venerdì 24 dicembre 2021

Maledetta velocità... Gualtieri, agisci ora!

Guardando le foto del rottame dell'auto dell'incidente di Via Cilicia, anche ad uno poco esperto di incidenti stradali come me, sembra abbastanza evidente che quella macchina non andava certo a 50 all'ora prima di colpire l'albero.

Non sappiamo cosa abbia fatto perdere il controllo dell'auto, certo che in una strada urbana non esistono vie di fuga, e per fortuna non vi sono stati terzi coinvolti. Invece del platano poteva starci una macchina con persone, un motociclista, un ciclista, uno o più pedoni. Nella sfortuna siamo stati "fortunati".

Superare i limiti di velocità urbani è un comportamento piuttosto comune a Roma, un modo di vivere la città intrinsecamente rischioso che non ha mai trovato sindaci abbastanza forti da sfidare l'iniziale impopolarità degli autovelox, per poi raccoglierne i frutti in tempo per essere rieletti.

Infatti a Roma l'eccesso di velocità è visto come un modo per sopperire alla lentezza degli spostamenti, limitato solo dalla presenza di altre auto. 

Di notte o quando è festa e le strade sono meno affollate, l'automobilista romano torna a premere il piede sull'acceleratore, incurante del rischio connesso a correre in un ambiente non progettato per consentire velocità sopra i 50 all'ora.

Purtroppo poi gli incidenti accadono... e stavolta altre due giovani vite sono irrimediabilmente stroncate.

Proprio una settimana fa discutevo con altri soggetti giovani dalla guida nervosa. Ovviamente i giovani scalpitano per arrivare prima, pigiando sull'acceleratore, incuranti del rischio... giovani siamo stati tutti, così come tutti ci siamo sentiti piloti. 

Però a che prezzo? Ma con loro è inutile discutere, si sentono tutti immortali.

Per questo la mano pubblica deve intervenire in qualche modo per limitare la velocità e per far divenire il rispetto dei limiti una costante (magari può capitare che si verifichi qualche eccezione) e non un semplice consiglio che solo noi vecchi seguiamo.

Le statistiche parlano chiaro, a Roma la mortalità per incidenti è molto più alta di quella delle altre capitali europee. Anche quelle di posti (tipo Parigi) dove all'inizio del millennio si guidava in maniera decisamente più pericolosa di quella romana. Con più incidenti e più morti.

Da allora le cose sono cambiate, ricordo i colleghi francesi che parlavano della stretta sull'osservanza delle regole, in TV passavano i filmati che facevano vedere come si potessero verificare incidenti terribili partendo da situazioni apparentemente tranquille. Dicevano: se ti fermi e non superi l'alcool test vai direttamente in prigione, nemmeno ti fanno tornare a casa a prendere la roba.

Bene, io spero che il nuovo sindaco intervenga almeno sulla velocità. In maniera prioritaria. 

Tanto per restare in argomento ricordo che un mio collega prese una multa proprio su Via Cilicia, dove avevano messo un autovelox (allora il limite era 60). 

Poi più nulla o quasi. Sarebbe finalmente ora di invertire la tendenza.

sabato 11 dicembre 2021

Lo cavalcone laurentino è saldo

Lo cavalcone laurentino è stato sindacollaudato da Gualtieri medesimo, con grande partecipazione di ciclisti, con i quali siamo tutti saliti sull'impalcato, tanto che ad un certo punto ho effettivamente un po' temuto che qualcuno imitasse il pio Zenone [[https://youtu.be/XrKgPl5znJM]] e si mettesse a testarne la stabilità.

Per fortuna si è anche avverata una profezia marziana, ovvero che la riapertura dello Cavalcone de l'Industria non arrivasse prima della riapertura dello cavalcone laurentino. Così è stato, domani riaprirà lo cavalcone de fero, anche se mi hanno detto che  la pista che ci passa sotto (NdR: la ciclabile del Tevere)ancora dovrà attendere un ulteriore consolidamento della struttura dello cavalcone per essere riaperta.

Ovviamente grande soddisfazione per il recupero dello itinerario, che speriamo rimanga una delle pietre miliari della ciclabilità romana. Due chiacchiere con alcuni funzonari comunali mi hanno invece fatto sapere che tra gli obiettivi del Sindaco c'e' l'apertura dello collegamento della pista di Monte Ciocci con il Tevere, spero di aver capito bene, passando sotto il Vaticano. 

Un'opera meritoria, che per una volta non andrebbe a scapito degli automobilisti, e quindi di grande attrattiva per ogni sindaco (quest'ultima è una mia riflessione).

Questo della guerra alle auto è un argomento che è ricicciato nelle conversazioni. 

Per quanto mi riguarda rimane estraneo alla missione di sicurezza che l'associazione salvaciclisti dovrebbe perseguire. La non sicurezza dei ciclisti non è tanto data dal numero delle auto, ma dalla loro velocità, tanto è vero che durante le feste, quando il traffico diminuisce, le velocità aumentano e andare in bici diventa sensibilmente meno sicuro.

D'altra parte rallentare le auto è un obiettivo molto più facile e immediato da perseguire rispetto ad obbligare il cittadino romano a fare a meno dell'auto, cosa che -per esempio- richiede fornire un'alternativa pratica e praticabile all'automobile. 

Per rallentare e auto bastano un po' di autovelox e una sapiente architettura delle strade, tutte cose attuabili che non richiedono rivoluzioni politiche. Alla fine qualche mugugno ma se i dati della sicurezza migliorano, alla fine la gente apprezza. 

Per cominciare a parlare di rinuncia all'auto occorrono invece  treni e metropolitane. "E quindi noi non vedremo una Roma senza auto". "No. Se avessimo dato retta a Rutelli e Tocci adesso saremmo un bel pezzo avanti, ma no, noi non vedremo il completamento della rete metropolitana di Roma". Però se iniziano a farla almeno da pensionati avremo un bel po' di cantieri da guardare per passare il tempo.

Anche lì c'e' purtroppo una visione poco realistica. Ovvero che l'auto possa essere sotituita da metropolitane leggere di superficie... che occupano il posto delle auto, guarda un po'.
 
In una città come Roma non sono certo tram veloci che possono reggere i flussi di trasporto. E comunque, in tutte le città dove si è molto puntato sul tram, in prossimità del centro va sottoterra, proprio perchè lo spazio in superficie è prezioso e un binario rappresenta una divisione tipo muro di Berlino dello tessuto urbano.

Vabbè, la morale è sempre quella, se a fare la guerra alle auto è salvaciclisti, gli automobilisti possono dormire sonni tranquilli. 

Speriamo il sindaco sappia essere più concreto. La politica alla fine è l'arte del possibile.

sabato 4 dicembre 2021

Prenestlane, mon amour

Dovendo portare l'auto dal carrozziere a Via Teano (Zagaria), ho caricato a bordo della macchina la pieghevole e, lasciata l'auto, sono andato pedalando da Largo Telese a Castro Pretorio, per poi tornare a riprenderla nel pomeriggio. Quindi ho percorso la Prenestlane da Largo Telese a Porta Maggiore (e ritorno).

L'andata è andata piuttosto bene, anche se la presenza di foglie nel tratto Largo Preneste - Piazzale Prenestino costituisce un motivo di preoccupazione.

Comunque fino a Porta Maggiore senza grossi problemi. Ostruzioni solo da qualche macchina parcheggiata dove non ci sono parcheggi per le auto e che quindi per non sporgere troppo occupava un 30 per cento del poco spazio disponibile.

Comunque una marcia tranquilla e senza problemi.

Il ritorno, complice anche la strada per la gran parte in discesa,  invece è stato da frecce (21 minuti) cosa notevole perchè la Prenestina dal deposito tram al Parco delle energie era un fiume ininterrotto di auto. Si salvava solo la ciclabile, debbo dire rispettata dalle auto, sulla quale ho potuto tenere velocità veramente apprezzzabili (per una pieghevole).

Di brutto solo l'assenza di altre biciclette, o meglio, la loro presenza sporadica, anche in assenza di condimeteo avverse reali o previste... bah.

Maggiore, ma sempre discreta e rispettosa, la presenza di moto e scooter. Debbo dire ogni volta che ci sono venuto in conflitto mi hanno dato la precedenza con grande anticipo, senza quindi costringermi a rallentare la pedalata.

Insomma, la Prenestlane funziona, sta a noi ciclisti far vedere che ci teniamo.

sabato 13 novembre 2021

Monnezza e convogli metro... Gualtieri si confronta con l'eredità tossica di Virginia.

Non si può certo dire che Gualtieri non se la sia cercata con il lanternino...  Alla fine la  poltrona di sindaco l'ha strappata sia a Michetti che a Calenda e quindi, visto che ha voluto la bicicletta, adesso tocca pedalare.

Detto questo non è però giusto addossargli colpe che non sono sue. 
La prima e più ovvia grana riguarda la gestione dei rifiuti,  per altro ben nota in campagna elettorale.  Gualtieri si è accodato a Calenda nel promettere una pulizia straordinaria da una quarantina milioni di euro nei primi mesi,  anzi mi pare giorni, della sua consiliatura.

Io non ho ho capito su quali basi Calenda abbia preso la sua decisione...  Mi ricordo però che aveva aggiunto che la spazzatura sarebbe stata raccolta e inviata dove doveva andare, facendo uso degli accordi in essere.  

La cosa evidentemente non era così facile,  o non lo è per il team di Gualtieri, fatto sta che le strade sono in condizioni veramente pietose e a tutti gli effetti sono tornati i mucchi di monnezza in mezzo alla strada.

A questo problema  si è aggiunta una in aspettata tegola,   originata dai convogli della metro. Infatti sta uscendo sui giornali che una cinquantina di treni  della metropolitana dovrebbero essere sottoposti a qualche tipo di revisione causando ulteriore  riduzione dello già scarso servizio fornito dell'atac.

Questa condizione appare particolarmente penalizzante per roma,  anche a fronte del ritorno dell'emergenza covid, per cui una riduzione dell'offerta del trasporto pubblico si trasforma inevitabilmente in convogli più affollati e aumento di contagi.

In particolare per questo secondo problema sarebbe ingiusto dare colpe all'attuale sindaco, visto che la mancata pianificazione delle manutenzioni risale all'amministrazione Raggi. 

Lo capiranno le persone? Oppure daranno addosso al nuovo sindacotanto per avere un capro espiatorio? Mah, non  mi stupirebbe. Sono i misteri della politica italiana e uno dei motivi per cui continuiamo ad avere una classe politica di bassa qualità e bontà

Rimane il fatto che i danni causati da 5 anni di Virginia Raggi, a cominciare dalla mancata individuazione dei siti di smaltimento dei rifiuti residui,  sono ancora da valutare pienamente nella loro drammatica dimensione.

D'altra parte diciamocelo, se avesse governato bene sarebbe stata ampiamente rieletta.

mercoledì 27 ottobre 2021

Cosa chiedere a Gualtieri

L 'ultimo periodo della consiliatura M5S la Roma è stato un po' delizia e un po' croce per noi ciclisti.

Delizia perchè finalmente,seppur per un piccolo lasso di tempo,  la bici ha avuto l'importanza che merita nella realizzazione delle opere pubbliche.

Croce perchè è stato un periodo di rodaggio; non tutte le ciambelle sono uscite col buco, e questo atteggiamento ciclo-maniacale ha portato gli altri candidati a dire molto meno di quello che avrebbero potuto o addirittura voluto in altre circostanze. 

Anche perchè si è palesato ai loro occhi, in maniera estremamente chiara, il conflitto sullo spazio pubblico.

A destra il problema non si è proprio posto: per Michetti biciclette solo nei parchi, ma romai è tutto archiviato 

A sx e al centro la questione è stata ignorata finchè è stato possibile, nel timore di disgraziarsi una consistente parte degli elettori. 

Gualtieri ha ignorato l'argomento, mentre Calenda ha ceduto proprio in zona Cesarini, con un video molto cattivo sulla pista di Pineta Sacchetti, cosa che gli è costata almeno un voto. 

Non solo infatti ha buttato un occhio non ciclistico, ma anche dato voce al primo che passava (proprio un caso di darla al primo che passa) con accento nordico, ha umiliato in un solo colpo gran parte di Romani de Roma che utilizzano la bici come mezzo di spostamento, addirittura quotidiano.

Ora però Gualtieri è il sindaco e, come dico sempre, è col sindaco che dobbiamo parlare per ottenre ciò che fa bene alla città e cispetta, possibilmente senza tirarlo per la giacchetta in operazioni che lo mettono in difficoltà.

Infatti dobbiamo capire che purtroppo gli interventi ciclabili fatti dalla Raggi non sono la ciliegina su di una torta di realizzazioni serie, che le avrebbero fruttato la rielezione sicura, Sono quasi l'unica realizzazione in un disastro amministrativo. 

I non ciclisti quindi, anche quelli non di rito automobilistico, ci guardano un po' come  unici figli di oca bianca e presumibilmente non vedono l'ora di farci fare un giro di penitenza. Adesso tocca  a loro.

Questo ovviamente non ci ferma, però nelle rivendicazioni ciclistiche verso il nuovo sindaco non possiamo non tenere conto della situazione. Vediamo quindi cosa ritengo si possa legittimamente chiedere al sindaco:

1) Non tornare indietro. Per favore non smantelliamo cosa è stato fatto, cerchiamo piuttosto di migliorarlo trasformando le piste provvisorie in definitive, magari migliorandole un pochino;

2) Predisponiamo la manutenzione dell'esistente. Sembra una stupidaggine, ma le bikelane hanno bisogno di essere rinfrescate spesso. Dove possibile mettiamo catarifrangenti e borchie a sottolineare la separazione dal resto del traffico.

3) Completiamo le realizzazioni avviate dalla Raggi, specie dove sono coinvolti cofinanziamenti di altre fonti. Per esempio saldiamo la rete romana a quella di Fiumicino aprendo finalmente la regina Ciclarum. Altre piste sono in fieri, come lo spin-off della Nomentana verso Piazza Bologna, per carità completiamolo, specialmente se espande l'accesso alle dorsali.

4) Quando si ristruttura una strada ricordiamoci delle piste ciclabili. A Roma sono stati fatti monumentali rifacimenti (i.e. Via Tiburtina, Viale dell'Università) con sprezzo estremo della possibilità di integrare una ciclabile. Non solo è contro la legge, ma è un assurdo spreco di risorse pubbliche;

5) Espandiamo anche la rete cicloturistica, con il collegamento con Ostia Antica e la pista sulla riva Est del Tevere, partendo da Castel Giubileo fino alla Magliana. Infatti la presenza di una pista ciclabile fa rivivere parti della città che altrimenti diventano preda di insediamenti abusivi, discariche e altri usi nocivi.

6) Proteggiamo le bici. I ladri sono sempre più scaltri, audaci e impuniti. Proteggiamo le nostre biciclette e il diritto di usarle senza la paura di farcele portare via. IlCOmune può fare attività investigativa e colpire chi pensa di sbarcare il lunario praticando il bicigeato,
 
Già con questi sei punti staremmo tranquilli per  tutta la consiliatura Gualtieri 1. Il naturale e irreversibile aumento dei ciclisti farà sicuramente il resto. 

Speriamo bene 
(non ho trovato una foto di G. in bici!!!)

martedì 5 ottobre 2021

Ciclabile Prenestina Traffic Test

Inaspettatamente, complice una raccomandata da ritirare per mamma, ho percoso la ciclabile prenestina (http://romaciclista.blogspot.com/2021/09/cicalbile-prenestina-buona-ma-con.html) da Tor de' Schiavi a Porta Maggiore ad un'ora abbastanza di punta (8 e mezza) e giornata con allarme meteo, quindi poche bici e tante auto.

La ciclabile funziona benissimo, a parte la tremenda deviazioncina di Largo Preneste. Ti tiene ben schermato dal traffico e visto che, a differenza della Tuscolane, è quasi sempre bella dritta, consente anche buone velocità

Alla fine l'ho percorsa con una media di 16 km/h semafori compresi, quindi una velocità commerciale di tutto rispetto, considerando che la prenestina verso Porta maggiore è in salita.

Ho trovato solo un furgone ad ostruirla parzialmente, in corrsipondenza della rampa della sopraelevata, ma alla fine ho solo dovuto rallentare, senza fermarmi del tutto.

Si conferma critico l'arrivo a Porta Maggiore, ma sicuramente non peggio di come era prima.

Quindi direi che la ciclabile Prenestina è promossa con un 7 -,  il meno dovuto alla mancanza di cordolino in alcune parti particolarmente indifese.

Se non ci fossero stati i due orrori di Largo Preneste e Largo Caballini il 7 sarebbe stato un 8.

domenica 26 settembre 2021

Ciclabile Prenestina - Buona ma con almeno due punti di caduta molto seri.

Visto il montare delle "polemiche", e l'interesse che Roma Ciclista in passato ha riservato alla Via Prenestina, se non altro per tutte le volte che ci abbiamo rischiato la pelle, ho investito un paio d'ore di domenica per fare un check della pista nel suo complesso, anche se ovviamente avevo già collaudato le parti esistenti.

Il risultato del collaudo, con l'avvertenza che è stato fatto di domenica, e quindi senza carico di traffico, è buono, nel senso che la ciclabile secondo me è meglio di quella della tuscolana, con i suoi zigozaghi micidiali, e si sviluppa in genrale in maniera più lineare, permettendo anche velocità decebti, intorno ai 30 all'ora.

Ha però 4 punti di caduta, due dei quali a mio parere molto gravi.

Togliatti e Porta Maggiore sono da delirio
I due terminali della pista sono da delirio. Non si capisce che trada debba fare chi, per esempio, voglia continuare sulla Prenestina verso il deposito dell'ATAC o, chi a Porta Maggiore non intenda andare a San Lorenzo. 

Insomma ci sarebbe da fare qualche riflessione un po' piu' circostanziata e creare qualche struttura che permetta alla ciclabile di fendere il traffico automobilistico, altrimenti a che serve? Insomma lì i progettisti sono stati troppo timidi.

Tra l'altro mi sono accorto che a Togliatti è sparito il collegamento tra la prenestina e la pista della Togliatti, almeno quello direzione Cinecittà... beh, era un gran bel completamento. L'altro collegamento invece ti fa fare il GdP, Giro di Peppe, intorno all'incrocio Togliatti - Prenestina e ci metti almeno 10 minuti... insomma, non potevamo fare una ciclabile che seguiva le rotaie del tram e seguiva i suoi verdi? Elementare Watso.

Ma l'oscar del peggio è... le due deviazioni a destra di Piazza Caballini e Largo Preneste
Infatti in quei due punti vi sono due importanti diramazioni che sfioccano verso destra dalla Prenestina, una verso Via del Pigneto e una verso Via di Portonaccio. 

Per tutta la mia vita ciclistica ho affrontato con attenzione, buon senso e apprensione il rischio di auto che escono dalla Prenestina e provano a passarti sopra. Pensavo che la cilabile in quei punti servisse a dire agli automobilisti: attento, se esci a destra passi attraverso la ciclabile e devi dare la precedenza.

Invece è successo l'esatto contrario. in entrambi i pubti il ciclista è costretto a deviare a destra e poi ad attraversare il flusso a novanta gradi con un attraversamento che più pericoloso di così non c'e'. E in ogni caso ci metti almeno due minuti, spezzi il ritmo, per fare venti metri, mentre dovrebbero essere le auto a stare attente a girare.

Ora io non so quali leggi o consuetudini muovano la mano del progettista, ma così proprio non va. 

E quando c'e' il traffico?
Le testimonianze che ho raccolto sulla pista nei giorni feriali sono abbastanza preoccupanti. Le moto si infilano nei corridoi e le auto invadono spesso lo spazio riservato ai ciclisti, e molti invocano la protezione del cordolo.

Francamente non sono molto d'accordo a mettere cordoli in spazi già angusti, però qualche catarifrangente a protezione lungo tutto il percorso ce lo metterei.

Comunque, a parte i due pasticci citati, per il resto mi sembra un netto miglioramento rispetto al ciclista buttato nel traffico.