produttività stagnante da quasi quarant'anni che ci sta rendendo più poveri giorno dopo giorno.

PS.: c'e' solo un caso nel quale con il rosso non transigo e aspetto anche in assenza di traffico: quando ci sono ciclisti giovanissimi fermi a fianco dei genitori... allora aspetto e non passo, a loro sì che non bisogna dare un "cattivo" esempio. Devono imparare la regola, le eccezioni le vedranno da soli.

lunedì 30 marzo 2026

SOS ciclotraffico sulla Pista Nomentana

Marzo ha portato, ed era ora, una certa riduzione delle precipitazioni tropicali (tropicali fredde aggiungerei) e il traffico ciclistico è tornato a riempire le piste, in particolare la Nomentana.



Infatti da circa 10 giorni il contatore che si trova nei pressi di Porta Pia ha cominciato a vedere numeri importanti, oltre 1300 passaggi al giorno (intorno alle 18:00,  anche se oggi era spento in effetti c'erano lavori elettrici a qualche metro, speriamo domani ricominci a contare).

Comunque, anche in assenza di contatori, l'aumento di frequentazione della pista si apprezza qualitativamente, con una specie di bonaria competizione tra le categorie che la utilizzano. 

La massa dei frequentatori è per la maggior parte elettrica, mentre noi pedalatori muscolari (acustici/unplugged, se vogliamo usare la terminologia rockettara)  siamo ridotti tra il 20 e il 10%. Meno degli utenti dei monopattini.

L'aumento del traffico, che spero torni presto ad essere quantificato (per far rosicare i maghinari autosauri) sta generando un fenomeno insolito: le file ai semafori.

Infatti, specialmente la mattina quando il traffico è più concentrato, ai semafori si formano pacchetti di utenti (ciclisti e monopattinisti) tra i cinque e i dieci componenti, che poi continuano ad andare "impacchettati" fino al semaforo successivo.

La situazione più critica si verifica all'incrocio tra Nomentana e Viale Regina Margherita, dove la pista svanisce si crea una notevole confusione tra ciclisti, monopattinisti e pedoni.

Una quindicina di giorni fa stavo pedalando parallelamente all'attraversamento pedonale quando un pedone che mi apprestavo a superare a deciso di non seguire più le strisce, ma di tagliare (ovviamente fuori dalle strisce)  a 45 gradi verso l'altro attraversamento. 

Andavo piano, l'ho evitato ma gli ho fatto il pelo da dietro. Si e' messo a strillare, pero' era una persona ragionevole perchè quando io gli ho strillato a mia volta (ma più forte) che era lui che aveva deviato all'improvviso (e in mezzo alla strada) ci ha pensato e ha bofonchiato qualcosa... insomma abbastanza da chiudere l'incidente, però il problema rimane.

Un'ultima cosa per i colleghi ciclisti. Capisco che siamo abituati a non fare le code ai semafori, però non possiamo passare avanti agli altri ciclisti in coda, infatti  perchè gli altri ciclisti non sono automobili che "ngombrano la strada come mbuti", ma altri ciclisti come noi,ì (magari più di noi) e superarli è un atto di prepotenza , che può anche farli incazzare di brutto... mi sono spiegato!

Comunque sia, viva i grandi numeri, siamo più del 5% delle auto! 

martedì 17 marzo 2026

Nuove buone nuove su Via Panama

Scusate se torno su Via Panama con nuove nuove, però buone...



Torno su Via Panama arrivando da Piazza Ungheria, e a Piazza Ungheria dal Pincio... ero andato a godermi il primo tramonto primaverile post-ufficio prima dell'ora legale. 

Purtroppo sono arrivato 5 minuti in ritardo e ho potuto solo godermi l'ultimo scampolo di un tramonto meraviglioso.

Confermo che a Viale del Giardino Zoologico il "guaio GRAB" ancora non l'hanno capito, e tutto è apparecchiato come se le automobili fossero ormai padrone del viale, con parcheggio continuato tutti i giorni, alla faccia di Villa Borghese.

Arrivando a Via Panama le cose sono migliorate, per tutti e anche per i ciclisti.

Infatti i lavori sono ormai interrotti, ma per fortuna con un po' di attenzione e buona volontà si riesce a percorrere tutta la via in sella, parte sul nuovo e bellissimo marciapiedi in asfalto regolare fumo di Londra, per poi passare alla pippastica cicloautostrada ricavata alla faccia di residenti, automobilisti e negozianti (ma dove sono i negozi a Via Panama? BOH!).

Mentre la percorrevo, separata dalla strada vera e proprio da un solido cordolo, si precipitano dalla salaria una serie di mezzi, prima di tutto una moto in piega sugli ottanta e poi altre macchine con velocità a decrescere fino a raggiungere i limiti cittadini sui 50 all'ora.

La strada li gestisce bene, l'unico problema è la solita Smart parcheggiata a cavolo che si prende un metro buono di passaggio... proprio vero: l'automobilista parcheggiato è il peggior nemico dell'automobilista.

In zona per me rimane un enorme mistero, ovvero perchè continui ad essere latitante il passaggio ciclopedonale tra la fine della pista di Viale Rossini e l'ingresso di Villa Borghese Viale del Giardino Zoologico.

Sicuramente è qualcosa contro noi ciclisti.

Comunque la buona novella è che Via Panama, con attenzione e giudizio, è ritornata ciclabile in entrambi i sensi.

Si attende il GRAB.

sabato 14 marzo 2026

Nel caso di crisi piste ciclabili, limiti di velocità e biciclette tornano utili...

Con l'aria che tira è improbabile che la crisi iraniana si chiuda presto e quindi saremo soggetti, speriamo per pochi mesi, a prezzi del combustibile sopra il normale.



Purtroppo molti non possono fare a meno dell'uso dell'auto, specialmente in provincia, ma per il resto della popolazione due cose tronano utili: piste ciclabili e limiti di velocità.

Infatti in questi periodi di scarsa disponibilità di combustibile l'uso della bicicletta si ripropone in maniera importante e una rete di ciclabili permette di separare il traffico ciclistico da quello automobilistico con reciproco vantaggio. Insomma, tanto criticate, ritornano utili.

Al tempo stesso andebbero estesi i limiti di velocità tanto invisi al popolo degli automobilisti.

L'esperimento di Bologna ha confermato (come se ce ne fosse bisogno) che limitare la velocità urbana a 30 km/h non aumenta i tempi di percorrenza, ma solo avvicina la velocità massima a quella media. Il risultato è, ovviamente, il taglio dei consumi cosa che torna utile sotto tutti gli aspetti, a cominciare dalle tasche per finire alla sicurezza stradale e all'inquinamento.

Quindi ritengo il momento ottimo per riproporre  la questione dei 30 all'ora in città.

Francamente opterei anche per un abbassamento dei limiti autostradali, da 130 a 120 o 110, ma non lo credo politicamente realizzabile. 

Ma comunque in autostrada vedo molti non superare i 100 km/h, cosa spiegabile solo tenedo d'occhio la tasca.

Insomma, abbiamo ancora una volta la conferma che la tendenza a ridurre l'uso non necessario dell'auto privata ha risvolti particolarmente positivi, perchè dobbiamo sempre ricordarci che in Italia abbiamo un paesaggio magnifico, ma pochi pozzi di petrolio. 

domenica 8 marzo 2026

Via Panama... l'insostenibile lentezza dei lavori del GRAB

Passate influenze, piogge e impegni da nonno, oggi ho rifatto il ciclobighellone per Roma, e ovviamente sono andato a dare un'occhiata a Via Panama (passando da Villa Ada).



Villa Ada? Ancora niente scivolo!
Malgrado l'accesso dal Parco rabin sia stato messo in sicurezza rispetto alle piante cadenti, quindi al solo vantaggio dei frequentatori del meraviglioso parco, dello scivolo ciclistico non vi è traccia e nemmeno dell'avvio dei lavori per ripristinarlo.... evabbè
 


Via Panama... un po' di pista, ma tutto incompleto!
A Via Panama i lavori sono andati avanti ma tutto è ancora incompleto. Infatti la megapista è perfetta dal Parco Rabin fino al gommista, dopodichè il passaggio di fronte alla fermata dell'autobus e agli impianti rimane un mistero che spero sia svelato presto.

Viale del Giardino Zoologico: permangono senso unico (a salire) e dominio delle auto...
Sulla continuazione del GRAB verso villa Borghese non è  cambiato niente, se non che su Viale del Giardino Zoologico è stata rifatta nuova di pacca la segnaletica orizzontale e verticale che lo fa a senso unico (a salire) per le auto, laddove tra meno di tre mesi dovrebbe passare il GRAB in entrambi si sensi... sarà vero o il II municipio farà resistenza fino all'ultimo?

Questi lavori durano troppo!!!!!
Lasciare cantieri aperti e inutilizzati per così tanto tempo è un vero problema. Infatti i residenti si stanno prendendo i disagi delle nuove opere già dalla cantierizzazione, mentre questa esecuzione dei lavori a macchie di leopardo non fa che  ingigantire esasperazione e malumore tra la popolazione.

Possibile che non si riesca a far di meglio? E se qualche pezzettino di GRAB ritarda, le ciclabili già realizzate non potranno essere utilizzate?
 

martedì 10 febbraio 2026

Percorsi fuori pista


Con il progressivo rarefarsi del maltempo (meno piogge e temperature meno proibitive)  unitamente ad un cambio degli impegni di ufficio che richiedono la divisa di gala, ho timidamente ripreso la pieghevole, ed in effetti non ci sono cavoli, è più veloce della metro.

Non ci sono cavoli.

Ciononostante stamattina sono uscito veramente tardi (erano le 8 e mezza) e quindi ho deciso di fare la super-direttissima, che uso la domenica quando corro a prendere il treno, ovvero l'asse Nemorense-Sebino-Tagialmento-Po fino a Via Salaria, poi Piazza Fiume e Corso Italia/Viale del Policlinico-Castro  Pretorio...

La prima sorpresa l'ho avuta a Piazza Acilia. Infatti ho preso l'abitudine di contare bici e monopattini che incontro sul mio cammino, tanto per capire quanti siamo. Bene, nel rapido passaggio conto altri 5 tra ciclisti e monopattinisti.

Proseguendo verso il centro il conteggio si mantiene alto, con parecchio traffico di attraversamento della direttrice. Molti genitori con seggiolini vuoti o pieni, robusta aliquota di bici a noleggio, anche  con signore in tacchi alti.


Arrivato a Via Tagliamento la situazione si agglutina. Sosta pesante in doppia fila, Autobus in forte difficoltà anche per la sosta in doppia fila dei camion che servono i negozi. Velocità, quando c'e', sui km/h, chi si muove è solo su due ruote.

La situazione si protrae fino a Piazza Quadrata, dove Viale regina Margherita è semplicemente pieno di auto, per fortuna il tram si salva.

Passata Piazza Quadrata il traffico rimane alle spalle, continua la forte presenza di ciclisti e monopattinisti, che mi accompagna fino all'ufficio.

In realtà non mi sarei aspettato tanto traffico fuoripista, credevo che la Nomentana catalizzasse tutto il traffico verso il centro... evidentemente il tessuto minuto della zona è terreno fertile per la mobilità dolce. Il II municipio è anticiclista ma i secondomunicipalici pedalano 'na cifra.

Oltretutto senza tutti questi patemi d'animo sulla sicurezza, perchè quando il traffico è così agglutinato solo le bici si muovono con scioltezza...

Il pomeriggio sono tornato passando sulla solita pista Nomentana e alle 18 il contapassaggi stava veleggiando verso i 1000... con un netto incremento rispetto ai giorni precedenti.

E siamo solo a febbraio!

domenica 8 febbraio 2026

Via Panama: e il ciclista come fa? Boh, non c'e' nessuno che lo sa... (con PCPF, Pippone CicloPolitico Finale)

Stamattina i miei itinerari ciclistici mi hanno fatto passare, all'andata di mattina, al ritorno di pomeriggio, per Via Panama, così ho potuto dare una rinfrescatina a quanto scritto nel post "Quel pasticciaccio brutto di Via Panama", pubblicato il 5 ottobre.


I lavori sono ancora fermi
Purtroppo dal punto di vista strettamente funzionale i lavori sono ancora allo stato visto il 5 ottobre. Però la pista precedente è chiusa e non si può più usare per risalire Via Panama. La cosa più ridicola è che sull'interruzione della pista, come potete vedere dalla foto, riporta solo "Pedoni a Destra". Insomma, si interrompe una pista ciclabile e ci si "preoccupa" dei soli pedoni (che possono andare sul marciapiedi dall'altro lato) ma non del ciclista che l'unica cosa che può fare è prendere Via Lima. Vabbè

I residenti in cambio hanno marciapiedi rifatti
Non è vero che ai residenti va tutto male, sul "lato LUISS" di Via Panama sono stati rifatti tutti i marciapiedi in uno dei migliori standard romani. Marciapiedi che non sono più occupati dalla pista ciclopedonale e c'è anche un vasto parcheggio per lo sharing usato dagli studenti della LUISS, cosa che dovrebbe assicurare l'assenza di ostruzioni al passaggio.

Traffico... ovvio che con il cantiere aperto raddoppi, ma cosa dite della sosta irregolare che strozza Via Panama
Ovviamente passando di domenica, Via Panama è deserta. Infatti il traffico "si forma" solo nei giorni lavorativi. Oltretutto tanti parcheggi liberi, quindi il problema di Via Panama non è la pista ciclabile, ma il traffico dei giorni di lavoro. 

Quello che però vale la pena di notare è che al momento il cantiere occupi una quantità di spazio enormemente superiore a quello occupato dalla pista a fine lavori, e quindi sembra normale che al momento il traffico sia nettamente superiore alla media. A regime non dovrebbe aumentare più di tanto, almeno se gli automobilisti evitano di guardare i reel di TikTok al semaforo e si vegliano 10 secondi dopo il verde, perchè il collo di bottiglia, lo sbocco su Piazza Ungheria, è alla fine rimasto lo stesso. E soprattutto se non ci sarà sosta su Piazza Cuba e Piazza Ungheria, cosa che avviene puntualmente nei giorni lavorativi e strozza ulteriormente lo già abbastanza stretto collo di bottiglia. Potete infatti vedere, se vi sciroppate le foto di Google Earth-Streetview degli anni scorsi.

Quindi basta prendervela con la ciclabile.

Diminuzione dei Parcheggi
Non sono in grado di stimare la diminuzione dei parcheggi, che comunque appare abbastanza marginale rispetto sia alla domanda dei giorni feriali (scarsetta) che di quella enormemente sovrabbondante dei giorni feriali, che non potrebbe essere soddisfatta in nessun modo.

Pippone Ciclopolitico Finale (PCPF)
Rimango a quanto detto nel precedente post su Via Panama, però debbo aggiungere che quanto sta accadendo fa pendere la bilancia dello strame decisamente dalla parte di chi si sta opponendo alla realizzazione del GRAB, perchè si vede che sta facendo pesantemente leva su un livello di disinformazione che evoca il metodo Boffo,dal nome del direttore del quotidiano Avvenire che nel 2009  fu costretto alle dimissioni con un'opera di calunnia sistematica..

Fanno ancora più schifo i giornalisti che lo appoggiano scrivendo solo le panzane dei residenti, senza mai mettere nello stesso articolo l'opinione dell'altra parte, o senza mai fare un altro articolo di bilanciamento.

E ancora più schifo fanno quei "politici" che cavalcano queste puttanate per danneggiare Gualtieri... insomma come quelli che cercano voti protestando contro i disagi creati dai cantieri della metro, invece di impegnarsi a trovare soluzioni per minimizzare i disagi o compensare i danneggiati.

Oltretutto mi sta dando molto fastidio tutta questa avversione della destra al Sindaco Gualtieri. Per chi non lo ricordasse il precedente sindaco di destra, oltre ad essere un disastro nell'amministrazione, è stato pesantemente condannato e ancora langue nelle patrie galere. Dopodichè alle scorse elezioni, direi decisamente contendibili, la destra ha presentato sì un galantuomo, ma che dal punto di vista politico era l'equivalente di fra' Cazzo da Velletri, segno che in caso di elezione non avrebbe potuto fare il sindaco, ma piuttosto il burattino... Per fortuna la maggioranza degli elettori non ci ha creduto.