domenica 12 gennaio 2014

Ciclisti: perchè otteniamo poco, pochissimo, anzi niente

Un'altra amara riflessione su FB mi ha portato a cercare di uovo un post che avevo scritto poco dopo la ciemmona 2013.

La riflessione riguarda la sostanziale divisione tra i ciclisti e gli scarsi risultati che alla fine stiamo ottenendo. Più che scarsi, a Roma rasentao lo zero, se non addirittura la recessione.

E' ormai parecchio che non si inaugura una bella opera ciclistica, e a dispetto della crescita di numero, Roma continua ad ingnorarci. Perche tutto questo?

a) Siamo pochi
E' inutile negarlo. I ciclisti sono pochi. Il sito forse di maggior interesse, salvaciclisti Roma, conta circa 2300 iscritti. Stiamo a meno dell'1 per mille della popolazione cittadina. Una miseria.

b) Siamo divisi
Non basta essere in pochi, siamo anche divisi. Oltre alla divisione destra/sinistra, tipica di ogni attività nello stivale, abbiamo che si interessa all'infrastruttura ciclistica un numero ridotto di ciclisti, i ciclomobilisti. I cicloturisti vorrebbero qualcosa, stile Trentino, ma qui non è aria. Sono compatibili con i ciclomobilisti, ma senza esagerare. Poi ci sono gli sportivi, da fuori e dentro strada, e quelli sono una tribù a parte, con loro regole e preferenze che sono tutte legate all'attività sportiva. A cominciare dalle priorità, che sono totalmente diverse.

c) Siamo naive
AI pochi incontri cui ho partecipato, si vedeva chiaramente la prevalenza degli esagitati sulle persone ragionevoli. Persone senza strategia, con idee ridicole, incapaci di adeguarsi al contesto. Magari comprensibilmente ansiosi di far sentire la propria voce dopo anni di soprusi, ma senza alcuna capacità di ottenere qualcosa in un ambiente complesso come la macchina amministrativa capitolina.

Insomma, che vogliamo fare? Proviamo a darci una regolata? A fare un serio gruppo di pressione?


5 commenti:

roberto pallottini ha detto...

gli amici del sito fb del coordinamento romaciclabile sono più di 3000. Solo per segnalare che molti ritengono importanti le associazioni e non solo il movimento, per dare continuità e qualità alle proposte e portarle a sintesi. Il coordinamento è già una sede di confronto, è aperta anche ai singoli, se cerchi un luogo dove confrontarti, già c'è

Roma Ciclista ha detto...

300 è sempre pochi... per quanto riguarda coordinamenti e confronti, per rappresentare i movimenti occorrono persone di alto profilo in grado di sintetizzare le pulsioni in obiettivi realistici e di fare il lavoro di collegamento con l'amministrazione comunale.

Ai pochi incontri cui sono stato ho visto soprattutto il contrario del personaggio di cui sopra...

Non c'e' da meravigliarci se poi non otteniamo nulla o quasi.

Roma Ciclista ha detto...

Scusa, 3000... sono oggettivamente pochi in una città come Roma. Non siamo neanche un target elettorale...

roberto pallottini ha detto...

Noi siamo abbastanza bravi a fare proprio quello che tu dici, e lo facciamo da molti anni. E continueremo a farlo. Forse alle nostre riunioni non sei mai venuto.

Roma Ciclista ha detto...

Non voglio offendere ne disprezzare il lavoro altrui, dico quello che ho visto ai pochi incontri con l'amministrazione cui sono andato.

Ho visto una serie di personaggi esagitati che dicevano cose fuori contesto. Io lavoro nell'amministrazione pubblica e mi capita di incontrare associazioni di settore o delegazioni sindacali. Ma mica ho mai visto cose del genere. Soprattutto bisogna comporre le differenze prima di andare davanti alle controparti.

In genere però vedo persone che non distinguono i finanziamenti dal bilancio dalle gare dai progetti esecutivi, etc. etc. etc. Per caità, mica tutti possono nascere imparati, ma se certe cose non le sai non puoi sempre fare la primadonna.

Per non parlare di quelli che ce l'hanno contro l'automobile e si credono di fare la rivoluzione a Roma...

Infatti non stiamo ottenendo quasi nulla a Roma... quasi nulla rispetto agli sviluppi che si vedono altrove, ovviamente.