mercoledì 1 giugno 2011

Il ciclolaicista: l’incomprensibile innamoramento della sinistra per l’Islam

Quand’ero giovane la sinistra era molto laica e anticlericale. I bei tempi del kloro al klero. Andando ad una scuola di preti era musica per le mie orecchie. E le battaglie per conquistare una dimensione laica della società le ho condivise pienamente tutte, come del resto la mia famiglia.

Per questo non riesco a capire l’innamoramento della sinistra moderna per l’Islam, specialmente quello applicato nei paesi arabi. Per carità, non voglio assolutamente criticare la parte mistica ed escatologica, anche perché ne conosco veramente pochissimo. Così come ho nei pochi contatti che ho avuto con musulmani li ho trovati sempre amichevoli e cortesissimi. Quindi non stiamo parlando dei singoli.

Ma partiamo dal nome, Islam, che significa sottomissione, per quello che ne so. Sottomissione a Dio, che però si traduce inevitabilmente nella sottomissione ai preti. Forse quando l’Islam è nato, e stiamo parlando del medioevo, era anche un progresso rispetto al paganesimo vigente. Ma adesso?

Il progresso occidentale è stata (anche) la storia dell’affrancamento dalla superstizione religiosa e dai vincoli clericali, che peraltro ben poco avevano a che fare con la sostanza del Cristianesimo, tanto che quando il Cristianesimo sostituì il paganesimo come religione dell’Impero, il clero di allora dovette scendere a patti con le sue leggi, a cominciare dall’ammissione schiavitù, alla faccia degli insegnamenti di Gesù e delle politiche dei primi Cristiani.

Per fortuna ci siamo a poco a poco liberati da queste catene. Abbiamo imparato a tollerarci, a non fare le guerre tra protestanti, cattolici e ortodossi. Tanto che da noi il termine “guerra di religione” indica un contrasto privo di sostanza razionale.

Purtroppo l’Islam non ha seguito questa strada. Senza volermi addentrare in terreni che non padroneggio, il record dei diritti umani nei Paesi islamici è semplicemente tremendo.

Non solo in genere la libertà di culto è seriamente limitata, ma è di fatto impedita qualunque concreta manifestazione di laicità. Di femminismo neanche a parlarne. Atti e crudele oppressione degli omosessuali… Di separazione tra poteri, alla base dello Stato di Diritto, neanche a parlarne.

Il tutto ha contribuito in maniera sostanziale a mantenere le popolazioni in un riprovevole stato di sottosviluppo economico. L’assenza di una politica di limitazione delle nascite di origine religiosa fa sì che la crescita economica sia inferiore a quella demografica, con il risultato di incrementare le masse di poveri. Per non parlare della rivoluzione Iraniana, che ha defenestrato un tiranno per instaurare una dittatura teocratica degna di Orwell… l’innamoramento sarà mica nostalgia dell’Unione Sovietica?

Il bello è che è difficile accusare l’Occidente di tutto questo. A differenza della politica di sfruttamento applicata in Africa, Americani ed Europei hanno dagli anni ’70 hanno pagato il petrolio al pezzo che gli Arabi hanno voluto. Ma questo fiume di ricchezza ha portato ben poco beneficio a quelle popolazioni.

Ora io non sono contro l’apertura di qualche moschea, ma non mi entusiasmo, abbiamo sin troppe chiese in Italia.

Anzi, Vendola dovrebbe essere molto preoccupato e pretendere che nella futura moschea che non si propalino ideologie antidemocratiche o discriminatorie nei confronti di donne e omosessuali. E che non vi si attenti alla laicità dello Stato, così come giustamente lo pretenderebbe dalla chiesa cattolica.

Come dice Benedetto XVI quando vuole ingraziarsi gli islamici: “Abbiamo un nemico comune, il secolarismo”.

3 commenti:

Guido Fontani ha detto...

Un post del 2011 che sembra scritto ieri.

Roma Ciclista ha detto...

Era meglio essersi sbagliati!

L.

Anonimo ha detto...

purtroppo la classe politica (di sinistra) europea non lo lesse 5 anni fa e sicuramente non ne trasse le conseguenze...

e ora sono 5 anni più tardi, troppo tardi?