lunedì 19 luglio 2010

Alla prova del caldo

Quando arriva il caldo, la temperatura diventa uno dei fattori fondamentali per scegliere il proprio mezzo di trasporto. Io rimango, come detto l'anno scorso (no, due anni fa!) nel post prendere il caldo a biciclettate sui denti, per la bici, ma anche perchè ho molto del Tuareg (tranne il fascino misterioso). Ma vediamo una piccola rassegna:

  • Auto condizionata: ottima per le esigenze di lavoro e per temperature esterne superiori ai 38 gradi. Nelle esigenze di lavoro non includo il semplice spostamento casa-lavoro, ma percorsi più lunghi oppure chi utilizza l'auto per lavorare.

  • Auto non condizionata (la mia): l'importante è che sia chiara, così da non diventare una fornace. La preferisco per la vacanza infatti con l'aria condizionata mi sembra di separarmi dall'ambiente circostante, e non godermi il caldo dell'estate ( e la vacanza).

  • Autobus: ritengo il condizionamento dei mezzi pubblici una condizione fondamentale di civiltà. Non dovrebbe essere violento (tipo i mezzi americani), ma quando si sta in tanti vivcini, è bene tenere la temperatura a livelli accettabili. Purtroppo troppi autobus ancora non l'hanno o fanno solo finta di condizionare. Rumore senza fresco.

  • Treno: per il treno vale lo stesso discorso dell'autobus. Un po' di condizionamento lo rende umano. Per lavorto è accettabile viaggiare sui treni sigillati e supercondizionati (in modo da tenersi giacca e cravatta), se si viaggia per vacanza (pantaloni corti) è tutto più tranquillo.

  • Moto: Bellissima, ma in città rimane il problema dello stop-and-go. A dar retta alle cronache si dovrebbero vedere spesso motociclisti collassati ai semafori per il caldo improvviso. Io non li ho mai visti, ma in giro c'e' un sacco di gente che non regge il caldo. Una cosa da capire: quando la temperatura supera i 37 gradi, l'andare veloci rappresenta un ulteriore aggravio. Si carica calore molto più velocemente. Effetto phon...

  • Bicicletta: quando si può la preferita anche nel caldo. Credo sia la sensazione di equilibrio con l'ambiente circostante, e il fatto che una moderata attività fisica aiuta a sopportare le alte temperature.

Francamente in questi giorni ho provato un po' di tutto, e alla fine continuo ad essere favorevole alla bici. Per il caldo ritengo però indispensabili i pantaloni corti. e questo è un punto sul quale dovremmo insistere, noi ciclisti: vanno sdoganati sul lavoro.

In questi giorni un bello stile coloniale sarebbe sicuramente utile, oltre che indubbiamente molto chic!

Post Scritto con Open Office e Ubuntu!

6 commenti:

trip66 ha detto...

Concordo con il Marziano. In questi giorni di boccheggio dovrebbe essere consentito anche a noi maschietti di indossare abiti piu' consoni alle temperature africane.
Non che abbia nulla in contrario alle succinte vesti delle colleghe, anzi e' un gran bel vedere!
Ma perche' loro possono entrare in abiti traslucidi a coprire giusto il minimo indispensabile dettato dalla decenza, e noi perennemente in pantaloni lunghi? Da me non sono permesse nemmeno scarpe aperte (tipo ciabattones).

Bikediablo ha detto...

io vado in pantaloncini corti (da mtb) e maglietta mi porto il cambio nelle borse.
Ma ErMagister ad esempio porta i pantaloni da escursionismo che consentono di togliere/aggiungere i gambali con una zip...

trip66 ha detto...

Non potrei portarmi il cambio, perche' dovrei cambiarmi una volta entrato, ma in pantaloncini non mi farebbero entrare. Idem per quanto riguarda i pantaloncini da escursionismo: dovrei prodigarmi in uno spassoso show davanti la portineria.

Anonimo ha detto...

Confermo, i pantaloni da escursionismo anche per me sono ottimi, lo show davanti alla portineria lo evito, mi sposto in una strada più tranquilla.
Anna Maria

Lug il Marziano ha detto...

con i pantaloni corti non mi farebbero mai entrare...

Ecco, questo è il problema. Io entro con i pantaloni corti e poi mi cambio.

Non vedo perchè non mi dovrebbero far entrare.

Lug

Bikediablo ha detto...

In effetti stare in ufficio con i pantaloni corti lo trovo poco igienico per se e per gli altri, come pure con le ciabatte come capita spesso di vedere.

Ma al limite potrebbero farti un lasciapassare visto che tu poi ti cambieresti in bagno.