martedì 2 aprile 2013

Montefogliano in salsa Hash

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Quanto mi piash, il Fogliano in salsa Hash!

E come potevo dire di no?

Ad un solo settimano dall’ultima volta sul Fogliano, il Marziano si  è EN-TU-SIA-STI-CA-MEN-TE aggragto all’ormai classica “Pendici del Fogliano con Hash” edizione 2013. Che è stata anche meglio di quella –peraltro bellissima- del 2012. Se si continua così quella del 2014 sarà proprio da pippe… al sugo!!!!

La gita è partita benissimo: già sul cicloappuntamenti express  ci siamo trovati con Dumil, Angelo e Uta, eppure con Claudio Manamana che mi ha telefonato dal vagone di centro, dove aveva trovato un po’ di Franzbikers a spasso.

Quindi garantita cagnara già sul treno!

A Capranica il gruppo si è unito a noi, comprensivo di Mario l’elettricista, con la sua fida Panasonic e due batterie da 55 km cadauna…  Ha marcato visita solo Provinciale, colpito da attacco di ernia mentre stava uscendo di casa, e lasciato da Marybalto a letto ancora vestito da ciclista!

Il gruppetto (… ‘na ventina) si è subito inoltrato per le campagne del Capranichese verso Vico Matrino, dove finalmente abbiamo incominciato a seguire la traccia, ben dipinta di viola sul terreno.

Da lì in poi non mi ricordo mica tanto… nel senso che è stato tutto un turbinare di sentieri a me poco conosciuti. Infatti del Fogliano conosco alcune parti, diciamo quelle importanti, ma ancora non mi oriento bene nei passaggi intermedi, negli ingressi da e per Vetralla, le fontane e le sorgive… Sono tutte bellissime come i single track nel bosco.

Debbo però dire che sono rimasto particolarmente ammaliato dal percorso tra Vico Matrino e la Cassia, sia nella avariante all’andata che in quella al ritorno, complice forse l’atmosfera da tempesta in arrivo (peraltro non abbiamo preso una gocci d’acqua).

La battuta più simpatica l’ha fatta il caro Hash, quando ha messo una gita da 40 km e 750 m di dislivello nelle passeggiate e scampagnate. Se infatti lo spirito era quello della passeggiata e scampagnata –su questo tutti concordano- se infatti il divertimento è stato tanto, la fatica non è stata poca  (tanto per citare il sito) e anzi, il ritmo in alcune occasioni è stato accelerato rispetto alla classica gita, specialmente dopopranzo. Oddio, ogni tanto va bene tirare un pochino il collo rispetto all’andatura da turista, però non ho potuto godermi la magia del bosco come avrei voluto… ovviamente non me ne lamento, solo per dire che ho intenzione di rifare questo meraviglioso giro ad un ritmo più blando.

La pausa pranzo, per quanto fresca, è stata gustosa. Non per niente avevo concentrato nella borsa varie delizie, non ultimo 750 cc di Cabernet Sauvignon. Purtroppo l’altra 19vina di partecipanti non ha apprezzato, e quindi la quantità un tantino esagerata (per la gita) che ho assorbito ha fatto sì che perdessi la mia proverbiale precisione sul sentiero in discesa, finendo per un paio di volte tra le foglie nella canalina al centro… sotto le quali non si sa mai cosa ci sia! Per fortuna sotto le foglie c’erano solo altre foglie, per cui non è successo nulla, ma cmq l’irritazione ha disperso i residui fumi dell’alcool.

Difficili i seguenti 100 metri di dislivello single track che non mi sarei aspettato… poi ho capito che stavamo andando a riprendere il sentiero della mattina intorno a 500 m e quindi mi sono messo l’animo in pace e l’ho presa con filosofia.

Usciti dal bosco intorno alle 2 e dieci, si è presentata una prima decisione: andare a prendere il treno alla stazione di Vetralla (15:06) o continuare per Capranica per quello delle 17:17? Francamente non ho mai avuto il minimo dubbio (Capranica), e anche quelli che avevano lasciato l’auto a Capranica l’hanno pensata allo stesso modo!

Quindi legato e imbavagliato Dumil (lasciandogli libere solo le gambe per pedalare) abbiamo continuato per altre due ore di meravigliosa pedalata per Capranica, della quale ho particolarmente apprezzato la variante sulla Francigena, ce avevo sulla carta ma non avevo mai praticato.

A Capranica ci siamo riaffacciati con un’ora di anticipo sul treno… tutto sommato un giusto anticipo, in quanto nessuno ha bucato, il che per una ventina di pedalatori non è cosa scontata. Cortesemente gli automobilisti ci hanno aspettato fino quasi alla partenza del treno, mentre la temperatura andava crollando… a parte Mary che è ripartita di corsa, sperando di non ritrovare ancora Provinciale a letto ancora con la tenuta da ciclista nella stessa posizione del mattino…

Un altro simpatico ritorno in treno, dove peraltro mi sono appisolato (a causa della birra Capranichense) e Roma ci ha accolti con una bella pioggia.

Sul treno ci siamo ricongiunti ai Franzbikers, praticamente coperti di fango Monteranese.

Ad Hash i complimenti per essere ritornato in  gran forma, e ulteriori complimenti per il tracciato semplice e strepitoso.

La gita è stata anche l’ultima per le mie ruote, almeno con i copertoni da fuoristrada. Infatti al momento ho montato due Shimano Deore, sicuramente (molto) meno che eccelse, ma con la forma generale (non i raggi) da ruote di MTB.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Se fossi potuto venire ti avrei aiutato piu' che volentieri con il Cabernet Sauvignon...
un saluto Molesto

Anonimo ha detto...

Che cronaca, meglio di Brera!! Patgarret