mercoledì 5 gennaio 2022

PCI (Pippone Ciclistico Iniziale) 2022

Da ciclisti romani cosa chiedereste al 2022? 

Beh, innanzitutto ginocchia forti come rocce e senza scricchiolii...  

Detto questo, che per me rimane la prima preoccupazione, dividerei le mie richieste in tre sezioni, sicurezza, urbana e turistica.

Per la sicurezza  credo che uno dei grandi problemi di Roma è che sembra che ogni automobilista sia libero di fare quello che vuole sino a quando non finisce per provocare un incidente. 

Per evitare questo la prima cosa da fare sia calmierare le velocità dei mezzi a motore. Questo può essere raggiunto con qualche decina di Autovelox sparsi nei punti critici.

Non si può solo affidarsi alla sorveglianza elettronica, per quanto efficace e spietata. Quindi e' anche necessario che al più presto i Vigili Urbani tornino ad esercitare il ruolo di repressione attiva dei comportamenti pericolosi.

Riuscirà Gualtieri ad ottenerlo? Mah... ho forti dubbi in proposito.

Per il fuori città credo che le strade trafficate dovrebbero essere dotate di bikelane, dipinte di rosapista come vedo all'estero, per separare almeno operativamente la marcia dei ciclisti da quella delle auto.

Per fare questo occorre sicuramente recuperare gli spazi a lato delle arterie (non so come si chiamino) che spesso sono semplicemente lasciati pieni di immondizia, ghiaia o vegetazione.    

Il ciclista urbano innanzitutto vorrebbe vedere vieppiù espandersi  l'utenza ciclistica e monopattinesca, tanto da portare il Comune a lanciare un piano ancora più ambizioso di infrastrutture per la ciclabilità.

Per avere questo vedo come unico modo "sfondare" tra la popolazione studentesca, ovvero far diventare le bicicletta (e magari il monopattino) il mezzo preferito degli studenti per raggiungere la scuola.

Siamo in una posizione molto più favorevole di due anni fa, molte scuole sono ormai toccate o sfiorate da piste ciclabili, e quindi manca solo l'ultimo passo: aprirne i cortili al parcheggio protetto.

Non è una cosa impossibile, continuo a meravigliarmi che nessuno prema il piede sul pedale (dell'acceleratore) per andare in questa direzione. Dovrebbe essere il Sindaco a farlo, l'unica autorità in grado di fare le opportune pressioni.

Accanto a questo occorre ovviamente continuare a far evolvere l'infrastruttura a servizio della mobilità dolce... e qui occorre non solo usare il bulldozer per aprire nuove strade, ma anche saper lavorare di cesello, sfruttando e occasioni che il caso ci porta.

Per esempio stanno  "venendo giù" abbastanza spesso i pini di Corso Trieste, ed ogni volta si sfiora la tragedia... anzi, un poveraccio è rimasto sulla sedia a rotelle a causa di uno di questi crolli, e alcuni funzionari del Comune sono stati condannati.

Quindi sarebbe bene pensare di abbatterli, e ripiantarli ai lati di una bella pista ciclabile che corra sull'aiuola centrale e unisca Via Nomentana a Piazza Annibaliano, servendo due grandi licei della capitale, il Giulio Cesare e l'Avogadro... giustappunto.

Al tempo stesso fare una bella pista sul Ponte delle Valli, che è una bestemmia di spazio lasciato alle auto e poi almeno aprire alla ciclabilità le due corsie preferenziali su Viale Libia ed Viale Eritrea fino a Piazza Annibaliano (tanto già le usiamo costantemente).

Non vi sto a parlare di fare due corsie ciclabili, eventualmente a sbalzo, su Ponte Salario per congiungere la pista di Via Jonio con quella dell'Aniene... insomma tutte cose simpatiche per strade che conosco bene.

Poi rifacciamo una corsia ciclabile su Viale del Giardino Zoologico, visto che è  ridotto a parcheggio a senso unico? Dopotutto stiamo dentro Villa Borghese, e che cavolo!

E l'asse Serenissima - Monti Tiburtini - Ponte Lanciani? Che ce lo vogliamo dimenticare?

Per il resto di Roma... unire Monte Ciocci al centro passando sul ponte e sotto il Vaticano. Che sogno!

Il ciclista turistico sarebbe deliziato dall'istituzionalizzazione della Regina Ciclarum fino a Fiumicino e magari del Sentiero Pasolini fino a Ostia, tanto per rendere finalmente manifesto il destino di Roma dominatrice del mare (riuscirà ciò a rendere le piste in questione gradite alla destra?). 

Per Ostia in qualche modo dovrà risolversi la situazione creata dalla pista inserita in un ambiente poco favorevole e finalmente prolungarla fino a Torvajanica. Non dite di no.

A Nord vedrei tanto bene l'apertura al traffico ciclistico della Riva Sinistra del Tevere da Castel Giubileo al già citato Ponte Salario, così da finire il tristissimo avanti-e-dietro domenicale sulla pista del Tevere e riguadagnare un altro pezzo delle sue preziosissime sponde. 

Perchè ormai sappiamo che se vogliamo strappare il territorio dal degrado, l'unico modo è renderlo accessibile a quelle formichine attente al territorio (e un po' cacacazzi) dei ciclisti.

Infine la sicurezza delle bici infatti la situazione dei furti è andato peggiorando, e non parliamo solo delle bici lasciate al palo, ma anche di quelle prelevate dagli spazi condominiali o addirittura privati, per arrivare alle razzie ai negozi.

Sono azioni criminali con conseguenze pesanti per chi le subisce e pesantissime per la mobilità ciclistica.

In qualche modo vanno affrontate con un'adeguata azione di contrasto, sia tattica sul territorio sia investigativa per colpire le bande e i ricettatori. La Polizia Municipale è nella posizione migliore per intervenire, anche nei luogi di probabile ricettazione come Porta Portese.

Soprattutto dobbiamo evitare che delinquenti colti sul fatto vengano rimessi in libertà come se niente fosse, così che pensino che in Italia si possa campare rubando biciclette.

Vabbè, vi siete parzialmente salvati, è stato un pippone leggero, senza alcuna pretesa di universalità.

Buon 2022

Pedala contento finchè c'e' il bel tempo
Poi vien la tempesta e finisce la festa!!!!

venerdì 31 dicembre 2021

PCF (Pippone Ciclistico Finale) 2021

Il 2021 è stato un anno-boomerang... tutti pensavano che sarebbe stato meglio del 2020. In cifra assoluta probabilmente è stato un po' meglio, ma ha tradito le aspettative che tutti vi riponevamo.

Il COVID è ancora tra le balle, anzi, con la variante omicron è diventato una bestia ancora meno comprensibile. 

Adesso stiamo combattendo con un'ondata di piena di contagi. Non vaccinati e fragili sono ancora una volta a rischio, ma con una intensità che pensavamo di aver scordato. E non sappiamo ancora come metterà, come si dice del tempo incerto.

Dal mio punto di vista ciclistico il 2001 è stato l'anno delle lunghe (per me) percorrenze stradali. Ho imparato a tenere un ritmo costante e perchè le bici da strada sono fatte in maniera differente dalle bici da montagna. Cioè: già lo sapevo, ma stavolta l'ho sperimentato.

Ho anche capito il perchè di tante disgrazie in allenamento... quando il tuo fisico è concentrato per dare la massima potenza continuativa possibile per le sottigliezze della guida (tipo la precedenza agli incroci) rimane veramente poco. Si finisce per correre rischi incredibili solo per non penalizzare la media oraria. Questo io, figuriamoci uno stradaiolo vero, professionista o dilettante. 

Inoltre ho imparato che dobbiamo cominciare a fare bikelane ai lati delle strade di maggior percorrenza per permettere alle biciclette che vanno tra i venti e i trenta e ai professionisti di viaggiare da un comune all'altro in sicurezza. Lo dicevo io, lo ha recentemente ribadito Nibali, sono stato molto soddisfatto.

L'unica eccezione positiva riguarda lo sviluppo della rete ciclabile romana, che nel 2021 è cresciuta parecchio e speriamo che il nuovo sindaco ne sostenga ancora lo sviluppo.

La nuova rete di piste si è anche popolata di una fauna prima sconosciuta: elettrociclisti in quantità, almeno nei quartieri a reddito meno basso, e tanti monopattinisti, che almeno sulla Nomentana sono almeno il 40% dell'utenza.

A questo dovremmo sommare le decine di migliaia di km macinati dai rider che consegnano le ordinazioni... per quelli dovrebbe essere molto più facile ottenere una statistica.

Il regalo di congedo fatto dalla Raggi (pressata da Enrico Stefano) a noi ciclisti non ha ancora portato allo sfondamento della bicicletta come mezzo di spostamento di massa. 

In particolare brucia l'assenza della generazione 15-18enni che non ha eletto la bici a mezzo per raggiungere le scuole. E nemmeno una parte consistente di universitari. D'altra parte come dare torto, quando esce di classe o di istituto, uno la bici la vuole ritrovare.

E questa è purtroppo l'altra grande novità. Se il 2020 è stato l'anno del bonus bici, il 2021 sembra averci fatto fare notevoli passi indietro grazie ai furti di biciclette. Quindi andrà fatto qualcosa in proposito.

Sicurezza? A parte l'uso delle infrastrutture dedicate si direbbe ben poco. 

Gli automobilisti si stanno abituando e salvo qualche imbecille occasionale (che però basta a metterci in pericolo) stanno cominciando a capire come funzionana la circolazione delle bici. I monopattini e il loro comportamento su strada invece sono ancora una bestia sconosciuta e imprevedibile  ai più. Il telefonino selvaggio un rischio concreto.

Sta di fatto che gli indisciplinati scorazzano per Roma fuori controllo e non sembra che i Vigili Urbani intendano mettere un po' di ordine con iniziative dinamiche. La sensazione è che a Roma ciascuno può fare quello che vuole, almeno fino a quando non provoca un incidente.

That's all, folks. 

Il 2021 è andato. 

Pedala contento finchè c'e' il bel tempo, 
poi vien la tempesta e finisce la festa.

venerdì 24 dicembre 2021

Maledetta velocità... Gualtieri, agisci ora!

Guardando le foto del rottame dell'auto dell'incidente di Via Cilicia, anche ad uno poco esperto di incidenti stradali come me, sembra abbastanza evidente che quella macchina non andava certo a 50 all'ora prima di colpire l'albero.

Non sappiamo cosa abbia fatto perdere il controllo dell'auto, certo che in una strada urbana non esistono vie di fuga, e per fortuna non vi sono stati terzi coinvolti. Invece del platano poteva starci una macchina con persone, un motociclista, un ciclista, uno o più pedoni. Nella sfortuna siamo stati "fortunati".

Superare i limiti di velocità urbani è un comportamento piuttosto comune a Roma, un modo di vivere la città intrinsecamente rischioso che non ha mai trovato sindaci abbastanza forti da sfidare l'iniziale impopolarità degli autovelox, per poi raccoglierne i frutti in tempo per essere rieletti.

Infatti a Roma l'eccesso di velocità è visto come un modo per sopperire alla lentezza degli spostamenti, limitato solo dalla presenza di altre auto. 

Di notte o quando è festa e le strade sono meno affollate, l'automobilista romano torna a premere il piede sull'acceleratore, incurante del rischio connesso a correre in un ambiente non progettato per consentire velocità sopra i 50 all'ora.

Purtroppo poi gli incidenti accadono... e stavolta altre due giovani vite sono irrimediabilmente stroncate.

Proprio una settimana fa discutevo con altri soggetti giovani dalla guida nervosa. Ovviamente i giovani scalpitano per arrivare prima, pigiando sull'acceleratore, incuranti del rischio... giovani siamo stati tutti, così come tutti ci siamo sentiti piloti. 

Però a che prezzo? Ma con loro è inutile discutere, si sentono tutti immortali.

Per questo la mano pubblica deve intervenire in qualche modo per limitare la velocità e per far divenire il rispetto dei limiti una costante (magari può capitare che si verifichi qualche eccezione) e non un semplice consiglio che solo noi vecchi seguiamo.

Le statistiche parlano chiaro, a Roma la mortalità per incidenti è molto più alta di quella delle altre capitali europee. Anche quelle di posti (tipo Parigi) dove all'inizio del millennio si guidava in maniera decisamente più pericolosa di quella romana. Con più incidenti e più morti.

Da allora le cose sono cambiate, ricordo i colleghi francesi che parlavano della stretta sull'osservanza delle regole, in TV passavano i filmati che facevano vedere come si potessero verificare incidenti terribili partendo da situazioni apparentemente tranquille. Dicevano: se ti fermi e non superi l'alcool test vai direttamente in prigione, nemmeno ti fanno tornare a casa a prendere la roba.

Bene, io spero che il nuovo sindaco intervenga almeno sulla velocità. In maniera prioritaria. 

Tanto per restare in argomento ricordo che un mio collega prese una multa proprio su Via Cilicia, dove avevano messo un autovelox (allora il limite era 60). 

Poi più nulla o quasi. Sarebbe finalmente ora di invertire la tendenza.

sabato 11 dicembre 2021

Lo cavalcone laurentino è saldo

Lo cavalcone laurentino è stato sindacollaudato da Gualtieri medesimo, con grande partecipazione di ciclisti, con i quali siamo tutti saliti sull'impalcato, tanto che ad un certo punto ho effettivamente un po' temuto che qualcuno imitasse il pio Zenone [[https://youtu.be/XrKgPl5znJM]] e si mettesse a testarne la stabilità.

Per fortuna si è anche avverata una profezia marziana, ovvero che la riapertura dello Cavalcone de l'Industria non arrivasse prima della riapertura dello cavalcone laurentino. Così è stato, domani riaprirà lo cavalcone de fero, anche se mi hanno detto che  la pista che ci passa sotto (NdR: la ciclabile del Tevere)ancora dovrà attendere un ulteriore consolidamento della struttura dello cavalcone per essere riaperta.

Ovviamente grande soddisfazione per il recupero dello itinerario, che speriamo rimanga una delle pietre miliari della ciclabilità romana. Due chiacchiere con alcuni funzonari comunali mi hanno invece fatto sapere che tra gli obiettivi del Sindaco c'e' l'apertura dello collegamento della pista di Monte Ciocci con il Tevere, spero di aver capito bene, passando sotto il Vaticano. 

Un'opera meritoria, che per una volta non andrebbe a scapito degli automobilisti, e quindi di grande attrattiva per ogni sindaco (quest'ultima è una mia riflessione).

Questo della guerra alle auto è un argomento che è ricicciato nelle conversazioni. 

Per quanto mi riguarda rimane estraneo alla missione di sicurezza che l'associazione salvaciclisti dovrebbe perseguire. La non sicurezza dei ciclisti non è tanto data dal numero delle auto, ma dalla loro velocità, tanto è vero che durante le feste, quando il traffico diminuisce, le velocità aumentano e andare in bici diventa sensibilmente meno sicuro.

D'altra parte rallentare le auto è un obiettivo molto più facile e immediato da perseguire rispetto ad obbligare il cittadino romano a fare a meno dell'auto, cosa che -per esempio- richiede fornire un'alternativa pratica e praticabile all'automobile. 

Per rallentare e auto bastano un po' di autovelox e una sapiente architettura delle strade, tutte cose attuabili che non richiedono rivoluzioni politiche. Alla fine qualche mugugno ma se i dati della sicurezza migliorano, alla fine la gente apprezza. 

Per cominciare a parlare di rinuncia all'auto occorrono invece  treni e metropolitane. "E quindi noi non vedremo una Roma senza auto". "No. Se avessimo dato retta a Rutelli e Tocci adesso saremmo un bel pezzo avanti, ma no, noi non vedremo il completamento della rete metropolitana di Roma". Però se iniziano a farla almeno da pensionati avremo un bel po' di cantieri da guardare per passare il tempo.

Anche lì c'e' purtroppo una visione poco realistica. Ovvero che l'auto possa essere sotituita da metropolitane leggere di superficie... che occupano il posto delle auto, guarda un po'.
 
In una città come Roma non sono certo tram veloci che possono reggere i flussi di trasporto. E comunque, in tutte le città dove si è molto puntato sul tram, in prossimità del centro va sottoterra, proprio perchè lo spazio in superficie è prezioso e un binario rappresenta una divisione tipo muro di Berlino dello tessuto urbano.

Vabbè, la morale è sempre quella, se a fare la guerra alle auto è salvaciclisti, gli automobilisti possono dormire sonni tranquilli. 

Speriamo il sindaco sappia essere più concreto. La politica alla fine è l'arte del possibile.

sabato 4 dicembre 2021

Prenestlane, mon amour

Dovendo portare l'auto dal carrozziere a Via Teano (Zagaria), ho caricato a bordo della macchina la pieghevole e, lasciata l'auto, sono andato pedalando da Largo Telese a Castro Pretorio, per poi tornare a riprenderla nel pomeriggio. Quindi ho percorso la Prenestlane da Largo Telese a Porta Maggiore (e ritorno).

L'andata è andata piuttosto bene, anche se la presenza di foglie nel tratto Largo Preneste - Piazzale Prenestino costituisce un motivo di preoccupazione.

Comunque fino a Porta Maggiore senza grossi problemi. Ostruzioni solo da qualche macchina parcheggiata dove non ci sono parcheggi per le auto e che quindi per non sporgere troppo occupava un 30 per cento del poco spazio disponibile.

Comunque una marcia tranquilla e senza problemi.

Il ritorno, complice anche la strada per la gran parte in discesa,  invece è stato da frecce (21 minuti) cosa notevole perchè la Prenestina dal deposito tram al Parco delle energie era un fiume ininterrotto di auto. Si salvava solo la ciclabile, debbo dire rispettata dalle auto, sulla quale ho potuto tenere velocità veramente apprezzzabili (per una pieghevole).

Di brutto solo l'assenza di altre biciclette, o meglio, la loro presenza sporadica, anche in assenza di condimeteo avverse reali o previste... bah.

Maggiore, ma sempre discreta e rispettosa, la presenza di moto e scooter. Debbo dire ogni volta che ci sono venuto in conflitto mi hanno dato la precedenza con grande anticipo, senza quindi costringermi a rallentare la pedalata.

Insomma, la Prenestlane funziona, sta a noi ciclisti far vedere che ci teniamo.

sabato 13 novembre 2021

Monnezza e convogli metro... Gualtieri si confronta con l'eredità tossica di Virginia.

Non si può certo dire che Gualtieri non se la sia cercata con il lanternino...  Alla fine la  poltrona di sindaco l'ha strappata sia a Michetti che a Calenda e quindi, visto che ha voluto la bicicletta, adesso tocca pedalare.

Detto questo non è però giusto addossargli colpe che non sono sue. 
La prima e più ovvia grana riguarda la gestione dei rifiuti,  per altro ben nota in campagna elettorale.  Gualtieri si è accodato a Calenda nel promettere una pulizia straordinaria da una quarantina milioni di euro nei primi mesi,  anzi mi pare giorni, della sua consiliatura.

Io non ho ho capito su quali basi Calenda abbia preso la sua decisione...  Mi ricordo però che aveva aggiunto che la spazzatura sarebbe stata raccolta e inviata dove doveva andare, facendo uso degli accordi in essere.  

La cosa evidentemente non era così facile,  o non lo è per il team di Gualtieri, fatto sta che le strade sono in condizioni veramente pietose e a tutti gli effetti sono tornati i mucchi di monnezza in mezzo alla strada.

A questo problema  si è aggiunta una in aspettata tegola,   originata dai convogli della metro. Infatti sta uscendo sui giornali che una cinquantina di treni  della metropolitana dovrebbero essere sottoposti a qualche tipo di revisione causando ulteriore  riduzione dello già scarso servizio fornito dell'atac.

Questa condizione appare particolarmente penalizzante per roma,  anche a fronte del ritorno dell'emergenza covid, per cui una riduzione dell'offerta del trasporto pubblico si trasforma inevitabilmente in convogli più affollati e aumento di contagi.

In particolare per questo secondo problema sarebbe ingiusto dare colpe all'attuale sindaco, visto che la mancata pianificazione delle manutenzioni risale all'amministrazione Raggi. 

Lo capiranno le persone? Oppure daranno addosso al nuovo sindacotanto per avere un capro espiatorio? Mah, non  mi stupirebbe. Sono i misteri della politica italiana e uno dei motivi per cui continuiamo ad avere una classe politica di bassa qualità e bontà

Rimane il fatto che i danni causati da 5 anni di Virginia Raggi, a cominciare dalla mancata individuazione dei siti di smaltimento dei rifiuti residui,  sono ancora da valutare pienamente nella loro drammatica dimensione.

D'altra parte diciamocelo, se avesse governato bene sarebbe stata ampiamente rieletta.

mercoledì 27 ottobre 2021

Cosa chiedere a Gualtieri

L 'ultimo periodo della consiliatura M5S la Roma è stato un po' delizia e un po' croce per noi ciclisti.

Delizia perchè finalmente,seppur per un piccolo lasso di tempo,  la bici ha avuto l'importanza che merita nella realizzazione delle opere pubbliche.

Croce perchè è stato un periodo di rodaggio; non tutte le ciambelle sono uscite col buco, e questo atteggiamento ciclo-maniacale ha portato gli altri candidati a dire molto meno di quello che avrebbero potuto o addirittura voluto in altre circostanze. 

Anche perchè si è palesato ai loro occhi, in maniera estremamente chiara, il conflitto sullo spazio pubblico.

A destra il problema non si è proprio posto: per Michetti biciclette solo nei parchi, ma romai è tutto archiviato 

A sx e al centro la questione è stata ignorata finchè è stato possibile, nel timore di disgraziarsi una consistente parte degli elettori. 

Gualtieri ha ignorato l'argomento, mentre Calenda ha ceduto proprio in zona Cesarini, con un video molto cattivo sulla pista di Pineta Sacchetti, cosa che gli è costata almeno un voto. 

Non solo infatti ha buttato un occhio non ciclistico, ma anche dato voce al primo che passava (proprio un caso di darla al primo che passa) con accento nordico, ha umiliato in un solo colpo gran parte di Romani de Roma che utilizzano la bici come mezzo di spostamento, addirittura quotidiano.

Ora però Gualtieri è il sindaco e, come dico sempre, è col sindaco che dobbiamo parlare per ottenre ciò che fa bene alla città e cispetta, possibilmente senza tirarlo per la giacchetta in operazioni che lo mettono in difficoltà.

Infatti dobbiamo capire che purtroppo gli interventi ciclabili fatti dalla Raggi non sono la ciliegina su di una torta di realizzazioni serie, che le avrebbero fruttato la rielezione sicura, Sono quasi l'unica realizzazione in un disastro amministrativo. 

I non ciclisti quindi, anche quelli non di rito automobilistico, ci guardano un po' come  unici figli di oca bianca e presumibilmente non vedono l'ora di farci fare un giro di penitenza. Adesso tocca  a loro.

Questo ovviamente non ci ferma, però nelle rivendicazioni ciclistiche verso il nuovo sindaco non possiamo non tenere conto della situazione. Vediamo quindi cosa ritengo si possa legittimamente chiedere al sindaco:

1) Non tornare indietro. Per favore non smantelliamo cosa è stato fatto, cerchiamo piuttosto di migliorarlo trasformando le piste provvisorie in definitive, magari migliorandole un pochino;

2) Predisponiamo la manutenzione dell'esistente. Sembra una stupidaggine, ma le bikelane hanno bisogno di essere rinfrescate spesso. Dove possibile mettiamo catarifrangenti e borchie a sottolineare la separazione dal resto del traffico.

3) Completiamo le realizzazioni avviate dalla Raggi, specie dove sono coinvolti cofinanziamenti di altre fonti. Per esempio saldiamo la rete romana a quella di Fiumicino aprendo finalmente la regina Ciclarum. Altre piste sono in fieri, come lo spin-off della Nomentana verso Piazza Bologna, per carità completiamolo, specialmente se espande l'accesso alle dorsali.

4) Quando si ristruttura una strada ricordiamoci delle piste ciclabili. A Roma sono stati fatti monumentali rifacimenti (i.e. Via Tiburtina, Viale dell'Università) con sprezzo estremo della possibilità di integrare una ciclabile. Non solo è contro la legge, ma è un assurdo spreco di risorse pubbliche;

5) Espandiamo anche la rete cicloturistica, con il collegamento con Ostia Antica e la pista sulla riva Est del Tevere, partendo da Castel Giubileo fino alla Magliana. Infatti la presenza di una pista ciclabile fa rivivere parti della città che altrimenti diventano preda di insediamenti abusivi, discariche e altri usi nocivi.

6) Proteggiamo le bici. I ladri sono sempre più scaltri, audaci e impuniti. Proteggiamo le nostre biciclette e il diritto di usarle senza la paura di farcele portare via. IlCOmune può fare attività investigativa e colpire chi pensa di sbarcare il lunario praticando il bicigeato,
 
Già con questi sei punti staremmo tranquilli per  tutta la consiliatura Gualtieri 1. Il naturale e irreversibile aumento dei ciclisti farà sicuramente il resto. 

Speriamo bene 
(non ho trovato una foto di G. in bici!!!)