giovedì 8 settembre 2011

EUR again!

Una riunione all’EUR è stata un’occasione per ritornare con la bici sul luogo di molti delitti!

La mattina ho esitato un po’, ma alla fine ho infilato la tenuta da bici e il vestito in una borsa e mi sono lanciato. Poco prima della riunione mi sono cambiato ai giardinetti e sono arrivato fresco come una rosa. Il ritorno –all'ora di pranzo ma molto più corto- l’ho invece fatto senza cambiarmi, solo la giacca nella borsa.

Ho trovato la pista in buone condizioni, anche se gli scivoli – all’altezza del negozio Habitat- sono sempre bloccati dalle auto.

Sulla pista non ho incontrato molti ciclisti, che invece abbondano al centro. Però l’ora era un po’ tarda.

Certo, usare quei famosi 45 mila euro di contributo per fare una pista sul marciapiedi di Via CIlicia non sarebbe male.

Invece all’Ostiense ho visto una sacco di risistemazioni “locali” di marciapiedi e giardinetti, nelle quali lo spazio viene sprecato senza tenere conto della mobilità ciclabile.

Un vero peccato.

martedì 6 settembre 2011

Traguardi estivi

Archiviate le ferie, non ci resta che godersi –magari in foto- i successi estivi.

Per quanto mi riguarda quest’estate è stata ricca di successi, di traguardi, di achievement , come direbbero gli anglosassoni, magari aggiungendo un “s” in fondo (Peraltro assolutamente inappropriata nella parlata italiana, in quanto abbiamo gli articoli differenziati tra plurale e singolare, e quindi non c’e’ bisogno di declinare la parola straniera… Tie’!)

Oltre al Sentiero dei Briganti, anzi forse proprio da quello, l’achievement più prestigioso: le due forchettine sul “Gambero Rosso” dei tafani del Lazio.

La preziosa guida, che ogni tafano e mosca cavallina legge coi suoi occhi a mosaico, da agosto riporta Il Marziano tra i soggetti più saporiti, degni di un assaggino anche a stomaco pieno, così, tanto per gola. Non senza un fremito di orgoglio riporto integralmente la descrizione guida.

Novità dell’estate la trattoria itinerante “Il Marziano” è stata aperta nei boschi del Nord del Lazio. La Trattoria, montata su bicicletta, rientra a pieno titolo nel grande dominio dello slow food, specialmente quando va in salita. Anzi, in queste occasioni, si ricopre di uno strato di sudore che funge egregiamente da aperitivo, in attesa del pasto vero e proprio.

Per il pasto vero e proprio –avendo tempo- è magnifico attendere la discesa. In questo caso la mancanza di freni a disco incrementa notevolmente la velocità del pasto, creando una piacevole brezza rinfrescante. Peraltro il pasto può essere consumato in tutta tranquillità scegliendo il taglio che più aggrada, avendo il Marziano le mani improrogabilmente impegnate dai freni.

La trattoria spesso apre in riva ad un lago (nella foto l’incantevole vista sul lago di Mezzano dalla trattoria) –anche in autunno- ottima occasione per una romantica cena.

Devo dire che a differenza di altri traguardi effimeri dell’estate come la tintarella o i pettorali la fama guadagnata nell’ambiente gastronomico tafanico/moscocavallinico si sta rivelando molto duratura, e la clientela non manca di dimostrare anche adesso e a Martignano la propria calorosa affezione.

domenica 4 settembre 2011

Il secondo ponte più sfigato del mondo…

Il ponte più sfigato del mondo è sicuramente il mitico Takoma Bridge. Guardatevi su Youtube il documentario del crollo, avvenuto il 7 novembre 1940,neanche 6mesi dall'apertura al traffico. E' veramente impressionante.

Generazioni di ingegneri, civili e aeronautici, hanno studiato le ragioni del suo collasso, dovuto a fenomeni di aeroelasticità dinamica.

Se Takoma è il più sfigato, si classifica secondo ad una incollatura il ponte sul fosso dell’Acqua Traversa della pista ciclabile di Roma Nord.

Riparato a gennaio di quest’anno, dopo oltre due anni di chiusura amministrativa (ma in quei due anni ci sono passati e ripassati tutti i ciclisti di Roma e provincia, più svariati cittadini europei) è stato danneggiato dalle fiamme di un incendio di sterpaglie sviluppatosi nel fosso omonimo (Fosso del Ponte sopra il Fosso dell’Acqua Traversa).

Dalle foto sembra che il danno sia di poco conto, appena da cambiare le tavole. Magari una verifica sulla qualità dell’acciaio, che non sia stato troppo ricotto, e poi speriamo che torni nuovo come prima.

Ovviamente è transenato, e la pista ancora una volta è amministrativamente interrotta.
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venerdì 2 settembre 2011

Di nuovo in bici a Roma

Quest’anno il caso ha voluto che lo spostamento verso settembre delle ferie abbia avuto un esito particolarmente felice. La seconda metà di agosto è stata meravigliosa. Ma come tutte le belle storie, anche le ferie finiscono. Bene o male ma finiscono, e si ritorna alla vita normale.

Super dolorante per lo strappo alla schiena da sgombero cantina ho inforcato le due ruote, non senza aver prudentemente abbassato il sellino per non soffrire troppo nel salire e scendere. Andare in ufficio è stato senza storia (soliti 4 km). In uscita ho invece deciso che avrei affidato alla bici qualche speranza di guarigione e ho deviato dal ritorno per vedere di scaldare un po’ i muscoli.

La prima sorpresa l’ho avuta a Piazza Indipendenza, dove ci siamo trovati in sei (tre Italiani e tre stranieri). Una mini critical mass, che per qualche minuto ha tenuto in scacco la circolazione. Visto che i lombi non dolevano più di tanto, ho continuato gracchiando fino a San Paolo.

Nel percorso ho avuto la conferma di alcune cose che avevo già notato a luglio. Ve le trasmetto per evitare altre bici bianche:

- Malgrado l’arrivo di settembre, molti automobilisti soffrono ancora per il caldo. Sgasate e accelerazioni brusche continuano come ad agosto, anche perché il traffico non è ancora ai livelli normali. Prudenza e orecchie all’erta.

- sono aumentati i torpedoni in circolazione. Li trovo piuttosto pericolosi. Vanno più veloci dei bus ATAC, tendono a passare di prepotenza, e spesso viaggiano a coppie, con il secondo preoccupatissimo di perdere il contatto con chi lo precede. Da evitare e stare molto attenti;

- la sosta in doppia fila continua ad essere un pericolo fortissimo. Solo oggi in almeno due casi bici e auto (o bus) non ci passavano, e ho dovuto fare segno a chi mi seguiva di rallentare per farmi passare. Un brutto voto alla Polizia di Roma Capitale.

- Una new entry, i mezzi dell’AMA, quelli piccoli e medi. Irti di pericolosi spunzoni, tendono a farti il pelo, rischiando l’aggancio;

- Attenti ai bus hop on/hop off. Vanno piano ma non si fermano mai. Essere schiacciati dal tour Roma Cristiana non da’ necessariamente l’accesso al paradiso.

E la schiena? Decisamente meglio, dopo una ventina di km!

giovedì 1 settembre 2011

Ciriciao gente!

Ciriciao gente!

Il Marziano ha fatto un salutare periodo di lontananza dal web, ed adesso ritorna a voi più arzillo (come ogni vecchietto che si rispetti) e pimpante che mai.

L’estate ha portato molta bicicletta sulle orme dei briganti e parecchia attività acquatica, in particolare nuoto e canoa. Il risultato è il bronzo di Riace che –care ammiratrici- potete ammirare in foto.

Peccato che nell’unica giornata di lavoro domestico, sgomberando una cantina, mi sia beccato un megastrappo alla schiena.

Il consiglio è quindi di evitare i lavori domestici in quanto attività pericolose.

Nei prossimi post i resoconti dettagliati!!!

giovedì 11 agosto 2011

Agosto Roma meravigliosa (mente fresca)

Ad agosto Roma da il meglio di se’.

In particolare questa estate così atipica ci ha regalato un agosto cittadino assolutamente inedito. Non mi ricordo infatti di altri anni nei quali il periodo prima di ferragosto sia stato così fresco e vivibile. Cosa particolarmente apprezzabile se accoppiata con la luminosità vivida del cielo. Insomma, fresco senza pioggia.

In effetti sono rientrato da una prima settimana di ferie con le lacrime agli occhi. Avevo appena cominciato a rilassarmi (e a ricostruire le spalle con un po’ di canoa rigida e parecchio nuoto) e sono ritornato al lavoro (e pure tosto). Per fortuna il tempo è stato tale da non farmi rimpiangere troppo il mare. Certo, non sono stato in vacanza, ma almeno non sono morto di caldo.

Ho fatto anche una capatina agli stand sulla banchina del Tevere. Con l’aria fresca, una quantità accettabile di persone (per fortuna più stranieri che Romani) ed il Tevere sche scorre lì accanto, la location è veramente unica, nulla da invidiare alla forse più blasonata Senna, almeno per quel pezzettino.

Debbo dire che lo spostamento della pista immediatamente sotto il muraglione ha anche risolto i problemi di coesistenza. Alla fine non ci sono più bancarelle sulla pista. Certo sono, la sera ci sono le persone che visitano la fiera, ma alla fine non si può avere tutto dalla vita.

Una cosa che mi piacerebbe: ferie a luglio, a Roma ad agosto.

lunedì 8 agosto 2011

Perché Sperlonga non doveva diventare una piccola Rimini


Nella migliore tradizione del ciclo picnic, ho organizzato un bagno a Sperlonga partendo da San Felice Circeo.

Senza carta avevo stimato 25 km (andata), in realtà raggiungere la spiaggia ne ha richiesti quasi 34, quindi con gli inevitabili spicci al ritorno abbiamo totalizzato 70 km tondi tondi… senza contare il ventaccio contrario sulla strada del rientro, che è stato peggio di una salita.

E senza contare l’ora di pedalò per vedere la costa rocciosa.

Sono andato alla spiaggia a Sud di Sperlonga, passate le grotte di Tiberio e la prima galleria, per intenderci. E lì mi sono ricordato che più o meno 24 anni prima vi avevo passato un romanticissimo weekend, prima uscita a medio raggio dell’Honda 350 four di ottava mano che avevo acquistato.

Sperlonga allora era una delle due spiagge romantiche del Lazio, insieme a Sabaudia. Spiagge selvagge con un piccolo stabilimento e poi la sabbia e basta. Spiagge dell’amore, la cui popolazione era formata quasi unicamente da coppie romantiche e appassionate, affratellate da un’aria di complicità… siamo tutti qui per abbandonarci all’amore. Specialmente Sperlonga era uno dei santuari del peccato carnale, a cominciare dai costumi audacissimi (per l’epoca, ma anche per questa…) e aveva un’aura che la rendeva unica.

Inutile dire che il panorama è cambiato. Ovviamente in peggio. Le proporzioni si sono invertite: la parte libera è rimasta una 50na di metri, mentre la spiaggia è totalmente occupata da repliche di quello stabilimentino di allora, Molto carine, ma irrimediabilmente troppe. 50 metri di spiaggia libera se va bene. Altro che coppie appassionate: (poche) famiglie sulla spiaggia. Appena un’ombra delle avvenenti sirene che sceglievano quella riva per il loro canto.

La fama del luogo si è sparsa e, come a Sabaudia, anche i “non romantici” ci sono voluti andare, e senza accontentarsi dell’amore e della passione, hanno voluto sempre più ombrelloni, lettini, docce, alberghi.

Alla fine hanno capito che la magia era finita e che rimaneva una piccola spiaggia, scomoda da raggiungere. E della bellezza chissenefrega, meglio la confusione degli stabilimenti attrezzati.

Infatti il 1^ di agosto gli stabilimentini avevano a malapena il 10% degli ombrelloni (20 euro, con due lettini). Dopo riconsegnato il pedalò mi sono fermato a parlare con il bagnino. “C’è pochissima gente, ancora meno dell’anno scorso. Sperlonga è cara e la gente non ci viene”.

Non ho avuto coraggio dirgli che era un po’ anche colpa sua. La spiaggia romantica e trasgressiva, dalla bellezza selvaggia, l’avete ridotta ad una serie di stabilimentini per famiglie.

Avete fatto scappare le sirene. Avete trasformato la selvaggia Sperlonga in una Rimini da tre file d’ombrelloni.

Ma a chi piace Rimini va lì, con gli ombrelloni con lo stereo, la TV e la doccia incorporata.