La notizia in cronaca, riportata da vari media, è l'applicazione di un'aggravante specifica per i ladri di rame, che fanno danni assolutamente sproporzionati rispetto al valore del metallo rubato. Adesso la pena dovrebbe andare dai 3 ai 10 anni, che non è poco.
La notizia è buona. Indica che in Italia non è completamente scomparsa la volontà di reagire alla microcriminalità e di adattare il codice penale alle nuove esigenze.
Vi prego non mi parlate di rieducazione etc. Se si trattasse di Italiani lo capirei, ma non possiamo essere considerati responsabili della cattiva educazione di gente nata e cresciuta fuori dall'Italia, che spesso si sposta da queste parti solo perchè si ruba facile.
Ovviamente, dopo gli annunci, va visto che cosa succede nella realtà. Perchè se li condannano, ma poi li fanno uscire subito dopo, allora siamo a zero...
Cmq la domanda è un'altra... perchè c'e' un'aggravante per il furto del rame e non uno per il furto delle biciclette? Anche qui vi sono due elementi da riconoscere:
a) il furto limita duramente l'uso della bicicletta e l'espansione della mobilità ciclistica. Non la puoi lasciare fuori, legata al palo, se hai una bella bicicletta non la puoi usare per tutti i giorni. Il che è brutto perchè nelle biciclette la differenza di prestazioni conta, eccome;
b) i furti sono in espansione perchè la bici è un mezzo indifeso, la cui utilità sta nella non registrazione. Addirittura adesso non è più al sicuro nemmeno nei box auto. Quando i ladri entrano lasciano auto e moto e si portano via le biciclette;
Allora facciamo come per il rame, una bella aggravante di per il furto di biciclette. In aggiunta, come dico sempre, per gli stranieri un bel rimpatrio forzato senza passare dal via (ovvero alla fine della pena).
Visualizzazione post con etichetta citybike. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta citybike. Mostra tutti i post
lunedì 2 settembre 2013
venerdì 2 agosto 2013
Primo... i sensi unici
Facendo seguito a tutte le discussioni, piuttosto stimolanti, sulla risistemazione di Via Labicana, ero giunto alla conclusione che occorra trasformare il nostro sentire in una serie di criteri di progetto, o di verifica, della compatibilità con la ciclabilità di ogni variazione introdotta nella viabilità romana.
Continuo infatti ad essere convinto che se non siamo in grado di condensare, o di rendere in forma oggettiva, appunto di trasformare in criterio o requisito di progettazione, i nostri pensieri, allora quello che stiamo cercando in realtà non esiste.
Questa è anche la lezione che ho imparato in questi anni di attività nel campo della regolamentazione... puoi immaginare le cose più belle e più giuste, ma se non le riesci a scrivere in forma accettabile, allora sono solo un abbaglio della tua mente.
Dopo averci ponzato un po' nel tempo libero, sono arrivato alla conclusione che il primo target da aggredire siano i sensi unici. A Roma se ne abusa perchè consentono di utilizzare le strade come parcheggi... ma il povero ciclista ci va di mezzo.
La maggior parte di noi ciclisti la prende con filosofia e va contromano alla bisogna... ma sempre a proprio rischio e pericolo, e anche con la possibilità che qualcuno finisca per farsi male. E allora cosa vogliamo? Bene:
Verifica ciclabile dei sensi unici:
a) prima di istituire un senso unico è necessario procedere alla verifica di impatto sulla mobilità ciclabile, ovvero accertare che l'istituzione del senso unico non comporti per gli spostamenti in bicicletta allungamenti del percorso inverso o dislivelli inaccettabili. Se l'allungamento del percorso supera il 20% , allora deve essere prevista una pista ciclabile che permetta di percorrere il tratto stradale in senso inverso, se necessario limitando la sosta per guadagnare spazio.
VChe ve ne pare? Certo, un po' naive, ma si accettano suggerimenti per migliorarla.
Labels:
#bicicletta,
#bike,
bici,
bicicletta,
ciclomobilisti,
citybike,
salvaiciclisti
domenica 14 luglio 2013
Buone... notiziole dalle piste ciclabili
Per carità, non è che è cambiato il mondo, ma almeno abbiamo qualche buona... notiziola dalle nostre poche piste ciclabili.
Pista del Tevere
Dopo anni di duro contenzioso, sembra che si sia trovato il modo di far convivere l'iniziativa sulle sponde del fiume e la povera pista ciclabile.
Passato sia la mattina presto (di domenica!) che in altri orari, la pista era pulita, senza troppi cocci, anzi... nessumo. Peccato per quattro bottiglie di birra lasciate proprio sulla pista, ma a qualche decina di metri dagli stand. Quindi imputabile a cittadini non porprio educati, che andrebbero proprio educati.
Ciò si somma al rispristino della continuità sotto la passerella dell'industria, con un netto miglioramento della fruibilità dell'infrastruttura.
Ho visto la rampa di collegamento con la passerella in questione... ahimè, bici solo spinte sulla rampa in cemento! Beh... vista l'impresa qualcosa in ppiù si poteva fare!
Pista della Moschea
Ad una settimana di tempo dall'ultima ispezione, sono stati tagliati tutti i rami di rovo che rendevano pericoloso, per gli occhi e le collisioni frontali per evitare i rami, il tratto di pista su Via della Moschea.
Peccato che il tratto sull'Olimpica sia ancora ingombro di vegetazione e che soprattutto il tratto in terra, complici le abbondanti piogge, sia ormai ridotto ad un single-track in mezzo alla vegetazione...
Speriamo in un prossimo intervento!
Pista del Tevere
Dopo anni di duro contenzioso, sembra che si sia trovato il modo di far convivere l'iniziativa sulle sponde del fiume e la povera pista ciclabile.
Passato sia la mattina presto (di domenica!) che in altri orari, la pista era pulita, senza troppi cocci, anzi... nessumo. Peccato per quattro bottiglie di birra lasciate proprio sulla pista, ma a qualche decina di metri dagli stand. Quindi imputabile a cittadini non porprio educati, che andrebbero proprio educati.
Ciò si somma al rispristino della continuità sotto la passerella dell'industria, con un netto miglioramento della fruibilità dell'infrastruttura.
Ho visto la rampa di collegamento con la passerella in questione... ahimè, bici solo spinte sulla rampa in cemento! Beh... vista l'impresa qualcosa in ppiù si poteva fare!
Pista della Moschea
Ad una settimana di tempo dall'ultima ispezione, sono stati tagliati tutti i rami di rovo che rendevano pericoloso, per gli occhi e le collisioni frontali per evitare i rami, il tratto di pista su Via della Moschea.
Peccato che il tratto sull'Olimpica sia ancora ingombro di vegetazione e che soprattutto il tratto in terra, complici le abbondanti piogge, sia ormai ridotto ad un single-track in mezzo alla vegetazione...
Speriamo in un prossimo intervento!
Labels:
#bicicletta,
#bike,
bici,
bicicletta,
ciclomobilisti,
citybike,
piste ciclabili
venerdì 5 luglio 2013
Vecchio lupo di bike-sharing
La scorsa missione a Bruxelles ha fatto di me un vero lupo di bike sharing.
Infatti, arrivato alla stazione centrale, complice il trolley piccolo che entra (insomma) nel cestinone dei "tram a pedali" del Villo!, invece di infilarmi in metropolitana, sotto gli occhi stupefatti di altri colleghi, ho preso la bici (invece della metro) per andare in albergo.
Avendo fatto il biglietto giornaliero, 1.60 €, ho sfruttato i potenti mezzi (pesanti mezzi) della città di Bruxelles per recarmi all'appuntamento della cena (di lavoro) e alla mattina successiva, per recarmi all'imbarco della navetta, tagliando a meno della metà il tempo di percorrenza.
Debbo dire che il bike sharing è veramente, ma dico veramente comodo, in quanto ti permette di godere dei vantaggi della ciclomobilità senza doverti preoccupare della bicicletta.
Peccato che le bici di Bruxelles sia veramente pesanti, tanto da farti passare un po' la voglia di andarci... in pianura non sarebbero neanche tanto male, ma Bruxelles, per chi non lo sapesse, è appoggiata sul fianco di una collina, con un dislivello che può toccare, misurato con Google Earth, i 60 metri...
Non male, per stare in città, terribile, se usi le bici del Villo!
Labels:
#bicicletta,
#bike,
bici,
bicicletta,
bikesharing,
citybike
domenica 30 giugno 2013
Because the night belongs to the cyclists...
Giovedì scorso, anzi primi minuti dekl venerdì, tornavo in bicicletta da una festa di compleanno, passando per il centro. Intorno alla mezzanotte sono rimasto molto piacevolmente impressionato dalla quantità di ciclisti che ho visto lungo il lungo tragitto (circa 8 km per tornare a casa).
Ciclisti tutto sommato equamente distribuiti tra centro e priferia, sessi, ed età.
La bicicletta è ormai divenata uno dei veicoli della movida romana, ed in questo abbiamo tutti da guadagnare, anche chi rimane a casa, perchè può tenere le finestre aperte senza sentire rumore... a parte qualche cambiata un po' grattante.
Questa della silenziosità è una verità elementare che tendiamo a scordarci, ma uno dei pregi della bicicletta è proprio la sua traccia acustica minima.
Tornando mi è capitato anche di incontrare Ornella che passava sotto il COlosseo, e quindi abbiamo fatto un paio di km appaiati, scambiandoci quattro simpaticissime chiacchiere.
Non senza pericolo, però. Infatti di notte i pochi automobilisti si scatenano, andando a velocità proibitive, altro che 30 o 50. Sulle consolari, e su tutti gli stardoni, si parla di un minimo di 70, per salire anche oltre i 100, apprezzati ad occhio, ma non molto lontani dalla realtà.
Sarebbe stato interessante conoscere anche il tasso alccolico dei guidatori, così, tanto per incrociare i dati. Il mio non era proprio bassissimo, tanto che qualcuno alla festa aveva detto: "Ma non è che tu vieni in bicicletta per poter bere in tranquillità"? In effetti, per quanto la normativa sull'alcool sicuramente si applòica anche ai ciclisti, la bassa velocità della bicie il consumo di calorie immediato, è tale che per essere veramente pericolosi per se' e per gli altri bisogna veramente aver perso il lume della ragione, cosa che bevendo raramente mi capita.
Il dato dell'elevata velocità degli autoveicoli (e moto, anche più veloci) la notte, è alquanto preoccupante al diffondersi della bicicletta. E rimanda al veccio problema delle zone 30 e delle zone 50. Per quanto sia, Roma ha una vasta aliquota di strade ampie, non zonatrentizabili, sulle quali occorrerebbe adottare misure di tipo repressivo, per esempio molti autovelox fissi, come ho visto dalle parti di Porte di Roma.
Ciclisti tutto sommato equamente distribuiti tra centro e priferia, sessi, ed età.
La bicicletta è ormai divenata uno dei veicoli della movida romana, ed in questo abbiamo tutti da guadagnare, anche chi rimane a casa, perchè può tenere le finestre aperte senza sentire rumore... a parte qualche cambiata un po' grattante.
Questa della silenziosità è una verità elementare che tendiamo a scordarci, ma uno dei pregi della bicicletta è proprio la sua traccia acustica minima.
Tornando mi è capitato anche di incontrare Ornella che passava sotto il COlosseo, e quindi abbiamo fatto un paio di km appaiati, scambiandoci quattro simpaticissime chiacchiere.
Non senza pericolo, però. Infatti di notte i pochi automobilisti si scatenano, andando a velocità proibitive, altro che 30 o 50. Sulle consolari, e su tutti gli stardoni, si parla di un minimo di 70, per salire anche oltre i 100, apprezzati ad occhio, ma non molto lontani dalla realtà.
Sarebbe stato interessante conoscere anche il tasso alccolico dei guidatori, così, tanto per incrociare i dati. Il mio non era proprio bassissimo, tanto che qualcuno alla festa aveva detto: "Ma non è che tu vieni in bicicletta per poter bere in tranquillità"? In effetti, per quanto la normativa sull'alcool sicuramente si applòica anche ai ciclisti, la bassa velocità della bicie il consumo di calorie immediato, è tale che per essere veramente pericolosi per se' e per gli altri bisogna veramente aver perso il lume della ragione, cosa che bevendo raramente mi capita.
Il dato dell'elevata velocità degli autoveicoli (e moto, anche più veloci) la notte, è alquanto preoccupante al diffondersi della bicicletta. E rimanda al veccio problema delle zone 30 e delle zone 50. Per quanto sia, Roma ha una vasta aliquota di strade ampie, non zonatrentizabili, sulle quali occorrerebbe adottare misure di tipo repressivo, per esempio molti autovelox fissi, come ho visto dalle parti di Porte di Roma.
Labels:
#bicicletta,
#bike,
citybike,
movida,
salvaiciclisti
Iscriviti a:
Post (Atom)