giovedì 22 settembre 2022

Bici in forte aumento, ma...

Complice la prolungata siccità e il perdurare del bel tempo mi pare di vedere un deciso aumento del numero dei ciclisti, anche se non posso darvi numeri che rendano oggettiva questa mia osservazione.

Sulla pista della Nomentana si viaggia ormai in parecchi, ai semafori si formano code con regolarità, e direi che il numero dei ciclisti abbia ampiamente superato quello dei pedoni sulla medesima rotta,

Il campione però non è limitato alla pista della Nomentana, che percorro praticamente tutti i giorni, ma si nota anche nelle altre zone della città, dove spuntano ogni giorno nuovi ciclisti, la maggior parte chiaramente alle prime esperienze di ciclomobilismo. Segno che la bicicletta continua a suscitare interesse e a costituire una valida alternativa alle altre modalità di spostamento.

Le bici elettriche rappresentano la maggioranza delle new entry. Un fenomeno interessante e benvenuto per sfondare il muro di vetro che impedisce alla bici di sostituire in maniera massiccia i mezzi a motore a scoppio. Francamente non saprei dire se questo dipende solo dalla paura della fatica connessa alla bicicletta, con la temutissima sudorazione, o semplicemente perchè l'elettrociclista comunque continui a sentirsi parte della famiglia dei motorizzati.

Come ho detto, tra l'utenza business prevale la scelta della bici elettrica in tutte le sue declinazioni. Una menzione speciale per le fat bike sulle quali talvolta viaggiano elementi particolarmente arroganti e fastidiosi. Occasionalmente capita qualche bici truccata, ma sono elementi veramente sporadici.

Di gran voga anche le bici del bike-sharing, e credo che questo mezzo sia il vero trampolino di lancio di molti dei nuovi ciclisti, che fatti un po' di conti trovano conveniente passare al mezzo di proprietà.

Mi sembra invece di vedere, dopo la vivacità iniziale, la stabilizzazione dei monopattini, oggettivamente difficili da padroneggiare al di fuori della rete delle ciclabili.

Ma. C'e' sempre un ma, anzi più d'uno.

Innanzitutto si tratta di capire se  questo trend si manterrà con l'arrivo delle sospirate (non dai ciclisti) piogge autunnali, che spero siano copiose e abbondanti per ricostituire le riserve idriche e risollevare il livello dei fiumi.

Inoltre le piste ciclabili non sono abbastanza, nè per quantità e nemmeno per qualità, per sostenere un uso esteso della bici a livelli di sicurezza accettabili. 

Per esempio alcune rotte del quadrante Nord-Est (lo cito perchè lo conosco meglio) continuano ad essere difficilmente percorribili, ad esempio la direttrice Tor de Schiavi - Monti Tiburtini - Ponte Lanciani, una vera e propria autostrada urbana, rimasta orfana di qualunque infrastruttura.

Potrei anche citare l'asse Ponte delle Valli - Libia - Eritrea - Corso Trieste, oppure Viale Somalia, per non dire una direttrice come quella dell'Olimpica, che vede una faglia nei collegamenti paragonabile alla perdurante interruzione dell'anello ciclabile.

Accanto a questi problemi vi è la impossibilità di lasciare le bici, specie quelle elettriche, per strada alla mercè dei ladri, e questo limita fortemente la flessibilità di uso, specialmente per le uscite serali o nel caso il datore di lavoro non offra stalli protetti.

Last but not least, la bici è molto più lenta del ragionevole nel diffondersi tra i teenager e gli universitari quale mezzo di trasporto per scuola e università. 

Questo dipende, secondo me, dalla mancanza di ricoveri sicuri, specie alla Sapienza, ma anche nelle scuole secondarie superiori, che non permette l'affermarsi della bicicletta come mezzo principale per la mobilità dei nostri giovani.

Occorre quindi continuare ad investire in infrastrutture (di qualità) al servizio della mobilità ciclabile.

sabato 6 agosto 2022

Ma quali magistrati, ci vogliono i carri attrezzi!

E' circolata la notizia che ATAC starebbe denunciando gli automobilisti responsabili dei blocchi dei mezzi pubblici a causa di sosta irregolare per interruzione di pubblico servizio, fino ad adesso oltre 500.

Magari giuridicamente ci sta tutta, ma non fa bene al Paese. Perchè? Per una serie di motivi molto concreti:

1) Perchè il sistema penale italiano è già intasato di suo, e aggiungere altro carico va contro l'nteresse dei cittadini, con i magistrati che invece di perseguire delinquenti veri impiegano le loro scarse risorse con cittadini magari egoisti o noncuranti, ma onesti;

2) Tra fattaccio e azione giudiziaria possono passare anni, il che tende a spezzare il legame tra delitto e castigo;

3) Per le priorità della magistratura è facile che il tutto finisca in prescrizione, aggiungendo la beffa al danno.

Invece il Comune dovrebbe non abdicare ad uno dei suoi primi doveri ed intervenire con rimozioni-lampo, portandosi via il mezzo che ingombra e restituendolo solo dopo che il proprietario abbia pagato multa, carro attrezzi e danni all'ATAC.

Aggiungo che rinfrescare periodicamente la segnaletica che delimita la sede del tram aiuterebbe molto ad evitare interruzioni dovute a imperizia di parcheggio.

Invece come vanno le cose? Ecco un fatto che mi è capitato.

Una sera di tanti anni fa tornavo da un viaggio con il tandem Leonardo-Express / 516, dopo le 23, ed ecco che a Porta Maggiore sale uno bello incazzato che era stato depositato lì dal 3, e che aveva atteso circa 45 minuti a causa di un blocco della circolazione tramviaria causato dalla solita macchina malposteggiata a San Lorenzo.

Bene, che ti fa questo tipo? Alla seconda fermata di Porta Maggiore scende  e si piazza di fronte al tram per protestare contro i ritardi. 

Fossi stato io l'autista avrei incurantemente proseguito sulla mia strada, però questo scende e chiama le forze dell'ordine. Le forze dell'ordine ci mettono circa 20 minuti ad arrivare, e innanzitutto mettono la macchina di fronte al tram in modo che non possa proseguire.

Dopodichè invece di pigliare a colpi di Taser il tizio e buttarlo nell'aiuola (30" e poi via) cominciano a parlarci per convincerlo con le buone a salire sulla macchina di servizio... il che prende altri venti minuti,  di fronte all'incredulità dell'autista, del sottoscritto e degli altri 200 extracomunitari (che ovviamente non hanno osato mettere in discussione l'operato delle forze dell'ordine).

Sicuramente un'operazione da medaglia di Sant'Egidio, ma al cittadino onesto e lavoratore finisce sempre in quel posto.

Allora non occorre invocare i magistrati, occorre fare le cose come si deve, e farle da subito.

domenica 26 giugno 2022

A piedi nella città dei ciclisti

Con il regredire della minaccia COVID la vita sta riprendendo in maniera normale e così le riunioni in presenza a Bruxelles. Sta di fatto che sono tornato da un'assenza di circa due anni, a parte un brevissimo "mordi e fuggi" a maggio.

Stavolta mi sono fermato due interi giorni, giorni di bellissima luce e fresco (anche troppo) che rendono la città veramente piacevole da girare.

Purtroppo l'eccesso di lavoro mi ha impedito di godermi la città spensieratamente, però mi sono imposto di raggiungere il luogo delle riunioni a piedi, cosa che permette di fare un pochino di esercizio e godersi il bel tempo.

Nel fare questo ho potuto rendermi conto del grande balzo in avanti in tema di mobilità sostenibile che è stato fatto in questi due anni di assenza.

Le biciclette
La ciclabilità è ulteriormente cresciuta e per sostenerla in maniera adeguata la ciclabilizzazione delle strade è diventata aggressiva. Quasi tutti i controviali dei boulevard sono stati trasformati in piste ciclabili, con un flusso sostenutissimo di ciclisti.

Rue Belliard e Rue de la Lois, le principali arterie in ingresso e uscita da Bruxelles sono state ridotte a colpi di New Jersey.

Ovunque ci sono ristrutturazioni in corso per adattare la città alle nuove esigenze.

Ah... ho notato una grande riduzione di pieghevoli rispetto agli anni passati. Nemmeno Brompton, che sono sicuramente un oggetto molto apprezzato da quelle parti. Mi riservo di capire meglio.

I monopattini
Su questa superba rete ciclabile circolano anche un po' di monopattinisti. Pochi rispetto alle bici e perfettamente integrati. Qualcuno manifesta l'italico vizietto del due su un monopattino, ma la circolazione su pista non ha gli stessi rischi di quella sulle strade.

I pedoni
Dal punto di vista pedonale è un paradiso. Innazitutto la gente trotta, non perde tempo sul marciapiedi a trastullarsi. In quest'ottica è comprensibile l'affermazione che "le strisce sono un prolungamento del marciapiedi", e infatti il pedone sulle strisce è sacro, quello fuori molto meno... anche questo è un bene. 

Le strisce pedonali che attraversano le rotaie del tram sono bordate di rosso a ricordare al pedone che il tram ha comunque la precedenza.

Il che fa vedere che da noi anche i pedoni sono dittatori in erba.

Inoltre al centro i cani (e i relativi guinzagli) sono praticamente assenti... anzi, è proprio una CSC (Città Senza Cacche)

I mezzi pubblici
Non li prendo molto, ma sono fantastici. Voi non potete capire l'effetto di passare dalla meraviglosa stazione Metro e Ferroviaria (nello stesso spazio, a quote differenti) di Schuman alla stazione metro B di termini, sporca e male illuminata (e non mi soffermo sulla popolazione umana, tipo gli zingari alle macchinette dei biglietti). 

Le auto
Confesso che in mezzo a tanta efficienza di mezzi pubblici non mi trovo da parecchio a circolare su auto a Bruxelles. 

Quello che si vede da fuori è la scomparsa del parcheggio gratis al centro, o meglio la sua riduzione in misura tale da non essere un fatto significativo. Chi entra in auto ci va per usare un parcheggio pubblico.

Gli spazi di cicrcolazione sono stati ridotti tenendo conto dei carichi effettivi, e con l'idea di non assecondare la circoalzione automobilistica più di tanto.

Che cosa succeda in periferia però non lo posso sapere, ne' come viva il residente "comune". So solo che in perferia, dove l'ambiente à meno felpato, la sera le stazioni tornano a non essere piacevoli, specie per le donne.

martedì 21 giugno 2022

E' Biodegradabbile! (Ciclismo e monnezza)

Domenica scorsa, verso le 8 e 30 tornavo da un giretto mattutino. Salivo lentamente su Viale Somalia, nel tratto tra la Salaria e Largo Forano, quando vedo davanti a me un ciclista fermo.

Stava sulla bici, vestito con tuta da ginnastica, non da ciclista, soffiandosi il naso con un fazzoletto di carta. stavo ormai per superarlo quando si libera del fazzoletto gettandolo tra le auto in sosta.

Lì per lì non volevo credere ai miei occhi, ma aggiunta la sua posizione vedo un fazzoletto a terra, che sporava una zona miracolosamente pulita di Viale Somalia. Passando glielo indico e dico 

"Potevi evitare di buttarlo per terra" e quello risponde con una certa stizza "E' Biodegradabbile", al che io ribadisco "E' biodegrabbile nel secchione, li mortacci tua", al che lui risponde con qualche altra cosa e io concludo con un romanissimo "vaffanculo".

Non nego mi sarebbe piaciuto fermarmi e farglielo raccogliere a forza...

Il girono prima avevo percorso l'Ardeatina e dintorni, e ho potuto constatare la presenza di mucchi di spazzatura "fresca" ad ogni anfratto che permette la sosta di auto. Quindi significa che abbiamo persone che escono di casa, si fermano e buttano la loro monnezza in campagna.

Mi chiedo che gente sia e quali le motivazioni dietro questi comportamenti.

Mi chiedo anche perchè non si riesca a fermarla, ma capisco che sia uno degli elementi chiave per capire la situazione poco piacevole nella quale versa il nostro Paese ormai da anni. 

Perchè ci teniamo in seno questa gentaccia spicciola e nessuno che senta il bisogno di arginarne i comportamenti che danneggiano la comunità nel suo complesso. 

mercoledì 25 maggio 2022

Pista Nomentana: pedoni dall'altro lato. Ma noi ciclisti?

Così non va bene.

Infatti stamattina, nemmeno il tempo di tornare negativo, mi sono imbattuto in un vero blocco della pista Nomentana, se non sbaglio all'altezza di Via Capodistria (ricordo che già la parte di Via Val d'Aosta è confiscata per lavori non afferenti la ciclabilità).

Come potete vedere a causa delle operazioni di un "ragno" caricato su camion  utilizzato per i lavori sulla facciata dell'edificio, è stata occupata non una sola corsia, come in altre occasioni, ma tutta la pista, con in più un cazzo di cartello beffardo che dice "pedoni dall'altra parte" come se si trattasse di una stradina laterale e non di Via Nomentana.

Ovviamente nessuno si fila il cartello e tutti si va contromano per la complanare, però non si possono fare queste cose, perchè la mobilità ha le sue esigenze.

Ricordiamoci che nel caso di interruzione della pista dovrebbe essere predisposto un percorso alternativo, eventualmente bloccando la complanare e deviando le auto sulla preferenziale.

Complicato? Certo, e allora non rilasciate permessi che consentono di bloccare l'intera pista.

domenica 3 aprile 2022

Bel marciapiede, ma... non era meglio anche una pista

Sabato sono andato a trovare mamma a Nettuno e, vista la giornata tempestosa, ho scelto la formula treno + pieghevole. Tanto per sgranchire un po' le gambe sono sceso alla stazione Marechiaro e ho proseguito a pedali lungo l'ultimo tratto dell'Ardeatina (che tra Lavinio e anzio corre lungo la costa), anche perchè da lì a Nettuno il treno non è tanto più veloce della bicicletta.

In quel tratto il Comune di Anzio ha realizzato un'opera notevole, un lungo e raffinato marciapiede, fatto con materiali alquanto ricercati, che corre quasi fino a Faro di Anzio... permettendo quindi di camminare in vista del mare dalla riserva di Tor Caldara (lato mare) fino alle porte di Anzio.  

Da quel punto, volendo, si può proseguire in bici lungo le ciclobimbi ricavate su marciapiede fino al sistema di piste di Nettuno, che a sua volta prosegue fino al santuario di santa Maria Goretti.

A piedi la stessa cosa, solo tutta in vista del mare, ovviamente allungando un pochino.

L'opera è -appunto- notevole dal punto di vista pedonale... però per la mobilità ciclistica non rimane quasi nulla, e l'avevo già segnalato in un precedente post del 2018 (https://romaciclista.blogspot.com/2018/05/lobby-anticiclista-al-lavoro.html) che avevo intitolato Lobby anticiclista al lavoro.

Infatti pur in tanta abbondanza di risorse, non è prevista alcuna ciclabilità del marciapede. Oddio, per un ciclista da marciapiede è una specie di paradiso, vai sotto i 15 all'ora e ti godi il mare, senza ovviamente dare fastidio ai pedoni, che non credo saranno tanti.

Purtroppo è un'enorme occasione sprecata, visto l'evidente impegno economico, per realizzare un'opera per la ciclabilità che avrebbe permesso di collegare gli stabilimenti della zona all'abitato di Anzio in modo ecologico e sicuro.

La pista avrebbe anche avuto un impiego serale turistico / festaiolo, permettendo di godere la movida serale di Anzio ai Laviniesi e quella di Lavinio sia agli Anziani che ai Nettunesi senza bisogno di scomodare automobili e moto. Per nnon parlare di chi per lavoro o studio debba fare avanti e dietro tra i due nuclei.

Inoltre l'assenza di una pista mette anche in mora l'uso dei monopattini, che secondo me in un quadro di piste ciclabile hanno enormi possibilità di sviluppo.

Insomma, mi chiedo ancora una volta, che senso abbia nel 2022 continuare a impigare risorse in opere che negano la mobilità alternativa... anche a fronte di una questione ambientale che COVID e guerra non hanno fatto sparire, ma se possibile resa ancora più drammatica.  

domenica 27 marzo 2022

Per gli studenti sembra che il tempo della bici non arrivi mai

Con la fine di marzo dovrebbe finire lo stato di emergenza COVID. 

Tra i grandi rientri anche quello dell'orario scolastico unico, che però si porta appresso un ritorno alla congestione. Infatti, come si trova su di un articolo apparso sulla testata internet  Roma Today Sono 130.000, secondo le stime di Roma Servizi per la Mobilità, le ragazze e i ragazzi che utilizzano il trasporto pubblico.

Pertanto un bel carico in più per un già provato TPL, che affronta il ritorno alla normalità in piena crisi, se non altro per le vicende che affliggono la rete su ferro, sia tramviaria che metro.

Dall'altro lato si fa poco perchè la bicicletta diventi il mezzo di trasporto preferito degli studenti della secondaria superiore, come è la norma nella maggior parte dei paesi europei.

Anzi, negli ormai 15 anni che seguo con attenzione l'evoluzione della mobilità ciclistica, a Roma nessuno si ricorda mai della possibilità di spostare l'utenza giovanile sulla bici. Che sia inquinamento, crisi di obesità, produzione di CO2, COVID, affollamento dei mezzi, tutti continuano a pensare che per gli studenti non ci siano alternative.

Un posto di primo piano rivestono le mamme-chiocce che temono che i loro "pargoli", stiamo parlando da 14enni in su, possano affrontare le prime responsabilità, e sicuramente i primi pericoli (come se non attraversassero mai la strada a piedi). 

Però in questi anni molto è stato fatto (piste/corsie ciclabili e bonus biciclette) ma sul versante studenti poco è stato ottenuto, anche per quelle scuole servite da piste ciclabili. 

Sicuramente vi è una componente culturale che vede in chi pedala un mezzo sfigato alla mercè dei motori. 

Più concretamente la bicicletta non si può lasciarla fuori dalle scuole a causa dei mariuoli che ne fanno man bassa e quindi ai presidi andrebbe chiesto di trovare spazi di parcheggio all'interno degli istitui, almeno quelli che li hanno.

Ecco, in questo dovrebbe intervenire il sindaco, anche perchè in questo modo, spostando gli studenti sulle piste, tutti vedrebbero l'utilità concreta di una rete che è ancora percepita fatta ad uso esclusivo di una lobby di strambi "privilegiati" che abitano vicino al lavoro e possono permettersi di vestirsi approssimativamente sul posto di lavoro.