venerdì 2 dicembre 2016

Nooooo! Corviale Nooooo!

Nel post dell’anno e mezzo scorso, Ci, la metro di noi borgatari, nella gioia di avere una metro quasi sotto casa facevo notare che, fino all’apertura di San Giovanni (almeno) la metro Ci alla fine avvicinava il Prenestino ai centri culturali della Borgata Finocchio.
Ovviamente nulla contro i Finocchici, ma uno cresciuto in perifieria normalmente associa la metro ad un accesso facilitato al centro della citta’, o ai quartieri bene, in modo da poter vedere da vicino un po’ di lusso e di alta società.
Figuratevi quindi il mio sconforto quando e’ stato  proposto di deviare la mia metropolitana a Corviale, senza passare dal centro. In pratica lo stolto la voleva farla girare prima di Amba Aradam verso Piramide e poi farla perdere nella periferia romana fino a Corviale, posto che sicuramente merita un collegamento con il centro storico, non con il Casilino. Il tutto ovviamente a progettazione finita e lavori avviati.
Anche perche’ immaginatevi a lavori finiti, dopo aver speso la bellezza di circa 4 miliardi di euro, serve una metro che ti mette in collegamento con un centro commerciale!  Vediamo come la metro possa cambiare (in positivo) la vita di tutti i giorni:
“Cara abbiamo finito la coca un’altra volta! E Mauro sta in gattabuia! Dove la prendiamo?”
“Caro  allora fai un salto da Ciro o’zingaro  che ne ha appena fatta venire un’altra cassa diretta dalla Colombia”
“E’ vero, non ci avevo pensato! Vado e torno subito, con la metro è un attimo!”
“Ah, abbiamo finito il contante, passa anche da Peppe er cravattaro e preleva 300 euro…”
Insomma, usando un termine  venuto alla moda ultimamente, trasportisticamente appare una provocazzata di prima qualità, che per fortuna è rientrata quasi subito.
Adesso si sta discutendo se continuare sul tracciato originario o girarla sotto piazzale Flaminio, altra alternativa sicuramente valida (dal mio punto di vista), siamo finalmente tornati nell’alveo del buonsenso.

Che poi’ da li’ finisca in un’altra periferia ovviamente non mi disturba, l’importante è che finisca dove deve finire, ma prima passi per il centro!  

giovedì 24 novembre 2016

AD 2017 Morte al Colosseo: il martirio di Santa MetroC

Uno degli episodi piu' cruenti della Roma terza repubblica e di quelli meno facilmente comprensibili da noi storiografi, e' il martirio della popolarissima Santa Metroc, avvenuto proprio al  Colosseo nell'AD 2017(alcuni storiografi parlano del tardo 2016).

Il martirio avvenne  in maniera del tutto inaspettata, un noir dove sentimenti personali e ragion di stato, ancora si mischiano in maniera assolutamente inestricabile. Ma prima di narrare gli eventi cerchiamo di ricostruire il clima dell'Urbe a quel tempo.

A quell'epoca l'Urbe usciva da cinque anni di occupazione Alemanna, anni nei quali era stato reintrodotto in maniera ufficiale il culto di SUV,  divinita' campestre "a trazione integrale" i cui adepti uccidevano in rapide scaramucce  molti cittadini appartenenti alle tribu'  dei pedones (Nota dello Storico, NDS: i pedones erano una tribu' che guerreggiava non su cavalli ma su zebre, tanto e' vero che normalmente i pedoni, appunto, venivano uccisi sulle zebre).

Malgrado la devozione a SUV gli Alemanni non avevano osato interrompere il culto di Santa Metroc.  Il Metropolita di Santa Metroc, aveva continuato, seppur con qualche difficolta', a scavare lunghi tunnel per unire tra di loro i templi sotterranei della Dea. 

Infatti il culto della Santa Metroc prevedeva che i fedeli percorressero tutti assieme, uno appiccicato all'altro, i lunghi tunnel tra una stazione e l'altra. E questo un po' in tutte le altre grandi citta'  dell'antichita', dove ognuna aveva la sua Santa Metro.

Va notato che gli antichi romani avevano una struttura tecnico-confessionale, la casta degli ingegneri, dove i ponti li faceva un sommo sacerdote detto Pontefice Massimo e i tunnel un altro sommo sacerdote, il Metropolita di Roma. La figura del Metropolita reggeva anche altre citta' come Londinium e Lutetia, dove pero' i criptoculti sotterranei (NDS: minchia!) erano molto piu' sviluppati che a Roma. Anche perche' a Roma c'erano i fedeli della setta dei Portoghesi, anche quella molto diffusa,  il cui credo vietava di pagare alla dea l'obolo per entrare nelle sue stazioni, e che non avevano subito mai alcuna vera persecuzione.

Il culto di Santa Metroc era inoltre appoggiato con fondi dall'Imperator Supremus, che toglieva un soldino a ciascun abitante della penisola per sostenerlo.

Tornando alla nostra storia, noi storici non abbiamo un'idea chiara di come cadde il dominio Alemannico. Le registrazioni dell'epoca sono caotiche e molto confuse, qualche studioso dei culti millenaristi sostiene che gli Alemanni furono cacciati da un adepto del culto di Marte, appunto un marziano. 

Altri sostengono che invece si tratto' comunque di una figura ammantata dal mito,  un naufrago fuggito da oltreoceano e buttato sulle spiagge del Latium nel corso di una tempesta (da cui l'appellativo, dato dal popolo,  di princeps marino).

Tra noi storici seri e concreti l'ipotesi piu'  accreditata e' che venisse da Mediolanum, dove e' storicamente certo che il princeps risiedesse in un complesso chiamato Palazzo Marino (cosa gia' sospetta, in quanto a Mediolanum, prima che si sciogliessero le calotte polari, il mare non c'era, incredibile vero?). Questo fatto rende l'ipotesi di un'espansione della gens maediolana (famosa per la raffinatezza e il costo dell'abbigliamento) volesse sottomettere l'Urbe al culto dello zafferano e della cotoletta fritta. (NDS se non ci fossimo noi storici a eliminare le stupidaggini come farebbe il volgo?).

Senonche' i rapporti dell'Urbe con il nuovo princeps non andarono per niente bene. Sembra che il princeps fosse meno deciso del previsto, che la citta' non funzionasse con l'affiatamento di.. diciamo un'equipe chirurgica. Insomma, per vari motivi il trapianto nell'Urbe  del nuovo princeps non ebbe successo, che l'Urbe ebbe una crisi di rigetto, e che l'imperator, per evitare altri guai,  tolse l'appoggio al princeps venuto da fuori.

(NDS: Un'altra versione allegorica dice che il Marziano fu cacciato da una vergine dedita al culto del Grillo usando i raggi della morte! Ma ovviamente chi potrebbe cascare a credere in una storia tanto inverosimile, sembra un film di fantascienza!)

In questa versione pero' lo storico nota una impressionante assonanza con quello che molto probabilmente accade nei successivi anni. Occorre  ricordare che nel frattempo in  citta' e nell'impero si era sviluppato un altro culto, quello della dea Onesta',  stavolta adorata nella forma di un grillo, conosciuto in alcune opere come il Grillo Parlante per le sue doti vaticinatorie, in altre come il grillo di maio, riferendosi al mese nel quale i grilli cantano piu' forte.

(NDS: Anche qui abbiamo una serie di coincidenze a dir poco impressionanti: il Grillo Parlante si sa che fu citato nelle opere di un certo Carlo Collodi (andate ,perdute) ma talvolta il metropolita, in preda allo sconforto, diceva a Santa Metroc "Questi romani non ti meritano! Collodi basta, non faremo altre stazioni!" Mah, Mistero!!!!)

In effetti il culto della Dea aveva avuto alti e bassi nel trentennio precedente, pero'  fondamentalmente era rimasto confinato al culto della plebe sottomessa. Infatti, coloro che uscivano dalla condizione di plebe sottomessa tendevano dopo poco a rinnegare il credo a favore del famoso Dio SUV, o di divinità di origine greca quali Attico Alcentro, Attico Aiparioli, Escort Callipigia o della italica Villalmare.

I fedeli della Dea Onesta' erano inoltre aumentati vertiginosamente anche a seguito della profonda crisi economica cui era immersa l'urbe, e giravano per le strade in lunghe processioni invocandola a squarciagola.

Purtroppo erano un popolo geloso e consideravano buona solo la loro Dea, non quella degli altri. Pero' l'Urbe era talmente assetata di novita' e di varieta' e quindi alla fine riuscirono ad far accettare come princeps la loro sacerdotessa maggiore, nel cui diadema brillavano i raggi emessi da cinque stelle con al centro il mitico grillo.

La nuova Princeps si accorse presto che la Dea Onesta' aiuta ma purtroppo ci mette un bel po' a produrre miracoli. Questo anche perche senza le altre due sorelle, Competenza e Serieta', Onesta' da sola non risolve alcun problema pratico. La plebe, anche lei se ne stava accorgendo, e cominciava a mugugnare.

Fattosta' che per dare sfogo a tutte queste pressioni, il princeps disse ai suoi accoliti a di distrarre il volgo con il perseguitare la Santa Metroc, accusata di essere un focolaio di disonesta', di essere anni in ritardo e di costare ben dieci volte piu' del previsto, accusa che ancora si trova in alcuni documenti, anche se sicuramente non nelle cronache della Corte del Conte.

Venne tenuto un processo segreto, invece di quello pubblico che ci sarebbe dovuto essere, e la princeps e i suoi accoliti decisero per il martirio della santa. Non avere neanche un indizio sulle reali motivazioni del via alla persecuzione della Stanta Metroc ci priva di un documento fondamentale , ma tant'e'. Avere uno streaming di quella riunione, invece delle solita cazzate che come storico tocca sorbirmi, avrebbe sicuramente chiarito un sacco di cose.

Quello che avvenne poi lo sappiamo bene.

Il princeps scarico' tutta la sua ira funesta sulla santa che fu martirizzata al Colosseo e li' seppellita prima che potessero essere preparati i templi Piazza Venezia, Chiesa Nuova, San Pietro, Ottaviano e Clodio, che avrebbero finalmente permesso ai cittadini romani di andare su e giu' per l'Urbe senza dover ricorrere ai carri.

I Roma Metropoliti, accusati ingiustamente di orribili nefandezze, furono cacciati via e costretti a trovarsi un'altra setta. Dispersi i metropoliti a Roma non vennero piu' fatti tunnel adatti al culto della Santa Metro per lunghi anni, e tutti sene lamentarono  quando ormai era troppo tardi.

Ai cittadini rimase l'amarezza e la prova provata che la dea Onesta' senza Competenza e Serieta' gioca brutti scherzi. Le tribu' Prenestine e Casiline se la legarono al dito, e la stessa fiducia degli adoratori dell'onesta' fu profondamente scossa.

A noi storici rimane la difficolta' di capire le ragioni per questo comportamento folle e assurdo. Sicuramente influi' la tribu' dei centristi che non volevano la possibilita' che la plebe Casilina e Prenestina arrivasse comodamente e rapidamente al centro usando i tunnel appositamente costruiti. 

Altra setta coinvolta, quella dei tranvieri, sostenevano che il culto andava fatto alla luce del sole e non nell'ombra dei tunnel, anche se poi spostarsi in mezzo al traffico dei carri rendeva il culto impossibile.

Infine come storico vorrei portare all'attenzione di Lorsignori il ruolo degli adoratori della Dea Informazione. Loro che avevano il compito di diffondere il verbo, assistettero a tutto questo martirio senza capirci un'arca.

Non solo, ma mai esercitarono il culto del factceking, popolare presso le genti della perfida Albione ma detestato nella penisola italica quale espressione di stupida pedanteria, che avrebbe potuto tagliare le gambe da subito a molte delle incredibili castronerie delle quali questa tragica storia e' costellata.

Se solo si potesse invertire il corso della storia!

venerdì 18 novembre 2016

Oh che bello sciopero!

Confesso la mia colossale ignoranza, ma non so perché il 15 novembre il trasporto pubblico Roma abbia scioperato, né se sia stato solo uno sciopero limitato a Roma o sia  stato in tutta Italia... comunque  questo sciopero sicuramente me lo sono goduto.

Infatti la giornata, con la temperatura fresca e il cielo limpido, e l'asssenza di impegni speciali,  mi ha permesso di andare tranquillamente in bicicletta e di osservare il disastro creato dello sciopero dei mezzi pubblici pur senza rinunciare la mia mobilità.

Di biciclette ne ho viste tante in giro, anche se francamente me ne sarei aspettata qualcuna di più. Per fortuna il traffico era talmente agglomerato da non costituire pericolo.

Comunque rispetto agli anni passati non c'è paragone, i ciclisti stanno aumentando, non c'è che dire. Pero' rimaniamo ai pochi, pochissimi punti percentuali, anche x' ciclomobilisti non ci si improvvisa, nemmeno se c'e' lo sciopero.

Anche io comincio ad usare la bici in alternativa totale al mezzo pubblico solo da poco, a circa 10 anni dalla sua elezione a mio mezzo preferenziale di trasporto cittadino.

Più interessante e vedere l'effetto che lo sciopero del trasporto pubblico ha sul traffico automobilistico. Infatti, le parti di città che ho visto, erano pressoché tutte ingorgate e anche in maniera piuttosto grave. Ancora una volta la dimostrazione che il trasporto pubblico serve soprattutto a chi vuole, talvolta deve, prendere l'auto.

A questa regola non mi sottraggo neppure io, in quanto talvolta l'auto e' irrinunciabile, e qui casomai si potrebbe parlare di car-sharing...

Dal punto di vista dell'adesione lo sciopero sembra sia stato un successo, dicono che tutte le 2 e mezzo linee della metropolitana siano rimaste chiuse. Pertanto le macchine hanno raggiunto uno dei loro massimi storici, bloccando quasi tutta la circolazione. Se uno si fa il conto di quante auto ci vogliono a rimpiazzare una linea di metropolitana, uno si sente male...

Ma questo vale anche per le biciclette. Se dovessimo sostituire la bici alla metro, avremmo circa mille biciclette ogni 3 minuti, cioe' stiamo parlando della critical mass intersiderale, una cosa mai vista!

Vabbe', insomma, anche riferendosi al dibattito che continuiamo a vedere in questi giorni sulle metropolitane a Roma, la metro rimane l'unico mezzo in grado di assicurare una vera mobilita' in una citta' delle dimensioni di Roma, i  quanto semplicemente non e' sostituibile da nessun altro sistema, una volta che gli utenti abbiano iniziato ad usarla. Infatti la metro, con la sua velocita', genera domanda di trasporto pubblico. A differenza di tram e bus che, oltre a non assicurare i volumi di traffico, almeno nella loro accezione romana, sono troppo lenti e troppo influenzati dal traffico di superficie, e generano maledizioni e altri automobilisti, motociclisti e ciclisti.

E infatti la ragione per cui il trasporto automobilistico e' ancora cosi' radicato a Roma risiede anche in questo, ovvero la mancanza di una rete vera e propria di metropolitane (solo adesso con la C possiamo cominciare  parlare di rete, fino ad adesso avevamo solo due direttrici).

Poi noi possiamo anche preferire la bici, io sicuramente,  ma  sui lunghi percorsi, neanche la bici e' competitiva. Lo vediamo nei giorni di sciopero.

Questo dovrebbe porci un'ultima considerazione:  non solo dobbiamo puntare a completare la C, ma anche a trovare i finanziamenti per varare la linea D, che completerebbe la rete romana. Roma se la merita, noi romani ne abbiamo diritto.

Per cui basta con questi tentennamenti. La Raggi ha gia' commesso un grave, gravissimo errore opponendosi alle olimpiadi, che appunto prevedevano come condizione il completamento della linea C, (costi a carico del governo, ovviamente).

In questo ha sicuramente tradito la citta', checche' ne possano dire i grillini o gli altri nemici della metro che i  questi giorni abbiamo scoperto essere tanti, vecchio vizio italiano di avercela con tecnologia o infrastrutture.

sabato 12 novembre 2016

Ma dove diavolo e' finita la metropolitana?

Al pieghevolista che, in un prossimo  futuro, si trovasse a piegare la pieghevole per entrare nella metro, potrebbe accadere di non trovare piu' la metropolitana… ohibo', dove diavolo e' finita?

Beh, tra non molto troverebbe l'ingresso alla stazione chiuso, perche' nessuno ha pensato a mettere in atto tutte quelle attivita' necessarie a mantenere il sistema metropolitana, ed in particolare le infrastrutture, che in quel momento non saranno piu' agibili e allineate alla norma.

Inoltre non so se avete notato che si stanno manifestando con maggiore frequenza inconvenienti, avarie e fuori servizio. In molti casi e' solo mancanza di manutenzione, ma sempre piu' spesso i disservizi sono legati proprio agli ammodernamenti rimandati.

E questo perche', come potra' succedere?

Succedera' perche' il braccio tecnico e progettuale del Comune di Roma, quello che identifica le necessita' di ammodernamento, prepara le gare e le aggiudica, segue i lavori con l'alta sorveglianza, avra' chiuso i battenti, suicidato da una politica incomprensibile.

La crisi l'ho vista formarsi dall'estero (non vi posso lasciare un attimo soli) attraverso una serie di articoli sui giornali.

L'amministrazione comunale ha deciso di disfarsi del centro di competenza progettuale sulle metropolitane, la societa' Roma Metropolitane, perche' accusata di non aver compiuto la propria mission e di essere in passivo.

Non solo, ma poi e' stato dichiarato che da adesso in poi niente piu' metropolitane, meglio il tram... credo l'abbia detto l'assessore.

Gia' questa cosa mette angoscia. E' molto peggio del no alle Olimpiadi a Roma.

Avendo trascorso una vita sulla Prenestina, conosco bene la differenza tra metro e tram, e come tutti so che il tram, lento e vulnerabile al traffico, non sostituisce la metro.

Questa rimane l'unico mezzo in grado di trasportare le persone in maniera competitiva rispetto all'automobile in una citta' delle dimensioni di Roma.  E che quindi e' l'unica soluzione in grado di abbattere veramente il traffico automobilistico.

Ora l'assessora intende lanciare anche il PUMS, il piano urbano della mobilita' sostenibile… ma ogni mobilita' sostenibile di una citta' delle dimensioni di Roma e' fondata su di una solida struttura di linee della metropolitana,  altrimenti è solo il caos.

Quindi altro che fermare le Metro C al Colosseo… bisogna continuarla e fare anche la linea D in modo da avere la possibilita' di spostarsi per tutta Roma in maniera rapida.

L'ultima chicca l'ho ricevuta a Colonia, dove ho appreso che l'assessore all'urbanistica (quello di Roma :-))ha proposto di deviare la metro C facendola finire a Corviale… cosi', di punto in bianco, come si trattasse di un tubo per innaffiare che cambia aiuola…

Ah dimenticavo, se non  sbaglio ho letto anche il soprintendente  ha detto che se il comune non paga i lavori compensativi si vedra' costretto a fermare i lavori della Metro C. Ormai e' un vero e proprio attacco alla diligenza. Ma quando arrivera' il 7mo cavalleggeri?

La prima domanda che ci dobbiamo porre e' la seguente: ma a Roma chi puo' essere tanto matto da andare contro la metropolitana? Incredibilmente un bel po' di gente, che oltretutto sembra in questo momento aver preso il controllo della situazione.

Innanzitutto ci soni quelli che credono che le cose si realizzino con la bacchetta magica e non lavorando. Quindi quelli che non vogliono i cantieri, certo fastidiosi, ma come puoi fare senza?

Ora, a parte i poveri commercianti che si vedono in negozio confinato dietro i cantieri, abbiamo avuto una pletora di persone che hanno considerato i cantieri della stazione del Colosseo come un attentato archeologico, e non come primo passo concreto verso la pedonalizzazione  dell'area.

E quindi giu' a protestare, a lamentarsi, a indignarsi come se fosse gente cresciuta sugli alberi della foresta e non in una società fondata sulla tecnica e sulla scienza. Mi viene da chiederti ma quando state male andate dallo stregone oppure all'ospedale? E con quale faccia di tolla?

Poi ci sono quelli che gia' abitano al centro, e quindi non vedono perche' dovrebbe esserci una metropolitana, tanto loro in periferia non ci devono andare tutti i giorni. Si spostano tranquilli tra una parte e l'altra del centro e guarda caso non ci mettono più' di dieci/quindici minuti a tratta.

Tra i grandi sospettati, insospettabilmente,  l'ATAC, per la quale la gestione della metro e' un grosso impegno, molto più grosso del far circolare qualche centinaio di autobus totalmente scollegati tra loro, che anche se se ne ferma uno non si fermano tutti gli altri. Insomma, per loro la metropolitana un impegno molto serio, quando lo stipendio lo possono prendere anche facendo molta meno fatica.

Infine ci sono quelli che ce l'hanno con il il sottosuolo di Roma. Sottosuolo che tutti sappiamo essere difficile ma che neanche e' impossibile da utilizzare. Più difficile la storia dei reperti archeologici… con il difficile rapporto con una Soprintendenza che sembra ogni volta cascare dal pero e non ha ancora sviluppato una politica efficace per trattare in maniera rapida i problemi connessi con la scoperta di una notevole mole di reperti.

Peraltro va notato che gli scavi della metropolitana permettono di raggiungere reperti che altrimenti sarebbero rimasti completamente coperti di terra e sconosciuti ai più. Infatti in condizioni normali è praticamente impossibile effettuare campagna di scavo dentro una città.

Detto questo, si spera che presto questa vicenda kafkiana ritorni nell'alveo della razionalità. Roma Metropolitane è accusata di incredibili nefandezze, ma alcune, se non tutte, delle accuse portate sono poco fondate, a cominciare dal tema del ritardi.

Considerando che il primo colpo di piccone per la metro C è stato dato nel 2008, nel 2015 sono state inaugurate le prime stazioni e anche san giovanni, con interventi più rapidi da parte delle Soprintendenze, avrei potuto essere gia' aperta. Tempi europei, ma ci fosse un solo giornale in grado di prendere in castagna l'assessora quando dici queste cose, a riprova che la stampa italiana si ormai irrimediabilmente allontanata dai fatti.

Se poi ci si prende la briga di parlare con qualcuno di questi esperti, ci si può rendere conto di come le storie della realizzazione della metropolitana, in primis la definizione dei tracciati, sono comunque strettamente legate alle vicissitudini della politica, in particolare di quella amministrativa.

Dopodiché Roma Metropolitane e accusata di essere in passivo. Bene, la societa', posseduta dal comune, svolge solo attivita' per conto del comune ed e' il comune che ha generato il passivo non pagando quanto dovuto nel contratto di servizio. Ma qualcuno le dice queste cose in giro? Ancora una volta, i nostri giornali il fact-checking non lo fanno mai?

Infine le accuse capitali… non aver svolto la propria mission,  avere  non aver vigilato sulla levitazione dei costi. A leggere le dichiarazioni di vari esponenti politici dell'amministrazione sembrerebbe che i dipendenti di Roma Metropolitane e  Metro C ci si siano messi d'accordo e abbiamo fatto a mezzi dell'aumento dei costi… sul fatto che alla fine è il Comune che paga e quindi approva le varianti, e che forse i livelli politici delle precedenti amministrazioni qualcosina potrebbero aver brigato, a nessuno sembra passare in mente. Quindi dall'usciere al direttore tecnico sono tutti allo stesso modo colpevoli.

Sì applichiamo lo stesso metodo all'ATAC, la società andrebbe chiusa in due tre giorni e dipendenti mandati tutti in galera senza passare dal via. Quella però è il "gioiello dei Romani", e guai se qualcuno cerca di comprarsela, non per chiuderla, ma per provare a farla funzionare, magari bloccando le ruberie interne, che di quelle, a cominciare dei biglietti falsi, abbiamo moltissime prove. Ma forse la disparità di trattamento è dovuto al fatto che se quelli dell'Atac si arrabbiano ti bloccano Roma e basta,  non c'è grillo che tenga.

Insomma, a conclusione, il futuro delle metropolitane romane è a rischio molto serio, a causa della proposto irrimediabile smantellamento del centro di competenza per la loro realizzazione e ammodernamento. Peggio, sembra che l'attuale amministrazione non creda proprio nello strumento metropolitana. Londra, New York, Parigi, Mosca, Berlino, Madrid, sono tutti delle teste di cavolo che hanno sprecato un sacco di soldi per fare delle cose inutili.

Ora non si può dire che tutto a Roma sia perfetto, nemmeno semmai la realizzazione delle metropolitane, ma non si capisce perché l'amministrazione 5 stelle non faccia semplicemente la cosa giusta, ovvero metta a capo di Roma Metropolitane delle persone serie e competenti che valorizzino le risorse che esistono e funzionano.

Francamente viene sempre il dubbio, ma i grillini persone serie e competenti le hanno o sono solo sanculotti?

lunedì 24 ottobre 2016

Ma il trasporto pubblico va protetto

Ogni tanto, specie quando viaggio, non posso utilizzare la bici ma devo utilizzare i mezzi pubblici.

A parte il tram 14, che induce alla disperazione più profonda  in quanto sembra provenire non da una zona di Roma, ma da qualche triste favela multietnica, mi sono trovato alla stazione Termini testimone di uno spettacolo veramente tragico.

Arrivo in banchina con il mio trolley e vedo una guardia giurata con il viso piuttosto scuro piantata a gambe larghe con le spalle al binario.

Guardo meglio, e mi accorgo che sta fissando con sguardo torvo una panchina sulla quale sono sedute adolescenti dall'inconfondibile fisionomia. Le ragazze sembrano alquanto infastidite da questo confinamento a quale la guardia evidentemente le costringe.

Se non che in quel momento arriva il treno .

Si aprono le porte, la guardia giurata si fa da parte, le ragazze salgono in vettura, la guardia giurata entra anche lui in vettura e urla, indicando le ragazze: "attenti al portafoglio, attenti alle borse". Dopodiché si scende si chiudono le porte il convoglio riparte con tutti che fissano le ragazze, e questo chiaramente furiose.

Evidentemente si trattava di una di quelle bande di adolescenti abituate ad accerchiare turisti e borseggiarli, come tante volte troviamo riportato nella cronaca dei giornali, e spesso anche nei filmati che vengono ripresi dalle telecamere di sorveglianza.

Il brutto è che pur essendo queste persone perfettamente note alla fine non riusciamo a fare nulla per fermarle, e le vediamo costantemente a girarsi sui nostri mezzi pubblici, pronte ad esercitare di nuovo l'arte del taccheggio.

Dalla recente esperienza subita in Germania, dove mi hanno portato via il portafoglio alla stazione di Colonia, vi posso assicurare che non è per niente divertente fare il turista ed essere privati della carte di credito e dei soldi, ancor che io sia stato fortunato e abbia  conservato perlomeno il passaporto.

La riflessione è però un'altra, e riguarda l'incapacità dell'attuale Stato italiano di reagire di fronte all'assalto dei malintenzionati.

I ladri ci sono sempre stati, non è che possiamo pensare di eliminarli totalmente. E' pero' assolutamente diabolico,  che quelli conosciuti, e magari fermati, vengano poi rimessi in circolazione e tornino tranquillamente a fare la loro attività, praticamente certi della impunità ( peraltro una condizione che noi utenti di bicicletta conosciamo bene).

Capisco anche che con delle adolescenti non si debba usare la mano forte, ma tra non usare la mano forte e lasciare fare tutto quello che vogliono, sicuramente c'è una via di mezzo.

Solo che probabilmente richiede impegno e determinazione, e un ambiente normativo che comunque ad un certo momento dica stop.Se prosegui nell'attività criminosa,  alla fine dovresti finire in una stanza e non uscirci per un bel periodo, anche se hai 15 anni.

Infatti, se non è colpa tua che sei cresciuta in un ambiente degradato, non vuol dire che noi si debba continuare a subire.

E comunque se vogliamo convincere  la gente ad usare il mezzo pubblico, bisogna anche mantenerlo sicuro.

giovedì 20 ottobre 2016

Il grande e nuovo mondo ciclista nel quale vorremmo vivere

Finito il lavoro e' il momento, per tutti, di tornare a casa.

All'aeroporto mi ritrovo in coda immediatamente dietro al collega svedese, un simpatico individuo stile "uomini che odiano le donne". Almeno a quello io penso.

Mentre mette la borsa sul cestello per i raggi X, mi rendo conto che e' una messenger impermeabile da bici, con una fascetta riflettente da pantaloni, quelle gialle col velcro, arrotolata intorno alla tracolla.

"Ah, allora sei anche tu un ciclista"
"Si', ma solo qui a Bruxelles, dove prendo il bikesharing"
" Non usi la bici per andare al lavoro"
"No, preferisco farmi tutti i giorni mezz'ora a piedi all'andata e mezz'ora per il ritorno" Poi continua infilandosi le dita tra la cinta e la pancia prominente "E' un buon esercizio".
"Quindi non usi la bici per andare al lavoro?"
"Eh noooooo... sai com'e'..." (mi guarda come uno con la sveglia al collo e l'anello al naso) "A Stoccolma tutti usano la bici per andare al lavoro, e quindi non si sa mai dove parcheggiarla. Io cosi' vado a piedi".

Questa storia ha due  morali:

a) il pedone e' il  ciclista del ciclista

b) attenzione  a quello che chiediamo potrebbe avverarsi!

lunedì 10 ottobre 2016

Progettisti che odiano i ciclisti

Torno a scrivere dopo un bel po' di tempo, durante il quale ho pedalato e basta, a seguito dell'incidente avvenuto a sulla pista della Magliana, nel quale un povero ciclista e' morto, lasciando moglie e due figlie piccole. Che tragedia, che spreco di vita.

All'inizio,dai primi lanci giornalistici, sembrava verosimile che un  furgone si fosse infilato abusivamente nella pista. A poco a poco e' invece emersa una realta' differente... un furgone fermo sull'attraversamento della pista, il ciclista che se lo trova davanti, frenata secca su fondo viscido, la caduta... col furgone non sembra esserci stato contatto, puo' darsi che il ciclista abbia solo perso il controllo del mezzo e, ze vero, la sfiga maledetta,  ci abbia messo la sua.

Le foto dell'attraversamento sono normalmente impietose... la segnaletica orizzontale totalmente scomparsa, un canneto che sorge proprio accanto alla pista, di fatto nascondendo la vista dell'incrocio... vabbe', va visto se questo ha avuto una parte nell'incidente, comunque non succede solo li'? Quante volte da pedoni attraversiamo la strada su strisce pedonali delle quali resta poco piu' che la memoria?

Pero' il problema delle intersezioni delle piste ciclabili con le strade, i passi carrabili ed ogni altro ostacolo rimane: la pista si interrompe, il ciclista deve dare la precedenza a tutti, e se sgarra incorre nei rigori della legge... ma perche' si deve interrompere la pista e non la strada non si capisce.

Pista dell'EUR. Con l'eccezione dell'attraversamento di Via Cilicia, molto ben segnalato, e protetto da "bande rumorose" lato Cristoforo Colombo, tutti gli altri attraversamenti sono rocamboleschi.

Innanzitutto mancano gli attraversamenti ciclopedonali, in genere ci sono solo le strisce. Mi dicono che cio' significa che dovresti scendere dalla bici e attraversare come un pedone. Ovviamente nessuno ci pensa, tutti attraversiamo normalmente in sella, ma in caso di incidente, probabilmente una fetta di indennizzo se ne andrebbe.

Ora, qualcuno sa spiegarmi perche' due tronconi di pista che attraversano una strada dovrebbero essere collegati con le strisce pedonali e non con un passaggio ciclopedonale? Cosa ha questa gente nel cervello? Sono progettisti che odiano i ciclisti? Boh... si' probabilmente... magari loro volevano progettare autostrade e non piste ciclabili, per cui si sono presi la loro piccola rivincita.

Sta di fatto che questa situazione va cambiata e stabilito una volta per tutte che: DUE TRONCONI DI PISTA SI UNISCONO CON  UN CAZZO DI ATTRAVERSAMENTO CICLOPEDONALE, e  tatuatevelo sull'uccello con scrittura bustrofedica.

Eppoi basta con tutti gli stop. Ogni passo carrabile comporta l'interruzione della pista... succede SOLO IN ITALIA. Dove chi va in bici deve sempre chiedere scusa...

Post scriptum: che ti fa la polizia di Roma Capitale? Ovviamente chiude la pista, non la strada. Anche ammesso che no  sia un incidente da imperizia/distrazione del ciclista (cosa probabile) e quindi  magari la pista non c'entra nulla, cmq si chiude la pista... basta coi ciclisti, cosi' adesso saranno contenti!