mercoledì 15 febbraio 2017

In ufficio con la bici ignorante


A causa di un piccolo guasto tecnico sono rimasto senza la pieghevole per un paio di settimane. Al suo posto ho usato la vecchia 26, che ha recentemente avuto un cambio di meccanica (movimento centrale, deragliatore anteriore, guarnitura, catena e pacco pignoni) ed ormai, dopo l'acquisto della 29,  e' stata declassata a bici da gita stradale.


Qui, in ordine alfabetico, i risultati di questa interessante esperienza (in rosso i contro, in verde i pro, speriamo che si legge)


4 piani di appiedatezza… rinunciare alla pieghevole significa farsi 4 piani a piedi a scendere e 4 a salire con la bici sottobraccio. In effetti anche a quello ci si abitua, e neanche e' troppo pesante!


Allenamento con una bici che restituisce quello che dai (vedi Velocita') i ritorni, ovvero quando non sono preoccupato di sudare, diventano tutti allenamenti… l


Agilita' la 20 e' agile nel traffico. La 26 ha hn raggio di sterzata piu' ampio e te ne accorgi chiaramente quando ti muovi tra le auto ferme. Piu' serio impedimento e' il grande manubrio da sterrato, una manna sulle lunghe tratte ma un incubo nei passaggi stretti fra gli specchietti delle auto.


Catene la 26 non puoi piegarla e portartela appresso nei negozi, e nemmeno nei ristoranti, e questo e' un problema serio… ho ricominciato ad usare una catena seria (vedi 4 piani…) sperando di non incontrare sulla mia strada il ladro abile e affamato che la apre in 4 secondi netti…, che patemi…


Inseguimenti … beh, ti fanno una storta, riesci ad inseguirli fino all'ingorgo successivo molto piu' frequentemente… ne sono venuti fuori jnteressanti scambi di opinione, quasi sempre estremamente civili (se mi contengo sono bravo!)


Marameo buche killer, con la 26 front pneumatico misto 1.75 le terribili buche di Roma fanno molto meno paura… eppoi dimenticavo che una delle 43 fatiche di Virginia e' stata riparare 400 buche, in effetti in due settimane ne ho vista piu'  nessuna… :-D


Morale della favola L'uso della 26 ignorante per andare in ufficio ha un sacco di perche' positivi. Dobrei fare piu' spesso "settimane ignoranti".


Pericolo Piu' velocita' piu' pericolo, per le discese si arriva facilmente sui 40, ovvero stile motorino. La povera bfold a quelle velocita' non ce la porto.


Velocita' il vantaggio di avere una 26 con una meccanica decente e' che quello che ci infili di forza muscolare te lo ritrovi praticamente tutto in velocita'... quindi ho tagliato nettamente i tempi di percorrenza, e pure rimesso qualche puntino sulle i con le cicliste Prenestine che si atteggiano quando mi superano (sempre!) con la loro bicicletta da corsetta…


Vestiti bici ignorante significa vestiti ignoranti...


Post Scriptum… passati i primi 10 minuti di sconforto la pieghevole ho ricominciato comunque  ad apprezzarla…







lunedì 30 gennaio 2017

Pedalare all'epoca della PEC...

Il tutto è iniziato con il pensionamento del vecchio postino. Persona degna che faceva bene il suo mestiere. Quando aveva una raccomandata suonava e aspettava. Molti di quelli moderni invece neanche aspettano. L'altro giorno e' capitato a mia figlia… il nuovo ha citofonato per una raccomandata, e prima che lei scendesse a firmare quello se ne era già' andato lasciando l'avviso in cassetta.


Insomma, l'altro giorno mi comunicano che hanno lasciato l'avviso di una raccomandata da ritirare… in un negozio di disegno… ovviamente il sabato mattina rigorosamente off-limits.


Io stavo aspettando una comunicazione importante penso: ecco! E, durante l'intervallo di pranzo mi precipito a ritirarla. Il giro mi prende un'ora secca.


Arrivato al negozio, che almeno presenta il notevole vantaggio di non avere fila, mi consegnano la busta, che porta l'intestazione "Roma Capitale". Capisco subito che e' una multa, ma la realta' supera qualunque fantasia… infatti la multa non c'e', ma solo l'avviso che un verbale e' depositato, in  attesa,  presso il gruppo dei vigili urbani. Anche li' di ritiro il sabato mattina non se ne parla, quindi mi attrezzo per ritirare il plico un venerdi' mattina ore 08:30.


Venerdi' acchiappo la 26 e approfittando della giornata di sole faccio una bella tirata fino al Gruppo… per fortuna anche li' nessuna coda, due impiegati cortesissimi mi danno la busta. Rapidamente la lacero ed estraggo il verbale… una sosta vietata sul Lungotevere la sera, anzi la mattina alle 00:53 del giorno nel quale sono diventato suocero.


Quella sera, per motivi celebrativi,  ho dovuto lasciare l'auto senza altre alternative, ma mi pareva un posto buono, peraltro non dava fastidio a nessuno (nota: infatti il posto e' molto usato anche durante il giorno, come si puo' vedere dalle riprese via satellite, ci parcheggiano tranquillamente senza multa, ci sono ripassato).

Vabbe'. Agli impiegati ho chiesto il motivo della doppia raccomandata, una volta la  multa la trovavi direttamente nella prima raccomandata… "Ma perche' non e' contento di esserci venuto a trovare?" e' stata la simpaticissima risposta, data in evidente buona fede.


Che rispondere a questa logica? In effetti per ritirare la multa mi sono assentato almeno due ore dall'ufficio (bedgiato regolarmente) e circa 20 km in bici supplementari.


 E il trucco della raccomandata che contiene solo l'avviso della multa continua a non andarmi giu', secondo me e' qualche ulteriore trucco inventato per far guadagnare le poste o qualcun altro. Infatti le spese di consegna, in aggiunta al mio tempo perso, assommano a circa il 20 per cento della multa.


Dopodiche' ovviamente vi sono altre 3 riflessioni:


  1. Co' 'ste raccomandate avete rotto il cazzo. Quelli non citofonano, se lo fanno non aspettano, ti mollano l'avviso e scappano via. Per esempio non abbiamo ricevuto lettere da Capodanno fino a circa il 10 gennaio e oltre. Non dico altro.


  1. In un mondo dove la produttivita' e' importante il Comune di Roma non ci lascia alcuna speranza di successo. Doppia procedura di raccomandata e' una cosa che non si puo' sentire. Mettiamo anche che fare tutta quella strada comporta anche un po' di rischio aggiuntivo… insomma non  e' possibile!


  1. Uso l'auto con moderazione, raramente in citta'. Non parcheggio mai irregolarmente, quella volta e' stato un evento veramente eccezionale. E stavo parcheggiato tra altre auto, mica da solo!  Bene, malgrado questo sono stato pizzicato due volte… embe', ma quelli che vedo parcheggiati tutti i giorni in seconda fila o sui passaggi pedonali, come fanno? Mah.. mistero.



mercoledì 25 gennaio 2017

Nomentanaland

Dopo tanti anni, tante promesse, tanti annunci e tante delusioni, sembra che finalmente il delegato alla ciclabilità, Paolo Bellino, sia riuscito ad ottenere lo sblocco della pista ciclabile della Nomentana.   Un ringraziamento e un plauso!


Come sa bene chi la percorre nei giorni lavorativi, la Nomentana ha un maledetto bisogno di una pista ciclabile. Infatti la parte centrale è praticamente off limits alle biciclette a causa della preferenziale percorsa dai filobus e dalla corsia centrale che espone il ciclista ad un flusso di macchine più veloci sia a destra che a sinistra. Le corsie laterali sono invece talmente anguste che quando c'è il bus il ciclista non può passare e viceversa. Quindi prima e' meglio e'.


Purtroppo se tutto va bene dovremmo avere inizio lavori per settembre… la tempistica ancora una volta lascia  un po' l'amaro in bocca e soprattutto molto tempo per ripensamenti o, peggio, aggiustamenti di bilancio. Quindi speriamo bene e incrociamo le dita.


La ciclabile tra Nomentana dovrebbe diventare una delle dorsali cittadine, a ben vedere la prima disegnata nel tessuto vero della città. Infatti sia la dorsale del Tevere che quella nella Colombo, per non parlare della Togliatti , corrono in aree non eccessivamente popolate , oppure hanno carattere ricreativo. Altre piste, come quelle di piazza Ungheria e di Valle Giulia, pur essendo importanti versano in stato di abbandono e comunque sono di vocazione ricreativa.


Il rammarico e' che, ammesso che questa pista ci faccia , rimarrà una realizzazione quasi isolata mentre invece potrebbe avere tantissime derivazioni, spin-off si direbbe adesso, per innervare ciclisticamente intero quartiere.


La più importante sarebbe un asse Conca d'Oro/Ponte delle Valli/Viale Libia/Viale Eritrea/Corso Trieste, che appunto si congiungerebbe alla  Nomentana, servendo un quartiere popolosissimo e tre grandi scuole con un totale di circa 1000 allievi. Non male!


Altre derivazioni interessanti sarebbero quelle di Via Sant'Angelo da Merici , Via Tripoli, e Via Bressanone che metterebbe in comunicazione la pista con la stazione della metro  Annibaliano. Infine una bella derivazione per Viale XXI aprile fino a Piazza Bologna sarebbe fantastica, anche perché viale XXI Aprile ha tutto lo spazio che si vuole.


Ovviamente il futuro economico del Comune di Roma non promette niente di bello sotto questo aspetto. Anzi, credo che le attuali prospettive siano sin troppo rosee rispetto a quello che ci riserva la realtà dei prossimi mesi. Ne' sarebbe giusto investire tutte quelle risorse in un'unica zona di Roma.


Pero'  in alcuni casi, come la direttrice Merici Tripoli, si tratta di tirare qualche linea su di marciapiedi perennemente deserti... chissà, magari può farlo il Municipio!

domenica 15 gennaio 2017

Galileur

La scorsa settimana ho trascorso un giorno in riva al laghetto dell'Eur per un corso nel nostro polo  formativo di viale America...  quale migliore occasione per rispolverare tutta o parte della ciclabile della Colombo?  ciclabile che ha visto la mia nascita quale ciclomobilista d'assalto con circa 30 km al giorno avanti e indietro tra casa e lavoro.  Parlo di tempi eroici nei quali dell'intero tragitto non incontravo neanche un ciclista...

Ovviamente oggi la situazione è diversa,  la ciclabile  pullula di utenti, anche se accusa il passare del tempo e la manutenzione carente. 

Ma pur con  i suoi tanti difetti,  l'inefficienza del percorso, la mancanza quasi totale di attraversamenti ciclopedonali, la ciclabile della Colombo rimane una infrastruttura fondamentale per  il ciclomobilismo Romano, ed è un esempio di come le piste ciclabili non possano essere sostituite da corsie ciclabili.

Insomma, pedalavo allegro con la mia pieghevole,  cercando di non sudare troppo, quando  vengo superato dall'inconfondibile mole di Galileo, con la sua 26 front convertita ad uso cittadino, in seguito all'acquisto di una full  in carbonio.  nel passare mi fa un cenno di saluto, e noto anche i pneumatici da città che hanno sostituito le ruote artigliate di quando la bici era usata off road.

 più in là si deve arrestare ad un semaforo rosso, e quindi lo raggiungo e mi affianco: io ho il viso coperto dal collo di pile, lui porta la mascherina anti inquinamento a carboni attivi.  sono contentissimo che anche lui abbia deciso di usare la bicicletta... un vero Galileur! Lo saluto

"Ciao"
"Ciao"
"Tutto bene?"
"Tutto bene!"

Il semaforo diventa verde, lo so benissimo che non posso competere con Galileo e la sua 26 full con la mia ruota 20, a meno di non sudare in maniera incompatibile con la frequentazione del corso. 

Mi meraviglio che si faccia una decina di metri assieme, poi lui si volta il verso di me:

" beh, scusa, io sono un poco in ritardo vado avanti"

 a me viene il dubbio di aver sbagliato orario, e quindi chiedo

"Ma  non iniziava alle 9:30?"

Lui non risponde e accelera...   io mi ricordo chiaramente l'inizio alle 9:30 altrimenti sarei uscito prima di casa, quindi continuo arrancando

" sì, mi ricordo il corso iniziava proprio alle 9:30"

" quale corso?"

" ma tu non sei Galileo!"

" in effetti sono Andrea!  Ci vediamo!"

E schizza via.






domenica 8 gennaio 2017

Fori Imperiali Metro C-clabili, il salotto della ciclabilità romana.

MERAVIGLIA, E'SUCCESSO DI NUOVO!

A causa dello spostarsi dei cantieri sul lato basilica di Massenzio, il passaggio di Via dei Fori Imperiali si è magicamente trasformato...

Questo è uno degli aspetti piu' sorprendenti dei cantieri della metro. Il paesaggio urbano cambia costantemente e, come una foresta incantata, ti stupisce ogni volta. Oltretutto ai Fori Imperiali, vetrina tra le vetrine di Roma, la gestione è veramente inappuntabile.

Andamento placidamente ondeggiante, asfalto scuro e perfettamente levigato, segnaletica orizzontale  gialla e accogliente! Poche macchine... Insomma, una delizia, se non fosse che il sabato e la domenica si riempie di pedonacci allo sbando che non ti fanno passare... dovremmo parlarne con l'assessora per farceli togliere dalle scatole! 

Comunque a vedere bene i cantieri della Metro C dei Fori sono per adesso l'unica infrastruttura ciclabile messa finora in atto dalla Giunta Raggi, e pensare che neanche la volevano (La metro C). e... INVECE STANNO PRENDENDO DUE PICCIONI CON UNA FAVA!

Insomma, come avevo già segnalato nel post precedente (http://romaciclista.blogspot.it/2016/03/fori-imperiali-finalmente-ciclabili.html), una vera meraviglia! Speriamo che i lavori vadano avanti ancora un bel po'...

Senno' poi ci pedonalizzano i Fori e addio passeggiate in bici!

martedì 3 gennaio 2017

Buche killer

Sono anni ormai che da automobilista, ciclista e pedone assisto con crescente disperazione al costante deterioramento del fondo stradale romano. Una piccola inversione  di tendenza si è avuta solo quando fu annunciato il Giubileo, e il sindaco a Marino inizio' con la  ripavimentazione di alcune arterie principali, tra cui parte della Prenestina.

 Da allora molta acqua è passata sotto i ponti e ancora di più ne è venuta giù dal cielo, contribuendo a peggiorare la situazione. Ormai però siamo messi veramente male, e da un po' di tempo comincio ad aver paura. In città giro con la pieghevole ruota 20, e sono costernato dal continuo aprirsi di nuove voragini.

Proprio oggi sono passato nella zona di Santa Maria Maggiore e via Panisperna. Bene, anche lì i sanpietrini ormai presentano svariati avvallamenti che forse non possono definirsi buche vere e proprie ma che sono sufficienti a sbalzare di sella qualcuno che arrivi veloce ma non particolarmente attento... anche perché si confondono e non sono facilmente identificabili.

In forte aumento sono invece le voragini, quei punti dove l'asfalto è rotto, molto spesso spigoloso, e che possono facilmente arrivare a profondità di 20-30 cm. Se ci capiti dentro sono veramente guai. È vero che la bicicletta va lenta e se sei attento normalmente sei in grado di evitarle, ma questo non è vero sempre, e non può essere una costante minaccia per il ciclista.

Oltretutto nell'ultimo mese siamo stati beneficiati da una praticamente totale assenza di pioggia. Se ricomincia a piovere sul serio tutte queste voragini si trasformeranno in "innocue pozzanghere", vallo a sapere se sotto l'aspetto di pozzanghera si celi una voragine in grado di bloccarti e di farti cadere?

Francamente mi sembra che l'amministrazione Raggi stia prendendo un pochino sottogamba questo problema. Ancora una volta nessuno pretende dal sindaco cose impossibili, ma muoversi in maniera un po' decisa su argomenti così delicati, ci farebbe stare più tranquilli. 

Invece io vedo sempre nuove buche in tutta Roma. Se continua con questo trend, tra un po'  potremo circolare solo con la mountain bike o  con il SUV

giovedì 22 dicembre 2016

Le corsie ciclabili saranno il sacro Graal della ciclabilita' romana?

Le corsie ciclabili, (bikelanes?), sembrano essere diventate la soluzione a tutti i mali ciclistici di Roma, o almeno cosi' pensa il delegato alla ciclabilita'  Paolo Bellino (PB/RF), che dismette ormai le piste ciclabili come oggetti vecchi, costosi e inutili -peggio- dannosi alla ciclabilita'. Vecchi attrezzi di un mondo vetusto che confinava la bicicletta fuori dalle balle.

Forse la ragione fondamentale di questa scelta e'   l' economicita' delle corsie ciclabili, che se ho capito bene possono costare anche solo 10 mila euro/km. Cio' permette di sviluppare una rete ciclabile con "pochi spicci" dando finalmente un loro luogo ai ciclisti romani. Una posizione pragmatica di buon senso.

Con un  effetto traino questa "infrastruttura" dovrebbe aumentare il numero dei ciclisti e di conseguenza anche la loro importanza quale gruppo di pressione. Un circolo virtuoso che dovrebbe darci una grossa importanza in una decina di anni, almeno credo questo sia il ragionamento.

La dottrina del Comune, visto che PB/RF e' "organo politico" della giunta ( e' stata presentata dall'assessora Meleo, la stessa che non vuole la metro C, come una scoperta sensazionale) e' stata sviluppata in #salvaciclisti,  movimento che ha avuto il merito enorme di coagulare il supporto ai ciclisti in un qualcosa di riconoscibile e spendibile. Per cui sembra che per ora il settore ciclistico sia il fiore all'occhiello di una giunta che, fino ad adesso, sta facendo solo figuracce.

Quello che #salvaciclisti ha di buono in grinta e decisione, figlie anche di un inopportuno antagonismo, purtroppo potrebbe  mancare in tecnica e lungimiranza. Questo non e' nuovo: dal punto di vista tecnico/legale #salvaciclisti non ne ha praticamente azzeccata una dalla sua fondazione. Che volete, nessuno e' perfetto. Il guaio è che scommettere tutto sulle bikelanes potrebbe rivelarsi un cicloboomerang. Altro che Graal.

Infatti le bikelane sono degli strumenti come gli altri. Come un martello, ottimo per piantare chiodi ma inadatto a inserire viti. E infatti chi di noi gira in posti dove la ciclabilita' e' evoluta, continua a vedere uno sforzo molto deciso nella realizzazione di piste ciclabili tradizionali, mentre le bikelane sono lasciate solo ai casi dove una pista ciclable regolare proprio non ci entra. 

E le ragioni per non affidarsi completamente alle bikelanes sono ottime, tanto e vero che sono sempre piu' sofisticate e le geometrie sono sempre piu' complicate (vedi teoria e pratica dell'incrocio brussellese)

La prima ragione e' che la bikelane non essendo fisicamente separata e' meno sicura di una pista ciclabile. Chissenefrega direte voi che siete grandi, meglio quella che la strada senza bikelane. Vero, ma per esempio e' inadatta a farci circolare i giovani senza accompagnatore. Un bel pezzo di utenza che vola via. Quindi attenti ad adottarla al posto di una pista ciclabile.

La seconda e' che la bikelane sottrae spazio agli automobilisti, la pista ciclabile, specie quella sul marciapiedi, ai pedoni.

Gli automobilisti sono una categoria piu' tosta dei pedoni, come abbiamo visto in varie occasioni! Quindi occorre andare avanti con le realizzazioni ciclomarciapodiche anche se secondo salvaciclisti sono disonorevoli. La prima e' la sistemazione di Via Cilicia, che veramente grida vendetta!!!!

Per esempio sulla Prenestina il marciapiedi ciclabile da Largo Preneste a Piazzale Prenestino funziona una meraviglia, evitiamolo di restituirlo al pedoname in cambio di una bikelane in mezzo alle auto...

La terza e' che la bikelane e' solo una striscia per terra, che l'auto, in circolazione o sosta, puo' occupare in ogni momento. Questo significa che rimane tua solo se gli automobilisti sono molto civili o l'amministrazione la difende a spada tratta.

La differenza la si vede bene tra Santa Bibiana, dove la bikelane tiene perche' "sottovento" alla curva, e li' le auto si allargano naturalmente, e Prenestina-Porta Maggiore, dove le auto la occupano alla grande, come se non esistesse… per ovviare questo sarebbe carino che le bikelane fossero almeno limitate da borchie rifrangenti, anche se immagino questo ne accrescerebbe alquanto il costo. Peraltro la giunta raggi ancora non sta aggredendo la sosta in seconda fila, quindi come potra' difendere le povere bikelane?

La quarta e' pero' molto piu' grave e seria, e nel panorama romano mette la bikelane in una luce veramente sinistra… tenetevi forte.

Le bikelane sono strisce per terra e svaniscono rapidamente se non rinfrescate. E' vero che costano poco, ma anche si consumano subito. Quindi, in mancanza di manutenzione, da qui a due anni staremo da capo a dodici, senza bikelane un'altra volta.

Questo e' il vero cicloboomerang romano  insito nell'adozione strategica delle bikelane. Ora, ridirete voi, megli le bikelane di niente… embe' ma questo puo' essere peggio di niente. Infatti non ci sono elementi  per ritenere che il Comune, che al momento non trova soldi per la manutenzione della segnaletica orizzontale compresi attraversamenti pedonali, stop, precedenze, linee mediane, domani aggiunga alla lista della spesa svariate decine di chilometri di bikelanes. Anzi,

Immaginate ad un processo per un investimento su strisce sbiadite un Assessore che dice " non ho ridipinto le strisce perche' non avevo soldi" e un altro "non ho ridipinto le strisce perche' ho dato la precedenza alle bikelane" … secondo voi chi dei due verrebbe condannato?

E rinfrescarle diciamo una volta ogni due anni (minimo) significa spenderci altri soldi… quanto non lo so, ma sicuramente non una cifra trascurabile.

Quindi la mossa delle bikelane, per essere positiva, deve essere inquadrata in un disegno piu' grande che apparentemente sembra molto trascurato.

A questo punto mi permetto di dare qualche suggerimento:

  1. Corsie ciclabili va bene, ma solo dove sono l'unica alternativa.
  2. Teniamoci le piste che abbiamo e manteniamole operative. Non insultiamole come relitti del passato
  3. Un buon marciapiede ciclabilizzabile e' una manna dal cielo. Non teniamolo solo per farci cacare i cani!
  4. Dove ci sono strade in costruzione/ammodernamento continuiamo a chiedere piste ciclabili e non  corsie ciclabili;
  5. Mettiamo in chiaro sin dall'inizio il problema della manutenzione de,le bikelane, perche' e' fondamentale, rischiamo di trovarci con niente in mano, e in tasca, in poco tempo.


Ps: Se vi prendete la briga di andare a vedere la bikelane di Ponte Spizzichino, trovate tutto cio' che viene detto nel post concentrato in pochi metri...