domenica 6 giugno 2010

Aperta (e subito richiusa) la stagione della canoa

Che bella giornata! La coincidenza della stagione che avanza e della mancanza di gite di bicicletta di Cicloappuntamenti, mi hanno fatto cedere al richiamo dell’acqua.

Così, sapendo che il mare sarebbe stato preso d’assalto, ho caricato la gonfiabile sulla maccina e mi sono diretto a Martignano.

Nota: Arrivato all’agriturismo sul lato della Valle Baccano, ho dato un’occhiata al contachilometri, che segnava 34. Se si potesse percorrere la Cassia Bis con la bici, il lago non sarebbe nemmeno così distante (partendo da Ponte Milvio con Carmine e Magobici mi pare facemmo circa 50 km).

Arrivato al lago, ho gonfiato la canoa e l’ho messa immediatamente a mollo, per una remata di apertura di circa due ore e mezza complessive, ed una bella nuotata di una mezz’oretta.

Lago magnifico, un filo di vento, acqua a temperatura perfetta, tutto meraviglioso. Sono tornato rosso come un gambero

In più il livello del lago, grazie alle abbondanti piogge, era così alto che tutti i canneti erano ritornati abbondantemente in acqua. Passando vicino ad uno di questi ho visto le canne scuotersi violentemente. Pensavo che fosse un cane che assalisse le papere, ma non si sentivano guaiti o altro.

Allora pensando che fosse qualcosa di più esotico mi sono avvicinato di più, ma non sono riuscito a vedere nulla, solo le canne che qua e là si agitavano (senza vento), eppoi violento agitarsi di acque. Nutrie?

Ma non vedevo nulla. Ancora le canne si agitavano una dopo l’altra, come se qualcosa le stesse scuoendo da dentro l’acqua… Una specie di Tremors acquatici?

Mi avvicino piano piano, e sotto di me vedo passare alcune carpe gigantesche, lunghe 70/80 cm, che quando si infilavano nel canneto, rimanevano impigliate e allora si agitavano… Magnifiche.

A fine giornata ho scoperto, con mio grande dispiacere, una grande scollatura del telo di poppa, uno degli elementi cardine per mantenere l’integrità strutturale della canoa… Purtroppo i suoi 16 anni si sentono, i collanti cominciano a cedere. Quindi, fino alla riparazione, addio laghi.

Per tirarvi un po’ su il morale, riporto lo stralcio di conversazione udita durante il ripiegamento della canoa:

Voce Maschile: Ma so’ mille barili ar giorno. Quant’è ‘n barile? 60 litri?
Voce Femminile: A me basta che se potemo fa’ er bagno a Sabaudia st’estate, nun è che se sta a inquina’ tutto?
Voce Maschile: Nun te preoccupa’, nun arriva qui. E’ distante sta ner Pacifico…


A voi studio
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1 commento:

ceska ha detto...

La specie umana così come la conosciamo è un parassita inutile destinato all'estinzione. Forse per un qualche istintodi conservazione la specie sta regredendo lentamente, sta involvendo verso una forma più primitiva ed animalesca, quando ancora era in armonia col ciclo della natura.
Se l'umanità riuscirà a non distruggere il pianeta prima di aver ultimato la sua involuzione, forse avrà una speranza di sopravvivenza.
Insomma, visto che non riusciamo ad andare aventi, tanto vale tornare indietro... chissà com'è la carne di mammut cruda.

;-)