La comunità ciclistica romana sta festeggiando un primo allentamento del regime di divieti che affligge il trasporto di biciclette sul bus. Chiunque abbia esperienza di mezzo pubblico sa che il sabato la metro è molto meno frequentata degli altri giorni. Più coraggioso sarebbe stato aprire anche ad una fascia oraria dei giorni lavorativi, tipo dalle 10 alle 13, per poi espanderla.
Sia come sia, l’estensione degli orari della metro non è quest’incredibile vantaggio, essenzialmente per due motivi: il primo è che a beneficiarne è solo un ridotto numero di ciclisti, comunque una percentuale bassissima rispetto al numero totale dei viaggiatori. Calcolando circa 200 passeggeri a vagone, anche nelle migliori condizioni stiamo parlando di meno dell’1% dei viaggiatori. Parecchio di meno.
Il secondo è che la metropolitana di Roma non è quella di Parigi… ma questo già lo sapevamo.
Il vero obiettivo per l’uso combinato della metro e della bicicletta rimane un serio bike sharing attestato sulle fermate della metro, così da poter servire un adeguato numero di ciclisti.
Quindi prendiamo questa apertura come un segno di buona volontà dell’Amministrazione comunale, sperando che sia solo l’inizio di un diverso approccio alla mobilità ciclistica.
Nota: se agli appuntamento col sindaco si presentasse anche qualche ciclista con l’aspetto da persona normale, invece del solito Muppet Show, magari lo riusciremmo a convincere che veramente la bicicletta può rappresentare una soluzione per una parte consistente della popolazione cittadina.




Quella che vedete nella foto è Via Salaria a Piazza Fiume. Quella che appena si intravede è la corsia preferenziale di Via Salaria.