sabato 14 marzo 2015
Ciclogiubileo: automobilisti pentitevi!
venerdì 6 marzo 2015
Felicita' e' un calzettone asciutto di lana
Stamattina mi volevo dare all'intermodalita', quindi sono uscito con la bici con l'intenzione di passare in seguito al mezzo pubblico alla prima fermata utile, giusto se aumentava la pioggia. Eh si', perche' come si suol dire "avevo gia' dato", e ero passato attraverso varie piogge alquanto asciutto.
Senonche', complice la pioggerella, la tenuta stagna e la non voglia di mischiarmi alla mandria, ho pervicacemente tirato dritto affrontando auelli che sarebbero stati 40 minuti di pedalata sotto l'acqua battente.
Dalle ginocchia in su' e' andato tutto bene... la giacca ha tenuto, il casco con la cuffietta da doccia una meraviglia, i guanti i pelle hanno resistito passabilmente.
Sotto le ginocchia, invece, l'acqua ha cominciato ad infilarsi tra il bordo inferiore del pantalone impermeabile e la scarpa... e mentre succedeva pensavo alle mie belle ghette appena comprate che riposavano all'asciutto nell'armadio.
Cmq anche sotto la pioggia battents pedalo da dio, solo che in ufficio ci arrivo con le scarpe impermeabili piene d'acqua e i calzini di cotone zuppi.
Dopo un po' che sto seduto il freddo ai piedi diventa intollerabile, quindi mi levo scarpe e pedalini e inzio una drafting session a piedi nudi sotto la scrivania, appoggiati sui salviettini di carta del bagno.
Arrivato l'intervallo di pranzo mi fiondo a cercare un negozio di calze, e trovo finalmente un paio di belle calze di lana spesse. Le compro e vado al camerino per infilarmele al volo... una commessa mi vede entrare con i calzettoni in mano e con aria schifata mi fa: "Non sapevo che si potessero provare anche i cazettoni"...
Il miglioramento e' stato netto... anche se umidi, i calzettoni di lana il loro mestiere lo fanno anche da bagnati... e sono andati passabilmente bene anche durante il rientro a tre sotto zero...
Insomma, vi posso garantire che la felicita' del ciclista umido e' un paio di calzettoni di lana...
PS.: quasi quasi per i giorni di pioggia mi faccio le calosce del Tucano metropolitano... pesano come una Brompton al titanio, ma costano poco...
mercoledì 25 febbraio 2015
3 euri risparmiati alla faccia del meteo...
Dopo un meraviglioso lunedi', di quelli che ti fanno rimpiangere le domeniche di sole, il meteo dava un martedi' tutto pioggia, da mane a sera.
Un giorno di pioggia per me significa tram e biglietti. Tram significa 3 euri , andata e ritorno, piu' un lungo contatto con "la mandria" , come affettuosamente chiamo gli utenti del mezzo pubblico, per le evidenti analogie di comportamento con gli assembramenti di bovini.
In particolare, sui tram che passano vicino a campi nomadi e altri assembramenti, l'analogia si estende alla parte olfattiva. Provare per credere.
Stavolta pero' ho deciso di non farmi guidare dalla previsione, anche per un certo sesto senso che sto acquisendo nel leggerle, e di sfidare il maltempo facendo affidamento sull'intermodalita'... Alla fine... se diluvia piego la bici e prendo il tram.
Alla fine ho avuto ragione. Non solo l'andata non ha incontrato alcuna pioggia, malgrado il cielo alquanto minaccioso, ma anche il ritorno, dopo una pioggia costante per tutto il giorno, e' statosolo toccato daqualche goccia.
Tutto bene, insomma, 3 euri risparmiati... La bici, specie la pieghevole, si paga da sola!
venerdì 20 febbraio 2015
Paola e Gino indagati?
mercoledì 18 febbraio 2015
Perorando la causa delle ciclabili
Su di un solitario aereo notturno per la capitale d'Europa, vedo salire, un po' dopo me, un'inconfondibile figura... per me, che sono "poco fisionomista" riconoscere qualcuno visto da lontano o in foto non e' cosa da poco.
La conferma me la da' la stampella al seguito... Insomma, si tratta sicuramente del nostro sindaco.
Il volo scorre senza problemi, io immerso nella lettura di interminabili documenti. D'altra parte sull'aereo da o per Bruxelles capita abbastanza spesso di trovarsi personaggi molto conosciuti, e a suo tempo ho avuto modo di godermi una chiacchierata alla fila dell'imbarco con Giacinto Pannella (detto Marco), e con un altrattanto amabile (e rimpianto) Padoa Schioppa.
All'arrivo scendiamo abbastanza tranquilli. Il nostro Ignazio e' ancora seduto, suppongo con due assessori, mi pare di riconoscerli, stanno ancora discutendo su alcune slide (anche loro hanno lavorato tutto il viaggio) e passando accanto a loro non riesco a trattenermi...
"Mi raccomando di fare le piste ciclabili"
I due sorridono e Marino mi risponde "Non si preoccupi, certamente"
"Spero siate venuti a per qualche finanziamento"
Al che l'intero trio si mette a ridere.
Vista la tarda ora mi e' sembrato di aver importunato il sindaco anche troppo, per cui ci salutiamo e continuo per l'uscita.
Il giorno dopo come salgo sull'aereo (avevano aperto in anticipo il gate) mi ritrovo il ns sindaco seduto (non vi preoccupate, parliamo sempre di turistica) nel posto di corridoio. Come mi vede avanzare mi saluta, pero' sulle piste non mi ha dato soddisfazione.
Spero che almeno i fondi li abbiamo presi.
Cmq di persona e' meglio che alla TV.
lunedì 9 febbraio 2015
Bibiana, santa popolare ma un po' di coccio...
venerdì 6 febbraio 2015
Se AMA non AMA le bici....
L'altra sera, invece di godermi il meritato riposo, sono stato a pasticciare con la camera d'aria della ruota anteriore della BFold 7.
In effetti era qualche giorno che trovavo la ruota anteriore giu' di tono. Ma ero tranquillo. Con la camera d'aria autoriparante basta gonfiarla e via...
Ci sono voluti ben quattro rigonfiaggi prima di rammentarmi che in effetti la camera autoriparante era quella precedente, e che alla sostituzione della ruota (ve lo ricordate per il mozzo?) alla fins mi avevano rimontato una camera d'aria semplice.
Insomma la poverina, scambiata per autoriparante, aveva stretto i denti ed era andata avanti oer ben quattro cicli di sgonfiaggio-rigonfiaggio. Doveva essere una spina o qualcosa di esile. Vabbe' alla fine, dopo il magro pasto, ho ridispiegato la poverina e ho cominciato ad armeggiare con la ruota.
Tutto bene. Sul pneumatico non avevo trovato alcuna lesione,, quindi come prima cosa ho diligentemente passato le dita sull'interno... fino a trovare una specie di stalattite puntuta che pendeva verso l'interno.
Rimossa, la stalattite e' risultata essere una scheggia di vetro. I soliti che lasciano i vetri per strada, li possino....
L'operazione si e' conclusa con l'applicazione della toppa seguita da rimontaggio e rigonfiaggio della ruota.
Poi ho ripiegato la bici che da allora, per eccesso di pioggia, ancora non si e' mossa.
Riparare una ruota di tanto in tanto tiene in allenamento, quindi non si puo' essere arrabbiati piu' di tanto.
Pero' la situazione del vetro sta degenerando, mi pare sia sempre peggio.
L'AMA di certo non AMA le bici.
