In quest'ultimo mese ho persorso paticamente tutte le settimane l'Appia antica, ad un'ora alla quale il passaggio attraverso il parco dei Salesiani è ancora chiuso e quindi ti tocca fare proprio l'Appia Antica dal Quo Vadis, godendoti uno per uno tutti i suoi sampietrini.
Pertanto ho visto in diretta lo svilupparsi del mitico cordolo che, dall'incrocio con l'Appia Pignatelli in poi, ricava una corsia (mi pare per il GRAB).
Come sappiamo questo cordolo ha fatto alzare più d un sopracciglio archeologico e ha scatenato le furie antigualtieri dei regressisti di destra.
Debbo dire che la scelta di un materiale così moderno sui sampietrini non ha convinto al 100% neppure il sottoscritto... ma non essendo in grado di pensare a qualcosa di meglio é inutile lamentarsi.
Più interessanti sono alcune riflessioni su questo cordolo, che mi sono venute percorrendo il tratto protetto.
Infatti la porzione di strada protetta dal cordolo parte più o meno dall'incrocio con Via di San Sebastiano e, ovviamente, protegge una ciclopedonale diretta verso il centro. Che scompare dopo l'Appia Pignatelli riscodellando il pedone (e il ciclista) alla mercè del gran premio dell'Appia Antica.
Quindi passando ad ore umane sarà utilizzato da persone e ciclisti diretti verso il centro e quindi difficilmente percorribile in direzione raccordo.
Il guaio è che l'Appia antica é stretta, e nella corsia verso il raccordo un bus e una bicicletta non ci passano, e quindi chi sta in bicicletta si terrà bus, camion, furgoni, NCC, SUV di larghezza comparabile alle spalle, tutti a scalpitare per passarti, anche sopra.
A voi studio.
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