Con l'aria che tira è improbabile che la crisi iraniana si chiuda presto e quindi saremo soggetti, speriamo per pochi mesi, a prezzi del combustibile sopra il normale.
Purtroppo molti non possono fare a meno dell'uso dell'auto, specialmente in provincia, ma per il resto della popolazione due cose tronano utili: piste ciclabili e limiti di velocità.
Infatti in questi periodi di scarsa disponibilità di combustibile l'uso della bicicletta si ripropone in maniera importante e una rete di ciclabili permette di separare il traffico ciclistico da quello automobilistico con reciproco vantaggio. Insomma, tanto criticate, ritornano utili.
Al tempo stesso andebbero estesi i limiti di velocità tanto invisi al popolo degli automobilisti.
L'esperimento di Bologna ha confermato (come se ce ne fosse bisogno) che limitare la velocità urbana a 30 km/h non aumenta i tempi di percorrenza, ma solo avvicina la velocità massima a quella media. Il risultato è, ovviamente, il taglio dei consumi cosa che torna utile sotto tutti gli aspetti, a cominciare dalle tasche per finire alla sicurezza stradale e all'inquinamento.
Quindi ritengo il momento ottimo per riproporre la questione dei 30 all'ora in città.
Francamente opterei anche per un abbassamento dei limiti autostradali, da 130 a 120 o 110, ma non lo credo politicamente realizzabile.
Ma comunque in autostrada vedo molti non superare i 100 km/h, cosa spiegabile solo tenedo d'occhio la tasca.
Insomma, abbiamo ancora una volta la conferma che la tendenza a ridurre l'uso non necessario dell'auto privata ha risvolti particolarmente positivi, perchè dobbiamo sempre ricordarci che in Italia abbiamo un paesaggio magnifico, ma pochi pozzi di petrolio.
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