sabato 14 marzo 2015

Ciclogiubileo: automobilisti pentitevi!


E' ufficiale, Papa Pierfrancesco I ha chiamato per quest'anno un ciclogiubileo straordinario, eccezionale... un'occasione per tutti gli automobilisti di pentirsi dei propri peccati, avere assoluzione, indulgenza e  indietro tutti i punti della patente.

Come fare? E' semplice, basta rottamare la propria auto e inforcare una bicicletta, anche elettrica, e percorrere 7 volte in sette giorni il GSA, il Grande Sentiero Anulare, a senso alternato, una volta in senso orario, l'altra volta in senso antiorario. Il tutto senza forare, (le gomme latticizzate non sono ammesse, non vale ne' assoluzione, ne' indulgenza pure se hai buttato una Ferrari) Se invece buchi significa che non sei in armonia con l'universo e quindi devi ricominciare da capo.

Il Grande Sentiero Anulare è stato concepito da Papa Pierfrancesco come un anello mistico attorno al cuore della città eterna, una città dove l'eternità è di casa, la viviamo tutti i giorni... per esempio avere una bella rete di piste ciclabili, ecco quella è l'eternità che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, altro che India...

Ma torniamo al GSA... un grande anello che gira intorno al cuore della città, passando per i punti piu' belli della Città Eterna, come l'Appia Antica, e anche per quelli più brutti e degradati, come la baraccopoli del campo Rom... Un mistico viaggio dal Paradiso all'Inferno e ancora indietro che a percorrerlo - si rammenta senza forare e le gomme latticizzate non valgono- ti lava dei peccati di automobilista. 

Insomma, grande attesa per questo evento che porterà fiumane di motoristi pentiti, pronti a gettare la quattro ruote alle ortiche e ripartire pedalando verso un mondo migliore. 

Amen

PS.: Quando cominciano a buttare le Porsche chiamatemi, io ho tanto pedalato che una Carrera me la meriterei proprio... ovviamente con il portabici!




venerdì 6 marzo 2015

Felicita' e' un calzettone asciutto di lana

Stamattina mi volevo dare all'intermodalita', quindi sono uscito con la bici con l'intenzione di   passare in seguito al mezzo pubblico alla prima fermata utile, giusto se aumentava la pioggia. Eh si', perche' come si suol dire "avevo gia' dato", e ero passato attraverso varie piogge alquanto asciutto.

Senonche', complice la pioggerella, la tenuta stagna e la non voglia di  mischiarmi alla mandria, ho pervicacemente tirato dritto affrontando auelli che sarebbero stati 40 minuti di pedalata sotto l'acqua battente.

Dalle ginocchia in  su' e' andato tutto bene... la giacca ha tenuto, il casco con la cuffietta da doccia una meraviglia, i guanti i  pelle hanno resistito passabilmente.

Sotto le ginocchia, invece, l'acqua ha cominciato ad infilarsi tra il bordo inferiore del pantalone impermeabile e la scarpa... e mentre succedeva pensavo alle mie belle ghette appena comprate che riposavano all'asciutto nell'armadio.

Cmq anche sotto la pioggia battents pedalo da dio, solo che in ufficio  ci arrivo con le scarpe impermeabili piene d'acqua e i calzini di cotone zuppi.

Dopo un po' che sto seduto il freddo ai piedi diventa intollerabile, quindi mi levo scarpe e pedalini e inzio una drafting session a piedi nudi sotto la scrivania, appoggiati sui salviettini di carta del bagno.

Arrivato l'intervallo di pranzo mi fiondo a cercare un negozio di calze, e trovo finalmente un paio di belle calze di lana spesse. Le compro e vado al camerino per infilarmele al volo... una commessa mi vede entrare con i calzettoni in mano e con aria schifata mi fa: "Non sapevo che si potessero provare anche i cazettoni"...

Il miglioramento e' stato netto... anche se umidi, i calzettoni di lana il loro mestiere lo fanno anche da bagnati... e sono andati passabilmente bene anche durante il rientro a tre sotto zero...

Insomma, vi posso garantire che la felicita' del ciclista umido e' un paio di calzettoni di lana...

PS.: quasi quasi per i giorni di pioggia mi faccio le calosce del Tucano metropolitano... pesano come una Brompton al titanio, ma costano poco...

mercoledì 25 febbraio 2015

3 euri risparmiati alla faccia del meteo...

Dopo un meraviglioso lunedi', di quelli che ti fanno rimpiangere le domeniche di sole, il meteo dava un martedi' tutto pioggia, da mane a sera.

Un giorno di pioggia  per me significa tram e biglietti. Tram significa 3 euri , andata e ritorno, piu' un lungo contatto con "la mandria" , come affettuosamente chiamo gli utenti del mezzo pubblico, per le evidenti analogie di comportamento con gli assembramenti di bovini.

In particolare, sui tram che passano vicino a campi nomadi e altri assembramenti, l'analogia si estende alla parte olfattiva. Provare per credere.

Stavolta pero' ho deciso di non farmi guidare dalla previsione, anche per un certo sesto senso che sto acquisendo nel leggerle, e di sfidare il maltempo facendo affidamento sull'intermodalita'... Alla fine... se diluvia piego la bici e prendo il tram.

Alla fine ho avuto ragione. Non solo l'andata non ha incontrato alcuna pioggia, malgrado il cielo alquanto minaccioso, ma anche il ritorno, dopo una pioggia costante per tutto il giorno, e' statosolo toccato  daqualche goccia.

Tutto bene, insomma, 3 euri risparmiati... La bici, specie la pieghevole, si paga da sola!

venerdì 20 febbraio 2015

Paola e Gino indagati?

Dopo Gino Paoli sembra che  anche Paola e Gino siano entrati nel mirino del fisco, per una grande quantita' di percorsi esportati in un server svizzero senza pubblicarli sul sito...

La GdF ha avuto l'ordine di seguire  le loro  tracce, per adesso sembra che siano arrivati alla 018-gole dell'obito...

AHAHAHAHAHAH!!!!!!

(Omaggio a Paola e Gino, sempre con tanti ringraziamenti)

mercoledì 18 febbraio 2015

Perorando la causa delle ciclabili

Su di un solitario aereo notturno per la capitale d'Europa, vedo salire, un po' dopo me, un'inconfondibile figura... per me, che sono "poco fisionomista"  riconoscere qualcuno visto da lontano o in foto non e' cosa da poco.

La conferma me la da' la stampella al seguito... Insomma, si tratta sicuramente del nostro sindaco.

Il volo scorre senza problemi, io immerso nella lettura di interminabili documenti. D'altra parte sull'aereo da o per Bruxelles capita abbastanza spesso di trovarsi personaggi molto conosciuti, e a suo tempo ho avuto modo di godermi una chiacchierata alla fila dell'imbarco con Giacinto Pannella (detto Marco), e con un altrattanto amabile (e rimpianto) Padoa Schioppa.

All'arrivo scendiamo abbastanza tranquilli. Il nostro Ignazio e' ancora seduto, suppongo con due assessori, mi pare di riconoscerli, stanno ancora discutendo su alcune slide (anche loro hanno lavorato tutto il viaggio) e passando accanto a loro non riesco a trattenermi...

"Mi raccomando di fare le piste ciclabili"

I due sorridono e Marino mi risponde "Non si preoccupi, certamente"

"Spero siate venuti a per qualche finanziamento"

Al che l'intero trio si mette a ridere.

Vista la tarda ora mi e' sembrato di aver importunato il sindaco anche troppo, per cui ci salutiamo e continuo per l'uscita.

Il giorno dopo come salgo sull'aereo (avevano aperto in anticipo il gate) mi ritrovo il ns sindaco seduto (non vi preoccupate, parliamo sempre di turistica) nel posto di corridoio. Come mi vede avanzare mi saluta, pero' sulle piste non mi ha dato soddisfazione.

Spero che almeno i fondi li abbiamo presi.

Cmq di persona e' meglio che alla TV.

lunedì 9 febbraio 2015

Bibiana, santa popolare ma un po' di coccio...

AL RIMIRACOLO!

Santa Bibiana ha rifatto il miracolo della  corsia  ciclabile del tunnel... 

Evviva! Tra un po' sara' popolare quasi come Santa Graziella, la protettrice dei pieghevolisti, anche se il vertice di Sant'Atala difficilmente potra' essere eguagliato.

Purtroppo Santa Bibiana e' una santa poco esperta di miracoli.

La prima volta, infatti, l'abbiamo molto ammirata, senza mettere alla voce "passivi" alcuni evidenti errori nella pratica miracolistica. 

Un po' come se per guarire un cieco gli avesse fatto spuntare un terzo occhio, oppure se per  far camminare uno storpio gli avesse fatto la terza gamba.
Cose che succedono,..  non bisogna formalizzarsi piu' di tanto... quello che conta e' la buona volonta'... almeno la prima volta.

La seconda volta, pero',  il miracolo andava fatto evitando di ripetere gli stessi, gravi, errori. 

Se errare e' umano (e gia' non e' bello per una santa) perseverare nell'errore e' addirittura diabolico...  specie quando si pasticcia con la sicurezza.

Bene, il miracolo della corsia ciclabile non tiene conto che qualcuno, tipo il Marziano, alla fine del tunnel gira a sinistra... la striscia continua, invece, fa illudere gli automobilisti che tale manovra sia vietata.

Con il risultato palpabile che si' nel tunnel, ti passano piu' alla larga, ma molto piu' veloci,, quindi la diminuzione del rischio nel tragitto rettilineo viene ampiamente compensata dall'aumento di rischio per chi svolta a sx.

La santa dice: " Ma cosi' le bici possono venire da San Lorenzo possono finalmente imboccare il tunnel contromano... non e' un bel progresso?"

Indubbiamente si',anche se in maniera alquanto abusiva.  Chiaramente, essendo una manovra vietata,  non dovrebbe essere attivata a spese della sicurezza altrui. per cui viene il sospetto che il miracolo piu^ che la santa, l'abbiano proprio fatto questi signori qui, un miracolo pro-domo-loro.

Per carita'  capisco, e anche apprezzo, ma alla fine certe cose le debbono fare i professionisti, non i dilettanti. Specie quando c^entra la sicurezza.

E l'aver insistito dopo tante discussioni,  e' solo un altro indice che alla fine da noi chi protesta normalmente e' solo dall'altra parte della barricata, ma non molto diverso.

E che da noi l'unico vero miracolo sono le cose fatte bene...

venerdì 6 febbraio 2015

Se AMA non AMA le bici....

L'altra sera, invece di godermi il meritato riposo, sono stato a pasticciare con la camera d'aria della ruota anteriore della BFold 7.

In effetti era qualche giorno che trovavo la ruota anteriore giu' di tono. Ma ero tranquillo. Con la camera d'aria autoriparante basta gonfiarla e via...

Ci sono voluti ben quattro rigonfiaggi prima di rammentarmi che in effetti la camera autoriparante era  quella precedente,  e che alla sostituzione della ruota (ve lo ricordate per il mozzo?) alla fins mi avevano rimontato una camera d'aria semplice.

Insomma la poverina, scambiata per autoriparante, aveva stretto i denti ed era andata avanti oer ben quattro cicli di sgonfiaggio-rigonfiaggio. Doveva essere una spina o qualcosa di esile. Vabbe'  alla fine, dopo il magro pasto, ho ridispiegato la poverina e ho cominciato ad armeggiare con la ruota.

Tutto bene. Sul pneumatico non avevo trovato alcuna lesione,, quindi come prima cosa ho diligentemente passato le dita sull'interno... fino a trovare una specie di stalattite puntuta che pendeva verso l'interno.

Rimossa, la stalattite e' risultata essere una scheggia di vetro. I soliti che lasciano i vetri per strada, li possino....

L'operazione si e' conclusa con l'applicazione della toppa seguita da rimontaggio e rigonfiaggio  della ruota.

Poi ho ripiegato la bici che da allora, per eccesso di pioggia, ancora non si e' mossa.

Riparare una ruota di tanto in tanto tiene in allenamento,  quindi non si puo' essere  arrabbiati piu' di tanto.

Pero'  la situazione del vetro sta degenerando, mi pare sia sempre peggio.

L'AMA di certo non AMA le bici.