domenica 6 dicembre 2009

Scivolata al guado

Le battaglie ai guadi sono una delle caratteristiche del Signore degli Anelli. Il film ci ha regalato una suggestiva sequenza della battaglia ai guadi di Osgiliath (ma non corrispondente al libro, perchè Frodo non vi giunge mai, e gli Orchetti sono grossi come Uomini, cosa che è vera solo per gli Uruk-Hay), e lo stesso figlio di re Theoden, Theodred, era caduto difendendo i guadi dell’Isen. Cadere al guado insomma, era uno dei destini degli eroi sfortunati.

Questa mattina mi sono aggregato ad un gruppo di ruota libera® per un percorso che dalla stazione di La Storta doveva ritornare al Labaro passando per Isola Farnese. Una trentina di km immersi nel verde e nel bosco. Ma il diavolo ci ha messo la buccia di banana.

Infatti uno dei pezzi forti dell’itinerario è il guado di un torrente nei pressi di Isola Farnese. Non chiedetemi il nome, perché me lo sono già scordato, cmq non era ne’ Treja, ne’ Arrone, e neanche Po, Reno o Danubio.

In effetti la cosa mi aveva preoccupato sin dall’inizio, in quanto la stagione è avanzata. La guida ha detto: “Io ci entro senza problemi, poi tanto i piedi si asciugano strada facendo”. Beh, considerando che non siamo a luglio l’idea di asciugarmi i piedi alla bell’aria di dicembre non mi sconfinferava per niente, anche in considerazione della necessità di mantenermi fit-to.work per la settimana lavorativa. Vabbè. La guida aveva anche detto: “Alcuni si portano le buste per i piedi” e così io mi ero armato di due mega buste da supermercato. Alla stazione però alla mia richiesta, la guida aveva detto che l’estate arrivava alla caviglia, d’inverno quindi sarebbe stato più su… Altro che buste, le pinne ci volevano.


A scanso problemi mi ero portato anche un cambio intero (compresi calzini, ovviamente!), allo scopo di salvare il salvabile. In effetti avevo preso anche due buste medie da frigo, con questo ragionamento: Se le scarpe sono bagnate, mi metto i calzini asciutti, imbusto il piede bagnato e lo metto nella scarpa umida con la busta…

Ultima possibilità… E guadare a piedi nudi? Noooh… ci si può tagliare i piedi sulle rocce taglienti! Vabbè…

Malgrado questa pietra sul cuore partiamo. Prima parte bellissima, le Cascate di Isola Farnese, poi ci avventuriamo per il sentiero, coperto di pozzanghere larghe quanto due torrenti, nelle quali per tre volte ho rischiato di andare lungo a causa della bassa velocità.

Cmq, arriviamo al guado, e dall’alto lo guato… Profondità meno di 30 cm, fondo sabbioso, acqua trasparente inodore… Bene, tutto sommato si può anche farlo a piedi nudi. Mentre valuto la cosa, il primo smonta dalla bici e scende per la ripida roccia che porta all’acqua. Scivola e cade, anche se per fortuna non nell’acqua.

La prognosi della scivolata è una distorsione al ginocchio, fine della gita. Lo riaccompagniamo mestamente alla macchina (circa un’ora e mezza), con lui che stoicamente pedala con un piede solo. Merito dell’attacco, che però forse è stato anche il responsabile del volo.

A piedi asciutti decido, con un compagno, di rientrare a Roma per la Cassia, che percorriamo per 17 chilometri fino a Ponte Milvio, poi a casa per pranzo. Cose che succedono, mi dispiace perché la gita cominciava proprio a piacermi.

Da segnalare nella giornata il treno urbano talmente coperto di graffiti da non consentire di vedere le stazioni fuori, e la prima volta in metropolitana con la bici… veramente veloce e comoda. La si potesse usare tutti i giorni!

Posted by Picasa

4 commenti:

bikecity ha detto...

purtroppo sono cose che succedono a chi OSA!!!

Lug il Marziano ha detto...

Poverino, la caduta (a piedi) è stata proprio banale. Tutto il mio problema era evitarsi di stare una giornata con i piedi bagnati. Ahimè, anche se non ho ancora i capelli bianchi comincio ad essere il decano delle gite...

Per quanto riguarda l'osare, mi pare che gorare per Roma sia ingenere molto peggio delle colline!

Lug il Marziano ha detto...

Poverino, la caduta (a piedi) è stata proprio banale. Tutto il mio problema era evitarsi di stare una giornata con i piedi bagnati. Ahimè, anche se non ho ancora i capelli bianchi comincio ad essere il decano delle gite...

Per quanto riguarda l'osare, mi pare che gorare per Roma sia ingenere molto peggio delle colline!

Lug il Marziano ha detto...

Doppio commento... E' il PC che ha l'Alzhameir, non io!