domenica 15 gennaio 2017

Galileur

La scorsa settimana ho trascorso un giorno in riva al laghetto dell'Eur per un corso nel nostro polo  formativo di viale America...  quale migliore occasione per rispolverare tutta o parte della ciclabile della Colombo?  ciclabile che ha visto la mia nascita quale ciclomobilista d'assalto con circa 30 km al giorno avanti e indietro tra casa e lavoro.  Parlo di tempi eroici nei quali dell'intero tragitto non incontravo neanche un ciclista...

Ovviamente oggi la situazione è diversa,  la ciclabile  pullula di utenti, anche se accusa il passare del tempo e la manutenzione carente. 

Ma pur con  i suoi tanti difetti,  l'inefficienza del percorso, la mancanza quasi totale di attraversamenti ciclopedonali, la ciclabile della Colombo rimane una infrastruttura fondamentale per  il ciclomobilismo Romano, ed è un esempio di come le piste ciclabili non possano essere sostituite da corsie ciclabili.

Insomma, pedalavo allegro con la mia pieghevole,  cercando di non sudare troppo, quando  vengo superato dall'inconfondibile mole di Galileo, con la sua 26 front convertita ad uso cittadino, in seguito all'acquisto di una full  in carbonio.  nel passare mi fa un cenno di saluto, e noto anche i pneumatici da città che hanno sostituito le ruote artigliate di quando la bici era usata off road.

 più in là si deve arrestare ad un semaforo rosso, e quindi lo raggiungo e mi affianco: io ho il viso coperto dal collo di pile, lui porta la mascherina anti inquinamento a carboni attivi.  sono contentissimo che anche lui abbia deciso di usare la bicicletta... un vero Galileur! Lo saluto

"Ciao"
"Ciao"
"Tutto bene?"
"Tutto bene!"

Il semaforo diventa verde, lo so benissimo che non posso competere con Galileo e la sua 26 full con la mia ruota 20, a meno di non sudare in maniera incompatibile con la frequentazione del corso. 

Mi meraviglio che si faccia una decina di metri assieme, poi lui si volta il verso di me:

" beh, scusa, io sono un poco in ritardo vado avanti"

 a me viene il dubbio di aver sbagliato orario, e quindi chiedo

"Ma  non iniziava alle 9:30?"

Lui non risponde e accelera...   io mi ricordo chiaramente l'inizio alle 9:30 altrimenti sarei uscito prima di casa, quindi continuo arrancando

" sì, mi ricordo il corso iniziava proprio alle 9:30"

" quale corso?"

" ma tu non sei Galileo!"

" in effetti sono Andrea!  Ci vediamo!"

E schizza via.






domenica 8 gennaio 2017

Fori Imperiali Metro C-clabili, il salotto della ciclabilità romana.

MERAVIGLIA, E'SUCCESSO DI NUOVO!

A causa dello spostarsi dei cantieri sul lato basilica di Massenzio, il passaggio di Via dei Fori Imperiali si è magicamente trasformato...

Questo è uno degli aspetti piu' sorprendenti dei cantieri della metro. Il paesaggio urbano cambia costantemente e, come una foresta incantata, ti stupisce ogni volta. Oltretutto ai Fori Imperiali, vetrina tra le vetrine di Roma, la gestione è veramente inappuntabile.

Andamento placidamente ondeggiante, asfalto scuro e perfettamente levigato, segnaletica orizzontale  gialla e accogliente! Poche macchine... Insomma, una delizia, se non fosse che il sabato e la domenica si riempie di pedonacci allo sbando che non ti fanno passare... dovremmo parlarne con l'assessora per farceli togliere dalle scatole! 

Comunque a vedere bene i cantieri della Metro C dei Fori sono per adesso l'unica infrastruttura ciclabile messa finora in atto dalla Giunta Raggi, e pensare che neanche la volevano (La metro C). e... INVECE STANNO PRENDENDO DUE PICCIONI CON UNA FAVA!

Insomma, come avevo già segnalato nel post precedente (http://romaciclista.blogspot.it/2016/03/fori-imperiali-finalmente-ciclabili.html), una vera meraviglia! Speriamo che i lavori vadano avanti ancora un bel po'...

Senno' poi ci pedonalizzano i Fori e addio passeggiate in bici!

martedì 3 gennaio 2017

Buche killer

Sono anni ormai che da automobilista, ciclista e pedone assisto con crescente disperazione al costante deterioramento del fondo stradale romano. Una piccola inversione  di tendenza si è avuta solo quando fu annunciato il Giubileo, e il sindaco a Marino inizio' con la  ripavimentazione di alcune arterie principali, tra cui parte della Prenestina.

 Da allora molta acqua è passata sotto i ponti e ancora di più ne è venuta giù dal cielo, contribuendo a peggiorare la situazione. Ormai però siamo messi veramente male, e da un po' di tempo comincio ad aver paura. In città giro con la pieghevole ruota 20, e sono costernato dal continuo aprirsi di nuove voragini.

Proprio oggi sono passato nella zona di Santa Maria Maggiore e via Panisperna. Bene, anche lì i sanpietrini ormai presentano svariati avvallamenti che forse non possono definirsi buche vere e proprie ma che sono sufficienti a sbalzare di sella qualcuno che arrivi veloce ma non particolarmente attento... anche perché si confondono e non sono facilmente identificabili.

In forte aumento sono invece le voragini, quei punti dove l'asfalto è rotto, molto spesso spigoloso, e che possono facilmente arrivare a profondità di 20-30 cm. Se ci capiti dentro sono veramente guai. È vero che la bicicletta va lenta e se sei attento normalmente sei in grado di evitarle, ma questo non è vero sempre, e non può essere una costante minaccia per il ciclista.

Oltretutto nell'ultimo mese siamo stati beneficiati da una praticamente totale assenza di pioggia. Se ricomincia a piovere sul serio tutte queste voragini si trasformeranno in "innocue pozzanghere", vallo a sapere se sotto l'aspetto di pozzanghera si celi una voragine in grado di bloccarti e di farti cadere?

Francamente mi sembra che l'amministrazione Raggi stia prendendo un pochino sottogamba questo problema. Ancora una volta nessuno pretende dal sindaco cose impossibili, ma muoversi in maniera un po' decisa su argomenti così delicati, ci farebbe stare più tranquilli. 

Invece io vedo sempre nuove buche in tutta Roma. Se continua con questo trend, tra un po'  potremo circolare solo con la mountain bike o  con il SUV

giovedì 22 dicembre 2016

Le corsie ciclabili saranno il sacro Graal della ciclabilita' romana?

Le corsie ciclabili, (bikelanes?), sembrano essere diventate la soluzione a tutti i mali ciclistici di Roma, o almeno cosi' pensa il delegato alla ciclabilita'  Paolo Bellino (PB/RF), che dismette ormai le piste ciclabili come oggetti vecchi, costosi e inutili -peggio- dannosi alla ciclabilita'. Vecchi attrezzi di un mondo vetusto che confinava la bicicletta fuori dalle balle.

Forse la ragione fondamentale di questa scelta e'   l' economicita' delle corsie ciclabili, che se ho capito bene possono costare anche solo 10 mila euro/km. Cio' permette di sviluppare una rete ciclabile con "pochi spicci" dando finalmente un loro luogo ai ciclisti romani. Una posizione pragmatica di buon senso.

Con un  effetto traino questa "infrastruttura" dovrebbe aumentare il numero dei ciclisti e di conseguenza anche la loro importanza quale gruppo di pressione. Un circolo virtuoso che dovrebbe darci una grossa importanza in una decina di anni, almeno credo questo sia il ragionamento.

La dottrina del Comune, visto che PB/RF e' "organo politico" della giunta ( e' stata presentata dall'assessora Meleo, la stessa che non vuole la metro C, come una scoperta sensazionale) e' stata sviluppata in #salvaciclisti,  movimento che ha avuto il merito enorme di coagulare il supporto ai ciclisti in un qualcosa di riconoscibile e spendibile. Per cui sembra che per ora il settore ciclistico sia il fiore all'occhiello di una giunta che, fino ad adesso, sta facendo solo figuracce.

Quello che #salvaciclisti ha di buono in grinta e decisione, figlie anche di un inopportuno antagonismo, purtroppo potrebbe  mancare in tecnica e lungimiranza. Questo non e' nuovo: dal punto di vista tecnico/legale #salvaciclisti non ne ha praticamente azzeccata una dalla sua fondazione. Che volete, nessuno e' perfetto. Il guaio è che scommettere tutto sulle bikelanes potrebbe rivelarsi un cicloboomerang. Altro che Graal.

Infatti le bikelane sono degli strumenti come gli altri. Come un martello, ottimo per piantare chiodi ma inadatto a inserire viti. E infatti chi di noi gira in posti dove la ciclabilita' e' evoluta, continua a vedere uno sforzo molto deciso nella realizzazione di piste ciclabili tradizionali, mentre le bikelane sono lasciate solo ai casi dove una pista ciclable regolare proprio non ci entra. 

E le ragioni per non affidarsi completamente alle bikelanes sono ottime, tanto e vero che sono sempre piu' sofisticate e le geometrie sono sempre piu' complicate (vedi teoria e pratica dell'incrocio brussellese)

La prima ragione e' che la bikelane non essendo fisicamente separata e' meno sicura di una pista ciclabile. Chissenefrega direte voi che siete grandi, meglio quella che la strada senza bikelane. Vero, ma per esempio e' inadatta a farci circolare i giovani senza accompagnatore. Un bel pezzo di utenza che vola via. Quindi attenti ad adottarla al posto di una pista ciclabile.

La seconda e' che la bikelane sottrae spazio agli automobilisti, la pista ciclabile, specie quella sul marciapiedi, ai pedoni.

Gli automobilisti sono una categoria piu' tosta dei pedoni, come abbiamo visto in varie occasioni! Quindi occorre andare avanti con le realizzazioni ciclomarciapodiche anche se secondo salvaciclisti sono disonorevoli. La prima e' la sistemazione di Via Cilicia, che veramente grida vendetta!!!!

Per esempio sulla Prenestina il marciapiedi ciclabile da Largo Preneste a Piazzale Prenestino funziona una meraviglia, evitiamolo di restituirlo al pedoname in cambio di una bikelane in mezzo alle auto...

La terza e' che la bikelane e' solo una striscia per terra, che l'auto, in circolazione o sosta, puo' occupare in ogni momento. Questo significa che rimane tua solo se gli automobilisti sono molto civili o l'amministrazione la difende a spada tratta.

La differenza la si vede bene tra Santa Bibiana, dove la bikelane tiene perche' "sottovento" alla curva, e li' le auto si allargano naturalmente, e Prenestina-Porta Maggiore, dove le auto la occupano alla grande, come se non esistesse… per ovviare questo sarebbe carino che le bikelane fossero almeno limitate da borchie rifrangenti, anche se immagino questo ne accrescerebbe alquanto il costo. Peraltro la giunta raggi ancora non sta aggredendo la sosta in seconda fila, quindi come potra' difendere le povere bikelane?

La quarta e' pero' molto piu' grave e seria, e nel panorama romano mette la bikelane in una luce veramente sinistra… tenetevi forte.

Le bikelane sono strisce per terra e svaniscono rapidamente se non rinfrescate. E' vero che costano poco, ma anche si consumano subito. Quindi, in mancanza di manutenzione, da qui a due anni staremo da capo a dodici, senza bikelane un'altra volta.

Questo e' il vero cicloboomerang romano  insito nell'adozione strategica delle bikelane. Ora, ridirete voi, megli le bikelane di niente… embe' ma questo puo' essere peggio di niente. Infatti non ci sono elementi  per ritenere che il Comune, che al momento non trova soldi per la manutenzione della segnaletica orizzontale compresi attraversamenti pedonali, stop, precedenze, linee mediane, domani aggiunga alla lista della spesa svariate decine di chilometri di bikelanes. Anzi,

Immaginate ad un processo per un investimento su strisce sbiadite un Assessore che dice " non ho ridipinto le strisce perche' non avevo soldi" e un altro "non ho ridipinto le strisce perche' ho dato la precedenza alle bikelane" … secondo voi chi dei due verrebbe condannato?

E rinfrescarle diciamo una volta ogni due anni (minimo) significa spenderci altri soldi… quanto non lo so, ma sicuramente non una cifra trascurabile.

Quindi la mossa delle bikelane, per essere positiva, deve essere inquadrata in un disegno piu' grande che apparentemente sembra molto trascurato.

A questo punto mi permetto di dare qualche suggerimento:

  1. Corsie ciclabili va bene, ma solo dove sono l'unica alternativa.
  2. Teniamoci le piste che abbiamo e manteniamole operative. Non insultiamole come relitti del passato
  3. Un buon marciapiede ciclabilizzabile e' una manna dal cielo. Non teniamolo solo per farci cacare i cani!
  4. Dove ci sono strade in costruzione/ammodernamento continuiamo a chiedere piste ciclabili e non  corsie ciclabili;
  5. Mettiamo in chiaro sin dall'inizio il problema della manutenzione de,le bikelane, perche' e' fondamentale, rischiamo di trovarci con niente in mano, e in tasca, in poco tempo.


Ps: Se vi prendete la briga di andare a vedere la bikelane di Ponte Spizzichino, trovate tutto cio' che viene detto nel post concentrato in pochi metri...

venerdì 16 dicembre 2016

Quo usque tandem

Quo usque tandem abutere, Virginia, patientia nostra?



Se gia' sono uscito con un profondo senso di sconforto dalla vicenda referendaria, sconforto che credo che non possa che toccare tutti i connazionali di buon senso a prescindere da come abbiano votato, le vicende della giunta Raggi, g decisamente minuscola, sono quanto di piu' demoralizzante si possa immaginare. E il non aver avallato con il mio consenso questa giunta non mi e' di nessuna consolazione.


Visto che un po' di anni comincio a sentirmeli sulle spalle, ancorche' temperati da un entusiasmo ancora giovanile, che Virginia non fosse tagliata a sindacare Roma lo si capiva chiaramente tutte le interviste. Sicuramente con esperienza di aula, ma senza quella faccia un po'cosi', quell'espressione un po' cosi', che hanno quelli che sanno quanto e' difficile fare le cose sul serio.


Di M5S non me ne intendo, solo qualche contatto. In alcuni casi galantuomini, in troppi altri pazzi esagitati, con un livello di aggressivita' eguagliato solo da ignoranza e incapacita' di ragionare. Probabilmente qui sara' anche una variante romana, ma il problema  e' che La raggi sembra abbia prevaricato anche il movimento stesso, imponendosi come punta di diamante di fronte a personaggi forse meno fotogenici, ma sicuramente più solidi.


Non c'è bisogno di ricorrere alle interviste di De Luca per capire che qualcosa è andato storto sin da prima del primo momento. Sicuramente un accordo sottobanco con la destra ex Alemannica tra il primo e il secondo turno, cosa che alla fine ha impedito di formare una giunta solida e coesa. La frittata era già fatta nei primi 15 giorni, si poteva solo pensare di cercare di recuperare nel seguito. Invece la cosa è andata peggiorando.


Purtroppo anche un assessore di punta come quello alla mobilità, si è rivelato non all'altezza del proprio compito. Andare in televisione nazionale e dimostrare di non saper distinguere tra un numero e una percentuale, è un suicidio. Infatti nel trasporto i numeri contano, eccome. Uno che non sa gestire le quantità può fare il pittore (lo scultore sicuramente no) ma non certo l'assessore ai trasporti.


Sui rifiuti la questione è stata anche più dolorosa. In questo caso è stata proseguita una gestione fallimentare fatta da una persona con metodi vecchi e sorpassati, senza un minimo di trasparenza, e senza cercare l'appoggio di noi cittadini senza il quale non si va da nessuna parte punto.


Peggio, le uniche azioni fatte dalla Raggi sono state smontare le poche cose buone che ci aveva lasciato in eredità l'amministrazione Marino, per esempio i vertici Atac che finalmente avevano cominciato ad incidere il tumore dei sindacati. Non parlare della defenestrazione del capo dei vigili urbani.


Nella galleria delle follie risaltano poi il politicamente improvvido e immotivato no alle Olimpiadi a Roma, ma il posto d'onore lo mantiene  il suicida stop alla Metro C, per il quale non ho parole, ma solo parolacce. Devi essere proprio uno che non ragiona.


Ma quali sono le prospettive adesso? Tutte terrificanti.


Di fatto La Raggi non può andarsene senza provocare una nuova crisi, a meno che il Movimento 5 Stelle non posso proporre immediatamente un altro sindaco. Non me ne intendo di legge elettorale dei Comuni, non so se questo sia possibile, ma così certo non si può andare avanti a meno di una conversione sulla strada di Damasco.


Ma di quale conversione possiamo  parlare? Se il personaggio fosse stato ragionevole, tutto questo non ci sarebbe stato. Quindi l'unica conversione che prevedibilmente potremmo avere un ritorno all'ortodossia grillina,  l'ultima cosa di cui ha bisogno una città come Roma. In questa città si esce dalla palude solo se tutte le forze sane Tirano e lavorano insieme.


Mi piacerebbe sbagliare, ma il calvario di questa città e' ancora lontano dalla sua conclusione. Per abbreviarlo sono convinto che prima Virginia ci lascia e meglio è. Non credo infatti che potra' mai essere un buon sindaco.


Mi dispiace per per noi ciclisti, che questa sembrava la prima amministrazione a darci un pochino di retta. Però il prezzo è apparso sin dall'inizio troppo alto. Prima sono un cittadino, e solo dopo un ciclista.


PS: a questo punto avrete capito che il tandem serve solo come specchietto per le allodole… alla fine ci chiamiamo Roma Ciclista!

venerdì 2 dicembre 2016

Nooooo! Corviale Nooooo!

Nel post dell’anno e mezzo scorso, Ci, la metro di noi borgatari, nella gioia di avere una metro quasi sotto casa facevo notare che, fino all’apertura di San Giovanni (almeno) la metro Ci alla fine avvicinava il Prenestino ai centri culturali della Borgata Finocchio.
Ovviamente nulla contro i Borgofinocchici, ma uno cresciuto in periferia normalmente associa la metro ad un accesso facilitato al centro della citta’, o ai quartieri bene, in modo da poter vedere da vicino un po’ di lusso e di alta società.
Figuratevi quindi il mio sconforto quando e’ stato  proposto di deviare la mia metropolitana a Corviale, senza passare dal centro. Il tutto ovviamente a progettazione finita e lavori avviati.

In pratica lo stolto la voleva farla girare prima di Amba Aradam verso Piramide e poi farla perdere nella periferia romana fino a Corviale.
Anche perche’ immaginatevi a lavori finiti, dopo aver speso la bellezza di circa 4 miliardi di euro, serve una metro che ti mette in collegamento con un centro commerciale!  Vediamo come la metro possa cambiare (in positivo) la vita di tutti i giorni:
“Cara abbiamo finito la coca un’altra volta! Scendo sottocasa a prenderla, che stasera vengono i vicini!”

"Ma caro, Salvatore lo spacciatore sta in gattabuia! Fai un salto da Gino o’marocchino  che ne ha appena fatta venire un’altra cassa diretta dalla Colombia”

"Ma ci metto un secolo ad andarci"

"No tesoro, adesso abbiamo la metro"
“E’ vero, non ci avevo pensato! Vado e torno subito, con la metro è un attimo!”
“Ah, abbiamo finito il contante, passa anche da Peppe er cravattaro e preleva 300 euro…”
Ora Corviale merita sicuramente un collegamento con il centro storico, non certo con il Casilino. Per esempio un accesso al centro, posso suggerire un tracciato sotto il Tevere, magari con una bella fermata sul lungotevere all'altezza di Via Giulia (Regina Coeli? :-D ) , e un collegamento con la B direzione Rebibbia .

Insomma, usando un termine  venuto alla moda ultimamente, la deviazione per Corviale trasportisticamente appare una provocazzata di prima qualità, e si presta a humor nero..
Adesso si sta discutendo se continuare sul tracciato originario o girarla sotto piazzale Flaminio, altra alternativa sicuramente valida (dal mio egoistico punto di vista). Siamo finalmente tornati nell’alveo del buonsenso.
Che poi’ da li’ finisca in un’altra periferia ovviamente non mi disturba, Finisca dove deve finire, anche a Corviale, ma prima passi per il centro!  


giovedì 24 novembre 2016

AD 2017 Morte al Colosseo: il martirio di Santa MetroC

Uno degli episodi piu' cruenti della Roma terza repubblica e di quelli meno facilmente comprensibili da noi storiografi, e' il martirio della popolarissima Santa Metroc, avvenuto proprio al  Colosseo nell'AD 2017(alcuni storiografi parlano del tardo 2016).

Il martirio avvenne  in maniera del tutto inaspettata, un noir dove sentimenti personali e ragion di stato, ancora si mischiano in maniera assolutamente inestricabile. Ma prima di narrare gli eventi cerchiamo di ricostruire il clima dell'Urbe a quel tempo.

A quell'epoca l'Urbe usciva da cinque anni di occupazione Alemanna, anni nei quali era stato reintrodotto in maniera ufficiale il culto di SUV,  divinita' campestre "a trazione integrale" i cui adepti uccidevano in rapide scaramucce  molti cittadini appartenenti alle tribu'  dei pedones (Nota dello Storico, NDS: i pedones erano una tribu' che guerreggiava non su cavalli ma su zebre, tanto e' vero che normalmente i pedoni, appunto, venivano uccisi sulle zebre).

Malgrado la devozione a SUV gli Alemanni non avevano osato interrompere il culto di Santa Metroc.  Il Metropolita di Santa Metroc, aveva continuato, seppur con qualche difficolta', a scavare lunghi tunnel per unire tra di loro i templi sotterranei della Dea. 

Infatti il culto della Santa Metroc prevedeva che i fedeli percorressero tutti assieme, uno appiccicato all'altro, i lunghi tunnel tra una stazione e l'altra. E questo un po' in tutte le altre grandi citta'  dell'antichita', dove ognuna aveva la sua Santa Metro.

Va notato che gli antichi romani avevano una struttura tecnico-confessionale, la casta degli ingegneri, dove i ponti li faceva un sommo sacerdote detto Pontefice Massimo e i tunnel un altro sommo sacerdote, il Metropolita di Roma. La figura del Metropolita reggeva anche altre citta' come Londinium e Lutetia, dove pero' i criptoculti sotterranei (NDS: minchia!) erano molto piu' sviluppati che a Roma. Anche perche' a Roma c'erano i fedeli della setta dei Portoghesi, anche quella molto diffusa,  il cui credo vietava di pagare alla dea l'obolo per entrare nelle sue stazioni, e che non avevano subito mai alcuna vera persecuzione.

Il culto di Santa Metroc era inoltre appoggiato con fondi dall'Imperator Supremus, che toglieva un soldino a ciascun abitante della penisola per sostenerlo.

Tornando alla nostra storia, noi storici non abbiamo un'idea chiara di come cadde il dominio Alemannico. Le registrazioni dell'epoca sono caotiche e molto confuse, qualche studioso dei culti millenaristi sostiene che gli Alemanni furono cacciati da un adepto del culto di Marte, appunto un marziano. 

Altri sostengono che invece si tratto' comunque di una figura ammantata dal mito,  un naufrago fuggito da oltreoceano e buttato sulle spiagge del Latium nel corso di una tempesta (da cui l'appellativo, dato dal popolo,  di princeps marino).

Tra noi storici seri e concreti l'ipotesi piu'  accreditata e' che venisse da Mediolanum, dove e' storicamente certo che il princeps risiedesse in un complesso chiamato Palazzo Marino (cosa gia' sospetta, in quanto a Mediolanum, prima che si sciogliessero le calotte polari, il mare non c'era, incredibile vero?). Questo fatto rende l'ipotesi di un'espansione della gens maediolana (famosa per la raffinatezza e il costo dell'abbigliamento) volesse sottomettere l'Urbe al culto dello zafferano e della cotoletta fritta. (NDS se non ci fossimo noi storici a eliminare le stupidaggini come farebbe il volgo?).

Senonche' i rapporti dell'Urbe con il nuovo princeps non andarono per niente bene. Sembra che il princeps fosse meno deciso del previsto, che la citta' non funzionasse con l'affiatamento di.. diciamo un'equipe chirurgica. Insomma, per vari motivi il trapianto nell'Urbe  del nuovo princeps non ebbe successo, che l'Urbe ebbe una crisi di rigetto, e che l'imperator, per evitare altri guai,  tolse l'appoggio al princeps venuto da fuori.

(NDS: Un'altra versione allegorica dice che il Marziano fu cacciato da una vergine dedita al culto del Grillo usando i raggi della morte! Ma ovviamente chi potrebbe cascare a credere in una storia tanto inverosimile, sembra un film di fantascienza!)

In questa versione pero' lo storico nota una impressionante assonanza con quello che molto probabilmente accade nei successivi anni. Occorre  ricordare che nel frattempo in  citta' e nell'impero si era sviluppato un altro culto, quello della dea Onesta',  stavolta adorata nella forma di un grillo, conosciuto in alcune opere come il Grillo Parlante per le sue doti vaticinatorie, in altre come il grillo di maio, riferendosi al mese nel quale i grilli cantano piu' forte.

(NDS: Anche qui abbiamo una serie di coincidenze a dir poco impressionanti: il Grillo Parlante si sa che fu citato nelle opere di un certo Carlo Collodi (andate ,perdute) ma talvolta il metropolita, in preda allo sconforto, diceva a Santa Metroc "Questi romani non ti meritano! Collodi basta, non faremo altre stazioni!" Mah, Mistero!!!!)

In effetti il culto della Dea aveva avuto alti e bassi nel trentennio precedente, pero'  fondamentalmente era rimasto confinato al culto della plebe sottomessa. Infatti, coloro che uscivano dalla condizione di plebe sottomessa tendevano dopo poco a rinnegare il credo a favore del famoso Dio SUV, o di divinità di origine greca quali Attico Alcentro, Attico Aiparioli, Escort Callipigia o della italica Villalmare.

I fedeli della Dea Onesta' erano inoltre aumentati vertiginosamente anche a seguito della profonda crisi economica cui era immersa l'urbe, e giravano per le strade in lunghe processioni invocandola a squarciagola.

Purtroppo erano un popolo geloso e consideravano buona solo la loro Dea, non quella degli altri. Pero' l'Urbe era talmente assetata di novita' e di varieta' e quindi alla fine riuscirono ad far accettare come princeps la loro sacerdotessa maggiore, nel cui diadema brillavano i raggi emessi da cinque stelle con al centro il mitico grillo.

La nuova Princeps si accorse presto che la Dea Onesta' aiuta ma purtroppo ci mette un bel po' a produrre miracoli. Questo anche perche senza le altre due sorelle, Competenza e Serieta', Onesta' da sola non risolve alcun problema pratico. La plebe, anche lei se ne stava accorgendo, e cominciava a mugugnare.

Fattosta' che per dare sfogo a tutte queste pressioni, il princeps disse ai suoi accoliti a di distrarre il volgo con il perseguitare la Santa Metroc, accusata di essere un focolaio di disonesta', di essere anni in ritardo e di costare ben dieci volte piu' del previsto, accusa che ancora si trova in alcuni documenti, anche se sicuramente non nelle cronache della Corte del Conte.

Venne tenuto un processo segreto, invece di quello pubblico che ci sarebbe dovuto essere, e la princeps e i suoi accoliti decisero per il martirio della santa. Non avere neanche un indizio sulle reali motivazioni del via alla persecuzione della Stanta Metroc ci priva di un documento fondamentale , ma tant'e'. Avere uno streaming di quella riunione, invece delle solita cazzate che come storico tocca sorbirmi, avrebbe sicuramente chiarito un sacco di cose.

Quello che avvenne poi lo sappiamo bene.

Il princeps scarico' tutta la sua ira funesta sulla santa che fu martirizzata al Colosseo e li' seppellita prima che potessero essere preparati i templi Piazza Venezia, Chiesa Nuova, San Pietro, Ottaviano e Clodio, che avrebbero finalmente permesso ai cittadini romani di andare su e giu' per l'Urbe senza dover ricorrere ai carri.

I Roma Metropoliti, accusati ingiustamente di orribili nefandezze, furono cacciati via e costretti a trovarsi un'altra setta. Dispersi i metropoliti a Roma non vennero piu' fatti tunnel adatti al culto della Santa Metro per lunghi anni, e tutti sene lamentarono  quando ormai era troppo tardi.

Ai cittadini rimase l'amarezza e la prova provata che la dea Onesta' senza Competenza e Serieta' gioca brutti scherzi. Le tribu' Prenestine e Casiline se la legarono al dito, e la stessa fiducia degli adoratori dell'onesta' fu profondamente scossa.

A noi storici rimane la difficolta' di capire le ragioni per questo comportamento folle e assurdo. Sicuramente influi' la tribu' dei centristi che non volevano la possibilita' che la plebe Casilina e Prenestina arrivasse comodamente e rapidamente al centro usando i tunnel appositamente costruiti. 

Altra setta coinvolta, quella dei tranvieri, sostenevano che il culto andava fatto alla luce del sole e non nell'ombra dei tunnel, anche se poi spostarsi in mezzo al traffico dei carri rendeva il culto impossibile.

Infine come storico vorrei portare all'attenzione di Lorsignori il ruolo degli adoratori della Dea Informazione. Loro che avevano il compito di diffondere il verbo, assistettero a tutto questo martirio senza capirci un'arca.

Non solo, ma mai esercitarono il culto del factceking, popolare presso le genti della perfida Albione ma detestato nella penisola italica quale espressione di stupida pedanteria, che avrebbe potuto tagliare le gambe da subito a molte delle incredibili castronerie delle quali questa tragica storia e' costellata.

Se solo si potesse invertire il corso della storia!