L’avevo messo sul portapacchi posteriore. Quando, arrivato a casa, sono sceso, non c’era più! Il mio adorato poncho impermeabile di Decathlon, comparto in offerta a Milano… Che tristezza… Che faccio?
Semplice: rifaccio la strada e lo trovo.
Detto fatto. Comincio subito rifacendo tutta la strada a senso unico di casa mia contromano, ovviamente guardando per terra.
Fino a qui tutto facile, fino a quando non arrivo a Piazza S. Emerenziana… E lì, per cercare il poncho, devo fare tutta la piazza contromano… Vabbè, un attimo e vai, d’altra parte non c’era neanche tanto traffico.
Viale Eritrea… ha due lati, e chiaramente se vado per il alto giusto, non riesco a vedere se c’e’ il mio poncho. Non mi perdo d’animo e comincio a fare tutto Viale Eritrea contromano.
Ora, gli automobilisti sono abituati a qualche bizzarria dei ciclisti, ma questa non la capivano proprio, lo si vedeva dai loro sguardi attraverso il parabrezza… Perché un ciclista dovesse andare contromano proprio a Viale Eritrea non lo riuscivano proprio a capire.
Corso Trieste: idem con patate, stando dall’altra parte dell’aiuola centrale (ma quando la pista?) fino a Piazza Istria, e poi su, fino alla Nomentana, questa volta sul lato normale della carreggiata...
... rotatoria del S. Leone Magno a parte, dove ovviamente ho fatto una controrotatoria, o antirotatoria, o roundabout , fatto proprio come l’avrebbero fatto in UK, ovvero tenendo la sinistra.
Anche Via Lanciani è divisa in due rami, e l’ho percorsa tutta contromano…
Arrivato al Ponte, visto che non era il caso di andare contromano, mi sono appiccicato al divisorio New Jersey in cemento, in modo da poter guardare sull’altra corsia, e mi sono fatto Ponte Lanciani, la salitona, e a seguire tutta Via dei Monti Tiburtini, fino all’incrocio con la Tiburtina.
Da lì, ho ritenuto opportuno trasferirmi sul marciapiedi e continuare fino all’incrocio della Roma L’Aquila.


