lunedì 27 gennaio 2014

Se Roma si scopre violenta

La relazione di inizio dell'anno giudiziario ha certificato quello che da tempo noi cittadini romani sentiamo: che Roma sta cambiando, sta diventando più violenta.

La sensazione di insicurezza aumenta di giorno in giorno. La magistratura indica ovviamente reati di grande gravità: stupri e rapine, infiltrazioni della criminalità organizzata. Diciamo che sul visibile aumenta la quantità di figuri palesemente violenti che si vedono in giro.

Per rimanere al ciclistico, lasciare la bici legata al palo è diventato un rischio molto serio. Poii ladri non si limitano più ad insidiare per strada. Da tempo i cortili non proteggono più le biciclette, ma ormai entrano a rubare nelle cantine e nei box. Per non dire nelle case (non è stato citato l'aumento vertiginoso dei furti negli appartamenti).

La sensazione di insicurezza è poi aumentata dalla certezza che ancora una volta lo Stato, e la città, subiscono senza reagire.

Anzi, complice il sovraffollamento delle carceri, ci prepariamo a lasciare in libertà, a carico della collettività, tutta una serie di soggetti capaci solo di campare di illegalità. Checchè ne dicano Radicali & tutte le anime belle che, anche fondatamente, si preoccupano di queste cose.

In aggiunta, come per compensare la fuga dei nostri cervelli all'estero, non si riesce a contrastare la continua nascita di favelas, accampamenti di senza tetto, che non s capisce perchè non possano fare i senza tetto a casa loro (Est Europeo, India, Pakistan, Bangladesh, Africa) e ce li dobbiamo accollare noi in quantità illimitata.

Se il paese fosse veramente governato, questi dati porterebbero ad una reazione a livello legislativo e governativo. Inasprimento delle pene (soprattutto per chi entra nelle case), nascita di strutture di detenzione "leggere" (in modo da poter almeno evitare che delinquano per un po'), potenziamento degli uffici giudiziari, obbligo di lavoro per i detenuti per compensare l'aumento dei costi).

Eppoi liberarsi immediatamente di tutti questi, magari piccoli, criminali. Procedure accelerate di rimpatrio... altro che servizi infiniti di telegiornali pubblici sui Marocchini che si cuciono la bocca senza una parola sul fatto che sono immigrati irregolari e nessuno vuole torcere loro un capello basta che ritornano a casa loro.

Insomma, il solito casino italiano, solo che questa volta rischiamo un peggioramento irreversibile della qualità della vita.

Non solo ciclistica.




4 commenti:

Mammifero Bipede ha detto...

"non si capisce perchè non possano fare i senza tetto a casa loro"

Boh, ad esempio perché "a casa loro" non si butta un terzo del cibo complessivamente messo in commercio nella spazzatura?
A "casa loro" muoiono di fame, qui campano bene anche solo con la roba che noi buttiamo.
Forse un minimo di autocritica potremmo anche concedercela, ogni tanto.

Roma Ciclista ha detto...

Faccio autocritica doppia:

a) "non si capisce perchè ce li dobbiamo accollare in quantità illimitata"; concetto espresso in maniera migliore e più netta;

b) allora basta che non sprechiamo più niente e se ne vanno?

Marco, cominciamo a tirare una linea: tra chi cerca un lavoro, anche umilissimo, e chi cerca solo di accollarsi come un parassita.

Basta vedere tutti i poveracci che sbarcano il lunario cercando di vendere poche cianfrusaglie per strada e chi continua a rovistare nei cassonetti.

Mammifero Bipede ha detto...

Lug, i parassiti veri stanno altrove. Girano su macchine coi vetri oscurati, frequentano locali dove non ti lascerebbero mai entrare, ti fanno sparire i soldi di tasca con le tasse o in altri modi che nemmeno comprendi.
I parassiti veri non li vedi a cercare di riciclare materiali dalla spazzatura (cosa che, peraltro, l'UE obbligherebbe noi a fare...)

Roma Ciclista ha detto...

Marco, la microcriminalità ti fa danni indviduali incommensurabilmente più alti di qualsi tutto il malaffare politico. Prima che un politico ti rubi su scala nazionale l'equivalente della tua bicicletta, ne devono passare di anni.

Questo comunque non vuol dire che dobbiamo rinunciare a correggere entrambe le situazioni.

Quello che non mi va, e va a sempre meno persone, che l'Italia si debba rassegnare alle favelas solo perchè non sappiamo opporre una valida resistenza.

Poi ti piacciono le favelas, i furti continui, i posti ridotti a monnezza, il non poter lasciare le bici fuori, il dover spendere migliaia di euro per gli antifurti?

A te forse sì, a me no. E dato che non vedo altre soluzioni sull'immediato, vediamo di rimandarli al loro paese.

Hai altre soluzioni nell'immediato che siano alla portata delllo stato italiano e della sua capacità di gestire i fenomeni?

Esponile... altrimenti il tuo è solo rifiuto di difendere casa propria.