domenica 26 ottobre 2008

Da Trevignano a Bracciano… Chiusura di stagione per la canoa aperta

Con l’uscita di oggi credo che si concluda la stagione della canoa aperta (canoa più bagno) e cominci, se del caso, quella della canoa chiusa, o della bici nel bosco.

Ho fatto un’altra meravigliosa passeggiata al Lago di Bracciano, partendo dalla spiaggia di Trevignano, seguendo la costa fino sotto al Castello di Bracciano. Ho controllato il percorso con Google Earth… sono circa 7 miglia nautiche, niente male per una canoa gonfiabile… Ho fatto anche un bel bagno.

La giornata e’ stata molto romantica. Purtroppo non avevo con me la macchina fotografica (peraltro di qualità piuttosto scadente) e quindi dovrete accontentarvi delle mie descrizioni. Cercherò di evocare in voi sensazioni dimenticate, ma senza scadere nel patetico, il che non è facile.

La costa tra Trevignano e Bracciano è la più selvaggia del lago. E’ sovrastata dai boschi di Oriolo, quelli dove normalmente vado in bicicletta. Quindi sono andato in canoa sognando i boschi, così come vado in bicicletta sognando il lago. Dalla canoa e’ difficile apprezzare qualsivoglia segno di modernità. Infatti non vi sono costruzioni moderne che si affacciano sul lago (se non per qualche breve tratto vicino Bracciano) e la strada è completamente schermata dagli alberi. Spicca il Borgo di Vicarello, dall’aspetto assolutamente d’epoca. Per tutto il percorso si intravede la silhouette del Castello di Bracciano, scura verso il cielo luminoso, e nient’altro di moderno… Proprio come se fossimo antichi viaggiatori.

La giornata aveva i colori dell’autunno. Il cielo era velato, la luce del sole calda, ma non bollente, perché schermata. I colori erano ancora estivi, specialmente il verde del bosco, ma la luce aveva un tono conclusivo, di addio… attenti che il freddo sta per arrivare.

All’orizzonte torreggiavano cumuli di nuvole, che il vento ha spostato verso il lago, proprio come sabato prima un nembo temporalesco ha spazzato la città. Però stavolta non ha piovuto, anche se nel pomeriggio l’ombra si è alternata a sprazzi di luce, l’orizzonte si è fatto in alcune parti tempestoso.

In tutto questo il lago si è mantenuto piatto, senza un’alito di vento, il che ha contribuito non poco alla riuscita dell’escursione. Sull’acqua completamente piatta spiccavano le increspature prodotte da branchi di pesci che nuotavano con il dorso e parte della testa fuori dall’acqua. Non saprei dire che pesci fossero, lunghi una quarantina di centimetri, in branchi anche di centinaia di esemplari, per 20 metri di sviluppo.

Con la canoa gonfiabile, rumorosa nell’acqua, non sono mai riuscito ad avvicinarmi a meno di un metro e mezzo, poi… uno scattare di pinne e tutti via.

Il bagno… l’acqua era calda, ma non è più il periodo giusto… c’e’ poco da fare.

Prima di finire due segnalazioni:
  • Attenti, ci sono lavori incorso sulla Cassia bis, tra Formello ed il Raccordo. La coda che si forma è mostruosa, ci ho perso più di un’ora.
  • Un grazie al proprietario del ristorante “Sottovento”, Catanese trapiantato nel Lazio, del lungolago di Trevignano (Via della rena, 90 - tel 338 6938961), che mi ha fatto parcheggiare l’auto nel giardino del Ristorante. Se andate lì provate ASSOLUTAMENTE il ciambellone al cioccolato fatto dalla moglie. Fa anche gelati artigianali, ma non li ho potuti assaggiare.

Un saluto e cerco di ritornare all’argomento principale, le biciclette, sin dal prossimo post.

1 commento:

emanuele ha detto...

bravo lug... facciamoci sentire anche fuori dal critical mass. purtroppo io percorro sempre strade trafficate dalla zona di san giovanni verso il centro e nemmeno le conosco bene le piste... sono daccordo con te bisogna modificare la cultura imperante e uscire di sabato con la bici