Ora proprio la pista di Via Panama è una specie di casus belli, un esempio estremo di pista che può essere valutata con metriche differenti... Però mi ha colpito una cosa, un'osservazione fatta da un amico, ovvero che si dovrebbero fare solo "piste utili". Ovviamente la comunità ciclistica non può che concordare...
Come ho detto in un post la pista di Via Panama, nella sua concezione originale, era una "Ciclobimbi" con valore tasportistico negativo. Cioè percorrerla ti faceva perdere tempo rispetto a seguire la strada.
E qui introduciamo la distinzione funzionale che io uso per classificare le piste:
Utile: una pista che collega due punti con un tracciato uguale o migliore di quello automobilistico. In termini di distanza e fondo della strada.
Bella: una pista che non sia utile, con un fondo buono, ma che sia piacevole da percorrere, tipicamente per la bellezza dei luoghi che tocca.
Ciclobimbi: una pista diversa dalla utile e dalla bella, la cui funzione è segregare le bici dalle auto per raggiungere condizioni di sicurezza a costo di dover limitare la velocità per il fondo sconnesso o penalizzare l'efficienza del percorso.
Inutile: ogni pista che non sia utile, bella o Ciclobimbi. Non so se esista.
Ovviamente abbiamo una valenza locale della classificazione Per esempio il GRAB è una pista bella ma che può essere localmente utile, così come una Ciclobimbi può essere localmente bella.
La Nomentana è di principio utile, ma a causa del fondo e dell'attraversamento pedonale di Viale Regina Margherita è al limite della pista bella, mentre dopo la Batteria Nomentana diventa bella, e solo localmente utile, a causa dell'inefficienza del tracciato.
Altrettanto la pista della Colombo non può essere classificata come utile. É una pista bella a causa dei ripetuti (e francamente immotivti) attraversamenti della Colombo e del fatto che invece di continuare verso l'EUR scende alle Tre Fontane "e lì ti molla". Ciò non toglie che possa essere localmente utile per chi viene dalla Laurentina.
L'esperienza insegna che il 98% delle piste utili si fa solo se si toglie spazio alle automobili.
Infatti per parte mia il PNRR avrebbe dovuto puntare ad una rete di piste Utili, anche convertendo l'uso di spazio automobilistico (sia circolazione che parcheggio).
E anche il biciplan romano avrebbe dovuto prevedere pite ciclabili su tutte le consolarti e tutti gli "stradoni" (Olimpica, Fiorentini, etc.), e un certo numero di anelli tangenziali.
Invece si è andati molto sulla dimensione locale, sono saltati alcuni anelli fondamentali e adesso Patanè stacercando di correre ai ripari. Meglio tardi che mai.
Speriamo che si sbrighino perché la conversione alla ciclabilità bussa alle portiere, checché ne dicano gli automobilisti


