martedì 4 novembre 2008

Co’ ‘sta pioggia e co’ ‘sto vento...

Sarebbe stata la giornata bici perfetta. Un appuntamento di lavoro al vecchio San Michele, quindi giustappunto all’uscita della pista ciclabile del Tevere. Non fosse stato per la necessità di vestirsi in “alta” uniforme e per la pioggia annunciata (poi è arrivata la sera) sarei uscito da casa, avrei imboccato la pista di Via Panama fino a Ponte Risorgimento, avrei imboccato la pista del Tevere, sarei sbucato a Trastever e avrei infilato il cortile del San Michele…

Quindi dal San Michele sarei ripartito, avrei preso l’Ostiense e mi sarei diretto tranquillo verso l’EUR.

Questa giornata di sogno in bici, senza dover rinunciare al lavoro, purtroppo non si è realizzata. Però non posso fare a meno di offrire tre considerazioni:

1) Rastrelliere per biciclette: Malgrado il bellissimo megacortile il complesso del San Michele ha posti auto per tutti (Direttore Generale, Capo Dipartimento, etc. etc.) ma neanche una rastrelliera per le bici lì parcheggiate. Funge da rastrelliera la ringhiera di una scala. Per carità, niente di male, ma a Berlino sicuramente la considerebbero una cosa poco elegante;

2) Efficienza dei percorsi ciclabili: in effetti da Porta Portese si può andare all’EUR per piste ciclabili, in ben tre modi. Il primo è da suicidi. Si tratta di congiungersi alla pista della Colombo passando per l’Aventino, sotto la FAO, Piazza Numa Pompilio, e poi via… credo che la distanza sia tra il 140 ed il 210 per cento di quella ortodromica. Da perditempo. Il secondo non l’ho mai verificato, ma consiste nel continuare sulla pista del Tevere ed uscire a Ponte Marconi, e quindi fare Viale Marconi fino alla Colombo. Non malissimo, ma sempre troppo lungo rispetto al cerchio massimo terrestre. Il Terzo sarebbe di continuare oltre ponte Marconi e passare il Tevere dopo il Viadotto della Magliana. Dal punto di vista della distanza migliora, ma purtroppo non so’ esattamente come fare per scendere dalla ciclabile senza finire in mezzo alla Via del Mare. Cmq, appare urgente preparare una pista che costeggi Via Ostiense fino a San Paolo, visto che gli spazi sono abbondanti, in alcuni casi addirittura eccessivi;

3) Piste Coperte: una vecchia idea, mi pare di averla già citata. Non appare difficile realizzare piste ciclabili coperte, ad esempio quella della Colombo… Visto il passaggio agli sgrulloni tropicali, una copertura permanente sarebbe di grande aiuto alla regolarità del traffico ciclistico. Non credo che l’investimento sia terrificante, e se ben realizzato può avere anche un valore estetico. Se poi vogliamo fare gli ecologi, potremmo avere una pensilina antipioggia coperta di pannelli solari, così da utilizzare in maniera doppiamente ecologica anche lo spazio della pista ciclabile… Tanto so che non se ne fa nulla…

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Percorsi, percorsi, percorsi, ehhh!
Effettivamente a volte c'é da impazzire per decidere, ma se mi permetti ti passo due suggerimenti o forse tre:
1) C'é www.criticalmap.org con le cartine di varie città tra cui la ns Roma, con indicati i percorsi ciclabili creati dagli utenti, tra questi anche i percorsi che indicavi tu con appunti e "soluzioni"
2) Tieni d'occhio www.romapedala.splinder.com dove si parla di tutto un po', ma soprattutto ci si scambiano consigli e suggerimenti tra ciclopendolari/ciclolavoratori/ciclomamme/etc
3) Opsss, non mi ricordo più cosa volevo suggerirti... se mi torna in mente te lo dico.

Buona pedalata.

Mamaa

bikecity ha detto...

ahooo..mo te staialllargààà.....eheeh....mo pure a' copertura

Anonimo ha detto...

@bikecity
E' lunedì mattina, ancora non carburo bene, ma non ho capito il senso del tuo commento.
Sigh! Se ho sconfinato, chiedo venia.
Porta pazienza, noi mamme tendiamo di nostro ad allargarci a dare consigli a tutti...
;-)

Buona pedalata

Mamaa

Lug il Marziano ha detto...

La copertura delle piste è una mezza provocazione. L'infrastruttura di per se' e' banale, e può essere realizzata con materiali ecologici... Se servisse a mantenere flussi abbondanti di ciclisti anche nei giorni di pioggia sarebbe assolutamente benvenuta. D'altra parte se vogliamo rendere la bici accetta all'industria dobbiamo in qualche modo alzarne il costo... PS.: Pur non essendo mamma ho fatto la mia figura con due pargoli sulla bici... Bei tempi!

bikecity ha detto...

il senso del mio commento?....una battuta, solo una battuta...abbiamo 10 metri di piste ciclabili e' gia' si pensa alla loro copertura antipioggia....ben vengano per carita' le coperture e ben vengano anche le speranze e i sogni

Anonimo ha detto...

Tranquilli, anch'io scherzavo (e poi vi ricordo che il lunedì mattina si carbura MALE e dopo 12 Km in bici a digiuno in mezzo allo smog puzzolente il cervello é un po' ottenebrato).
Cmq il marziano ha ragione, si può sempre sognare.

Mamaa