Tra i maghinari autosauri, ovvero quelli che ancora non hanno metabolizzato che gli spostamenti automobilistici devono scendere se vogliono continuare a muoversi per strada, si è sparso il terrore per l'avvento del limite di 30 all'ora nella ZTL... Dove la velocità media si aggira intorno ai 12 km/all'ora.
Leggevo infatti il commento del figlio di un autotrasportatore che diceva che nella ZTL i veri problemi erano la sosta in doppia fila, l'occupazione abusiva dei parcheggi per lo scarico merci e la scarsità di tali parcheggi..
E allora perche' introdurre questo limite? Per evitare che i mezzi ammessi (scooter, moto, taxi, NCC, trasportatori) sprintino (legalmente anche a 50, ma anche a velocità maggiori) tra un semaforo e l'altro.
Discorso a parte per le e-Bike truccate da moto, senza targa, che possono facilmente raggiungere velocità notevoli.
Se invece penso all'immagine mentale della ZTL vedo pochissime strade che consentono il superamento dei 30 all'ora.
Tipicamente Via Nazionale, sempre e solo tra un semaforo e l'altro, Via del Quirinale (già con questo limite dall'investimento di Clio Napolitano) una breve parte di Via Petroselli, Corso Vittorio e Corso Rinascimento. Tutte strade nelle quali, comunque, se arrivi ai 30 sei fortunato.
Quindi non si capisce la ciccia della discussione, se non per il fatto che anticipa l'estensione di tale divieto ad altre pari della città.
Abbiamo ormai l'esperienza positiva di Bologna (città che però non conosco dal punto di vista della circolazione) che ha abbassato inquinamento e soprattutto incidenti, senza abbassare la velocità media...
Inoltre non si sono fusi motori, non sono esplose testate. Sembra incredibile, ma le automobili moderne riescono a funzionare a 30 all'ora senza problemi meccanici.
Sarebbe il caso dunque di smettere di profferire minchiate, ma questo è anche, direi soprattutto, compito della politica,
La politica deve smettere di cavalcare l'opposizione contro cose sacrosante che, anche se sembrano una limitazione dello stile di vita, migliorano il livello della convivenza in una città che ha un grande bisogno di castigare i matti.
Nessun commento:
Posta un commento