domenica 24 maggio 2020

L'importanza della segnaletica orizzontale

E' accaduto esattamente nel posto inquadrato dall'immagine di Google Streetview.

Venivo da Via dell'Amba Aradam, apprestandomi a "girare a sinistra" per prendere Via Merulana, non appena il semaforo fosse diventato verde. 

Eh sì, uso le virgolette, perchè il semaforo e la segnaletica orizzontale (quel poco che ne è rimasto) raccontano tutta un'altra storia. 

Chi deve imboccare Via Merulana "va dritto" e ha diritto a due corsie, mentre chi continua per la Piazza (verso Porta san Givanni, per intenderci) "gira a destra", e ha ad altre due corsie. Comunque sia è un passaggio con notevoli margini di rischio  per il ciclista. 

Se tutte e due le luci sono rosse problemi non ce ne sono, poi si accende la verde per chi "gira a destra" (Via verso San Giovanni). A quel punto partono, e non sempre si rendono conto che sconfnano e capitano incolonnati dietro a qualcuno che -giustamente- aspetta il suo verde per Via Merulana, cominciano a sbraitare e a strombazzare.

Poi si apre anche il semaforo "dritto" e allora tutti a tirare, e per il ciclista che deve prendere Via Merulana la cosa diventa ancora meno piacevole. Infatti deve attraversare un flusso vivo e veloce che lo incalza da due lati, specie perchè molti si tengono a sinistra per poi rientrare a destra con traiettoria larga, e viceversa, con la creatività che caratterizza il traffico romano.

Oggi il traffico non era molto, ma la dinamica è stata  identica. Luce "dx" (verso San Giovanni) aperta, mi allargo per convergere sulla sx, dove le macchine per Via Merulana sono incolonnate in un'unica fila, vicino al marciapiede sx, e quindi rimane la seconda corsia vuota. Sto su quella, pian piano avvicinandomi a sx alle auto in attesa, quando mi strombazzano alle spalle, una macchina "larga" rientra da sx verso San Giovanni  e un coattaccio a finestrino aperto mi urla Ti vuoi levare dal cazzoooooo????!!!!

Peccato che, appunto,  io stessi sulla colonna di Via Merulana, semaforo rosso, mentre lui doveva andare dritto e stava sulla corsia sbagliata. Visto che lui rallenta per farmi capire meglio la sua opinione in ne approfitto per fargli notare, a voce nettamente più alta, che è una testa di cazzo e che era meglio che deve imparare a guidare prima di aprire la bocca.

Al momento mi è sembrato un commento appropriato e costruttivo.

Cosa molto poco piacevole, però mi chiedo: se guardate la foto, la segnaletica orizzontale è altrettanto sbiadita e scolorita. Continuando, Via Merulana, Viale Manzoni, lo stesso stato sconfortante. 

La cura della segnaletica orizzontale è un elemento fondamentale nell'assicurare una circolazione sicura e spedita. Farle degradare in quel modo significa contribuire a creare situazioni di pericolo.

Poi ricordiamoci che le bikelane sono solo vernice non ci mettono niente a svanire, come per esempio quella di Santa Bibiana,  che ormai non si vede più.

martedì 5 maggio 2020

Fase 2: sulle piste ciclabili mettetevi quella cazzo di mascherina!

Ieri, dopo una lunga giornata di oltre 10 ore passate alla tastiera e svariate è svariate delle conferenze,  ho deciso di prendermi il lusso di una passeggiatina con la biciclettina sulle piste della capitale.

Ovviamente mi sono attrezzato in configurazione minima ovvero casco, occhiali trasparenti e mascherina e sono partito pedalando con tranquillità, anche perché con una FN95 la faccia non è che si respiri una meraviglia.

Da quanto io ne sappia il DPCM non prevede l'obbligo della mascherina quando si fa attività motoria, però il cervello ti dovrebbe dire che una pista ciclabile è una cosa molto stretta che concentra i ciclisti (e i runner) e quindi l'incrocio con altri ciclisti avviene molto frequentemente e a distanza molto ravvicinata... e così è stato.

Insomma c'è voluta la combinazione di fase due, bicicletta, e pista ciclabile per portarmi a contatto con persone senza mascherina che, se le avessi incontrate per strada, gli avrei dato una gomitata in faccia.

Non so quanti fossero veri ciclisti e quanti  i componenti di della categoria (in esplosione) degli idioti a pedali, ma credo fossero soprattutto questi ultimi. Infatti i ciclomobilisti era facile identificarli per l'assenza di abbigliamento sportivo e avevano praticamente la mascherina.

L'identikit dell'uomo smascherato, e anche della ragazza smascherata, era invece abbigliamento da jogging, andatura da passeggiata, espressione beffarda sulla faccia... insomma le solite teste di minchia che usano la bicicletta solo per ingombrare le piste e che purtroppo conosciamo bene.

Ovviamente non mi sono stato zitto e oltre a fare il segno della mascherina a tutti i ciclisti sprovvisti che incrociavo a distanza ravvicinata,  in un paio di incroci ho anche detto  alle persone con calma e e tranquillità: "mettetevi la mascherina, non vedete che siamo vicinissimi?"

Il comportamento standard da parte di tutti è stato voltarsi dall'altra parte ed evitare di rispondere anche a domanda/approccio diretto. Segno di persone che ci avevano pensato ma poi deciso che per combattere il COVID hanno già fatto abbastanza, adesso è arrivato il momento di divertirsi.

Mortacci vostra, no sulle piste. (PS.: questo vale pure per i runner)

domenica 3 maggio 2020

Fase 2: nella giungla del rientro vi salveranno le bikelane di emergenza?

Ormai ci siamo. 

Anzi, ci siete perchè io rimango immerso nello smartworking, anche se ho paura che la cosa mi coinvolga, a cominciare dalla riattivazione di ristrutturazone del palazzo accanto, che immagino andranno avanti anche di notte per recuperare il tempo perduto, e quindi sarà praticamente impossibile tenere teleconferenze a finestre aperte.

In questi giorni di isolamento fisico dal mondo (perchè videoconferenze con sette continenti) mi sono affacciato fuori dall'uscio di casa (a parte il bidone della monnezza) solo poche volte, ma mi sono bastate. Chissà che succede il 4!

Torneremo al solito insopportabile e incivile casino romano?


AUTOMOBILISTI SOLITO SCHIFO... ANCHE PEGGIO
Una volta ho provato a fare attività ciclomotoria. Al settimo giro dell'isolato mi sono rotto il cazzo e ho smesso, nel frattempo, pure a città vuota,  in tutte le strade a senso unico mi si sono appiccicate auto col motore rombante che mi consigliavano di levarmi dalle palle...

Poi in una delle missioni logistiche, metre attraversavo sulle striscie, signora in SUV che guardava da un'altra parte... Ho fatto unno strillo che lo hanno sentito fino a San Giovanni, la signora ha guardato dalla mia parte, si è spaventata e ha inchiodato (anche se andava piano). Si è pure scusata, ma il punto è che non aveva visto un pedone sulle strisce sulla strada che doveva percorrere. Non guardava.

Ho letto che sabato è stato investito un altro ciclista a Roma, morto rimbalzando sull'asfalto dopo essere stato colpito, si cerca il pirata. Durante il lockdown comunque non ci siamo fatti mancare incidenti stradali (tra i quali due impatti con tram), investimenti di vecchie scampati al COVID, cappottamenti urbani, morti sulla Pontina... con questi record che succederà domani?

Che succederà domani a pedoni e ciclisti (e anche motocilcisti) con una valanga di automobilisti senza allenamento da due mesi? 


L'INCOGNITA DEI MEZZI PUBBLICI
Mi domando... come si bilancerà la domanda con un'offerta ridotta al 20%? 

E' vero che tante persone sono ancora in lockdown e le scuole rimangono chiuse, ciononostante il concetto di massima capienza a Roma si arrestava solo di fornte all'esaurimento completo di ogni spazio fisico.

Vediamo che succederà quando alle fermate arriveranno bus già "pieni"... chi accetterà di rimanere a terra anche se deve arrivare al lavoro ad un certo orario?

E quando (perchè non è questione di se) salirà qualcuno senza mascherina ci sarà qualcuno che lo caccerà o avremo un'altra volta il festival della prepotenza del menefreghista? E la legge, finisse a botte, si schiererà senza se e senza ma dalla parte del difensore della salute pub o avremo i soliti processi al cittadino onesto dai quali il delinquente esce indennizzato?

NB: questo vuol dire, in parole povere, ci saranno pattuglie di polizia pronte a intervenire rapidamente a chiamata?


LA BICICLETTA E I SUOI LADRI
Tutti speriamo in un uso più ampio della bicicletta, che comunque era nell'aria. Con una incognita, la probabile calata di torme di ladri verosimilmente prossimi all'inedia, pronti a rubarle approfittando anche di tutti quelli che ne stanno cercando una possibilmente usata (e lì pure ci sarebbe da dire qualcosa).

Fermo restando che per me ogni scusa sarebbe buona per liberarsi di un ladro di biciclette, occorrerebbe proteggere la mobilità ciclistica da queste cavallette prima catturandole, poi lasciandole in prigione un bel tempo.

Insomma, dare al reato di furto di biciclette la dignità che merita, ovvero quella di reato contro l'ambiente.


ADIOS ARIA PURA E SILENZIO
Ancora non ce ne rendiamo conto ma sarà dura tornare a respirare l'aria inquinata dai fumi delle auto e dei mezzi pesanti e a sentire i decibel di sottofondo del traffico.

Ora alcuni lavori sono inevitabilmente connessi con la produzone di rumore. La ristrutturazione del palazzo accanto, chi usa il frullino, il mezzo dell'autospurgo che pulisce le fognature, la scavatrice che traccia la trincea per la fibra ottica...

Ma tutto il resto del casino è proprio necessario?

Tutte quelle teste di minchia che girano in auto non si sa bene facendo cosa (magari perchè non sanno usare telefono o internet), dobbiamo tornare ad avercele?

Per non parlare delle moto, che secondo me sono ormai la principale fonte di rumore cittadino? Oltretutto con una nuova ondata di enduri di lusso smarmittati, che ormai affiancano le harley di lusso smarmittate, che quelli di Easy Rider hanno fatto la fine che si meritavano! 


SPERIAMO SOLO NELLE BIKE LANE DI EMERGENZA
Unica cosa positiva la rete di 150 km di nuove bike lane di emergenza che la sindaca si appresta a far disegnare sulle strade della città.

Speriamo solo che siano riempite da torme di ciclisti monopattinari e pogostikkisti.  Non solo, ma  a 3 km al giorno ci vorranno circa 50 giorni (lavorativi?) per farle. Quindi si spera che quando la rete sarà finita il COVID abbia fatto bei passi indietro (solo un brutto ricordo?). 

Infatti già si era scatenata la guerra per le poche e timidissime realizzazioni del pre-COVID, figurati adesso che sembra verrà tolto spazio vero alle automobili... ovvero se accanto ad una colonna di  macchine in colonna (che avvelereneranno  l'aria con i loro scappamenti) ci saranno chilometri e chilometri di corsie disperatamente prive di ciclisti e monopattinari.

Per quello avrei preferito che avessero fatto delle motobike lane. Almeno con l'appoggio degli scooteristi avremmo potuto giustificarle.

Invece così ci avremo gli scooteristi lo stesso ma tutto il resto degli utenti della strada le vorranno cancellate...

A meno di miracoli.

venerdì 1 maggio 2020

Fase 2 - Riemergere nella nafta incendiata

Nel bellissimo e struggente HMS Ulysses Alistair McLean celebra la guerra dei convogli nella seconda guerra mondiale. 

Tra le atrocità che descrive mi colpì particolarmente quello che succedeva quando durante un naufragio la nafta foriuscita dai serbatoi da una delle navi colpite prendeva fuoco. 

Per i naufraghi l'unico modo di salvarsi era immergervisi  sotto, ma ad un certo punto non riuscivano più a trattenere il fiato ed erano costretti a riemergere, tra le fiamme. La morte era altrettanto certa ma molto peggiore.

Ora è indubbio che la nostra economia in questo momento sta sott'acqua e trattenendo il fiato. Ci siamo dovuti "immergere" a causa dell'incendio provocato dal virus e più o meno chi non l'ha fatto si è trovato molto ma molto male.

Dopo due mesi di immersione parecchi stanno per morire soffocati. 

Al primo posto tutte quelle attività che vivono di pubblico locale come bar, ristoranti, negozi. Questi però ripartono non appena si allentano i freni. 

Altri settori cresciuti enormemente negli utlimi anni, come il turismo e il trasporto dei turisti (forse l'80% dell'aviazione comemerciale) ripartiranno solo e quando verranno ripristinate le condizioni per godersi una vacanza in sicurezza.

Insomma molti stanno sott'acqua, forse non tutti però hanno nafta incendiata che li attende alla riemersione. La grossa differenza in questo caso è che se la riemersione è studiata male, chi riemerge contribuisce a ravvivare l'incendio e a vanificare i sacrifici di chi continua a stare sott'acqua.

Bene. Il governo ha elaborato una strategia nazionale. Non ho elementi validi per commentarla, ho capito comunque che il famoso comitato degli esperti dovrebbe aver bilanciato i vari aspetti per riprendere le attività economiche ma non ravvivare più di tanto l'incendio.

Ma i leader regionali? Stanno lavorando con studi affidabili alla mano oppure sono solo sotto pressione politica dei loro elettori? Com'e' che premono per la riapertura i "governatori" del centro dx e non quelli del centro sx? 

Ecco, questo mi lascia molto sconcertato. Non perchè possa esserci una vautazione differente, o che la valutazione non sia guidata anche da considerazioni locali, ma perchè queste valutazioni differenti dovrebbero essere sostanziate in modo razionale e trasparente e portare a conclusioni condivise.

Altrimenti riattizziamo l'incendio e tutti i nostri sacrifici, anche quelli piccoli piccoli di chi non ha potuto prendere la bicicletta per un giretto in solitario per finire al supremo sacrificio di tanti  medici e infermieri, saranno stati vani.

Su questo voglio riaffermare la mia stima per Vincenzo de Luca, secondo me uno dei pochi uomini di governo che ragiona come tale. 

sabato 25 aprile 2020

Con la mascherina alla garibaldina

Ormai il periodo eroico del lockdown totale è arrivato agli sgoccioli. Lo si sente in giro. 

Sta per ricominciare il primo passo verso la vita "normale" (anche perchè senno' tra un po' andiamo falliti) e chi può deve ritornare al lavoro  (io sto lavorando tantissimo, come diceva un mio collega, in aviazione l'unica cosa che si è fermata sono gli aeroplani...)

Come che sia, ieri ho fatto la mia terza uscita dall'inizio del lockdown e ho visto le strade piene di gente. 

E mi sono preoccupato per la fase 2.

Infatti la fase 2 presenta rischi non da poco, che diventano accettabili e non sfoceranno in un'altra pandemia solo se sapremo comportarci in maniera responsabile quasi tutti.

Insomma, in strada ho visto che la gente non solo non ha più paura, ma troppi vanno in giro con l'aria di "ve l'avevamo detto che era una cazzata finalmente basta", in particolare esibendo la mascherina alla garibaldina... ovvero indossata senza coprire il naso e/o anche la bocca. 

Insomma, come quelli che mettono il casco ma non l'allacciano per far vedere che sono sprezzanti di qualunque pericolo. Solo che in caso di incidente al massimo si fa male la testaccia loro, mentre qui è profondamente diverso.

Dopo quasi 20 minuti di prudente fila all'esterno,  entro nel ferramenta (ecco un negozio che dovrebbe rimanere chiuso ab aeternum) e ti trovo i due padroni (io dovevo solo prendere una cosetta alla cassa), uno con la mascherina a mezz'asta, che praticamente sta abbracciato ad un cliente che la maschera proprio non ce l'ha, e l'altro proprio senza... andiamo bene.

Purtroppo la fase due, a meno che non abbia ragione chi dice che il ciclo del virus è di 70 giorni e basta (ma con quali evidenze?), funzionerà solo se tutti, o almeno la stragrande maggioranza, avrà senso di responsabilità e saprà distinguere tra comportamenti corretti e comportamenti pericolosi,

Invece già abbiamo segnali che passato l'isterismo dell'inseguimento dei runner solitari sulle spiagge, siamo già ritornati alla "famo come cazzo ce pare tanto nun conta un" che da troppo tempo è il motto di questa città. Anzi la sensazione dche una certa classe di persone, particolarmente prive di qualunque senso civico, voglia proprio rifarsi del tempo perduto (a cominciare dagli automobilisti, ma questa è un'altra storia).

Ora prendiamo anche le forze dell'ordine, tanto solerti nel perseguire i violatori del blocco di questi giorni, magari andando anche un bel po' al di là di quello che era scritto nei dpcm... sapranno entrare in un negozio del genere e chiuderlo per 15 giorni per mancato rispetto delle misure di sicurezza? Dico non un bangladino appena aperto, ma un negozio che fa parte del tessuto del quartiere? 

Ci sarà un pronto intervento, un numero di telefono, dove denunciare queste situazioni? In modo da evitare che uno stronzo come quello, magari da positivo asintomatico (perchè... muore la gente piena di guai ma quel tipo di gente non crepa mai) ti infetta un altro bel po' di persone? Ci saranno anche gli "urlatori dalla finestra" anche per queste situazioni? Sapremo fermare gli incivili o finirà come col divieto di sosta? 

Mah... un mio caro amico fuggito da Roma perchè immunodepresso era molto pessimista: "In Italia non sappiamo gestire le mezze misure".  Dopodichè scherzando: "Mi ha chiamato l'immunologa... lei si muove con i mezzi pubblici e mi ha detto che nei giorni di pioggia erano vuoti, in quelli di sole pieni"... e quindi significa che anche adesso la gente non si sposta perchè deve, ma perchè gli va. Continua ad andare a spasso.

E' vero, siamo proprio come bambini.

Viva la fase due.

domenica 19 aprile 2020

Come "prima"? Meglio di "prima"? (Con PCF, Pippone Ciclistico Finale)

L'ultima volta che ho preso la bici prima del lock down è stato il 10 marzo scorso, tornando dal lavoro. 

Oddio, era chiaro che le cose stessero muovendosi in quel senso, ma ci era giunta la notizia, inaspettata, di un collega in un'altra organizzazione ricoverato positivo, e di uno dei nostri positivo asintomatico con il quale avevamo avuto una lunga riunione e poi eravamo andati a pranzo insieme.

Tornando quella sera a casa mi aspettavano 14 giorni di quarantena volontaria e, da quel momento, e a parte per un breve giretto in peghevole nel giardino, non ho più preso la bici. 

Dopodichè è arrivata la devastazione che ha praticamente azzerato il mio settore (l'aviazione civile) insieme a tanti altri. Per me il lavoro è continuato, anche in modo abbastanza serrato, e di certo noia non l'ho sentita più di tanto. Però come tutti mi chiedo che mondo ci restituirà questa crisi.

Vedo anche molti che si agitano pensando che addirittura si possa pensare ad un mondo migliore nel dopo-Corona... e quindi, con la solita esposizione ordinata cui vi ho abituati, mettiamo qualche idea in fila. 

D'altra parte se già sentite di non capirci un cazzo Roma Ciclista è sempre pronta ad aiutarvi a fare un passo in avanti..


IL "PRIMA" C'E' STATO... CI SARA' ANCHE UN "DOPO"?
Intanto dovremmo essere sicuri che un dopo ci sia. Il virus rallenta ma sembra un po' come il proverbiale limone della diarrea. La ferma... ma se lo togli ricomincia! 

Non è chiaro se sviluppiamo immunità di sorta e per quanto riguarda il vaccino segnalo che per l'AIDS ancora non è stato trovato. 

Questo non è fare il pessimista, per carità, è solo un pò di sano realismo.


SAREMO PIU' BUONI?
Anche su questo mi sento realista, infatti mi pare che i cattivi comportamenti nazionali siamo rimasti tutti lì. 

L'arena politica non ci ha offerto spettacoli particolarmente edificanti. L'opposizone è rimasta distruttiva (tanto peggio tanto meglio) e la gestione non ha sorpreso tutti per la brillantezza e lìaderenza aid ati scientifici. 

Sempre popolo di avvocati e prefetti rimaniamo... più altre sottocategorie inventate nell'emergenza


I "SO' TORNATI GLI ANIMALI"
Se non ci vedono tornano, non c'e' da stupirsi. E' molto buffo, davvero. Però tranquilli, sulla terra rimaniamo ancora 7 mld, quindi ben oltre il limite ecologicamente sostenibile. Se non ritorniamo intorno ai 3 mld (e il COVID avrebbe potuto dare una mano ma pare di no) non c'e' un vero orizzonte ecologico, gli animali non ci possono stare.

I MENEFREGHISTI (versione COVID dell'antivax)
I menefreghisti sono una categoria molto estesa. 

Per loro è tutta una buffonata e ci tengono a fartelo vedere. Evabbè, calcoliamo che questo è il paese del movimento antivax, ridotto finalmente al ridicolo dalla comparsa di questo nuovo flagello. 

Sarebbe stata bella qualche legnata da parte delle forze dell'ordine, ma il tasso di menefreghismo è così alto anche perchè non riusciamo ad essere abbastanza raffinati. Come prima che nessuno se la sentiva di prendere i no-vax a calci nel didietro e se non era per Burioni avrebbero messo le tende al Ministero della Salute.


I "COVIDELATORI"
Più preoccupanti sono i "covidelatori". 

Nella particolare accezione che questo termine ha da noi, il delatore è uno che non si fa i cazzi suoi, a prescindere. 
Il concetto di danno comune, ovvero che se uno viola le leggi danneggia tutti gli altri, da noi non ha mai fatto presa. Stato e leggi sono quelle dell'occupante, non le nostre. Per cui anche chi non paga le tasse, parcheggia in divieto di sosta,  non differenzia la monnezza, si costruisce la casa abusiva (magari quella delle vacanze) non è uno stronzo, ma un furbo di successo. Tanti guai da noi ci sono perchè non abbiamo abbastanza senso civico da essere delatori.

Il covidelatore invece riferisce all'autorità giudiziaria lo svolgimento di un'attività  permessa da tutti i dpcm fino ad adesso. Non si tratta quindi di una manifestazione di senso civico ma di invidia sociale. Per fortuna.

I FRANCESCANI (attenti ai gilet gialli)
I Francescani sono quelli che invece pensano che, visto che abbiamo tenuto le auto ferme questo mese, potremo continuare a farlo all'infinito e buttarci alle spalle i tempi del rumore, dell'aria inquinata e degli incidenti stradali. Ci siamo redenti.

Purtroppo in questi ultimi anni sono stati riportati alla ribalta dal papa Francesco, che è un altro chiodo sulla bara di questo paese. 

Il francescanesimo è uno dei veri guai della società italiana, in quanto a causa dell'approccio irrealistico/messianico alla risoluzione dei problemi, infervora gli animi ed ottiene esattamente nulla, lasciandoci nelle condizioni peggiori. Un'altra, e forse più pericolosa, fuga dalla realtà. 

A me personalmente piace molto l'assenza di traffico e di rumore cittadino. Adoro l'aria pulita (che pero' si otterrebbe anche utilizzando macchine elettriche) però sono consapevole che se tagliamo improvvisamente le auto dobbiamo trovare un lavoro non tanto a quelli che le costruiscono, ma a tutti quelli che ci lavorano, a cominciare dai benzinai.

Quindi, a meno che non vogliamo una catastrofe economica a breve termine, dobbiamo sperare che la gente riprenda a spendere prima e più possibile.In Italia ciò significa  inquinare e fare rumore a massimo. Solo in una seconda fase possiamo pensare di capitalizzare l'esperienza fatta e vedere se possiamo riposizionarci in maniera più "ecologica".

Ricordiamoci che in Francia una sterzata ecologica non ben studiata ha provocato la rivolta dei gilet gialli, ovvero di tutte quelle persone il cui mestiere è ancora legato all'inquinamento e al rumore.

LA BICICLETTA NEL "DOPO" (finalmente il pcf)
Visto lo spaghetto che ci siamo presi difficilmente ricomincieremo ad affollare i bus e le metro come prima. Anche perchè la capienza già insufficiente prima della crisi, sarà ulteriormente ridotta (Ammesso, per esempio, che ATAC non fallisca)  Quindi vi sarà un'esplosione di mezzi individuali nella fase della riapertura.

Se è vero che molti di noi rimarranno almeno parzialmente in smartworking, se non si ricomincia a spendere e a girare rapidamente la crisi economica diverrà catastrofe con effetti permanenti. Quindi, abbonando maggio, giugno e luglio ci vedranno tornare a riempire le strade, e ahime' le spiagge, alla grande.

Ora l'automobile non è realistica come mezzo individuale di massa perchè occupa troppo spazio. Quindi si dovrà necessariamente andare sui due ruote. Gli scooter a loro volta non sono così piccoli, e hanno problemi clamorosi di parcheggio, ovvero occupano una marea di spazio.

Ritornano quindi protentemente alla ribalta biciclette e, udite udite, monopattini.

Ora sulle bici abbiamo detto e ridetto. Purtroppo a Roma manca l'infrastruttura per il suo uso di massa, ed in particolare i parcheggi sicuri. Infatti l'uso massiccio della bici -come sanno i popoli del nord- crea problemi di parcheggio molto simili a quelli delle auto. 

Inoltre occorrerà stare attenti a che le bande di borseggiatori, ormai alla fame, non swiccino al furto di biciclette, e al tempo stesso non si crei un mercato del ricettato utilizzando i vari social. Roma Ciclista è sempre stata per la pena di morte per i ladri di biciclette e questo è risaputo.

I monopattini potrebbero invece rivestire un ruolo inaspettatamente forte, in quanto sono molto più parking-friendly. Anzi, hanno il grande vantaggio di poter essere portati e tenuti a casa senza grande difficoltà, a parte il pericolo d'incendio connesso con la fase di ricarica.

Ecco, in questo la fase due potrà essere un bel testbed per vedere se effettivamente possiamo passare ad una mobilità più matura. 

Però ancora una volta, i nemici dell'auto devono stare tranquilli. Prima occorre creare alternative e solo poi si puo' cominciare a ridurne o limitarne l'uso.

domenica 12 aprile 2020

E' nato un misantropo

Ormai è più di un mese che sono pressocchè chiuso in casa.

Soprattutto le prime due settimane sono state quasi ermetiche per il fatto che ero stato a contatto con un caso positivo.

Per fortuna sono un recluso di lusso, con uno spazio esterno e ampia vista sul verde e qualche scampolo della primavera. Non è che non vorrei uscire, ma non sto diventando matto come in un qualunque altro weekend... perchè mi domando?

Beh... l'aria della città è cambiata.

Erano ormai diversi anni che avevo capito che il bisogno di uscire dalla città era guidato prevalentemente dal bisogno di respirare aria pulita.

Aria senza l'aprezza degli scarichi dei motori. Nei periodi normali l'unico modo per respirare quest'aria è passare tempo in aree verdi, distanti dalle strade. Da almeno tre settimane la qualità dell'aria, almeno all'ofatto, è cambiata enormemente. Certo non è aria selvaggia di bosco, non profuma di mare o di lago, ma non c'e' paragone con prima. Respiro a fondo e i polmoni tutto ok anche in città.

Adesso c'e' silenzio

Il rombare dei motori è scoparso. Si dorme bene, si lavora bene, si possono tenere le finestre aperte senza che dentro casa si riversi il ruggire della città. Non tanto il sordo rumore di fondo, che pure quello è brutto, ma le punte generate da tutti quelli che in qualche modo tirano i motori, accelerano, accendono i generatori. Purtroppo -me ne rendo conto- anche quelli che semplicemente lavorano nei cantieri e che invece spero rientrino presto in attività.

L'altro elemento che mi ha misantropizzato è che le gite nei weekend purtroppo non sono gratis, come non lo sono le vacanze di agosto. Infatti per uscire da Roma ci sono tre vie, i pedali, il treno e la macchina.

I pedali offrono a loro volta solo tre vie principali, Appia, Francigena e Regina Ciclarum (e Pasolini). Per carità tutte belle ma non le puoi farle tutte le domeniche. Il treno va molto meglio, specialmente la mattina quando non c'e' nessuno, ma è troppo limitato per destinazioni e orari.

Alla fine il mezzo più flessibile è l'auto, che ha peraltro il non secondario pregio di evitarmi la depressione delle stazioni ferroviarie la domenica pomeriggio.Però in auto, oltre alla schiavitù della guida, paghi al traffico un prezzo molto alto, che alla fine si rimangia tutto o quasi la bellezza dell'uscita. Addirittura oggi, in piena Pasquarantena, sono rimasto allibito nel vedere gli ingorghi sul Raccordo e sulla Pontina.

E' ovvio che tempo una o due settimane tutto dovrà ricominciare, almeno in qualche modo. Spero che non ricomincino tante brutte abitudini, a cominciare dalle passeggiate in auto.

Spero proprio che chi non avrà niente da fare lo faccia a piedi o in bicicletta.