Mi chiedevo quando sarebbe arrivato il momento della sportellata, alla fine è arrivato.
E come nelle migliori famiglie, il colpevole è stata una signora anziana che aveva appena parcheggiato una smart.
Il fattaccio
Insomma, domenica sera, da poco passate le otto, mi dirigo verso casa. Dovevo fare non più di 800 metri, e andavo piano, pianissimo, tanto non avevo fretta,
A Via di Priscilla, per evitare il solito avvallamento, mi avvicino leggermente di più alle auto in sosta, con l'attenzione rivolta all'incrocio pensando: faccio l'attraversamento in due tempi o taglio, quando sento un botto e mi ritrovo per terra.
Capisco che è stata una sportellata perchè la padrona dello sportello interviene immediatamente a "soccorrermi", così come è venuto un motociclista che stava salendo in moto e ha detto di non aver visto nulla se non la mia caduta.
Io mi sono rimesso in piedi e ho ringraziato iol Cielo che nessuno stesse passando. Non ho sentito particolari dolori, se non la botta al femore/bacino, manessun dolore da frattura o da movimento. Un paio di leggerissime escoriazioni (ginocchio e gomito, ma proprio leggere) e un taglietto sul medio della mano sinistra.
Anche la bicicletta ha riportato danni leggerissimi, anche se poi vedremo.
fatte le formalità di Tito, scambio dei telefoni, ho declinato l'intervento dell'ambulanza e sono tornato - pedalando a casa.
In effetti la sera mi si è formato un bozzo dove ho picchiato per terra, che il Gorno dopo si è trasformato nel pittoresco livido che vedete in foto.
In realtà la foto è stata presa per il medico, che però mi ha rassicurato, il livido passa, non ci sono problemi.
Gli strascichi ciclisti
Per capire i veri strascichi ciclisti ho dovuto aspettare oggi, quando uscito dall'ufficio ho trovato la ruota anteriore della pieghevole afflosciata.
Un tantinello contrariato, anche perchè il buco a Roma non è così frequente, ho messo mano alla sostituzione e mi sono accorto di un grave danno al copertone che, quasi squarciato, non era più in grado di offrire protezione alla camera d'aria.
A quel punto ho realizzato che lo sportello aveva impattato la ruota anteriore, che aveva protetto sia me che la bicicletta.
Quindi devo cambiare il copertone, cosa già in programma, ma che a questo punto è diventata fondamentale.
Anzi, vista la condizione "a salsiccia" di un bel tratto dell'assieme copertone/camera d'aria, ho optato per il ritorno in metro, dove ho aspettato nientecoco'dimeno che 14 minuti per la metro Jonio.
Vabbè, è andata di lusso. Un grazie alle divinità che hanno svegliato sullamia salute e integrità fisica.
