domenica 14 dicembre 2014

Se al Marziano sono ricresciuti gli artigli

Dopo quasi un anno di pneumatici da misto, finalmente oggi mi sono deciso a ri-montare le gomme artigliate.

Oddio, i "biscioni" di Decathlon hanno fatto bene il loro mestiere in questi mesi, specie sui percorsi misti e con molto asfalto. E pure sullo sterrato hanno dato ottima prova di se'...  Pero'  il fuoristrada con gomme artigliate proprio una goduria!

Quando decidi di curvare curvi, quando decidi di frenare freni, quando decidi dare un bel colpo di pedale su una salita, la ruota non slitta.

Ovviamente sull'asfalto si ha qualche problema, si fa rumore, c'e' attrito, si va  menoscorrevoli.

Però, tutto sommato, per una mountainbike, ancorche' da collina, le ruote artigliate sono proprio la morte sua.

martedì 9 dicembre 2014

Slippery People (gente infida)

Come posso descrivere la sensazione di disagio che mi prende in alcuni quartieri di Roma?

Una sensazione molto diversa dal conato di avversione che mi attanaglia quando vedo le strade della mia adolescenza invase da gente che si trasferisce da noi e cerca di replicare gli stessi comportamenti che rendono invivibile il paese da cui sono fuggiti... e che prosperano qui  ma solo perche' le nostre maglie larghe, il nostro malgoverno e la nostra vuota retorica buonista glielo consentono.

Parlo invece dei quartieri che dovrebbero ospitare, o meglio ospitano, le persone di censo elevato, coloro il cui reddito li colloca tra la classe dirigente di questo paese.

Certo perche', hai voglia a dirlo, il carattere di un paese lo fa la sua classe dirigente, ovvero quelli che emergono dalla massa di normali stipendiati, come protagonisti della vita economica, amministrativa e politica.

Allora, quando vado in uno dei "quartieri bene" di Roma, al migliorare dell'architettura e della qualita' dei vestiti degli abitanti, della merce nei negozi, non fa altrettanto scopa il migliorare dell'ordine, della pulizia, del senso del rispetto dell'altro.

Certo, qualcosa migliora. Le strade sono un po' piu' pulite e in ordine, segno che qualche potente che sa farsi ascoltare c'e',  ma poi tutto finisce.

Non e' solo l'espressione da filibustiere nostrano che ha troppa gente benvestita... quella non da finanziere spietato all'americana, ma diciamo da fio de na mignotta di sottogoverno, che hanno sulla faccia.

Persone che i soldi non li hano fatto col lavoro, le idee buone, anche la decisione nel condurre affari, ma principalmente con il saccheggio della cosa pubblica... saccheggio diretto per appropriazione, o perche' semplicemente hanno fatto pagare pegno, dalla loro posizione, a coloro che volevano fare qualcosa di positivo.

O perche' con il nome giusto si sono appropriati di opportune posizioni. Destra o sinistra non cambia, lo sappiamo bene.

Un ciclista lo capisce meglio., dalla qualita' della guida, arrogante e  insofferente. Dal parcheggio prepotente perche' i vigili vengono qui solo se li chiamo. Dai passaggi pedonali bloccati sai SUV, che a piedi ci vanno solo le colf (figurati in bici).

Ma anche dalla gerachia che si rispecchia nell'abbigliamento, con i simboli dell'opulenza come i gradi di un esercito. Nella totale sregolatezza della prole, cresciuta e addestrata alla rapacita' furbesca, perche' col solo lavoro si rimane poveri.

Poi, come valli in una landa boscosa, alcune parti di questi quartieri degradano verso l'oscurita' criminale, con la quale devi fare i conti perche' certo lavoro sporco qualcuno lo dovra'  fare.

Questo lo percepisco chiaramente, lo fiuto nell'aria. Proprio da come mi sento estraneo all'ambiente. Dai vestiti dei clienti e dall'abbigliamento delle loro amanti, anche loro status symbol, perche' tenute legate per lo piu' dai quattrini.

Mi viene difficile frequentare anche quando gli amici si vogliono fernare li', proprio perche' l'ambiente mi fa andare di traverso quello che mangio, e se piace a loro, di sicuro non puo' piacere a me.

Poi improvvisamente sul giornale leggo che tutti quei locali erano di qualche criminale, e mi spiego tutto. Mi rendo anche conto che alla fine per loro e' un vanto e un bisogno, frequentare qualche criminale vero, per sentire qualche brivido e riconoscersi in qualche modo parte di una formidabile organizzazione.

Capisco  anche, l'ho sempre saputo, perche' papa' alla fine non si e' mai voluto spostare dalla periferia, certe cose gia' le conosceva. Va bene le case belle, ma  almeno li' hai gente che vive di lavoro e cerca di migliorare, non di elevarsi abbassando gli altri.

E avrebbe pure vinto la scommessa, peccato non abbia potuto prevedere certi flussi migratori, che invece di romani di periferia, ma finalmente migliorati ed evoluti, ti riportano vicino la poverta' nera del mondo, come se fossimo ancora negli anni 50.

Povera Roma. Che ti abbiamo fatto...

venerdì 5 dicembre 2014

Dell'unita' d'intenti dei ciclisti

Che il disastro dell'amministrazione capitolina non fosse frutto di mera incapacita' l'avevo capito anche io. Il problema adesso e' come continuare l'opera di pulizia e, in seguito, mantenere l'ambiente pulito.

E' necessaria un'unione degli onesti per contrastare questo cancro, al di la' e prima di qualunque divisione di tipo ideologico.

Bene, ma nella pratica? Conosco un poco l'ambiente dei ciclisti, e gia' quello mi spaventa, perche' vedo replicare  su piccola scala quello che e' la politica nazionale e cittadina di divisione ideologica che travalica il dibattito e porta alla paralisi.

Infatti a Roma siamo una marea di ciclisti, ma alla fine non otteniamo nulla o quasi, ne' da destra ne' da sinistra. Perche'? Perche' manca il senso dell'accordo a vantaggio di tutti, e una parte importante di persone preferisce non ottenere nulla piuttosto che concedere qualcosa accordandosi con gli altri.

Prendiamo una prima importante fazione, i politicizzati. Sono persone che vedono nella bicicletta un'occasione di fare politica, addirittura la rivoluzione, e non la politica a favore della bicicletta come soluzione pratica agli spostamenti, ludici o di lavoro che siano.

Sono in genere molto attivi, ma secondo me il danno e' piu' del guadagno, in quanto alla fine generano un'eguale dose di repulsione tra i loro stessi avversari, e quindi siamo da capo a dodici. Inoltre tendono, ovviamente, ad intruppare tutti i ciclisti dietro a loro, a parlare anome della categoria senza poi alla fine preoccuparsi di cosa la categoria dica o  pensi veramente...  intendo come media dei soggetti.

Dall'altra parte, i ciclisti con opinioni di destra, e non sono pochi, tendono a non considerare la bicicletta come mezzo di spostamento nella vita di tutti i giorni, almeno non a Roma, e non esercitano abbastanza pressioni sui loro eletti per concedere qualche cosa anche alla mobilita' pedaliera, considerata, vedi sopra,  una cosa di sinistra.

Un'altra brutta divisione e' tra corridori e ciclomobilisti. Nei rapporti con il comune, i corridori si presentano come ciclisti, ma sono "solo" sportivi. La stessa differenza che passa tra pedoni e corridori.

Mi risulta che abbiano fatto un bel po' di danni, per esempio impedendo di raggiungere in tempo un accordo sulle piste per Ostia/Fiumicino, che vorrebbero pavimentate da allenamento, mentre  invece a tutti gli altri basta il macadam, basta che ce le aprono. Oppure chiedendo che i soldi della ciclabilita' vengano investiti in velodromi, ovvero in attrezzature sportive.

Altra divisione, tra chi vuole le piste ciclabili e chi invece le considera un ghetto. Opinioni rispettabili, ma senza contestare sempre le piste, che ce le hanno in tutta Europa e ne aprono di nuove costantemente.

Infine biketoworkers e ludici, ovvero chi vuole le piste in citta' per andare a lavoro, chi le vuole tra la citta' e la campagna per andare a divertirsi.

Tutte queste sfaccettature della ciclistica dovrebbero trovare un accordo per guadagnare spazi, invece continuano a dividersi.

Ecco proprio come noi Romani che continuiamo a dividerci tra sx e dx, disposti a litigare, ma non a deporre le ideologie e ad affrontare i problemi con serieta' logica, razionalita' e rispetto per l'altro.

Soprattutto a non considerare che la battaglia in questo momento, e' tra onesti e disonesti. A prescindere dalla loro collocazione.

martedì 2 dicembre 2014

Bibiana, una ciclabile lunga due giorni...

Bibiana, cosi'  rapidamente  come sei apparsa, sei scomparsa...

Neanche il tempo di provarla, a causa della pioggia battente, che l'asfalto e' diventato piu' scuro di prima... peccato. "Fossero cosi'  solleciti nel farle le piste".

Pero'  va detto che la reazione era giustificata dal possibile uso della pista come contraflow. Un'Amministrazione, anche disposta a chiudere un occhio,  non poteva tollerare tale rischio.  Da andare tutti in galera.

Per parte mia la situazione mi aveva dapprima divertito, poi un po' impensierito.  Infatti la pista, al di la' delle buone, anche ottime,  intenzioni, avrebbe reso la vita difficile a chi l'avesse percorsa  nel senso giusto, dovendo poi  girare a sx verso Castro Pretorio.

La foto mostra come tale possibilita' non fosse stata presa in considerazione,  preferendo puntare all'asse San Lorenzo. Un malizioso, non certo io, potrebbe vedere in questo una spiccata tendenza al punto di vista strettamente personale.

Facendo presente il problema uno dei fan mi ha suggerito un rimedio molto piu' rischioso del normale percorso... un altro ancora mi ha addirittura detto che non era obbligatorio usare la pista, potevo stare in mezzo alle macchine... Si', ma voglio avere alla mia immediata destra il marciapiedi.

Allo stesso tempo un robusto flusso di ciclisti contro traffico avrebbe creato un bel po' di problemi, in quanto in caso di incrocio il flusso di ciclisti si sarebbe dovuto allargare oltre la linea bianca,  invadendo un territorio ormai assegnato in maniera innegabile all'auto.

Tutto cio' ormai non c'e' piu'... Ma, alla fine, cosa possiamo imparare da questa vicenda? Varie lezioncine:

a) dipingere, l'attivita' manuale e ludica,  e' facile e divertente, mentre concepire flussi di traffico ciclistico dove le configurazioni non sono standard e' molto piu' difficile, sicuramente non immediato;

b) la consultazione e' fondamentale in quanto significa vedere il problema da piu' punti di vista;

c) le azioni concrete meritano sempre rispetto... nel senso che la critica dovrebbe essere sempre costruttiva;

d) prospettiva legale: non importa quanti incidenti eviti una pista ciclabile, basta che contribuisca a provocarne uno e sei incriminato... Questo teniamolo sempre in mente quando critichiamo i tecnici che non applicano soluzioni ardite

e) Attenti alle foto.... Ci fosse stato un incidente sulla o accanto alla pista, quel signore con il secchio in mano che si intravede nelle foto avrebbe passato un sacco di guai..

lunedì 1 dicembre 2014

Colombo... ma un cavolo di autovelox ce lo vogliamo mettere?

L'incrocio tra Circonvallazione Ostiense e Cristoforo Colombo e' un must per noi ciclisti romani. Serve anche per andare sull'Appia Antica e al Parco della Caffarella. Aspetti che il semaforo della Colombo diventi rosso (per le auto) e attraversi, sempre con la paura che qualcuno non freni.

Nell'attesa ti godi le auto che piombano giu' dalle mura aureliane. Approfittando della discesa vanno veloci. 70, 90, 100, 1290. La sera vanno ancora piu' veloci per prendere quel verde.

Si', perche' al rosso si fermano, ma pur di prendere il verde la velocita'va alle stelle.

Oggi a quell'incrocio oggi e' morto un ciclista.  Il terzo sulla Colombo in poco tempo. Non ne conosco ancora il nome. So che ha la mia eta', portava, come faccio io, la pettorina fosforescente per farsi vedere.

I testimoni non sono sicuri che stesse i  sella, e non sono sicuri che sia passato con il verde. Potrebbe essere anche passato con il rosso, errore fatale. O forse si e' azzardato a passare con  il giallo (il verde per i pedoni dura solo 3 secondi, poi inizia un interminabile giallo) ed e' stato pizzicato dall'auto che e' passata con il primo verde.

L'immagine dell'urto e' agghiacciante, tutto il cristallo anteriore in frantumi, anche la lamiera e' accartocciata.

A quale velocita' andava l'auto? Non sono un esperto in incidenti stradali non saprei dirlo.

Ma perdio, mettetelo quel cazzo di autovelox, attaccato al semaforo, e che funzioni anche la notte.

Mettetelo su tutti i semafori.

giovedì 27 novembre 2014

Entrera' la banda larga nella trincea stretta?

Riprendendo l'argomento dei lavori stradali, e del  conseguente rappezzo, il comune dice di aver approvato, o di obbligare le ditte a, la realizzazione di microtrincee, allo scopo di minimizzare il fastidio in superficie. Non so bene cosa significa, ma  ci entrera' la banda larga?

Sicuramente un bel proposito, il problema per noi ciclisti rimane uno... dove fai questa benedetta trincea, micro o macro che sia.

In particolare, a noi interessa che rimanga salva una fascia di circa un metro, meglio un metro e mezzo, a partire dalla linea esterna del parcheggio delle auto (filo sportello guidatore, per intenderci). Cioe' proprio dove vedo la maggior parte dei lavori.

In generale uno dei fenomeni in preoccupante aumento e' l'impercorribilita' di vaste fasce della destra stradale, faccenda che espone il ciclista, quello pieghevole in particolare, ad un notevole aumento del rischio.

Un classico sono i tombini ribassati, quando non se li sono portati via ped rivenderli come rottami di ferro, che si fregano anche 40 cm di spazio. Oltre a questi il classico brecciolino e i vetri delle bottiglie abbandonate sul ciglio dei marciapiedi rappresentano un rischio costante.

Ora, mi rendo conto di sembrare un po' -come dire- frivolo nel puntualizzare queste cose in una citta'  come Roma, pero' la ciclabilita' seria, quella che riduce traffico e inquinamento  e aumenta la produttivita' degli spostamenti, ha bisogno anche di questo...

mercoledì 26 novembre 2014

The Road Riscassment...

Per dirla all'inglese, dopo lo scassement delle strade, c'e' solitamente il riscassement... Ovvero quelli che avevano rotto la strada, messo i tubi, rattoppato alla porcozio, quindi qualcuno aveva riasfaltato a biliardo... si accorgono che si erano dimenticati di qualcosa e riaprono la strada, rimettono i tubi evrirattoppano alla porcozio. Li' rimane, amen.

Di tutta questa inefficienza il ciclista e' vittima quadruplice: da utente del servizio (che costa di piu', acqua, gas o telefono), da utente della strada che si trova la strada bloccata, da contribuente comunale che paga la riasfaltatura e infine, piu' importante, da sobbalzatore sui bozzi del rattoppo provvisorio.

Se poi stai con la pieghevole, 20" o 16", e'  un vero incubo, senza contare le conseguenze per la Giuliana.

Insomma, Marino ha fatto prepare un nuovo regolamento per  il road scassement, e il road riscassement... nuovi concetti e riasfaltatura a carico di chi sfascia. Interessante anche un deposito per premunirsi rispetto ai lavori fatti male...

Vabbe', per il ciclista e' importantissimo che il lavoro sia fatto bene al primo colpo, ovvero il rappezzo iniziale. Visto che e' quello che cmq rimane per mesi fino alla riasfaltatura.

Se quello non e' fatto bene, per noi la partita  e' comunque persa. Cerchiamo quindi di vedere cosa dice il regolamento...