giovedì 17 gennaio 2019

Un settimana in fanteria

Per evitare un'ulteriore ricaduta dall'influenza natalizia, la seconda volta ho pensato di non ripartire piu' con la bici ma di "rifortificarmi" andando in ufficio principalmente a piedi... ecco quello che ho imparato in questa settimana di vita in fanteria.

1) I marciapiedi sono peggio delle strade
Se vi sentite oltraggiati dallo stato di manutenzione della viabilita' e' perche' non avete percorso lunghi tratti di marciapiede. Non solo generalmente i percorsi sono frammentanti e discontinui, ma sono piedi di buche, trappole, trincee, terre varie, pietre sconnesse etc... Insomma, ci mancano solo le pietre d'inciampo, ma adesso ne mettono un bel po' di nuove!

2) Strisce Ectoplasmopedonali
Anche se a macchia di leopardo qualche miglioramento si vede, troppi passaggi pedonali sono solo il fantasma di quello che erano una volta.

E questo accade anche in passaggi critici, ovvero su strade ampie e veloci. Talvolta c'e' da far venire i brividi, e in qualche caso neanche si possono rimproverare gli automobilisti piu' di tanto (poi li rimproveriamo, non vi preoccupate).

Mi chiedo se gli uffici comunali responsabili abbiano effettivamente un cruscotto per tenere sotto controllo il degrado dei passaggi pedonali

3) Parcheggiamoci sopra
Il vezzo di mollare l'auto sul passaggio pedonale, spesso anche bloccando gli scivoli per handicappati, non accenna a diminuire.

Statisticamente almeno un terzo dei passaggi pedonali e' parcheggiato in parte, talvolta sono occupati per tutta la loro ampiezza, in modo tale da non essere utilizzabili.

Ma insomma, vogliamo fare qualche cosa?

4) Parcheggiamoci immediatamente prima
Oltre a quelli che parcheggiano sulle strisce abbiamo quelli che parcheggiano proprio prima delle strisce, per esempio accanto alle bancarelle... embe' il furgone lo dovranno pure parcheggiare, che dite?

Beh, teoricamente un bel furgone che ti protegge fino a meta' carreggiata non dovrebbe neanche essere un problema, pero' poi l'automobilista che non si fermava se ti vedeva a 50 metri, figurati se si ferma quando ti vede a 3 metri... quindi e' ancora un baccajo continuo, lancio di improperi etc. etc. 

5) I mezzi a motore vogliono la precedenza
Non ci sono cazzi, l'automobilista/motociclista/scooterista/ciclista/pattinatore romano, continua a pretendere di passare prima del pedone.

Con la scusa che il pedone non si deve proprio buttare giu' dal marciapiedi, a rallentare prima di un passaggio pedonale non ci pensa nemmeno. Tutti a tutta birra e... oh  scusami non ti avevo visto, non ti preoccupare se ricapita l'anno prossimo mi fermo. Salutami a soreda.

Su questo debbo dire che sono concordi anche un bel po' di autisti dell'ATAC, che siccome fanno servizio pubblico pensano di essere come ambulanze, e avere sempre la precedenza.

6) Pedoni dispersi sul manto stradale
Anche i pedoni le loro porcate le fanno... una bella percentuale "tira dritto" senza badare a quisquilie come i passaggi pedonali, e una quantita' non indifferente non si fa impressionare nemmeno dal semaforo verde (per le macchine).

Solita anarchia romana.

7) Radio e podcast
Camminando si puo' sentire la radio, la musica e tante cose che in bici altrimenti non mi fido. Non ho attivato la lettura vocale dei file sul telefonino, ma e' pieno di interessantissimi podcast che nonaspettano altro che qualche bella passeggiata per essere ascoltati.

8) Pulizia
Dove ci sono quelli che si vogliono integrare i marcipiedi sono puliti e brillanti. Come ci allontana dalle zone commerciali e altolocate ritorna il tipico marciapiedi AMA... insomma, che ve lo dico a fa'? Avete visto ultimamente mezzi o personale dell'AMA intenti alla spazzatura? Io francamente mai in questa settimana in fanteria.

Fino a 2 km conviene
Malgrado gli inconvenienti, andare a piedi risulta competitivo rispetto alla bici fino a distanze di circa 2 km. 

Dopodiche' dipende dal tipo di passo che tieni tra bici e piedi, sopra i 4 km la bici conviene enormemente.

Ovviamente la bici impone tempi morti (slegala, metti il casco, fissa la borsa,  legala, metti i pantaloni impermeabili, attento ai guanti)  che tra i due e i quattro km risultano determinanti.

A piedi ci sono ovviamente anche minori problemi di abbigliamento, bastano scarpe adatte.

Ovviamente Roma non e' una citta' da affrontare strategicamente a piedi, le distanze sono "enormi".

Pero' le famose due/tre/quattro fermate dell/autobus potrebbero venire sostituite con belle passeggiate a tutto vantaggio del fisico, che comunque si muove senza sforzare nulla, e degli altri utenti del bus.

Peccato che i marciapiedi siano cosi' messi male, e che alla fine si rischi la pelle ogni volta che si attraversi.

sabato 12 gennaio 2019

Quando ti avanzano 900 vigili...

Negli aspri scambi di tweet tra il nostro sindaco e il nostro supeministro dell'Interno, intendo quelli che ci sono stati dopo l'agguato alla Magliana, ho scoperto che Roma si appresta ad avere ben 900 vigili nuovi di pacca. Ohibo'.

Sono tanti? sono comunque pochi? Ah... saperlo! In ogni caso sono un bel po' di piu' di quelli che attualmente presidiano le nostre strade, e speriamo che qualcosa facciano.

Infatti una delle regioni per le quali le nostre strade sono cosi' selvagge e' la rinuncia da parte della polizia di Roma Capitale di intervenire contro i comportamenti pericolosi, illeciti o fastidiosi, adottati dalla parte peggiore delle persone che frequentano Roma.

Parlo di comportamenti pratici che danno vantaggi immediati a chi li pratica, per esempio:

- non dare la precedenza ai pedoni che attraversano o fargli il pelo per mettere loro paura;
- lasciare l'auto sulle strisce pedonali, anche solo per 10 minuti;
- lasciare l'auto in sosta in doppia fila per commissione breve o semplice diritto del prepotente;
- accelerare senza ritegno tra un ingorgo e l'altro (Mad SUV Syndrome) per sfogare la propria rabbia;
- tenere velocita' da gran premio sulle strade urbane;
- parcheggiare ai passi carrabili;
- lasciare la macchina in sosta sui marciapiedi / piste ciclabili / bikelanes / sosta scarico merci / parcheggi motorini.


Oltre a questi vi sono un sacco di altri soggetti che tengono comportamenti deprecabili a prescindere dall'auto, ovvero:

- saltatori di tornelli della metro;
- parcheggiatori abusivi di strisce blu (quelli che non offrono nessun servizio ma ricattano e basta);
- buttatori di monnezza dove e quando non si deve;
- abbandonatori di rifiuti ingombranti per strada e 'sti cazzi;
- svuotacantine a tradimento, ovvero che  si tengono quello che gli interessa e poi buttano la roba svuotata per strada e 'sti cazzi anche loro;
- campeggiatori abusivi nelle aree pubbliche, in particolare quelli che vivono commerciando monnezza, si tengono quello che gli interessa e poi buttano la roba svuotata per strada e 'sti cazzi anche loro;
- movidari molesti

Insomma, tutti questi comportamenti hanno reso la nostra citta' piu' simile ad un citta' indiana, almeno da quello che si vede nelle foto, che danese, svedese o olandese.

Beh... io spero che con 900 vigili in piu' da pagare (a nostre spese) la citta' un pochino migliori.

Infatti non possiamo pensare di migliorare questo sterminato bordello che e' diventata Roma se non si ricomincia a stabilire un po' di ordine.

Salvini (e Bonafede, perche' se dopo averli arrestati li rimetti subito fuori allora non serve a niente) si occupi dei criminali, Virginia occupati degli incivili.

Pero' Virginia, comincia una buona volta. Adesso hai 900 soldati in piu', non fare che ne togli altrettanti dalla strada per metterli in ufficio. E' sulla strada che vinci (o perdi) la battaglia della civilta', non negli uffici.

martedì 8 gennaio 2019

Non basta aver ragione

Come diceva Andreotti... non basta aver ragione, bisogna anche trovare chi te la da. Ed e' un discorso che e' particolarmente vero per l'ambiente Romano, dove la ragione non si nega a nessuno, anche a chi ha tprto marcio, ma poi alla fine conta chi fa come dice lui  a prescindere.

Di ragioni negate ce ne sono a bizzeffe... ne volevo solevo raccontare una, perche' particolarmente incarognita. A settembre stavo andando a trovare mamma a Nettuno, facendo in bici la litoranea da OStia. Arrivando ad Anzio mia sorella mi telefona e mi fa: "Vai a provare le nuove piste che il Comune ha fatto ad Anzio".

In effetti, superata la stazione del treno, sono stati adibiti a pista ciclabile i marciapiedi di Viale Mencacci. Piste alla anziate, ovvero quasi impossibili da percorrere sopra i 10 km/h a causa dei profondi avvallamenti ad ogni passo carrabile o strada, ma nondimeno piste, con il loro bel cartello.

Arrivato quasi in fondo trovo una macchina parcheggiata senza scampo. Nel senso proprio di traverso su di un passo carrabile, ad ostruire qualunque passaggio, con accanto un tizio che stava caricando sul portapacchi una sedia.

La macchina aveva il muso a filo del passo carrabile, non entrava neanche di un centimetro, ma la coda non allineata con le altre auto, quindi muovendola un metro avanti o un metro indietro si sarebbe potuto tranquillamente liberare un metro di passaggio, tranquillo e sufficiente. Invece cosi' mi sono proprio dovuto fermare perche' non ci si passava.

Ovviamente non la faccio passare, pero' in tono tranquillo, e dico: "Guardi che se la sposta un pochino avanti o un pochino indietro ci si puo' passare lo stesso".

Avrebbe potuto scusarsi, dire "non ci ho fatto caso", oppure "Un attimo finisco di legare la sedia e la sposto" insomma una qualsiasi di quelle cose che ti danno la ragione dei fessi ma che evitano ulteriori discussioni.

Invece con uno sguardo d'odio mi dice "Tu con la bicicletta non ci puoi andare sul marciapiedi". Marciapiedi che in quel pnto e' stato appena rifatto (tre mesi?) bicolore con il segno della pista (vedi foto).

Io tranquillo rispondo "Ma no guardi che questa e' una pista ciclabile, fatta dal Comune di Anzio". Vede c'e' pure il cartello" e indico il cartello con la biciclettina disegnata.

Non c'e' verso. Quello mi guarda un'altra volta e ripete "Sul marciapiedi con la bicicletta non ci si puo' andare".  A quel punto ho cominciato a valutare le opzioni. Visto che ero sceso e cominciavo ad incazzarmi ho pensato di mettergli le mani addosso e di trascinarlo fino al cartello, ammesso, ovviamente, che non avesse vinto lui.

Poi ho pensato a chiamare i vigili urbani, ma avevo il telefonino scarico...

Poi pero' ho pensato alla sorella che mi aspettava per il bagno (gia' sollecitato) e quindi gli ho semplicemente ricordato che era una testa di cazzo e ho continuato, pensando che avevo appena superato un olandese che stava arrivando con un triciclo tutto peace and flowers... non mi sono fermato a vedere la scena, ma magari l'amante dei fiori sara' riuscito dove io ho fallito...

Il 2019 e' cominciato con una scena alquanto simile, anche se non ciclistica quindi non staro' qui a ripetervela, pero' credo che tutti abbiamo le nostre storie di autisti che ti dicono che tu puoi circolare solo sulle piste ciclabili, o gente che lascia la macchina in seconda fila alla grande o parcheggia tranquilla sui passaggi pedonali.

Due considerazioni:
La prima e' che si rinuncia alla violenza privata a favore della forza pubblica, ma poi questa forza pubblica si deve manifestare, ci deve essere. Non credo che Roma potra' mai migliorare fino a quando i vigili urbani non si faranno un punto di principio di difendere praticamente chi ha ragione.

La seconda, piu' ampia, riguarda il decreto sulla legittima difesa.

Salvini e' sotto attacco perche' sta cercando di stabilire che chi si difende ha ragione e non deve poi andare sotto processo se nel difendersi ha ferito o peggio un delinquente.

Mi sembra il minimo, ma io credo che l'Italia abbia bisogno di un altro concetto, quello di legittima reazione. Ovvero la protezione rispetto agli atti, almeno di quelli fatti a caldo, per proteggere un proprio diritto, tipicamente nel corso di un litigio stradale.

Se quel giorno avessi veramente acchiappato il tizio e portatolo con la forza a vedere il cartello della pista, qualcuno mi avrebbe dato un premio? No, mi sarei beccato una denuncia per rissa, violenza privata, lesioni e chissa' che altro.

Non c'e' stata rissa, ma il delinquente l'ha avuta vinta lui.

Viva l'Italia

lunedì 31 dicembre 2018

Virgi'... "si l'ammazzi pareggi"

"si l'ammazzi pareggi" E' una battuta da una vecchia barzelletta romana, che racconta di un pugile che durante un incontro ne prende tante, ma tante. 

Malgrado le botte, ritornato al proprio angolo chiede all'allenatore: "come sto andando?" e quello gli risponde, romanaccio di palestra di borgata  "Aho', si l'ammazzi pareggi". 


Come a dire: ti ha massacrato e adesso, anche se lo uccidi, al massimo vai pari a patta.


Ora la ns sindaca ha appena doppiato la meta' del suo mandato senza risultati apprezzabili, e con tutti gli indici cittadini al nero.


A parte la perdita di posizione nelle varie classifiche sulla vivibilita', che comunque lasciano il tempo che trovano, la citta' sta ormai da tempo su una china discendente che sembra irreversibile. 


Nessuno si aspettava che la Sindaca risanasse la citta' con pochi colpi di bacchetta magica, ma i segni del declino sono chiari, e le forze produttive stanno scappando a gambe levate da una citta' dove e' sempre piu' difficile lavorare.


Alcuni elementi, non tutti, ma per me i piu' significativi:


Quanti lavorano veramente al comune?
I dati pubblicati dal Comune per il 2017, riportati in un articolo dal Messaggero, dicono che in media ogni dipendente comunale ha fatto 27 giorni d'assenza giustificata, in crescendo rispetto al 2016 (24). Sono percentuali mostruose, se sommate queste assenze alle ferie abbiamo tre mesi di non lavoro a dipendente, come media

Lo credo che le cose non si fanno, e per avere una carta d'identita' ci vogliono mesi. Vediamo i dati del 2018.

ATAC... e' bene non averne bisogno
Il 2018 ha visto un ulteriore crollo dei km percorsi dai bus rispetto al contratto di programma, e soprattutto dalla metro, dove non e' questione di traffico, ma solo di qualita' della gestione. La puntualita' lasciamo perdere.

Essendo ATAC di proprieta' del Comune, per il cittadino romano quelli sono soldi e prestazioni persi e basta. Infatti qualunque penale inflitta all'ATAC e' una penale inflitta a se' stessi, inutile e controproduttiva.

Pero' anche l'ATAC e' un feudo elettorale e quindi intoccabile. 

Chi puo' prende il mezzo privato, auto, scooter o bici. E infatti..

Lunga vita all'auto, Bye bye Metro
Mentre Milano si becca 900 milioni dalla finanziaria per la loro 5nta linea di metro, a Roma a malapena "completeremo" la C, e non si parla ne' di chiusura dell'anello ferroviario, ne' di continuare con la linea D ne' di prolungare le linee esistenti. 

Una catastrofe irreparabile, come ha insegnato la storia degli ultimi 40 anni. Per quanto costosissime e difficili da realizzare, le linee di metropolitana sono l'unico vero rimedio per ridare produttivita' ad una citta' dalla quale tutte le forze produttive stanno fuggendo.

Pero' ATAC e' contenta, perche' con la metro non puoi impapocchiare, si accorogono tutti quando sei incapace a gestire. Meglio giocare con tram e bus, anche se a Roma servono a poco.

Incidentalita' altissima
Girare per Roma non e' solo sempre piu' difficile, ma anche sempre piu' pericoloso. Anche il semplice andare a piedi, visti gli investimenti pedonali. 

Ora noi Romani facciamo la nostra parte, ma la Polizia di Roma Capitale fa del suo meglio per evitare di interferire con i comportamenti pericolosi degli utenti della strada e di fronte ad un peggioramento costante non viene lanciato alcun piano di azione per recuperare lo stato delle cose.

Non sara' che anche i Vigili Urbani si sono riscoperti feudo elettorale?

Grandi Progetti 0 carbonella
Vi ricordate lo stadio della Roma, le torri dell'EUR e tutto cio' che fu bloccato (oltre alla Metro C) dall'inizio di questa amministrazione? Tutto giace... e chi vive si da' pace.


AMA
L'AMA ci odia. Bello slogan, ma perche' ci dovrebbe odiare AMA?

L'AMA ci odia perche' continuiamo a sporcargli la citta'. 

Quindi hanno ragione a detestarci. 

Perche' se non ci fossimo noi potrebbero tranquillamente stare a casa a godersi lo stipendio. Stipendio che evidentemente che noi dobbiamo pagare e loro ricevere a prescindere.

L'incrocio tra lo stato pietoso della citta' e l'entita' delle tariffe pagate rende il tutto ancora piu' difficile da trangugiare. 

Mentre in AMA non si capisce quanta gente sia esentata dal servizio attivo, ovvero che sta li' a non fare nulla. 

Ammesso che al lavoro ci vada, alla fine la pulizia dei marciapiedi  "e' sempre piu' affidata" agli immigrati che si vogliono integrare e che con pochi colpi di scopa riescono nell'impresa apparentemente impossibile di mantenerli puliti. 

Ma l'AMA e' un altro feudo elettorale, guai a ripetere l'errore di Marino di cercare di stanarli.

Ciclo dei Rifiuti
La differenziata e' ritornata al palo, difficile capire in quale mucchio devi buttare la carta... si perche' i cassonetti in genere sono strapieni.

A parte l'attenzione zero dedicata alla differenziata da parte di chi si oppone strenuamente alla realizzazione di termovalorizzatori, la monnezza da qualche parte la devi mettere. 

Continuiamo a spendere cifre importanti, che potrebbero portare lavoro e benessere al territorio, facendo smaltire la nostra monnezza altrove.

Pessimo esempio, bassa moralita', massima incapacita'.

2019 Anno del Riscatto 
La situazione e' oggettivamente nera in termini generali. 

Tanto che la stessa sindaca ha dovuto ammettere che le cose non vanno bene, ma tranquilli il 2019 sara' l'anno del riscatto.

Pero' per recuperare la situazione non si vedono strategie degne di questo nome. Qualche pannicello qua' e la', qualche bella, questo va detto,  bikelane per noi ciclisti, ma niente di strategico, niente che faccia pensare a qualcosa di risolutivo, ad una strada per la quale Roma possa guardare al futuro.

Virginia, hai fatto talmente tanto male che pure se nel 2019 diventi il miglior sindaco del mondo al massimo pareggi.

E magari succedesse.

Tanti auguri per il 2019, ma ho paura che per quanto riguarda questa citta' avra' un sapore alquanto amaro.

venerdì 21 dicembre 2018

Facciamoci male PRIMA delle feste... la sindrome del SUV impazzito (Mad SUV syndrome)

Il periodo che va dall'8 al 23 dicembre porta la follia automobilistica e dei furgoni consegna.

Alla faccia di Amazon e degli acquisti on-line la citta' si riempie di auto, anche nei giorni festivi, e tutti diventano nervosissimi perche' in pratica con le auto non si marcia piu'.

Le cause possono essere diversissime, ma c'e' comunque una febbre del Natale, inclusa la necessita' di presenziare alle varie recite (c'e' chi salta addirittura gli auguri del Presidente) che e'generalmente il motivo per il quale anche i piu' convinti utenti del mezzo pubblico lo abbandonano, pensando che se prendono una volta tanto l'auto alla fine se lo meritano.

Sarebbe vero, ma non risolve il problema, anzi...

Oppure se la sera sei invitato da qualche parte e pensi di utilizzare l'auto per tornare a casa dopo la cena o l'aperitivo.

Questo dimostra quanto la rete di mezzi pubblici continui ad essere insufficiente, e alla fine non permette la necessaria flessibilita'. Per tantissimi motivi.

Ma noi che rimaniamo in bici?

Beh... e' un mese di cautela e attenzione.

Innanzitutto il traffico e' cosi' agglutinato che influenza anche la velocita' della bicicletta... difficile passare tra auto e auto nelle code chilometriche ad ogni semaforo.

Poi ci sono i furgoni fermi ad ogni incrocio, passaggio stretto, lavori in corso, strisce pedonali, etc. Ovviamente non si fidano a fermarsi dove non danno fastidio, vogliono la compagnia degli altri utenti della strada.

Ma la cosa piu' temibile e' la Mad SUV Syndrom', ovvero quel tipico disturbo della velocita' che prende auto, moto, SUV, camper, bus, autocisterne e betoniere, che dopo aver passato ore a passo d'uomo, come trovano 50 metri liberi schizzano in avanti a tutta velocita'.

La cosa e' terribile, totalmente improvvisa, tanto che i poveri autisti di questi mezzi neanche fanno in tempo a pigiare il freno. Li vedi terrorizzati dentro a cabina con la faccia che dice... "oddio che sta succedendo non sto pigiando l'acceleratore".

Le crisi si scatenano in particolare quando la strada e' libera e  il semaforo comincia a gialleggiare... allora il povero mezzo impazzisce definitivamente  scatta in avanti e finisce a passare con il rosso pieno, chi c'e' c'e'  prima del o in mezzo all'incrocio. Amen.

Per questo sto attentissimo e non mi fido del semaforo che diventa verde... guardo bene attento che tutti si siano fermati e solo dopo passo. Scusate la prudenza.

La cosa strana e' che anche le bici sembrano prese da tale sindrome... prende alla vista delle strisce pedonali, che vengono infilate come se i pedoni fossero ectoplasmi e potessero essere attraversati senza danno.

Dopodiche' quando finalmente anche tu trovi un passaggio libero... banf, uno o piu' pedoni spersi anche loro sull'asfalto momentaneamente privo di auto...

Qui e' tutto, a voi la linea, studio.

domenica 16 dicembre 2018

E' con la metro, non con la bici, che si libera Roma dalle auto


Un po’ di tempo fa ho letto un post dove ci si chiedeva se Salvaciclisti non sia piu’ orientato a contrastare le auto che a promuovere la sicurezza ciclisti.

Il post testimonia che non sono il solo ad avere questa impressione, e ce l’ho da parecchio tempo, direi sin dall’inizio.

Diciamo che Salvaciclisti italiano vede nell’auto il nemico della bicicletta tout-court, senza magari contare che l’originale #saveourcyclists  inglese nacque per un problema (orribile) di ciclisti schiacciati dai  lorries, gli autotreni.

Problema che peraltro nella sua dimensione sembrerebbe confinato al Regno Unito (mi rendo conto che nell’Italia attuale queste precisazioni assomiglino a pipincate, ma nel mondo della sicurezza se vuoi risolvere i problemi reali bisogna essere rigorosi).

Oddio, sicuramente se non ci fossero automobili la bicicletta sarebbe più sicura, ma e’ anche vero che una cosa è condividere la strada con le auto in maniera sicura, un’altra (cercare di) spazzare via le auto dalle strade, cosa che,  ammesso che sia fattibile, richiede un approccio estremamente piu’ robusto, sia dal punto di vista politico e concreto. Nel frattempo anche gli automobilisti  buoni,  quelli che non ce l’hanno di principio con le biciclette, potrebbero cominciare a metterti anche loro i bastoni tra le ruote... e allora e' finita.

Comunque, in termini pratici abbiamo che un conto e’ combattere l’abuso dell’auto, un conto è combatterne l’uso. E prima di decidere cosa combattere, tanto per pipincare un altro pochino,  proviamo a fare una classifica dei concetti di uso e abuso.

Nella migliore tradizione regolamentare, vediamo di avere una definizione dei termini “uso” e “abuso”:

uso: L'adoprare: inteso come ‘funzione’

abuso: Uso eccessivo, illecito o arbitrario.

Basta prendere le definizioni per capire subito che combattere l’abuso è molto più naturale, immediato, politicamente difendibile, e certamente piu’ semplice. Proprio perche’ e’ abuso.

Per non rischiare di criminalizzare l’uso  dobbiamo innanzitutto partire dal fatto che ognuno sceglie il mezzo di trasporto piu’ adatto alle proprie esigenze, in termini di collegamento, orari, tempo di trasferimento, comfort e costo del trasporto.

Magari non in quest’ordine necessariamente, ma di sicuro per andare da A a B deve esistere un mezzo che ti ci porta all’ora che vuoi andarci tu, e con un adeguato livelle di sicurezza.

Dopodiche’ viene il costo (devo poter pagare la tratta) il tempo di percorrenza e il confort di viaggio. E ancora dopo vengono altre categorie di preferenza, un po’ meno legate al concetto di spostamento, tipo la privacy del mezzo individuale, che pero’ non va sottovalutata nelle scelte fatte dalle persone.

Possiamo dire che l’uso legittimo di un mezzo di trasporto, e quindi della macchina,  si ha quando questo mezzo e’ migliore in una o una combinazione   di queste categorie. Che pero’ ognuno si sceglie   liberamente come crede.                                                                                                             

E l’abuso? Beh, innanzitutto io vedo un primo tipo di abuso, che chiamerei “abuso funzionale”, ovvero quando un mezzo di trasporto non e’ in realta’ conveniente rispetto ad altri modi di spostarsi, per esempio a piedi, ma viene utilizzato lo stesso. L’andare dal tabaccaio 200 metri più in la’ con la macchina e’ il piu’ classico degli esempi.

Accanto a questo vi è una forma di abuso molto piu’ grave, quello regolamentare, ovvero quando l’uso della macchina, conveniente o meno,  e’ legato alla violazione di qualche norma. Per rimanere all’esempio precedente, lasciare la macchina in seconda fila mentre si comprano le sigarette perche’ non c’e’ posto di fronte al tabaccaio.

A Roma la sosta irregolare e’ una delle forme piu’ diffuse di abuso regolamentare… ve ne sono altre anche piu’ pericolose o fastidiose:

-       l’eccesso di velocità
-       la guida in stato di ebbrezza
-       l’uso del telefonino alla guida

e in genere le violazioni al codice della strada.

Per me la lotta alle auto, a Roma ed in gran parte dell’Italia, è prima di tutto lotta all’abuso regolamentare, che alla fine si tratta solo di avere quello che ci e’ gia’ dovuto come cittadini.

Prendiamo il centro storico di Roma. Anche con la poca pedonalizzazione che abbiamo, entraci e’ comunque  piu’ difficile. Ma se oltre alla ZTL il Municipio fosse efficace nel contrastare la sosta irregolare, praticamente la sera nessuno ci andrebbe

Dopodiche’, una volta compressa l’area dell’abuso regolamentare, si puo’ passare a comprimere l’area dell’abuso funzionale ma solo dopo averla fatta espandere a spese dell’area dell’uso.

Ma siamo matti ? Che vuol dire? Vuol dire che partiamo da una considerazione molto semplice. A Roma treni, metro, tram, linee dirette, linee espresse sono sempre piene da scoppiare. Questo significa che la domanda di trasporto pubblico di qualità e’ forte, fortissima e in gran parte insoddisfatta. C’e’ un sacco di gente che vorrebbe lasciare a casa l’auto e non puo’.

E quindi la prima cosa da fare se vogliamo combattere le automobili non è espandere l’uso delle biciclette, ma la famosa cura del ferro di Tocci, treni e metropolitane. Il tram puo’ essere un miglioramento rispetto al bus, ma le distanze e le quantità in gioco a Roma richiedono ben altri mezzi.

In questo modo si espande l’area dell’abuso funzionale dell’auto, ma stavolta a danno dell’area dell’uso.  Ovvero ne fai crollare la convenienza in termini di mezzo di trasporto…

Dopodiche’ diventa molto più semplice dire alle persone non prendere l’auto, o addirittura, non ti comprare l’auto, o almeno non ti comprare una seconda auto.

In una citta’ come Roma credo proprio che la lotta strategica all’auto come mezzo di trasporto (non come hobby) la si faccia soprattutto con il trasporto pubblico di qualità.

Cari amici ciclisti, in una citta' cosi' grande e affollata la bicicletta puo’ avere un ruolo al massimo tattico. Se pensate di sostituire metro A e B con biciclette vi trovereste un mega ingorgo ciclistico e comunque problemi spaventevoli di parcheggio, come a Stoccolma.

E’ con la metro che si libera Roma dalle macchine, non con il pedale. Peccato che la Raggi faccia finta di non capirlo e continui a proporre palliativi inefficaci, invece di espandere la rete ferroviaria e metropolitana.

Quindi  va benissimo fare piste e corsie ciclabili per aumentare l'uso della bici, ed e' necessario stroncare la sosta irregolare e piazzare autovelox per contenere lo strapotere delle auto. Ma senza una serie rete di metropolitane il sogno di una Roma liberata dalle auto rimarra' tale.

sabato 8 dicembre 2018

Campidoglion, abbiamo un problema...

Leggendo a pezzi e bocconi la cronaca locale, si direbbe che abbiamo sperimentato un'impressionante sequela di incidenti che hanno ucciso o ferito ciclisti.

Houston, we got a problem (Apollo 13).

Purtroppo tra riconoscere di avere un problema e individuarne la causa  ce ne passa, e parecchio.

Se di notte tutti i cani sembrano grigi, andare a capire perche' veramente sono successe certe cose e' tutta un'altra storia.

Per esempio negli ultimi quindici giorni ho visto due occasioni nelle quali l'autista del bus o del pullman ha letteralmente salvato la vita al ciclista che aveva fatto manovre (tra le quali passare con il rosso pieno) da suicidio totale.

Perche' anche questo va detto, non e' che tutti i ciclisti portino la bicicletta con senso di responsabilita'. E il tipo di mezzo cosi' leggero ed esposto certi errori di guida semplicemente non li perdona.

Detto questo, e parlando di una soluzione a prescindere,  a Roma il primo problema, certamente storico, ma che si e' sempre piu' aggravato con il passare del tempo, e' che ognuno fa quello che vuole e, passaggio con il rosso a parte, rimane impunito.

Quindi la prima cosa da fare sarebbe quella di riportare ordine nella circolazione, a cominciare dalla velocita',  che e' la causa di un numero enorme di incidenti.

Non per niente gli ultimi casi di investimento di ciclisti si sono verificati la mattina presto, quando tutti corrono per andare dove devono andare prima che salga il traffico. Il resto viene da se'.

Per fortuna sembra che l'Amministrazione, dall'iniziale volonta' di non mettere le mani nelle tasche dei cittadini, stia cominciando a capire. Leggevo su un articolo su Romatoday  (articolo che pero' che non riesco a rintracciare) che si pensa ad un tutor nella galleria Giovanni XXIII e autovelox sulle consolari.

Saremo ad una svolta finalmente? Forse... ma intanto gli Autovelox installati da Marino sulla Colombo languono.