giovedì 22 settembre 2011

Diventeremo mai troppi? (Effetto Critical Mass a Copenhagen)


In risposta al mio post “se prima ero io solo a pedalare… “ Martina risponde con un simpaticissimo commento, dicendosi convinta che l’uso della bici aumenterà. Sono d’accordissimo, magari non ne farei una questione addirittura “etica”, e non andrei oltre l’impegno per l’ambiente.

Vi dirò: sono ancora più contento se la bicicletta viene usata per “mera convenienza”, o per “godimento personale”, o addirittura “per far crepare d’invidia i vicini” e non per etica o senso di responsabilità.

Quindi pedaliamo e moltiplichiamoci… ma che succede se diventiamo troppi?

I giornali hanno riportato una serie di articoli di lamentele sui ciclisti copenaghegni. A detta di tutti la città è il paradiso delle ruote, ma come in tutti i paradisi, c’e’ qualcosa di sbagliato. Anzi, per dirla all’Amleto, c’e’ qualcosa di marcio in Danimarca.

Secondo la logica dell’”uomo morde cane” sono state riportate una serie di testimonianze negative. Amme terrorizzate che preferiscono il taxi alla bicicletta, etc. Io le farei accompagnare i figli a scuola a Roma, magari attraversando un lungotevere…

Ciò non toglie che l’espansione della bicicletta alle masse –se mai avvenisse- ne allargherebbe l’uso anche a qualche prepotente e maleducato, e anche da noi ci sono.

Per esempio io uso spesso il marciapiedi, ma cerco di dare sempre la precedenza ai pedoni. Non pochi ciclisti –qualcuno straniero- salgono sui marciapiedi e suonano ai pedoni. Altri, pur facendo pesanti infrazioni si comportano come se la strada fosse tutta loro.

Se vi ricordate, anche alla Critical Mass si sono visti episodi poco commendevoli. Persone che con la scusa della bicicletta attaccano briga con il prossimo. Purtroppo ce ne sono in tutte le fette di umanità.

Sulla faccenda copenaghegna io non mi preoccuperei troppo.

Prima che diventiamo troppi… Avoja a magnà pagnotte, come si dice da queste parti.

Però, nel frattempo, cerchiamo lo stesso di essere educati.

mercoledì 21 settembre 2011

La selvaggia Riva Sinistra Nord del Tevere

Mentre i baldi giovani di cicloappuntamenti se ne andavano tra Bracciano e Maccarese (per fortuna che non c'e' stato lo sciopero, altrimenti sarebbero rimasti a Roma) il buon Marziano ha sgirellato per Roma.

Dopo varie avventure (e ne vedrete anche altre) ha provato a far partire una prescout: percorrere dal quadrifoglio dell'Olimpica a Castel Giubileo la Riva dell'Aniene prima e la riva sinistra del Tevere verso Nord e Castel Giubileo.

L'idea è quella di aprire un percorso fino al ponte del GRA, attraversarlo nel predisposto passaggio ciclopedonale (se non chiuso) e tornare indietro.

L'impresa, peraltro iniziata a ridosso dell'ora di pranzo, si è rivelata più difficile del previsto, anche perchè la strada che segue l'argine è interrotta in qualche punto.

In effetti è stata sospesa dopo le prime centinaia di metri, all'aumentare della difficoltà del terreno, anche a causa della bicicletta, il mitico cancello a ruote lisce (e soprattutto tenere!).

Last but not least l'estrema desolazione dei luoghi, particolarmente adatti all'assalto e uccisione a scopo di rapina (spero non di violenza sessuale) di eventuali ciclisti.

L'inizio è comunque molto promettente, come testimoniano le foto, senza traccia alcuna di civiltà.

Pomeriggio Tiramisù da Pompi... ovviamente in bici ma con la sorpresa di essere accompagnato dalla figlia!!!

Magari organizziamo una pre-scout pomeridiana, va bene?

Diciamo Villa Ada - Castel Giubileo e ritorno sulla ciclabile Tevere fino a qualche birreria del Testaccio.

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domenica 18 settembre 2011

Un collegamento ciclopedonale tra due autostrade












Sto parlando del Ponte della Musica, l'ultimo scavalcamento del tevere che collega Piazza Gentile da Fabriano all'altra sponda.
Forse per riminiscenza parigine o londinesi, si era in epoca rutelloveltroniana, il ponte è stato molto saggiamente concepito come ciclopedonale.














Il risultato è notevole. Un balcone sul Tevere, sembra appunto una di quelle passerelle sulla Senna o sul Tamigi.




Insomma, una cosa da città civile.


Peccato che...


Sì, peccato che come ponte ciclopedonale alla fine non fa che collegare due autostrade, ovvero i due lungotevere.

Dal lato del Foro Italico la pista del Tevere è ancora interrotta.



A svariati mesi dall'inaugurazione del ponte i lavori per il collegamento alla pista, le rampe, sono ancora lettera morta.


Dall'altro lato del tevere la situazione è ancora peggiore.



A Piazza Gentile da Fabriano si sta realizzando un parcheggio interrato, che dovrebbe venire pronto a dicembre 2011.


Se però si guarda il cartellone con il disegno di come verrà la piazza dopo i lavori, esposto al
cantiere, non si vede alcuna traccia di collegamenti al ponte.


Insomma, non so quanto sia costato il ponte.


E' bello ma così serve proprio a poco.


Se questa è la conclusione, forse sarebbe stato meglio spendere i soldi per una bella rete di ciclabili, che almeno a qualche cosa sarebbero servite.


Nota: mi scuso per l'impaginazione, ma pare che su google blog le foto vanno cariche con la notazione polacca inversa...














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sabato 17 settembre 2011

Traversata di Martignano… a nuoto (ma con le pinne)

Stamattina, per la prima volta, ho sentito nell’aria la fine dell’estate. Per la prima volta l’aria sapeva di settembre. Anche il meteo ormai ci sta avvertendo: domenica finisce l’estate.

Pertanto, per celebrare degnamente questa fine dell’estate, e visto che l’acqua non sarebbe stata più così calda per quest’anno, ho deciso di fare un bel bagno lungo a Martignano, portandomi l’attrezzatura da crociera a nuoto.

Eh sì, perché quest’estate avevo acquistato, oltre ad una bella borsa della Mares, anche un pallone della stessa marca, che ha un alloggiamento per gli effetti personali, così che uno può allontanarsi da riva portandosi appresso chiavi, portafogli, telefonino, etc.

Arrivato a Martignano, ho sentito che l’acqua era ancora caldissima. Così mi sono attrezzato e dopo un venti minuti di sguazzamento, ho preso per il “largo”, con l’intenzione di tentare la traversata lungo l’asse maggiore.

L’unica incertezza che avevo era proprio relativa alla temperatura. In effetti non ho “il polso” delle velocità a nuoto. Sapevo che grosso modo l’asse maggiore di Martignano è intorno ai 2 km (in realtà 1900 metri) e che con la gonfiabile l’ultima volta ci ho messo circa 20 minuti.

Quanto mi avrebbe preso a nuoto?

Magari anche un’ora, ma quest’estate sia a Nettuno che al Circeo, ho fatto due crociere a nuoto da due ore, senza contare le ore in canoa.

Quindi fattibile.

L’unica incertezza rimaneva la temperatura dell’acqua. Avevo solo paura di essere preso da freddo al ritorno… cosa che si è rivelata infondata.

Per questo all’andata ho nuotato con prudenza, fermandomi spesso a controllare la distanza percorsa, e soprattutto quella che mancava.

L’arrivo sull'altra sponda è stato tranquillo, ho nuotato per una quarantina di minuti, mi sono fermato una ventina di minuti a riscaldarmi al sole, e poi sono tornato, non prima di aver rassicurato il campo base.

Il ritorno è stato molto più veloce. Ho messo a punto respirazione e bracciate, e mi sono aiutato parecchio con le pinne, che in genere uso solo quando scendo in apnea.

In effetti mi porto le pinne perché mi fanno sentire tanto pesce, perché servono sott’acqua, e alla fine perché avendo gambe da ciclista, è un peccato sprecare i quadricipiti, ma non ho mai imparato ad usarle veramente nel nuoto di superficie.

Alla fine ci ho messo poco più di trenta minuti.

Sono riemerso stanco –specie le spalle-, ma molto soddisfatto. Non ho avuto freddo.

Ciao estate, che bella che sei stata.
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giovedì 15 settembre 2011

Se prima ero io solo a pedalare per Roma...

Ovviamente è una balla, una Marzianata smargiassona, irrispettosa dei ciclisti veri (che pedalavano quando io andavo in moto).

Però, anche se non ero il solo a pedalare a Roma, per parecchio tempo mi è sembrato di esserlo, ovvero passavano giornate senza vedere altri ciclisti.

Adesso sarà la miseria incombente, sarà la direzione presa dall’Europa, la stanchezza del traffico, l'inefficienza dell'ATAC, vedo un bel po’ di ciclisti, anche una decina nel breve tratto da casa al lavoro (4 km), molti che utilizzano la bici elettrica. Se dovessi dare un numero, direi che in dieci anni siamo quintuplicati, con una notevole accelerazione negli ultimi due anni.

Non male come risultato, tenendo conto che alla fine combattiamo ancora con gli ostacoli di sempre: traffico, furti, piste ciclabili insufficienti, doppia fila.

Vediamo all’arrivo dell’autunno cosa succederà, ma il sospetto è che i ciclomobilisti continueranno a crescere.

Colgo l’occasione per alcune precisazioni sul post “pedalare per la crescita”, che a rileggerlo mi sembra un tantino sconclusionato. In breve è quanto segue:

1) La manovra ha ridotto il potere di spesa delle famiglie. La bicicletta consente di mantenere una buona mobilità locale a costi contenutissimi, migliorando l’efficienza economica dei singoli. La bici elettrica appare particolarmente adatta a questo scopo;

2) L’effetto è positivo anche a livello di comunità: spostamenti a basso impatto ambientale, miglioramento della forma fisica, ridottissima usura delle strade, miglioramento della bilancia dei pagamenti, meno incidenti;

3) La diminuzione del consumo di benzina e la parziale sostituzione di un’aliquota di motorini, possono però avere un effetto deprimente sul PIL… che secondo me è ampiamente compensato dall’aumento di efficienza globale.

Va anche detto però che anche le aziende italiane potrebbero sfruttare le opportunità. Infatti il mercato delle bici elettriche sta scaldandosi (40/50 mila l’anno). Se pensiamo che una buona bici elettrica costa quasi quanto uno scooter, il business non è malvagio.

Purtroppo non mi pare che la Piaggio, maggiore azienda italiana per le due ruote, stia entrando nel business (magari mi sbaglio). Sarebbe interessante, anche perché mi piacerebbe vedere le tecniche di produzione in serie dell’industria automobilistica applicate alle biciclette…

martedì 13 settembre 2011

Pedalare per la crescita

Tutti sono un po’ concordi che la manovra è fatta di tagli e tasse, ma che di misure concrete per la crescita non ce ne sono molte. Anzi.

Prelevare 52,3 miliardi di euro dal mercato (circa 1000 € a testa in tre anni) avrà sicuramente effetti depressivi, che non si sa ancora se potranno essere compensati. Sia come sia, dovremo ridurre un pochino il nostro tenore di vita, cercando di non ridurre produttività e qualità di vita.

La situazione sembra fatta apposta per promuovere l’uso della bicicletta, che permette di spostarsi in città porta a porta a costi ridotti, con basso impatto ambientale e fare anche movimento (in sovrappiù). Non tiriamoci indietro: per chi non vuole faticare c’e’ la bici elettrica, che sta diffondendosi come mezzo di trasporto.

Alcuni critici diranno che ogni bici messa in uso può sostituire una frazione di scooter, magari un terzo… Sarebbe interessante fare uno studio in proposito. Inoltre uno gira a pedali non consuma benzina. Non inquina e migliora la bilancia dei pagamenti.

Se ci si e pedalando scende la pressione arteriosa e si vendono meno farmaci. Alla fine l’uso della bici non farà ulteriormente diminuire il PIL?

Francamente non credo.

Tutto ciò che non è efficiente può fare anche aumentare il PIL, ma ne incrementa soprattutto la parte LORDA, ovvero quello che spendi senza motivo.

In poche parole lo sperpero. E noi Italiani siamo specialisti.

Vi sono molti studi che dimostrano che l’uso estensivo ed intensivo della bicicletta porta vantaggi tangibili alle comunità, e non solo per la qualità dell’aria e l’abbassamento del rumore, ma anche per il ridotto consumo delle strade, o perché la bici provoca meno incidenti. Insomma, vantaggi grossi.

A Roma la realizzazione della rete prevista dall'ancora non-approvato piano della ciclabilità consentirebbe a tanti cittadini di spostarsi verso uno stile di vita più efficiente e meno costoso. Francamente sono poco fiducioso che sopravviverà ai tagli agli enti locali. Continueremo con l’oceano di auto in seconda fila?

Ricordiamoci però che per salvare questo Paese dobbiamo smettere di spendere a cavolo e cominciare ad investire sulle infrastrutture veramente convenienti, per esempio quelle a supporto della ciclabilità urbana.

Come stanno facendo gli altri paesi del mondo civile, di qua e di la dall’Atlantico.

domenica 11 settembre 2011

Castel Gandolfo Again!


Foto

Sfidando la tradizione del sabato lavorativo, mi sono incautamente unito al gruppo di Contadera per il lago di Castel Gandolfo, una ventisettina di ciclisti in vena di riprendere la forma.

(Scusate ma sono andato a controllare che le gomme siano ancora gonfie)

La gita è stata quasi perfetta. Dopo 3 settimane di canoa le gambe erano un po’ giù di morale, ma la compagnia ha lenito gli affanni.

(Scusate ma sono andato a controllare che le gomme siano ancora gonfie)

Il lago era magnifico, praticamente deserto. L’acqua calda e limpida, veramente una giornata da ricordare.

Compagnia molto simpatica, invidiatissima… In particolare da quel ciclista che vedendoci passare si è alquanto meravigliato della presenza femminile, in quantità e qualità. Certo, mio caro, ma pe falle contente tutte… finiremo fare le gite di soli 5 km…

(Scusate ma sono andato a controllare che le gomme siano ancora gonfie)

Unico problema della giornata l’abnorme rateo di forature, una cosa allucinante che neanche la strega di Foglino ha mai immaginato, Per fortuna mi sono salvato, ma ogni tanto vado a vedere come stanno le gomme, non vorrei perdessero aria “a tradimento”

(Scusate ma sono andato a controllare che le gomme siano ancora gonfie)

Grande assente Dumil, che dalle pagine di cicloappuntamenti ci ha sempre ricordato, con la sua paziente flemma, che alla fine siamo solo delle pippe, chi in bianco, chi al sugo…

Bisogna che me lo scriva sul manubrio (Ricordati che sei una pippa al sugo) , appena finito di ricontrollare le gomme.