sabato 23 febbraio 2008
Bici di scambio a Milano
Una zia arrivata da Milano mi ha detto che il Comune ha abbandonato il progetto a causa della rapidissima volatilizzazione delle biciclette.
Lavori a Ponte Lanciani

Avendo la macchina fuori uso, ho usato la bici per andare a cena da amici. Così, dopo le 8 di sera (e strada inversa a mezzanotte), ho percorso la direttrice di Ponte Lanciani, Via deiMonti Tiburtini, passando davani al Pertini, e più avanti, fino a Via Prenestina e Via Tor de Schiavi.
Salendo sulla salita di Ponte Lanciani, interessata da lavori di sistemazione, ho pensato che una pista ciclabile sarebbe stata utilissima per torgliersi dal traffico. Altrettanto, una volta giunti su Via dei Fiorentini, appare un lumghissimo, e pressocchè deserto, marciapiedi che potrebbero essere facilmente convertito a pista ciclabile.
L'opera sarebbe benemerita in quanto metterebbe in comunicazione tutta la zona Prenestina con Lanciani, costituendo un asse percorribile per Pietralata fino alla Nomentana.
Tutti i marciapiedi dell'asse sono abbastanza sgombri, inoltre verrebbero messe in comunicazine tre stazioni: La Metro Quintiliani, quella Pietralata e quella di Serenissima.
Un altro bel tratto rosso sulla mappa delle piste ciclabili a Roma.
venerdì 22 febbraio 2008
Ciampino e Zaventem
Atterrando (da passeggero) all'aeroporto di Brussels, si sorvola Zaventem, il paese adiacente all'aeroporto.
Negli ultimi metri prima dell'atterraggio, appensa fuori la rete dell'aeroporto, è possibile vedere la strada che ne costeggia l'esterno.
Una strada a due corsie, ampia, proprio come l'Appia nuova vicino all'aeroporto di Ciampino, solo che... al posto delle corsie di emergenza ci sono due belle piste ciclabili. Inoltre le piste continuano anche dentro l'aeroporto, come del resto fanno all'aeroporto di Parigi.
Si può obiettare che le corsie non hanno nessuna separazione fisica dalle corsie della strada, e quindi non offrono grande protezione ai ciclisti, ma comunque averle a Ciampino sarebbe già un bel passo in avanti.
Il vero problema è ancora una volta la volontà di spostare traffico dai mezzi di trasporto a motore alle biciclette (in effetti anche quelle elettriche vanno bene!). Infatti non ho ancora trovato una chiara politica in questo senso di aluna amministrazione comunale.
Speriamo che le bici a noleggio di stile parigino funzionino a Roma. Potrebbe essere un primo, ma importante, passo in quella direzione.
Negli ultimi metri prima dell'atterraggio, appensa fuori la rete dell'aeroporto, è possibile vedere la strada che ne costeggia l'esterno.
Una strada a due corsie, ampia, proprio come l'Appia nuova vicino all'aeroporto di Ciampino, solo che... al posto delle corsie di emergenza ci sono due belle piste ciclabili. Inoltre le piste continuano anche dentro l'aeroporto, come del resto fanno all'aeroporto di Parigi.
Si può obiettare che le corsie non hanno nessuna separazione fisica dalle corsie della strada, e quindi non offrono grande protezione ai ciclisti, ma comunque averle a Ciampino sarebbe già un bel passo in avanti.
Il vero problema è ancora una volta la volontà di spostare traffico dai mezzi di trasporto a motore alle biciclette (in effetti anche quelle elettriche vanno bene!). Infatti non ho ancora trovato una chiara politica in questo senso di aluna amministrazione comunale.
Speriamo che le bici a noleggio di stile parigino funzionino a Roma. Potrebbe essere un primo, ma importante, passo in quella direzione.
martedì 19 febbraio 2008
Ciclisti prigionieri a Ciampino

Un amico che vive a Ciampino mi ha messo a aprte della sua situazione, pregandomi di scatenare una campagna di opinione pubblica.
Sembra infatti che chi vive a Ciampino abbia difficoltà a raggiungere Roma con la bicicletta.
Malgrado la distanza contenuta, sembra che le strade siano di difficile percorrenza, essendo affollatissime da auto.
Ma il problema principale rimane il Grande Raccordo Anulare, che in pratica blocca la via verso Roma, in quanto gli attraversamenti alla fine sono tutti fatti con strade impossibili da percorrere in bicicletta.
Non ho avuto modo di verificare questo punto, e quindi lo porgo così com'è.
Forse però ci troviamo di fronte ad un classico casa di barriere... architettoniche all'uso della bicicletta.
Come fare a superarle? Rimango in attesa di commenti.
Sensazionale: non un vetro ma uno spino!
La realtà talvolta supera la fantasia!
Andando a riparare la gomma, ho constatato che a fare il buco non era stata una scheggia di vetro, ma uno spino, di quelli che si trovano normalmente sui sentieri sabbiosi.
Mi scuso con i vetri e le signorine (ma sono signorine?) dello scorso post.
Devo comunque cercare i copertoni anti foratura!
Andando a riparare la gomma, ho constatato che a fare il buco non era stata una scheggia di vetro, ma uno spino, di quelli che si trovano normalmente sui sentieri sabbiosi.
Mi scuso con i vetri e le signorine (ma sono signorine?) dello scorso post.
Devo comunque cercare i copertoni anti foratura!
lunedì 18 febbraio 2008
Maledizione, un'altra foratura!
La via dei vetri (Via Vetraria) colpisce ancora!
Suppongo sia la parte della pista ciclabile dell'EUR che dall'altezza di Via Federici arriva fino alla Regione Lazio. La ciclabile corre sul marciapiede.
Ma il marciapiede la sera e la notte è frequentato da signorine poco vestite -ammesso che siano signorine- che evidentemente consumano molte birre, scordandosi di mettere il vuoto negli appositi contenitori.
La presenza di tante schegge credo che sia anche dovuta al fatto che che i mezzi meccanici dell'AMA, a differenza della tradizionale ramazza, non raccolgono i vetri piccoli.
Comunque, seguendo il consiglio di Danilo Lovebike, cerchrò i famosi pneumatici antiforatura. L'alternativa è un bell'esorcismo.
Suppongo sia la parte della pista ciclabile dell'EUR che dall'altezza di Via Federici arriva fino alla Regione Lazio. La ciclabile corre sul marciapiede.
Ma il marciapiede la sera e la notte è frequentato da signorine poco vestite -ammesso che siano signorine- che evidentemente consumano molte birre, scordandosi di mettere il vuoto negli appositi contenitori.
La presenza di tante schegge credo che sia anche dovuta al fatto che che i mezzi meccanici dell'AMA, a differenza della tradizionale ramazza, non raccolgono i vetri piccoli.
Comunque, seguendo il consiglio di Danilo Lovebike, cerchrò i famosi pneumatici antiforatura. L'alternativa è un bell'esorcismo.
domenica 17 febbraio 2008
Domenica senza auto? Piuttosto un lunedì con poco traffico!
Oggi ho fatto un bel giro per Roma, 57 km. Da Piazza Vescovio sono andato fino alla Prenestina, poi alla Palmiro Togliatti, ho fatto la pista (quel poco agibile), poi Parco degli Acquedotti, Appia Antica fino a Santa Maria delle Mole, e poi ritorno a casa passando per il centro.
In giro era pieno di macchine. Altro che domenica senz'auto, piuttosto sembrava un lunedì con poco traffico!
Ho visto tantissime cose: auto a tutta birra, un gruppo di motciclisti con Harley Davidson a tutto volume (saranno pure Euro 3, ma per il riumore dovrebbero tenerle ferme), inchiodate improvvise. Direi una domenica più senza bici che senza auto.
Tra le visioni cito la più penosa e la più divertente:
La più penosa: su Viale Togliatti un gruppo di ciclisti (una quindicina) mestamente scortati da un'auto della municipale, che procedeva alla velocità dei bambini. Contavano di raggiungere la pista ciclabile,
ma i lavori in corso ne avevano spostato l'inizio praticabile.
La più divertente: si sente un rombo di motore in accelerazione, due colpi di clackson, sgommata, altro colpo di clackson, passa un'auto in fortissima accelerazione, con il conducente che manda tutti a quel paese. Sulla fiancata un grosso adesivo: AUTO DI CORTESIA.
Insomma: vista la quantità di auto nella giornata senza auto, bisognerebbe imporre il limite di 30 km all'ora e farlo rispettare!
La pista di Palmiro Togliatti
Non l'avevo mai percorsa, prima di oggi. L'opera è bella, ma al momento martoriata dai lavori in corso. Il neo principale, oltre al fatto di non arrivare a Cinecittà, sono i tratti a raso, ovvero quei pezzi di pista in comune con l'attraversamento delle auto.
In altri Paesi, la pista sarebbe sollevata dalla carreggiata, cosicchè gli automobilisti sarebbero costretti a rallentare (forse SUV esclusi) e si avrebbe una protezione valida per i ciclisti. In Italia.. l'auto è sacra!
Direi che questo problema è in comune con altre piste, ad esempio quella dell'EUR. Il problema è che in Italia non si vuol capire che le macchine (e le moto) in città, fuori dalle arterie di scorrimento, non devono superare i 30 km/h.
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