mercoledì 9 aprile 2008

Un altro grande GRA?

Nella campagna elettorale per le elezioni comunali ha fatto nuovamente capolineo la proposta di costruire altre strade. In particolare abbiamo all'orizzonte una nuova strada parallela alla Pontina ed un raccordo anulare più grande del raccordo stesso, di circa 120 km di circonferenza.

Non avendo fatto studi in questo senso, non posso dire quale sarebbe veramente l'impatto di queste opere. Vaperò notato che non abbiamo nenache finito di fare la terza corsia al GRA, che già si parla di nuove, e più devastanti per ambiente e paesaggio, opere autostradali.

Dall'esperienza di automobilista, prima ancora di quella di ciclista, la sensazione è che all'aumentare dell'offerta stradale aumenta inevitabilmente il traffico fino a raggiungere un nuovo punto di saturazione.

L'esperienza cittadina insegna questo. Infatti gli ingorghi della Pontina si generano perchè le persone vogliono andare e venire da Roma. Quindi il vero problema è portare il passeggero a ROma, e quindi permettergli una buona mobilità demtro Roma a prescindere dal mezzo privato.

A parte alcune infrastrutture strategiche, tipo il tunnel fatto a nord-ovest, la vera soluzione ai problemi di mobilità è data dal trasporto pubblico, in particolare quello su rotaia, sotto forma di metropolitana, tram, e ferrovie locali.

Forse, se invece di fare una nuova Pontina, si facesse un nuovo collegamento ferroviario con il sud di Roma, per esempio una ferrovia urbana da Pomezia e Torvaianica, si taglierebbe il problema alla radice. E forse la ferrovia -doppio binario- costa meno di una nuova autostrada che sorgerebbe inevitabilmente a due, o addirittura tre corsie per senso di marcia.

1 commento:

BIKECITY ha detto...

la tua riflessione e' molto razionale, le soluzioni da te proposte sono semplici e risolutive...ma purtroppo e' una questione di cultura, di poteri economici e di vedute e al momento qui in italia vige ancora la cultura del mezzo privato...personalmente, sto tifando per il caro carburanti e per il completo esaurimento degli stessi....anche essendo del tutto consapevole dei danni economici e della crisi produttiva che cio' potrebbe comportare........