giovedì 1 novembre 2018

In morte di obike

Ragazzi... siamo di nuovo senza bikesharing.

Non credo che moriremo pero'

Ho letto che Obike Italia si e' ritirata dal mercato, seguendo il fallimento della casamadre.

Come ultimo motivo viene citata una percentuale troppo alta di atti di vandalismo e privatizzazione delle sue biciclette.

Percentuale che peraltro non sembrerebbe confortata da dati statistici.

Il bike sharing è una cosa molto comoda se fatto bene, e molte città fanno bene. Frequentando molto Bruxelles, qualche volta, specialmente nei mesi estivi, prendo il Villo! per farmi qualche escursione delle parti più distanti e meno conosciute della città.

Pero' siamo alle solite, le bici sono molto poco attraenti, e alla fine a meno che non vai in discesa, andare a piedi e' concorrenziale. Tanto è vero che mentre all'inizio le bici del Villo! erano frequentissime, adesso solo un ciclista ogni tanto le utilizza.

A Roma mi sono iscritto pure io a obike e, dopo vari tentativi abortiti, sono anche riuscito a prendere le famose biciclette arancioni. Pero' il noleggio non riuscito è diventare ne' un'abitudine ne' una cosa fatta volentieri.

Essendo un utilizzatore abituale della bicicletta, normalmente giro con la mia personale.

Ciononostante l'utilità di un bike sharing e' notevole, soprattutto se a flusso libero.

Ci sono i giorni nei quali non hai la bici (per esempio quando la porti per manutenzione) o perche' non l'hai potuta prendere o non passano i mezzi pubblici. Insomma, malgrado la bicicletta personale, anche io ho un sacco di motivi per servirmi del bike sharing.

Pero'... c'e' sempre un pero'. Vari in questo caso.

La periferia non è servita. Sulla Prenestina l'area delle obike si fermava a Piazzale Prenestino, questo me le rendeva di fatto inutilizzabili per gli spostamenti periferici.

Pero', il pero' piu' grande, anzi un vero e proprio PERO', di piu'... un porompomPEROPERO', riguarda la qualità delle biciclette. Capisco infatti che le bici da bikesharing, e in particolare quelle a flusso libero, non possano avere buone prestazioni altrimenti diventano troppo appetibili ai ladri.

PERO' le obike erano talmente scadenti in termini di prestazioni, da essere addirittura frustranti.

Pensare di andare dalla Prenestina a Termini in obike fa venire i brividi. Anche se lo fai, la velocità e' poco più di quella pedonale, e sudi più del doppio. Non sono, ma non avendo un portapacchi e' anche difficile portarci qualunque cosa che piu' grande del cestino in dotazione, per esempio un piccolo trolley se parti con il treno.

Se poi o scopo è ludico, allora ti godi di più una bella passeggiata... pensare di usarla per andare a Ostia Antica è semplicemente assurdo. A piedi vai un po' piu' piano ma almeno non fatichi in maniera spropositata.

Per quanto mi riguarda, dopo le prime esperienze mi e' proprio passata la voglia,  e io parlo da ciclista abituato a pedalare. Figuriamoci poi chi non pedala abitualmente...

Quindi, alla fine, della conclusione di questo bikesharing di Roma non e' che mi importi piu' di tanto. Rimangono pero' aperte due questioni:

1) Il bikesharing  dovrebbe anche essere ecologico... tutti queste bici inutili di cattiva qualità sono un cumulo enorme di rottami, che sono costate fior di energia per essere fabbricate e costeranno fior di energia per essere smaltite. Bel guadagno ecologico... almeno le vecchie bici del Comune di Roma sono state rubate per essere utilizzate...

2) Ma quale bikesharing ci vuole per Roma? Le finanze del Comune non ci permettono di fare praticamente nulla. D'altra dimensioni e orografia della nostra città chiedono bici di qualità... non mi pare che qualcuno abbia ancora pensato alla soluzione giusta.

C.. mi ero confuso tra obee e obike... vabbe' la sostanza mica cambia







Nessun commento: