mercoledì 16 marzo 2011

L'atomo reclama i suoi Eroi

Anche in un paese come l'Italia, dove l'alternativa energia idroelettrica ha fatto quasi duemila vittime (Vajont), ci sentiamo angosciati dalle notizie che arrivano dal Giappone.

Siamo angosciati per coloro che stanno cercando di impedire l'apocalisse (visto che la catastrofe già c'e' stata), così come lo fummo ai tempi di Chernobyl, quando si seppe della sorte degli Eroi che misero in sicurezza l'impianto e morirono.

Cos'è che rende così terribile l'energia atomica, anche se non è la sola a ucciderci? Comunque enormemente meno degli incidenti automobilistici?

Perchè ancora si compiange Nagasaki, mentre solo gli studiosi della II guerra mondiale ricordano il bombardamento di Tokyo del 3 febbraio 1945, che fece all'incirca gli stessi morti con migliaia di tonnellate di napalm?

Probabilmente perchè la morte atomica non rientra in nessuna delle categorie di morte che tradizionalmente conosciamo. Sin dai tempi dei coniugi Curie (lui morto investito da un tram, lei morta di malattia probabilmente provocata dalle radiazioni) il modo con cui le radiazioni uccidono ci fa orrore.

Sarà perchè è troppo veloce (un lampo, come nella bomba) o troppo lento (come il cancro, la leucemia), oppure sarà perchè il nemico non si vede. Sono raggi che non vedi ma prendi fino a quando non cadi perchè non ti tieni in piedi.

Oppure perchè a che serve scampare ad una guerra, se poi ti sei inavvertitamente respirato l'uranio disattivato dei colpi che allora ti hanno salvato la vita, ma adesso che tutti stanno in pace a te tocca andare via?

O il veleno che ti versano nel bicchiere, che ti fa morire -senza speranza- in un paio di settimane, durante le quali hai tutto il tempo per pensare. Ma non è l'unico veleno.

Oppure perchè ogni volta che appare un tumore maligno, di quelli dai quali non scampi, si darebbe un braccio per sapere esattamente da cosa è stato provocato? E le radiazioni li provocano (ma non solo?).

Oppure perchè può colpirci attraverso la prole, con l'ulteriore incubo delle deformità? )Ma tante altre sostanze procurano questi effetti).

Un misto di tutto questo, forse.

Ma è per questo che gli Eroi dell'atomo, coloro che lavorano esponendosi coscientemente alle radiazioni, per evitare guai peggiori agli altri, sono particolarmente eroici... anche se non sono i soli che muoiono per aiutare il prossimo.

lunedì 14 marzo 2011

EUR, Close of the business

La ragione ha finalmente prevalso, sotto forma di due addetti ai lavori che non solo hanno riparato lo scivolo marmoreo (travertinico) infranto, ma hanno anche aggiunto due transennine che impediscono la salita delle auto.

Il risultato è il marciapiedi finalmente restituito alla sua funzione.

Per chi non si ricordi l'antefatto, suggerisco i due post precedenti: Retata all'EUR e Business as usual.
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sabato 12 marzo 2011

C’e’ mancato poco ad un’altra bicicletta bianca…

Il Coordinamento “Di Traffico si Muore” (tie’ !) si sarebbe fregato le mani per un’altra bici da vernicare, interviste, recriminazioni, ma insomma ancora sulla breccia (etc etc).

Qualche ciclogirl si sarebbe dispiaciuta un pochino per non aver aapprofittato del Marziano finchè c'era.

E ancora, un ufficio disperato con una spaventosa mole di lavoro scodellata sui tavoli vicini e qualche burocrate europeo di basso livello avrebbe tirato uno (e anche due) sospiri di sollievo.

Tra i ciclisti un paio di ciclopicnic nel prato adiacente, e poi, com'e' naturale, tutti allegri di nuovo a godersi la primavera…

E invece no, mi dispiace darvi la notizia che c’e’ mancato poco, ma sono ancora qui.

Dalla grafica potete vedere com’e’ andata. Mentre risalivo Via delle Tre Fontane per girare a sinistra verso Viale dell’Agricoltura (semaforo Rosso), mi sono trovato davanti un’auto che, provenendo da Viale del Pattinaggio, e non trovando posto nel flusso di macchine che girava per Via delle Tre Fontane, ha pensato bene di continuare contromano per un bel po’, fino a trovarsi davanti un ciclista alquanto incazzato, peraltro seguito a ruota da uno scooterone (contro il quale sarebbe stato un bel botto).

L’automobilista era un persona non anziana abbastanza da essere nella fascia della senescenza, e comunque non andava veloce, cosa che avrebbe reso inevitabile l’urto. Forse si è spaventato più di me quando ha realizzato la cosa. Comunque è stato un bello spaghetto, ve lo assicuro.

Bici, motorino o scooter, la vita del dueruotista non è facile, bisogna aspettarsi l’inaspettabile. Devo dire che il contromano “secco” in questo modo, è così difficile da concepire, che ci metti un po’ di tempo (intendo qualche decimo) per capire cosa stia succedendo, e reagire.

Vabbè, è andata bene. Il pessimo stato della segnaletica orizzontale (molto peggiore di quanto non appaia nella mappa di Google Maps) sicuramente non aiuta, e questo dovrebbe farci riflettere. Però deve anche farci riflettere la necessità di convertire gli incroci alle rotatorie eruopee, proprio per evitare questo tipo di inconvenienti. Anche all’EUR. Anzi, per chi non lo ricordasse perso invito a rileggere Pericoloso come l’EUR, l'ho trovato incredibilmente attuale.

E mi raccomando al pubblicità. Altrimenti la bici non la cambio mai!
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mercoledì 9 marzo 2011

Ma le bici elettriche no…

Les tandems, les vélos munis d'un moteur auxiliaire

(à l'exception des vélos disposant d'une assistance

au pédalage électrique) et les vélos munis d'une

remorque sont exclus du présent règlement et sont

rigoureusement interdits dans les installations, les

rames de métro et les tramways.

Un amico elettrociclista mi ha fatto notare che l’apertura alle bici sulla metro non vale per quelle a pedalata assistita. Perché?, si chiede.. e giustamente, a parer mio.

In generale la bici elettrica è poco coccolata da noi “muscolari”.

E facciamo male, perché la bici elettrica è il miglior argomento che possiamo usare contro coloro che si oppongono alla diffusione della mobilità in bicicletta, dicendo che è una cosa sudata e faticosa. Non è vero. Vai in bici elettrica, non fatichi, non sudi, non inquini… molto (in effetti siamo sempre ad un motore a 0,25 kW). Insomma, non hai scuse per continuare ad affliggerci con la tua auto.

Il Marziano ha quindi “snasato” un pochino su Internet e ha visto che anche a Milano le bici elettriche non sono accettate.

Ma a Bruxelles sì, come potete leggere anche voi, confidando nel più maccheronico del vostro francese. Le biciclette a pedalata assistita sono accettate nella metro, senza condizioni speciali.

Occorre quindi capire se questa esclusione sia figlia di un’effettivo razionale, oppure è solo così, il permanere di una cattiva abitudine.

lunedì 7 marzo 2011

Quello che vi pare, purchè a motore spento…

Tra le tante cose successe nel giro “concentrato” sul Follettoso, vi è stato anche l’incontro con i motociclisti. L’incontro l’avevo avuto anche durante il giro sulla Tolfaccia con Facebike (vedi foto), gruppo nel quale vari ciclisti praticano anche il fuoristrada con le moto.

L’incontro di ieri con i motociclisti è avvenuto in due occasioni. Nella seconda occasione facevo parte del gruppo di coda, quando ci siamo fermati per ammirare il paesaggio ad un bello spiazzo sotto il campanile. Mentre ammiravamo, e ci auto scattavamo una foto, sono arrivati tre motociclisti.

Francamente non posso dire che abbiano dato fastidio, nel senso che tre motociclisti in una mattinata, tutti con motore a 4 tempi non truccato, non danno fastidio. Ma cosa succede se diventa un’abitudine e arrivano i motocrossisti con i loro terribili motori a due tempi?

Inoltre, come sospettavo, l’area del Follettoso è chiusa ai mezzi a motore, tanto che i tre hanno rivelato di essere stati multati (quella mattina stessa?) dai Guardiaparco. Multati sì, ma sempre lì.

La cosa più buffa è stato che stuzzicati da Alessandro sull’argomento si sono prodotti in una lamentela che definire surreale sarebbe stato poco. Infatti i tre Calimeri, “150 anni in tre” hanno recriminato sul fatto che loro, che vanno a 30 all’ora per le strade di montagna, non vengono ricambiati del saluto che fanno (sempre) agli escursionisti, e che appunto, i Guardiaparco li avevano appena multati, senza considerare il fatto che al loro cenno si erano fermati senza scappare via, cosa che avrebbe reso impossibile fare la multa.

Evidentemente ai tre non passa per la testa che il loro problema (non solo il loro) c’e’ l’hanno tra le gambe, e si chiama motore a scoppio. Ovvero chi si mette a passeggiare per le montagne, specie per i parchi naturali, lo fa per sfuggire alla logica dei motori, del rumore, della puzza dell’inquinamento. Pertanto tende ad essere particolarmente infastidito dalla presenza di mezzi a motore nel bosco. Quindi invece di ricambiare il saluto chiamerebbe volentieri il guardiaparco, così ti saluta lui.

Pertanto cari motociclisti, non è che siamo contro le moto. Portatele nei boschi, su e giù, avanti e indietro sopra e sotto… purchè a motore spento!
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domenica 6 marzo 2011

Nei boschi Follettosi


Foto

Malgrado quello che può dire Francesco, la gita al Follettoso poteva essere classificata come “scampagnata” solo perché alla fine potevi scendere dalla bici e fartela a piedi, trattandosi di soli 20 km.

Per il resto, a parte il guado con i coccodrilli non è mancato nulla.

Bella giornata, comunque.

Ci aspettavamo un po’ di sole, che non si è fatto vedere.

Al suo posto alcune fascinose nuvole basse hanno attraversato il nostro sentiero e i boschi del monte… alzando lo sguardo dal fangle track (single track fangoso), insomma a rischio della pelle, i romantici avrebbero potuto pensare ai boschi del Nord della Terra di Mezzo.

Il giro è stato proprio bello, molto “concentrato”. “Salitella” su asfalto e strada forestale, pietraie in salita, fangle track nel bosco, pietraie in discesa, birra finale al bar Senna.

Qualche problemino (prevedibile) con chi pensava che fosse veramente una scampagnata. Come da post i ritardatari sono stati attesi e confortati e i problemini tecnici prontamente risolti.

Ogni tanto, una folata del profumo della primavera che comincia a bussare alle porte.

Insomma, abbiamo trascorso una magnifica giornata in mezzo alla natura, ci siamo divertiti, siamo tornati a casa interi.

Grazie Francesco.

sabato 5 marzo 2011

Bici e metro: il bicchiere è mezzo pieno, non mezzo vuoto.

Volevo scusarmi perché il post precedente, dedicato all’espansione dell’orario dell’uso della metropolitana alle biciclette, affronta l’argomento con un tono negativo e non rende giustizia ha chi si è impegnato per ottenerlo.

Non era mia intenzione in nessun modo svalutare questo lavoro, del quale ringrazio tutti quelli che vi hanno preso parte.

La parte più interessante, che non avevo valutato bene al momento di scrivere quelle note, è stata la partecipazione del sindaco al brindisi inaugurale organizzato per festeggiare l’evento. Peccato per la pioggia, e speriamo che il sindaco, dopo il battesimo con l’acqua piovana, sia stato convertito alla ciclabilità sulla Via dei Fori Imperiali.

Come tutti mi auguro che questo canale aperto con l’Amministrazione rimanga tale e porti la Giunta Alemanno a considerare la mobilità ciclistica come uno dei modi di spostamento in questa città.

Appunto, speriamo siano rose e che fioriscano presto.

Nota: ho sempre adorato il Muppet Show, uno dei pochissimi programmi televisivi che seguivo con una certa continuità. Quello che trovo buffo, (e ho aggiunto come una sincera spiritosaggine, senza voler offendere nessuno, ma scritta e non detta è venuta proprio male) è che a Roma, a differenza di quello che vedo all’estero, la gran parte dei ciclisti è costituita da uno zoccolo duro di persone molto “calate nella parte” e orgoliose di farlo vedere… e non certo di quella parte dove il sindaco pesca i suoi voti J!

PS.: Aiutatemi, non mi ricordo se vi fossero extraterrestri nel M.S.